Archivio per ottobre 2007

i Campioni della Fiorentina per la comunicazione sociale

pazzini.jpg

“Una partita si può perdere. La vita no! Se vuoi guidare non bere”. ( slogan della nuova fase della campagna di comunicazione del Comune di Firenze per la sicurezza stradale )

Dopo Rui Costa e Toldo, oggi tocca a Pazzini.

E’ proprio l’attaccante viola a essere protagonista della nuova fase della campagna di comunicazione del Comune di Firenze per la sicurezza stradale.

Il volto del calciatore della Fiorentina sarà, a partire da Giovedì 1 Novembre, su manifesti, locandine, stendardi e cartoline che saranno affissi e distribuiti nella città del Giglio.

La campagna di comunicazione, “La vita è tua. Non perderla per strada” ha ormai una storia pluriennale ed ha avuto come testimonial negli anni precedenti, oltre ai calciatori della Fiorentina già citati, anche il conduttore televisivo Carlo Conti e il cantante Pierò Pelù.

Infatti la campagna ha sempre visto nel testimonial il suo punto di forza ed ha sempre individuato i giovani come target di riferimento.

La campagna di comunicazione del Comune di Firenze è un bell’esempio, secondo me, di una buona comunicazione sociale made in Italy portata avanti dalle Istituzioni e capace anche di coinvolgere soggetti privati, come la Fondiaria-Sai.

E’ da sottolineare soprattutto la continuità della campagna, che testimonia la comprensione da parte del Comune di Firenze di un uso strategico della comunicazione sociale, che può dare buoni risultati solo col tempo, e l’attenzione al riferimento territoriale ( i testimonial scelti sono legati alla città e amati dai Fiorentini ).

Non so se siete d’accordo con la mia breve analisi, oppure mi sono lasciato prendere dalla passione sportiva, essendo da buon fiorentino un tifoso viola!

Che ne dite?

Luca Taddei.

in principio fu il Verbo…ed ora il Web?

gesu.jpg

“Non sempre ciò che viene dopo è progresso.” ( Alessandro Manzoni )

Dopo una breve fase sperimentale l’ 8 Agosto è stato inaugurato GodTube, sito di filmati a sfondo religioso ideato da un ex dirigente della rete televisiva Cbs, Chris Wyatt.

E’ ampia l’ offerta proposta da questa sorta di You Tube della cristianità: sermoni, canti gregoriani, testimonianze di fede, lezioni di catechismo ma anche musica rock a sfondo religioso, umorismo ed anche un po’ di satira, censurata quando suscettibile di apparire blasfema ed offendere il pubblico.

Su GodTube anche il videoclip che ha ricevuto più spettatori al mondo: una bambina di quattro anni vestita di rosa che recita il Salmo 23, quello del buon pastore; quattro milioni sono gli utenti che in poche settimane hanno voluto vedere ed ascoltare questa bambina.

Stando alle dichiarazioni, Chris Wyatt ha pensato di usare la tecnologia per costruire un nuovo spazio dove i giovani – sempre più in fuga dalla chiesa – potessero recuperare il rapporto con la fede, provando ad offrire loro un messaggio spigliato, non di rado scherzoso.

Modernizzare il culto e le pratiche di fede: sarebbe questa dunque l’ intenzione di Wyatt, il quale sta lavorando per dar vita ad un movimento da lui definito “cristianesimo Jesus 2.0”.

“In una società la cui cultura è sempre più ancorata ad Internet e che si sta abituando a ricorrere al web per tutti i suoi bisogni, è sbagliato tener fuori la fede dalla rete”, sostiene Wyatt.

E i dati forniti dal Pew Internet Study, uno dei più autorevoli centri di ricerca sociale, sembrano confermare tali affermazioni: oggi 82 milioni di americani vanno su Internet per motivi legati ai loro interessi religiosi; sono più di quelli che usano la rete per interrogare la loro banca o per cercare di fare nuove conoscenze.

Del resto il fenomeno della “tecnoreligione” – così se ne parla in gergo – non si esaurisce certo qui: ha già fatto la sua comparsa Conservapedia.com, la risposta conservatrice a Wikipedia, ed esiste una versione cristiana di MySpace, ovvero MyPraize.com.

Capirete bene quanti e quali detrattori ci siano che – soprattutto dall’ Europa – scuotono la testa: c’ è il timore che l’ aumento dell’ offerta religiosa su Internet divenga un sostituto della presenza fisica alla funzione domenicale ed è stato detto che tali iniziative banalizzano il messaggio religioso e annullino il senso spirituale della riflessione intima.

“Internet favorisce il dialogo e democratizza la religione”, ribatte invece Stephen O’Leary, docente di comunicazione sociale.

A chi credere?

A voi la parola amici de ilcomunicatore!

SimoDG

contro la libera comunicazione, l’Italia è nel Medioevo

bavaglio.jpg

“La libertà, se è indispensabile al progresso di un popolo civile, non è fine a se stessa”. ( Giovanni Giolitti )

Ho aspettato a commentare il caso del DDL Levi-Prodi ( eccolo qui ) per qualche giorno per avere le idee più chiare e vedere come si sarebbe evoluta la faccenda.

Ho preferito leggere molto sui blogs e sui quotidiani prima di esprimermi, ricordandomi di una frase di Jorge Luis Borges scritta su un segnalibro che uso: “Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto io sono orgoglioso di quelle che ho letto”.

Per questo vi invito a leggere i post sull’argomento di Marketing Routes, Civile.it, Punto Informatico e Civium Libertas. E se vi va leggete anche i due post di Beppe Grillo ( eccone uno ed ecco l’altro ), ma non dimenticatevi assolutamente di leggere attentamente questi post:“No al bavaglio per la Rete” e “Consiglio dei Ministri. Rete libera” sul blog del Ministro Antonio Di Pietro, “Internet. Un errore da correggere” sul blog del Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni.

E’ un fatto che il DDL Levi-Prodi sia sbagliato e vergognoso, nei fatti liberticida. E’ un fatto che dei Ministri della Repubblica, che abbiano firmato un provvedimento senza leggerlo, siano degli irresponsabili e che dovrebbero dimettersi. Ed è anche un fatto che il DDL Levi-Prodi probabilmente verrà ritirato perchè alcuni Ministri della Repubblica, fra cui il Ministro delle Comunicazioni, si sono accorti dell’errore.

Ma c’è anche un altro fatto, per me più importante di tutti questi altri fatti:
un Paese avanzato, che vuole essere protagonista nel mondo contemporaneo, ha bisogno di Istituzioni politiche che promuovano l’innovazione e lo sviluppo della comunicazione , per dare più possibilità ai cittadini e alla loro Libertà e per fare impresa.

Per favorire la comunicazione, le Istituzioni politiche devono necessariamente conoscere la comunicazione, le sue regole, i suoi meccanismi, la sua Libertà.

Altrimenti c’è il Medioevo.

E voi che ne pensate?

Luca Taddei.

Mafia cartoon

mafia-cartoon.jpg

“Ho sempre disegnato animali, sono meglio degli uomini”. ( Walt Disney )

Oggi parliamo di un progetto interessante per due motivi.

Il primo è che il progetto è della Zerocento, una piccola casa di produzione indipendente di cartoon palermitana ed il progetto è un cartone animato. Insomma anche in Italia si riescono a produrre cartoon, in maniera originale, ed è possibile farlo anche in città come Palermo, se si hanno buone idee, tanta passione e voglia di scommettere.

Il secondo è che il progetto in questione è un cartone animato ironico sulla Mafia. Il cartoon si chiama Caciocavallo ed è disegnato da giovani palermitani, che si sono ispirati ai Simpson e ai Soprano.

Al centro ci sono la mentalità e le azioni di boss e picciotti nella vita quotidiana e nei “grandi affari”, i riti di iniziazione per entrare nella Famiglia, i giuramenti, le riunioni segrete nei covi.

Ci saranno i buoni, gli agenti speciali, i sovrintendenti e gli uomini della squadra operativa che si muove attorno all’ispettore capo Andrea Valdemone della squadra mobile di Palermo il boss dei boss, così come non mancheranno i cattivi, tra cui spicca lo zio Santino, alter ego animato del boss Bernardo Provenzano.

La produzione è quasi completa: la Zerocento ci lavora da un anno e ormai stanno ultimando le fasi di produzione. E già ci sono i contatti con una grande casa di distribuzione e una di produzione. Il prodotto è pensato come una serie animata per la televisione a puntate, una ventina in tutto da 15 minuti ciascuna. Ma si pensa già a un lungometraggio per il grande schermo.

Piccola riflessione: Caciocavallo conferma ulteriormente la mia idea che ormai la Mafia è un brand, di cui tutti i media, con minore o maggiore creatività, con intenti più o meno diversi, si servono abbondantemente e massicciamente.

E voi di questo cartoon che ne pensate?

Luca Taddei.

nasce il blog…condominiale!

condominio.jpg

“Casa dolce casa.” ( John Howard Payne )

C’ è una nuova creatura nella sfera dei blog.

Si tratta di un blog ibrido – un po’ diario online, un po’ giornalismo, un po’ riunione condominiale – sperimentato dagli inquilini di via del Pesciolino 5, un complesso residenziale della periferia di Firenze.

Il sito è aggiornato con una certa continuità ed i contenuti spaziano dalle problematiche condominiali (per esempio regolamenti, assemblee o spese varie) a quelle di interesse locale (apertura di giardini pubblici, impianti non graditi) fino a più generali temi d’ attualità (caso De Magistris, V- Day, etc.).

Scorrendo i post e le varie pagine del blog ho percepito tanta voglia di partecipare alla vita della comunità di cui il condominio fa parte: nella home-page risalta per esempio la sezione “Firma la petizione”, attraverso cui i condomini esortano a porre il proprio nome su un documento da consegnare al sindaco ed altri organi competenti per chiedere maggior presidio del loro quartiere, dove lamentano una crescita del numero di furti nelle case, nelle cantine private e condominiali e nei garage.

Ma le richieste dei condomini non si fermano qui, altri disagi hanno per esempio a che fare con gli immigrati e con l’ inquinamento acustico dovuto al transito degli aerei (non so se vi è capitato di venire a Firenze in aereo, l’ aeroporto è molto vicino ai centri abitati e quando l’ aereo atterra passa praticamente a pochi metri dai palazzi abitati!).

In generale mi sembra una buona iniziativa, tuttavia non posso non sorvolare su quel “nessun commento” che segue ogni post pubblicato, nonostante ve ne siano alcuni davvero interessanti.

Che sia una buona idea priva di alcun seguito?

Vedremo, seguiremo, vi informeremo…e nel frattempo vado a proporre un blog ai miei condomini, ammesso che sappiano che cosa sia un blog!

SimoDG

verso una cultura della comunicazione

comunicare.jpg

“Non si può non comunicare” ( Paul Watzlawick )

Prendo spunto da un’iniziativa della Regione Toscana, peraltro già attiva da qualche anno, chiamata Pianeta Galileo ed organizzata per promuovere il sapere scientifico in Toscana e naturalmente in Italia.

Sappiamo che la media italiana di laureati nei settori scientifici non è molto buona e siamo coscienti invece che un Paese moderno ha bisogno di grandi investimenti, intellettuali ed economici, nella scienza.

E’ un tema molto importante, così come sono importanti molti altri temi, dal contrasto degli incendi dolosi all’incentivazione dell’imprenditoria giovanile, dalla lotta al bullismo nelle scuole al risparmio energetico nelle case, dall’importanza del sistema sanitario nazionale alla diffusione della lettura fra i giovani.

Tutti questi temi sono legati a conoscenze e a mondi diversi: insomma non c’entrano nulla l’uno con l’altro.

Invece no, una cosa in comune ce l’hanno: il bisogno di comunicazione, una comunicazione che li rappresenti e li renda condivisi da più persone possibili, una comunicazione che possa attivare delle azioni volte a produrre un cambiamento.

Questo è possibile perchè la comunicazione non è una disciplina, ma un campo che coinvolge tutto il complesso delle attività della vita umana.

Ogni tema è toccato dalla comunicazione: tornando allo spunto iniziale, Pianeta Galileo non è altro che una campagna di comunicazione, per lo più caratterizzata dall’organizzazione di eventi. Il tema è il sapere scientifico, ma l’essenza è la comunicazione.

Voglio essere netto: nessun tema ha speranza di essere preso in considerazione senza il supporto decisivo della comunicazione. Di conseguenza il fattore più importante nell’attivazione di qualsiasi cosa non è il tema, ma la sua comunicazione.

Insomma, il potere di “attivazione” di un processo, di una presa di coscienza, di un cambiamento etc… è una caratteristica peculiare della comunicazione.

Compreso questo, si comprende anche la necessarietà di una cultura della comunicazione con la centralità della professionalità e delle professioni del comunicare. O mi sbaglio?

Luca Taddei.

tendente a zero

img_1.jpg

“Il segreto degli affari è sapere qualcosa che nessun altro sa.” ( Aristotelis Sokratis Onassis )

Cos’ hanno in comune Ryanair, Zara, la Free-Press e Mediaset ?

Semplice: l’ aver perseguito una strategia di medio- lungo termine che si è rivelata vincente quando non capace di assicurare a queste aziende la leadership nei rispettivi mercati di riferimento.

Si tratta, come avrete capito, della scelta di ridurre o addirittura di eliminare il prezzo dei propri prodotti/servizi per ottenere in cambio il bene oggi più prezioso: l’ attenzione del consumatore.E questo senza drastici tagli alla qualità.

Le aziende che ho nominato (ma ci sono diversi altri casi) hanno compreso un punto fondamentale: oggi la comunicazione ha superato per importanza l’aspetto produttivo.

Tutti producono bene e Cina e India in alcuni settori sono irraggiungibili: quello che pertanto rende vincente un prodotto o un servizio è la comunicazione, intesa come capacità di costruire un rapporto col consumatore ispirato ai principi della condivisione e della conoscenza reciproca.

Il consumatore postmoderno è sensibile al prezzo e cerca l’ affare ma senza rinunciare ed anzi pretendendo la qualità? Bene, soddisfiamolo. Tanto i soldi arrivano lo stesso, e come se arrivano!

La strategia del nice price alimenta infatti un circolo virtuoso che soddisfa tutte le parti coinvolte. L’ azienda elimina o riduce i prezzi, i consumatori colgono l’ affare e ne diventano clienti, il successo dell’ azienda attira partners ma soprattutto investitori pubblicitari…e il gioco continua!
In Italia la prima grande operazione del genere è stata quella di Silvio Berlusconi che ha saputo offrire agli italiani una televisione completamente gratuita: con nuovi linguaggi, nuovi programmi, nuova informazione.

Cosa c’ è all’ orizzonte? Cellulari gratis.
“Vogliamo aprire una nuova era nelle comunicazioni mobili, abbattendo i costi. Il nostro sistema consente di telefonare o inviare sms ad altri cellulari all’ interno di una rete che si autoconfigura, trasformando i telefonini in ripetitori wireless, senza fili, eliminando quindi la necessità delle stazioni base e degli stessi operatori mobili.”, afferma sulle pagine del Corriere Economia Anders Carlius, ingegnere elettronico svedese fondatore di TerraNet, start- up nata nell’ Ideon Science Park, il più grande parco tecnologico scandinavo.

Ericsson è già molto interessata.

SimoDG


ilcomunicatore

PENSARE COMUNICAZIONE PER FARE COMUNICAZIONE

luca.taddei@gmail.com

ilcomunicatore è il blog di riflessione, discussione, condivisione sul mondo del marketing & comunicazione

Contatori

This blog is listed

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog Career & Job Blogs -  Blog Catalog Blog Directory blog search directory Blog-Show la vetrina italiana dei blog! MigliorBlog.it
Add to Technorati Favorites

Creative Commons

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: