Archivio per marzo 2009

“Non aver paura”, parte la campagna contro il razzismo

“I piu’ pericolosi dei pregiudizi regnano in noi contro noi stessi. Dissiparli e’ genialita’.” Hugo Von Hoffmannsthal

Dopo “Romania piacere di conoscerti”, una nuova campagna di comunicazione affronta con deciso impegno il tema dell’ integrazione, concentrandosi su problemi-chiave: razzismo, paura, pregiudizio.

“Non aver paura” e’ il motto a cui si ispira il piano di azioni integrate firmato da ben 26 organizzazioni, tra cui l’ Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, Amnesty International, Caritas, “Save the Children”, Sant’ Egidio, Acli, Arci, Cisl, Uil, Ugl.

E’ a partire da questo ampio ed eterogeneo comitato promotore, dove convivono membri della società civile e religiosa, che si diffonderanno i messaggi della campagna, una vera e propria maratona progettata per affermare nel Paese i valori dell’ apertura e del rispetto dell’ altro. Contro ogni forma di stereotipo.

La campagna, il cui segno grafico distintivo e’ un fantasmino giallo, si articola in manifesti e spot televisivi e radiofonici, che con un’ ironia combinata ad un profondo senso di responsabilita’ denunceranno il pericolo dell’ intolleranza.

E’ inoltre attivato un portale web (www.nonaverpaura.org) che si propone come punto di riferimento per attivare anche i principali social network.

Ma non e’ finita qui.

Insieme alla campagna, infatti, e’ partita una raccolta firme da consegnare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della Giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno prossimo: i firmatari sottoscriveranno un manifesto che ricorda, tra le altre cose, che “più di quattro milioni di persone di origine straniera vivono oggi in Italia”, ma spesso sono “vittime di pregiudizi e usate come capri espiatori, specialmente quando aumentano l’insicurezza economica e il disagio sociale”.


Ai rappresentanti delle istituzioni e della politica viene invece chiesto di sottoscrivere una “Dichiarazione di impegno” a “lavorare, nello svolgimento dell’attività istituzionale e/o politica, per spezzare il corto circuito creato da paura, razzismo e xenofobia”.

Quando la comunicazione si lega ai valori sociali e ai principi della partecipazione possono nascere cose straordinarie.

E queste campagna ne e’ un esempio, quantomeno nella sua progettazione e negli obiettivi ambiziosi che si e’ imposta.

Non trovate?

Simone Di Gregorio

L’Europarlamento e la sua strategia di comunicazione

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“La Comunità europea è l’esempio di un’unione di stati nazionali che non è nè un impero nè una federazione, ma una realtà diversa e forse una novità assoluta.” ( Michael Walzer )

Qualche giorno fa è stata lanciata la campagna di comunicazione del Parlamento europeo per le elezioni 2009. Vale la pena darci un’occhiata sia per gli strumenti che mette in campo sia per la strategia che intende realizzare.

Per quanto riguarda i primi troviamo dei poster ( ce ne sono altri oltre a quello che vi presentiamo ) , con istallazioni tridimensionali complementari, su temi attuali come energia, carburanti/cambiamenti climatici, alimentazione/agricoltura, frontiere/migrazione, standardizzazione, sicurezza, protezione dei consumatori, bilancio e mercati; la Choice box, una sorta di confessionale del Grande Fratello in cui gli elettori potranno registrare i loro punti di vista, che saranno poi trasmessi anche su europarlTV e YouTube; radio, TV, il sito web e i social media come MySpace, Facebook, Flickr e EU Tube.

Per quanto riguarda la strategia, la scelta verte su una comunicazione istituzionale la cui parola chiave è “scelta”: riflettere e usare il proprio voto per fare una scelta. Ed è proprio questo aspetto della strategia che mi sembra ottimo, offrire una comunicazione semplice che porti alla riflessione, a un ragionamento costruttivo e libero, senza offrire una risposta facile ma offrendo spunti per un discorso intorno a temi importanti che ci riguardano come cittadini europei.

Al governo italiano la campagna non è piaciuta. Ma voi che ne pensate?

Luca Taddei

e se lo guidaste voi il mondo che fareste?…scrivetelo e fatelo!

“Tra il dire e il fare c’ è di mezzo il mare!”

E’ difficile quantificare. Ma e’ stato sicuramente importante il ruolo della Rete  nella corsa trionfale di Barack Obama verso la Casa Bianca.

Obama deve molto a Internet. Ma anche Internet deve molto a Obama, e al modo sapiente e strategico con cui il neo-Presidente ha utilizzato i linguaggi e gli strumenti innovativi del web, mettendone in evidenza le formidabili e affascinanti potenzialita’.

Proprio sulla scia di questa esperienza (e in particolare dei 650 milioni di dollari raccolti in buona parte attraverso microdonazioni via Internet), nasce “ifwerantheworld”, il gia’ ribattezzato “Google delle buone azioni, che promette di tirar fuori tutta la capacita’ della Rete di catalizzare i tanti piccoli sforzi individuali verso il raggiungimento di obiettivi apparentemente impossibili.

Il nuovo social network – “se guidassi il mondo vorrei…” – e’ ancora in costruzione ma ne e’ stato reso pubblico il funzionamento: il visitatore sara’ accolto da una pagina bianca, in stile Google, e sui puntini del “se guidassi il mondo vorrei…” dovra’ scrivere il suo auspicio per un mondo migliore. A questo punto, sempre in stile Google, il sito proporra’ una serie di attivita’ da svolgere per passare – come si suol dire – dalla teoria alla pratica.

Ma non e’ finita qua. Le buone azioni compiute, infatti, appariranno nel profilo pubblico degli utenti e ognuno potrà documentarle con foto e video. Le singole buone azioni si allineeranno poi graficamente su un asse per dare in ogni momento la percezione dei progressi verso il raggiungimento dell’obiettivo finale. La comunità sarà coinvolta anche nell’individuazione delle grandi cause per le quali attivarsi e dei piccoli step nei quali scomporle.

Oltre al caso Obama, ulteriore ispirazione dell’ ideatrice, ovvero l’ esperta di marketing  Cindy Gallop, sta in un limite degli attuali social network, i quali “troppo spesso permettono alla gente di chiamarsi a raccolta, ma non di agire”.

Insomma, un progetto innovativo e molto ambizioso.

Voi che ne pensate?

Simone DI Gregorio

Comunicare la comunicazione, that is the question!

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“La comunicazione.Un  prodotto su cui investire.” ( Forum della Comunicazione 2009 )

All’interno dei media, specialmente nel panorama italiano, non faremo fatica ad individuare il vero e proprio paradosso di una comunicazione che è incapace di comunicare se stessa e di professionisti del comunicare che condannano e disprezzano le stesse professioni del comunicare che rappresentano. Non faccio nomi, per il semplice fatto che sono troppi.

Se da una parte i media confermano come acquisito il fatto che ormai la comunicazione sia centrale e pressocchè onnipresente nel mondo che ci circonda, raramente si spendono parole di stima, di rispetto, di riconoscimento nei confronti della comunicazione e delle sue professioni.

E’ per questo che l’iniziativa del Forum della Comunicazione, in programma a Roma il 26 e  27 Marzo 2009, risulta del tutto originale e in controtendenza con i discorsi che solitamente girano intorno alla comunicazione e alle sue professioni.

La strategia di Comunicazione Italiana, che ha organizzato il Forum, mi sembra chiara e convincente: da una parte mettere in piedi un programma con professionisti della comunicazione di tutto rispetto su temi centrali per lo sviluppo della comunicazione e del Paese; dall’altra progettare e realizzare una vera e propria campagna di comunicazione su stampa, radio, web per promuovere la comunicazione stessa.

Una buona iniziativa, non credete?

Luca Taddei

con “Stappa la felicità”, Coca Cola intona l’ inno alla vita

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“Ciò che é grande di questo Paese é che l’ America ha iniziato la tradizione per cui i ricchi comprano per la maggior parte le stesse cose di quelli più poveri. Tu puoi vedere alla tv la pubblicità della Coca Cola e sai che il Presidente beve Coca Cola, Liz Taylor beve Coca Cola e anche tu puoi bere Coca Cola. Una Coca Cola é una Coca Cola e non c’ é denaro che ti consenta di berne una più buona di quella che sta bevendo il barbone all’ angolo.” (Andy Warhol)

Da sempre sinonimo di ottimismo, Coca Cola é anche una delle prime tre marche associate ai momenti di felicità.

Per il brand un risultato eccezionale, ottenuto con brillanti strategie di comunicazione che anche nei momenti di crisi non conoscono tagli.

D’ altronde, é nei periodi più difficili che il consumatore pondera maggiormente i suoi comportamenti di acquisto.

E proprio in questi giorni Coca Cola lancia la nuova campagna di comunicazione “Stappa la felicità”, un suggestivo invito a ri-considerare e re-impossessarsi del lato bello e sereno della vita.

Nello spot da ieri in onda, un anziano signore ripercorre alcuni momenti felici della sua vita e consiglia alla bambina – pur in un momento difficile come quello odierno – di vivere la vita e di godere di tutti i momenti di felicità, perchè la felicità esiste e noi stessi ne siamo gli artefici.

“Stappa la felicità” si ricollega al recente lancio mondiale della campagna di marketing integrato “Prezzo positivo” che attraverso agevolazioni garantite agli esercenti e il contenimento dei prezzi al pubblico, invita milioni di consumatori a vivere dei piccoli e semplici piaceri di tutti i giorni, rinnovando così la “storica” missione di Coca Cola: offrire piccoli momenti di gioia.

Positività e vicinanza al consumatore sono le armi con cui Coca Cola combatte la crisi.

E’ una strategia intelligente e ben costruita.

Voi che ne pensate?

SimoDG


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