Sanofi Aventis e la signora Shirley: quando i social media sono un “pericolo”

Estendo al ilcomunicatore l’ attenzione su una storia che si candida ad interessante case study per tutte quelle aziende il cui obiettivo è presenziare il web 2.0 e che devono gestire un’ inedito elemento: la parola del consumatore.

Shirley Ledlie è una donna americana sopravvisuta al cancro che ha subito una perdita permanente dei capelli a causa – lei sostiene –  “del farmaco Taxotere di Sanofi Aventis”.

Pur consapevole che danni gravi di tal genere sono frequenti in chi è affetto da tumore, Shirley accusa che “in alcun modo Sanofi Aventis aveva evidenziato la possibilità di tale evento avverso: nessuna menzione, nessuna casistica, nessun dato”.

Dopo aver chiesto spiegazioni inviando diverse lettere, la tenace Shirley si è orientata verso strumenti di comunicazione non convenzionale.

E’ entrata nella pagina Facebook di Sanofi Aventis e ha postato foto a testimonianza del danno e denuncie circa la scorretta informazione che secondo lei accompagna il farmaco.

“Volete trasparenza?” – spiega Shirley in riferimento alla presenza di Sanofi in spazi aperti di confronto come appunto Facebook – “Bene, la voglio anche io. Voglio che Sanofi sia trasparente nei dati e nelle informazioni fornite”.

E Shirley non intende affatto fermarsi, annunciando nuove iniziative sempre su web.

In attesa che si faccia chiarezza e in attesa anche di ascoltare la replica di Sanofi Aventis (per dovere di cronaca vi faccio presente che in Rete esistono diverse fonti informative che illustrano i possibili effetti avversi del Taxotere), la vicenda apre un precedente interessante e si configura come un monito per le aziende, farmaceutiche e non, le quali puntano a costruire una presenza sui social media.

“Essere trasparenti” non è solo un bello slogan ma un modo nuovo di relazionarsi col consumatore che impone anche il dovere di confrontarsi sugli aspetti più controversi.

Soprattutto quando l’ arena del confronto sono i social media.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

2 Responses to “Sanofi Aventis e la signora Shirley: quando i social media sono un “pericolo””


  1. 1 Luce mercoledì, 7 aprile , 2010 alle 11:13 am

    Beh è chiaro che i social network in quanto strumenti interattivi che conferiscono all’utente la possibilità di dialogare direttamente con l’azienda e con altri consumatori, rappresentano un’arma a doppio taglio per coloro che vogliono migliorare la loro brand awarness. Il web 2.0 è uno strumento decisamente democratico e le aziende faranno bene a capirlo in fretta…in particolar modo chi vuole usare strumenti di marketing non convenzionale deve essere corretto e trasparente non solo a parole. Il rischio è compromettere definitivamente la propria reputaion è dietro l’angolo…


  1. 1 Notizie dai blog su Social Media, un Pericolo per le Aziende Trackback su lunedì, 21 giugno , 2010 alle 9:00 am

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