l’eclettismo italiano fra marketing, design e FIAT500

“Il genio è in qualche modo collegato alla facoltà di capire il mondo.” ( Glenn Gould )

Il marketing per FIAT500, come potete anche capire molto facilmente solo dando un’occhiata al sito web del piccolo mito italiano, si sta dimostrando vincente in ogni iniziativa che porta avanti.

Abbiamo già parlato di FIAT500 qualche tempo fa preannunciandone il successo ed oggi lo sottolineiamo  nell’incontro del mito di casa FIAT con il design all’interno dell’ottimo Salone Internazionale del Mobile di Milano.

Di notevole interesse risulta Italian Pop, progetto di cobranding fra iGuzzini, azienda italiana leader nel design per l’illuminazione e molto attiva nel marketing, e FIAT: due realtà vincenti e positive dell’impresa italiana si fanno forza a vicenda e fanno quasi sistema.

A buona ragione questo articolo apparso sul Corriere della Sera qualche giorno fa argomenta come questo incontro fra auto e design non sia solo figlio del marketing, ma rappresenti una vera e propria contaminazione dei generi, un eclettismo tutto italiano in cui lo stile del design diviene  valore che informa la vita quotidiana in tutte le sue forme.

Che sia questa la strada giusta per la competitività dell’impresa italiana? Una strada in cui il marketing è componente strategico irrinunciabile?

Luca Taddei.

8 Responses to “l’eclettismo italiano fra marketing, design e FIAT500”


  1. 1 salpetti domenica, 27 aprile , 2008 alle 8:24 pm

    Complimenti per il post, molto interessante…
    Il design italiano apprezzato in tutto il mondo che esce dalla sua nicchia diventando parte della vita quotidiana, il tutto condito con ottime strategie comunicative e di marketing…
    Mi sembra questa una buona ricetta per rimettere in moto la competitività italiana!!!😉

  2. 2 Luca Taddei domenica, 27 aprile , 2008 alle 9:07 pm

    @Salpetti: grazie salpetti per i complimenti!
    Sì, questa potrebbe essere una buona ricetta per la competitività del nostro Paese.

    L.T.

  3. 3 dana06 lunedì, 28 aprile , 2008 alle 4:28 pm

    Decisamente SIIIII!! Purtroppo le performance economiche del nostro paese dimostrano ampiamente che la qualità del made in Italy da sola non è più in grado di competere con la concorrenza di un mercato globalizzato… La superiorità è nulla se il target non riesce a percepirla! Che ci salvi il santo marketing…?😀😀
    Baci😉

  4. 4 simone martedì, 29 aprile , 2008 alle 7:39 am

    Io dico che se guardiamo alla storia industriale del Paese, non possiamo non riconoscere che il marketing sia già nel nostro Dna.
    Non credo di azzardare se dico che dal dopo-guerra in poi, nessuno come l’ imprenditore italiano ha saputo intercettare i gusti del consumatore globale: i prodotti del made in Italy svettano le classifiche
    dell’ export perchè piacciono alla gente..é semplicemente questo il segreto del loro successo.
    Con altrettanta convinzione dico che nel mercato globalizzazato, le capacità possedute dai nostri imprenditori devono essere supportatt, come avete sottolineato, da adeguate strategie di comunicazione ma anche di distribuzione.
    Un’ impegno maggiore in comunicazione e distribuzione consentirebbe inoltre di presentare alla platea mondiale quei prodotti che fanno parte delle nostre realtà locali, meno noti ma non per questo meno privi di qualità. Una qualità che anzi, in molti casi é sorprendente.

  5. 5 Luca Taddei martedì, 29 aprile , 2008 alle 1:53 pm

    @dana06: sono pienamente d’accordo, Dana, la qualità se non è comunicata è come se non esistesse.

    @simone: ciao Simone, sì, la distribuzione è sicuramente l’altro grande settore strategico in cui investire, oltre che alla comunicazione, per rendere sempre più efficace il nostro modo di fare impresa.

    L.T.

  6. 6 Hamlet venerdì, 2 maggio , 2008 alle 1:51 pm

    Luca, tu scrivi su Giornaleweb: che fine ha fatto? ha cambiato indirizzo?

  7. 7 Hamlet venerdì, 2 maggio , 2008 alle 1:53 pm

    Luca, tu scrivi su Giornaleweb: che fine ha fatto? ha cambiato indirizzo?

  8. 8 Luca Taddei venerdì, 2 maggio , 2008 alle 7:05 pm

    @Hamlet: ciao Hamlet, vorrei saperlo anch’io che fine ha fatto Giornaleweb!
    Se vuoi sapere qualcosa, prova a contattare Marcello Intotero Falcone.
    A presto,

    L.T.


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