Archivio per febbraio 2008

le professioni del comunicare: chi scende e chi sale

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” Tutto ben considerato, lavorare è meno noioso che divertirsi.” ( Charles Baudelaire )

Questo articolo che riprende una ricerca svolta da Ad Age DataCentre ci fornisce alcune indicazioni utili in relazione alle opportunità di lavoro nel mondo della comunicazione e sul trend di sviluppo del mercato della comunicazione.

I dati sembrano inequivocabili: il futuro delle professioni del comunicare è sul web ed è nel settore dei servizi di marketing e comunicazione.

Il settore più in crisi dell’industria dei media è quello della carta stampata seguito da televisione e radio che nel 2007 hanno tagliato tutti personale, tanto che gli impiegati in questo settore hanno toccato lo scorso anno la cifra più bassa degli ultimi 15 anni.

Soltanto i web magazine ed i siti internet non hanno licenziato, a testimoniare un mercato del web in espansione.

Contemporaneamente, nel novembre 2007 il settore dei servizi di marketing e comunicazione ha toccato un record di assunzioni.

Il boom è anch’esso sicuramente legato ai nuovi media e alle nuove tecniche di marketing alternativo e non tradizionale, dato che le agenzie pubblicitarie tradizionali invece stagnano.

In conclusione tra le professioni del comunicare c’è pochissimo spazio per i giornalisti e pubblicitari tradizionali e molto spazio per i professionisti della comunicazione web e per i marketing & communication manager.

E’ qualcosa di temporaneo e passeggero o è un trend di lunga durata? Che ne pensate?

Luca Taddei.

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il tuo curriculum viene snobbato? Comunica, comunica, comunica!

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“L’ ambizione é una sorta di lavoro”. (Gibran Khali)

Oggi vi racconto la meravigliosa, divertentissima ed italianissima storia di un giovane comunicatore un po’ “matto” ma decisamente originale, motivato e propositivo, e che mi auguro possa davvero coronare il suo sogno.

Il Lui in questione si chiama Francesco, é romano, laureato in Economia ed ha alle spalle viaggi per l’ Europa ed alcune esperienze di lavoro.

Cerca il salto di qualità, invia il curriculum alla Leagas Delaney, importante agenzia di comunicazione con uffici romani, ma come spesso accade la risposta assume le sembianze di Godot: non arriva mai.

Reinvia il curriculum ma niente.

Lascia? No, raddoppia. D’ altronde quello é il suo obiettivo, e il tipo é uno tosto. Cosa può fare? Boh…solo una parola gli frulla per la mente…comunicazione! Francesco inizia a pensare a se stesso come ad un brand, che deve essere lanciato sul mercato e fatto conoscere.

Prima di tutto ci vuole un nome, e originale anche, immediato, distinguibile…..16di16 é l’ ideale!Il tipo ostinato infatti si inventa ricercatore di mercato, contatta l’ agenzia e scopre che sono in 15 a collaborare…bene, lui sarà il 16esimo, il 16esimo di 16!

Trovato il concept occorre costruirci attorno una bella campagna di comunicazione, “efficace ed integrata”, come ci insegnano all’ università. Di inviare i suoi articoli sul marketing manco per idea, tanto li cestinano. O meglio, articoli sì, ma non bastano. Chiama un amico trapanese mago delle comunicazioni visive e si fa fare un poster, anzi 16 poster, uno per ogni membro dell’ agenzia, lui incluso! I poster non sono semplici poster ma sono fatti a puzzle e applicati su forex, quei pannelli plastici, leggeri, molto flessibili, usati nelle fiere.

Dunque prima si spediscono i poster in agenzia, creando curiosità ed attirando l’ attenzione, poi si inviano gli articoli e i lavori precedentemente realizzati: geniale!

Il passo successivo é l’ ideazione di adesivi da distribuire (e poi togliere!non alla Loris Cecchini!) lungo il percorso che porta all’ agenzia, di modo che capi e collaboratori vari se ne possano accorgere.

Oggi, i poster sono stati consegnati, gli adesivi distribuiti e Francesco attende una risposta che, ancora una volta, mi auguro possa essere positiva.

Al di là infatti della simpatia che la vicenda ha, la sua é una buonissima strategia di marketing virale, ben pensata e che lascia il segno. Il valore della sua “campagna” accresce se pensiamo ai costi ridottissimi e alle idee originali, che sono tutte farina del suo sacco e non di un articolato “teeeeam”!

Ogni passo della campagna é descitto nel blog di Francesco (un “blog di scopo” mi verrebbe da definirlo rifacendomi ad alcuni fatti attuali!) che si chiama appunto 16di16 e che ora ha chiuso i battenti essendo stato pensato unicamente per seguire questo percorso verso – speriamo! – l’ agenzia Leagas.

A questo punto, attendiamo insieme a Francesco il responso!

SimoDG

Ferrara, il comunicatore

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“Le opinioni sono come i chiodi: più vi battete sopra e più quelle penetrano.” (Alexandre Dumas, padre)

La discesa in campo di Giuliano Ferrara con una lista di scopo definita pro – life, ostinatamente voluta per rinnovare la visibilità ed offrire una centralità di dibattito alla questione dell’ aborto, ha dato forti scossoni a questa prima fase di campagna elettolare, che ricorderemo per i toni divenuti improvvisamente soft: la demonizzazione dell’ avversario é sparita dalle strategie di comunicazione ed ha lasciato spazio a progetti e programmi, tra l’ altro tendenzialmente convergenti.

Ho avuto modo di seguire fin dall’ inizio la battaglia di Ferrara, che oltre ai contenuti ha catturato la mia attenzione per il ruolo essenziale svolto dai mezzi di comunicazione, usati dal giornalista in modo sapiente e strategico.

L’ embrione della campagna pro – life é una riflessione che Ferrara fece tempo fa durante una puntata di “8 e mezzo” a proposito della ipocrisia da lui colta in quanti, siamo nelle settimane della moratoria contro la pena di morte, piangono per la condanne inflitte ad assassini mentre non dicono una parola sul miliardo di innocenti bambini mai nati: creature di tutto il mondo sottratte alla vita, talvolta per una scelta consapevole, talvolta per problemi (di tipo economico, sociale, fisico) erroneamente giudicati dai genitori come irrisolvibili, talvolta ancora per aberranti volontà sessiste ed eugenetiche.

Quella che apparentemente era una riflessione in reazione alla risposta positiva data dall’ Onu alla moratoria contro la pena di morte, si é trasformata in una vera e propria campagna in difesa della vita. Una campagna a cui gli interventi di medici ed esperti ha dato solidità, anche scientifica, e che é resa ogni giorno umana dalle continue lettere di lettere di adesione e testimonianza.

Interventi e lettere inviate e pubblicate sul Foglio, supporto indispensabile al progetto di Ferrara.

E sempre dalle pagine del Foglio é stata comunicata la candidatura del giornalista, assieme a obiettivi, contenuti ed eventuali partner o membri delle lista.

Il Ferrara politico mostra di aver fatto sue le strategie comunicative di quel Berlusconi di cui si dichiara appassionato amante, nell’ ovviamente metaforico senso del termine: pochi dubbi, si da’ per vincitore e si dichiara al 6, 7%.

Con la sua lista, Ferrara intende dunque dare voce a quel diffuso interesse nei riguardi dei temi etici che, insieme alla sensibilità ambientale, sta emergendo come tendenza intrinseca alla postmodernità, con ripercussioni sia nel rapporto tra consumatori ed aziende che in quello tra cittadini e politici.

Nelle democrazie più avanzate, questioni come l’ impatto dell’ uomo sull’ ambiente, il riscaldamento globale, la bioetica, l’ aborto, la famiglia, si sono già imposti al centro dell’ attenzione generale e dunque della comunicazione pubblica, vedremo cosa succederà da noi e che reazioni avranno gli italiani.

Insomma, Ferrara sembra rivendicare un ruolo di protagonista in quel nuovo corso da tempo annunciato e oggi forse realmente vicino. Un protagonista anche della comunicazione, non solo giornalistica ma più in generale politica.

Voi che pensate: si tratta di una meteora, destinata a tornare presto nella sua comoda poltrona di “Otto e mezzo”, oppure Ferrara potrà davvero contribuire a ripensare il significato della politica, che come lui sostiene non é e non può essere solo Irpef, immondizia e Alitalia?

SimoDG

Maurizio Costanzo e Raoul Bova, due volti per la comunicazione

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“I pregiudizi han più sugo, talvolta, dei giudizi”. (Gesualdo Bufalino)

Sono rimasto piacevolmente colpito dal sentire in tv discorsi sulla buona comunicazione e sulla necessità di affidarsi a professionisti seri e competenti.

Come qualcuno avrà capito, mi sto riferendo allo spot pensato e realizzato dalla Unicom in occasione dei suoi 30 anni di vita che vede Maurizio Costanzo consigliare agli imprenditori, in particolare a quelli della piccola e media impresa, di valorizzare i propri prodotti con una buona comunicazione, definita dal noto conduttore come indispensabile per distinguersi e competere nel mercato di oggi.

Nel nostro blog abbiamo spesso discusso della scarsa consapevolezza che c’ é in Italia circa la comunicazione, deformata nella sua essenza da pregiudizi diffusi e non di rado sottovalutata, o peggio ancora resa bersaglio di critiche ed accuse da parte degli stessi comunicatori.

Plaudo dunque allo spot della Unicom, che mi auguro possa trovare continuità ed ispirare altre iniziative del genere.

Svegliamoci comunicatori!

Intanto, Raoul Bova presta il volto ad un’ ennesimo comunicatore protagonista di una pellicola italiana, il campione d’ incassi “Scusa, ma ti chiamo amore”.

E sul grande schermo targato made in Italy noi comunicatori siamo sempre i soliti: pubblicitari, giovani, carini, un pò scemi, con sindrome di Peter Pan e terrorizzati dai 30 anni, con turbe amorose e preferibilmente attratti da ragazzine molto ma molto più giovani.

Vi ricordate? Accorsi ne “L’ Ultimo Bacio”, Vaporidis in “Come tu mi vuoi”, Argentero in “Saturno Contro”, ed ora é la volta di Raoul Bova in “Scusa, ma ti chiamo amore”.

Tanto amati al cinema, tanto snobbati in tv.

Sul piccolo schermo le professioni della comunicazione sono poco frequentate, al massimo si tratta di giornalisti che non sono giovani e naif ma avidi cacciatori di notizie, disposti a tradire tutto e tutti pur di far carriera. Insomma, gentaccia.

Vi ricordate poi il telefilm “Melrose Place”: storie di un gruppo di pubblicitari che definire senza scrupoli significa fargli un complimento!

Come vedete sono tanti i luoghi comuni da sfatare ed in questo stagno pieno di stereotipi e di false convinzioni, il sassolino lanciato dalla Unicom può rappresentare un’ importante svolta.

Basta volerlo.

SimoDG

S.Valentino: il marketing dell’amore

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“Amor ch’a nullo amato amar perdona” ( Dante ).

Manca pochissimo a S.Valentino. La sua origine è molto antica, ma è nel XIX secolo che, grazie alla codificazione dell’amore romantico borghese, diventa a poco a poco un fenomeno mondiale. E da allora fu marketing, sempre più fine e più intenso.

E con S.Valentino che si può parlare di un vero e proprio marketing dell’amore, in cui cene, rose rosse, viaggi e naturalmente cioccolatini diventano protagonisti della festa degli innamorati. Che cosa sarebbe S.Valentino senza i Baci Perugina?

La festa funziona ancora. E si tiene al passo con i tempi aprendosi anche alle coppie gay. E per qualcuno diventa una minaccia!

Il marketing e l’amore vanno molto d’accordo, perchè il primo ha bisogno del secondo. Perchè? Per il fatto che l’amore è il sentimento, il bisogno, il desiderio, il sogno, la realtà più forte e potente che sia presente nella natura umana ed il marketing ha bisogno di sentimenti, bisogni, desideri, sogni, realtà potenti per essere efficace.

In molti pensano che sia il marketing il motore di S.Valentino. Si sbagliano. E’ S.Valentino il motore del marketing.

Che ne pensate?

Luca Taddei.

Nutella si da’ al co-marketing e la sua borsa..é subito un “cult”!

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“Il genio é un per cento ispirazione e novantanove per cento sudore.” (Thomas Alva Edison)

E’ “Gilli Nutella Cube” l’ ultima creatura del made in Italy, pensata e concepita da Ferrero e Gilli nell’ ambito di una riuscita strategia di co-marketing: si tratta, come vedete nell’ immagine, di una borsa di vitello nappato marrone e bianco a forma di cubo che rappresenta l’ arci-stra-noto barattolo, con tanto di applicazioni in cervo vernice a riprodurre esattamente le componenti del brand Nutella, ovvero la fetta di pane, il bicchiere di latte e le nocciole.

Rivela Maddalena Sciolla, capo di Ferrero: “Mettere insieme due marchi merceologicamente lontani tra di loro é stata un’ intuizione glamour: il piacere di combinare l’ esclusivo mondo della moda, rappresentato da Gilli, e Nutella, un marchio amato transgenerazionalmente.”

Dunque vibilità a Gilli e tocco trendy per Ferrero: interessanti arricchimenti simbolici che danno nuova linfa ai due marchi aziendali, tra l’ altro già molto forti.

Quello di “Gilli Nutella Cube” é un’ ottimo esempio del Genius loci italico: ce l’ abbiamo nel nostro Dna la straordinaria capacità di ripensare a materiali e prodotti già esistenti per realizzare qualcosa di nuovo, di originale, qualcosa che flirtando con la qualità ed il senso estetico si presenti sul mercato conquistandolo. E in questo caso l’ originalità, anche estetica, della borsa é resa esclusiva dalla scelta di realizzare solo cento esemplari, dal costo di 594 euro.

Ottima, da un punto di vista della comunicazione, é stata anche la scelta di offrire la borsa a donne famose come Nancy Brilli, Milly Carlucci, Serena Autieri e…udite udite…Carla Bruni, la nuova musa della comunicazione!

Che dire…é subito “cult”!

SimoDG

spazio alla creatività: MAtt per Italian Branding logo.

L’idea de ilcomunicatore è quella di diventare sempre di più un laboratorio creativo libero in cui dare spazio a progetti innovativi di comunicazione. Per questo è pensato spazio alla creatività.

Oggi, quindi, per il nostro spazio alla creatività, presentiamo il logo di Italian Branding, il primo blog italiano sul place branding.

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Il logo è stato pensato e realizzato da MAtt di mmbf2create. E da oggi lo troverete nella home page di Italian Branding, progetto, come ben sapete, gestito da noi de ilcomunicatore.

A me piace molto. E voi che ne pensate? Vi piace?

Luca Taddei.


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luca.taddei@gmail.com

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