Archivio per luglio 2007

l’occhiodelcomunicatore: YouMark!

ilcomunicatore segnala You Mark!, video portale dedicato al mondo del marketing e della comunicazione. Ne parlava anche il Blog dell’Art Directors’ Club Italia. Dategli un’occhiata!

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media e terrorismo

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“Spesso la paura di un male ci conduce a uno peggiore.” ( Nicolas Boileau, L’art poétique )

Vorrei proseguire su ilcomunicatore ed arricchire di nuovi spunti l’ interessante dibattito sviluppatosi su salpetti.wordpress.com circa il coinvolgimento di Internet nelle nuove norme in materia di antiterrorismo.
Il rapporto tra media e terrorismo è al centro di un dibattito divampato ed impostosi all’ attenzione globale da quando, quel maledetto 11 Settembre 2001, gli strateghi del terrorismo hanno usato i media come un arma da guerra al servizio del terrore, agendo proprio in funzione delle immagini che sarebbero state diffuse in tutto il mondo.
Una volta fatta crollare la prima torre e puntate lì tutte le televisioni, sarebbe stata colpita anche la seconda: ci avrebbero poi pensato i giornali ed Internet a mostrare al mondo i morti, la distruzione e la “sconfitta inviolabilità” dell’ Occidente.
Da quel tragico evento non passa giorno senza che i mezzi di comunicazione non ci raccontino di attentati all’ Occidente ( per fortuna pochi e non di rado sventati, com’ è ultimamente accaduto in Gran Bretagna) o di allarmi e minacce di attentati (fatto molto più frequente).
A proposito di tali tematiche, Sabato 7 Luglio mi è capitato di leggere su “La Repubblica” un’ interessantissimo editoriale di Piero Ottone, intitolato: “Un’ arma contro il terrorismo”.
Ho cercato, per proporvela, una versione on-line del pezzo ma a quanto pare non c’ è, comunque provo a sintetizzare i concetti chiave.
Ottone sostiene che l’ arma di cui dispone il terrorismo sia di natura essenzialmente psicologica: i terroristi non sono infatti mai in grado di provocare danni o stragi di vaste dimensioni e fatte poche eccezioni, che negli ultimi anni hanno riguardato New-York – 11 Settembre 2001 appunto – e Madrid, compiono azioni esclusivamente dimostrative; statisticamente il sabato sera in autostrada è molto più pericoloso di un viaggio a Londra.
Per assurdo dunque “se nessuno facesse caso ai loro attentati – scrive l’ editorialista di “ Repubblica” – se i giornali pubblicassero la notizia in poche righe, o se non la pubblicassero affatto, il terrorismo sarebbe disarmato, non infliggerebbe alcun danno.”
Ottone con ciò non intende appoggiare un’ ipotesi di silenzio stampa, che trova paradossale, ma riflette comunque sul fatto che “se i terroristi constatassero che i loro attentati non spaventano l’Occidente, quel metodo di lotta cadrebbe in disuso”.
Le parole di Ottone mi hanno ricordato quell’ invito al black out informativo mosso dal celebre sociologo della comunicazione Marshall McLuhan ad un Italia, quella degli anni ’70, tramortita dalle Brigate Rosse.
Oggi come allora il giornalismo è chiamato a non perdere la bussola e a non oltrepassare, perché sarebbe fatale, quella linea che separa il diritto all’ informazione dalla propaganda al terrorismo.

SimoDG

L’eterno ritorno della FIAT 500

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“Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.” ( Josè Saramago )

La FIAT 500 è tornata, accompagnata da un imponente piano marketing&comunicazione.

Lo dimostra l’evento di presentazione a Torino di qualche giorno fa e il sito web dedicato alla nuova nata di casa FIAT.

La FIAT ha sempre cercato di far ritornare il suo modello più famoso sulla scena automobilistica, dai molti tentativi riusciti male fino a ques’ultimo che secondo ilcomunicatore ha buone possibilità di successo, sia per il prodotto in sè sia per le scelte di marketing&comunicazione adottate. Perchè?

Perchè punta sulla tradizione, un aspetto che nel mondo contemporaneo sembra assumere, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, un valore molto apprezzato dai consumatori.

Perchè punta sull’italianità, in cui la FIAT 500 ha un posto d’onore, simboleggiando il momento della conquista del benessere per il nostro Paese, il miracolo economico italiano. Il forte legame fra FIAT 500 e storia italiana è sottolineato chiaramente dallo spot Tv.

Perchè punta sulla personalizzazione, quindi risponde alle aspettative del nuovo consumatore postmoderno.

Il piano marketing&comunicazione richiama molto quella della nuova MINI e con questa forse potrebbe condividere un’altra peculiarità: FIAT 500 è potenzialmente un brand, sotto cui sarebbe possibile racchiudere tutta la produzione FIAT.

Luca Taddei.


l’occhiodelcomunicatore: www.garibaldi200.it

l’occhiodelcomunicatore segnala il sito www.garibaldi200.it realizzato in occasione del Bicentenario della Nascita di Giuseppe Garibaldi, che tra l’altro ricorre oggi: interessante e ben fatto esempio di incontro fra la comunicazione pubblica, la comunicazione web, la comunicazione televisiva ( c’è anche uno spot per la TV) e la comunicazione culturale.

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ilcomunicatore

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luca.taddei@gmail.com

ilcomunicatore è il blog di riflessione, discussione, condivisione sul mondo del marketing & comunicazione

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