L’eterno ritorno della FIAT 500

fiat500.jpg

“Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.” ( Josè Saramago )

La FIAT 500 è tornata, accompagnata da un imponente piano marketing&comunicazione.

Lo dimostra l’evento di presentazione a Torino di qualche giorno fa e il sito web dedicato alla nuova nata di casa FIAT.

La FIAT ha sempre cercato di far ritornare il suo modello più famoso sulla scena automobilistica, dai molti tentativi riusciti male fino a ques’ultimo che secondo ilcomunicatore ha buone possibilità di successo, sia per il prodotto in sè sia per le scelte di marketing&comunicazione adottate. Perchè?

Perchè punta sulla tradizione, un aspetto che nel mondo contemporaneo sembra assumere, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, un valore molto apprezzato dai consumatori.

Perchè punta sull’italianità, in cui la FIAT 500 ha un posto d’onore, simboleggiando il momento della conquista del benessere per il nostro Paese, il miracolo economico italiano. Il forte legame fra FIAT 500 e storia italiana è sottolineato chiaramente dallo spot Tv.

Perchè punta sulla personalizzazione, quindi risponde alle aspettative del nuovo consumatore postmoderno.

Il piano marketing&comunicazione richiama molto quella della nuova MINI e con questa forse potrebbe condividere un’altra peculiarità: FIAT 500 è potenzialmente un brand, sotto cui sarebbe possibile racchiudere tutta la produzione FIAT.

Luca Taddei.


23 Responses to “L’eterno ritorno della FIAT 500”


  1. 1 aellebi sabato, 7 luglio , 2007 alle 4:53 pm

    Torno eccezionalmente (non per ridicolo e antipatico ‘primadonnismo’ congenito, ma per piani annunciati, che sto in linea di massima rispettando) su ‘Il Comunicatore’, anche perché ho appena ricevuto la richiesta di approvazione di un tuo commento, Luca, su ‘Deliri metaniti’, che mi ha fatto piacere.
    Beh, la Cinquecento è stata e sembra che sia, per alcuni motivi, davvero un piccolo grande mito italiano, di cui essere, in ultima analisi, fieri. Ne ho avuta una, Abarth, alla fine degli anni ’60. Faceva i 95 in terza. NBe ho fatte di tutti i colori con e dentro lei, nel senso migliore del termine. Anche la nuova è, sembra, tosta.

  2. 2 Luca Taddei sabato, 7 luglio , 2007 alle 6:03 pm

    Ritorno gradito!!! Ciao, ciao!!!

    L.T.

  3. 3 trinitysdc domenica, 8 luglio , 2007 alle 12:31 pm

    Troppo bellina, se dovessi farmi una macchina ora non ci penserei 2 volte!
    Piano di Marketing geniale. Ho avuto la fortuna di sentire la testimonianza del giovane ideatore di cui non ricordo il nome in una lezione del prof. Stancati. Non so se anche tu ne hai avuto modo..
    Veramente in gamba!
    Ciao!

  4. 4 Luca Taddei domenica, 8 luglio , 2007 alle 4:42 pm

    Ciao Trinitysdc, mi fa piacere che tu sia passata a lasciarci un commento su ilcomunicatore. Purtroppo non ne ho avuto modo…non deve essere passato qui da Firenze!!! Se tu avessi un resoconto di quel che ha detto e avessi la possibilità di inviarmelo via email ( la mia email è luca.taddei@gmail.com ), mi faresti un grandissimo regalo!!! Che ne dici? Naturalmente se non è un disturbo per te!!!

    L.T.

  5. 5 salpetti domenica, 8 luglio , 2007 alle 9:19 pm

    Luca, ottima analisi. La condivido in pieno. 500 FIAT è quasi un marchio a sè stante alll’interno del mondo Fiat. Credo che la casa di Torino abbia fatto centro riproponendo la 500 che fa parte del costume italiano e rappresenta un pezzo della nostra storia. Rievoca ricordi, emozioni, avventure, storie, ….
    Con la camapagna di marketing e la buona comunicazione che gli hanno affiancato, poi, il successo è assicurato.
    Brava FIAT!!!😉

  6. 6 Marina lunedì, 9 luglio , 2007 alle 7:39 am

    Complimenti per lo spazio che hai dedicato a questo piccolo grande mito italiano. Anche se sono troppo giovane per ricordarne i trascorsi, non posso sottrarmi al fascino del suo innegabile potere comunicativo. Grazie per essere passato da nostro blog… e per averci fatto conoscere il tuo!🙂

  7. 7 Alessandro lunedì, 9 luglio , 2007 alle 9:18 am

    Concordo con quanto hai scritto Luca. Il piano di comunicazione è stato perfetto. Sullo spot ci sarebbe da riflettere un po’. Non so quanto sia etico l’utilizzo di persone che hanno dato la vita per un mondo migliore, a fini commerciali.. è un discorso che scotta, lo so..

    Per quanto riguarda, invece, i ricordi nostalgici di Aellebi. Beh.. io non ho visto gli anni ’60 (a dire il vero neanche i ’70 e degli ’80 ricordo poco..) e non ho avuto nemmeno la mitica 500.. tuttavia tra i ricordi più belli della mia adolescenza qualche spazio ce l’ha anche per lei..😉

  8. 8 gimbola lunedì, 9 luglio , 2007 alle 1:56 pm

    certo la FIAT fa bene la pubblicità… facesse bene anche le macchine.
    Pensavo che per il 50esimo , la nuova macchina uscisse con la doppia alimentazione(gas e benzina) di serie (come fanno altre case automobilistiche).

    Invece ha dimostrato di pensare solo al PASSATO, e non considerare minimamente il nostro futuro.
    Uno spot bellissimo, ma fuori luogo, sbagliato, in relazione all’obiettivo finale della campagna: la vendita di un’automobile!!!
    per una macchina ”antiquata e vecchia di 100 anni” e antiecologica! mentre l’emergenza ambientale e climatica si fa sempre più emergenza!!
    Sono sempre stata cliente fiat, ma questa volta mi ha proprio deluso!
    La fiat NON “appartiene a tutti noi”!

  9. 9 aellebi lunedì, 9 luglio , 2007 alle 2:05 pm

    Grazie, Luca e Alessandro.
    Credo sempre più che sragionare a fasce d’età, perdonando tutto alla propria e non perdonando niente, conoscenze teoriche e pratiche a parte, sia proprio da coglioni.
    Siete giovani anche dentro.
    E ‘vecchi’ o ‘giovani’ si nasce.

  10. 10 aellebi lunedì, 9 luglio , 2007 alle 2:06 pm

    [… e non perdonando] niente alle altre

  11. 11 simone martedì, 10 luglio , 2007 alle 10:45 am

    Il lancio della nuova 500 é la dimostrazione più tangibile dell’ attenzione che le aziende eccellenti oggi dedicano agli strumenti del marketing relazionale.
    Eventi come quelli organizzati dalla Fiat a Torino e nelle altre città italiane per lanciare la nuova 500, rafforzano e valorizzano la campagna di comunicazione mediatica con “momenti” in cui prodotto, produttori e consumatori hanno la possibilità di incontrarsi e condividere esperienze molto gratificanti, talvolta uniche.
    Tutto cià a vantaggio del marchio/prodotto esibito e della sua immagine e credibilità.

  12. 12 aellebi martedì, 10 luglio , 2007 alle 6:58 pm

    Marketing relazionale.
    Se ben fatto, senza ignobili trucchi per ulteriormente abbindolare, anche in teleconferenza, è ottima cosa, non c’è nient’altro di così valido.
    Ma non molti hanno ancora capito che la verità dei fatti, l’autenticità del sentire, la capacità vera, non furba, sono rEvoluzionarie.

  13. 13 Luca Taddei martedì, 10 luglio , 2007 alle 10:38 pm

    @salpetti:grazie, mi fa piacere che la pensiamo allo stesso modo!!!

    @marina: grazie per essere passata sul nostro blog! A presto!

    @alessandro: hai introdotto un tema interessante: l’etica della comunicazione, dovremmo rifletterci più spesso. Magari potremmo parlarne più approfonditamente in un post dedicato a questo tema!!!

    @gimbola: una buona pubblicità non vale niente senza un buon prodotto, questo è un dato di fatto! Sicuramente la FIAT per quanto riguarda la nuova 500 non ha puntato come suo punto di forza nell’ecologia! Forse è uno sbaglio, hai ragione! Spero che non abbia altri problemi, specialmente di sicurezza!
    Per quanto riguarda lo spot, credo che legare la FIAT 500 alla storia dell’Italia e collocarla accanto a personaggi ed eventi storici centrali per il nostro Paese potrebbe essere funzionale rispetto agli obiettivi della casa di Torino!

    @aellebi: grazie aellebi! Sono d’accordo con te: il marketing relazionale si fa solo se si ha la buona intenzione di costruire veramente una relazione con i consumatori, vera ed onesta. Altrimenti si deve stare attenti ad un possibile effetto boomerang per l’azienda!

    @simone: sono d’accordo con te! Abbiamo partecipato insieme all’evento di presentazione della FIAT 500 a Firenze, anche se rispetto a quello che si è visto a Torino è stato un po’ deludente! Credo che in Italia troppo spesso si fa comunicazione e marketing a grandi livelli in alcuni luoghi e non in tutto il Paese, spesso in dipendenza della presenza dell’azienda sul territorio o in dipendenza di Milano e Roma. Forse dovremmo pensare a una comunicazione e un marketing di grande livello più diffusi sul territorio nazionale! Pensiamoci, forse ne guadagnerebbe molto l’Italia tutta e le stesse aziende.

    Ciao a tutti!!!

    L.T.

  14. 14 aellebi mercoledì, 11 luglio , 2007 alle 8:13 am

    E’ sempre stata una minoranza a pensare che, tutto sommato, l’etica non bacchettona nel marketing, non sbandierata, ma ‘allegramente inesorabile’, e soprattutto l’agire di conseguenza, sia rEvoluzionario.
    In effetti un potentissimo ‘word of mouth’ marketing, un uovo di Colombo.
    Spero, constato, che stanno aumentando.
    Scrivo di queste cose per esperienza diretta pregressa, oltre che studi, non conclusi, anche in università, e letture mie.

    Buon lavoro vocazinale, bimbi ;o)…

  15. 15 Vannutella sabato, 21 luglio , 2007 alle 10:13 am

    Mbeh io un pensierino a comprarla ce lo sto facendo certo dovrò aspettare ancora un po’, secondo me merita davvero, prima la andrò a testare però

    P.S. dopo lungo da fare torno a commentare.
    Ciao Giovanna

  16. 16 aellebi mercoledì, 25 luglio , 2007 alle 11:27 pm

    Cucù, Luca & Co.(mbricconcella…),

    giusto per lasciar traccia automatica dell’ultima – per il momento – versione del mio ‘Cibernido’ aperto a chi ha ancora o già testa fra le nuvole, cuore ad altezza di donna e piedi per terra.

  17. 17 Elisa venerdì, 27 luglio , 2007 alle 3:19 pm

    Piano marketing e comunicazione eccellente…in Italia purtroppo se ne vedono ben pochi così!
    Però ancora non ho avuto modo di gustarmi l’auto di persona😦

  18. 18 sergio sabato, 17 aprile , 2010 alle 8:23 pm

    l’ho amata tanto e non è questione di tempi. era usata la mia. una macchina provvisoria. a 100 ho fuso uno dei 2 pistoni e non si fermata solo davanti al meccanico.
    Quelle nuove hanno un design che infastidisce. una mancanza di creatività e di rispetto all’originalità generata dal vero entusiasmo dell’epoca.
    Per quanti sforzi è e sarà un insuccesso continuo. Chi la compra diventa un frustrato italiano.

    La smart è un’altra faccenda. Gli italiani sono sotto l’influsso di……


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