media e terrorismo

11settembre.jpg

“Spesso la paura di un male ci conduce a uno peggiore.” ( Nicolas Boileau, L’art poétique )

Vorrei proseguire su ilcomunicatore ed arricchire di nuovi spunti l’ interessante dibattito sviluppatosi su salpetti.wordpress.com circa il coinvolgimento di Internet nelle nuove norme in materia di antiterrorismo.
Il rapporto tra media e terrorismo è al centro di un dibattito divampato ed impostosi all’ attenzione globale da quando, quel maledetto 11 Settembre 2001, gli strateghi del terrorismo hanno usato i media come un arma da guerra al servizio del terrore, agendo proprio in funzione delle immagini che sarebbero state diffuse in tutto il mondo.
Una volta fatta crollare la prima torre e puntate lì tutte le televisioni, sarebbe stata colpita anche la seconda: ci avrebbero poi pensato i giornali ed Internet a mostrare al mondo i morti, la distruzione e la “sconfitta inviolabilità” dell’ Occidente.
Da quel tragico evento non passa giorno senza che i mezzi di comunicazione non ci raccontino di attentati all’ Occidente ( per fortuna pochi e non di rado sventati, com’ è ultimamente accaduto in Gran Bretagna) o di allarmi e minacce di attentati (fatto molto più frequente).
A proposito di tali tematiche, Sabato 7 Luglio mi è capitato di leggere su “La Repubblica” un’ interessantissimo editoriale di Piero Ottone, intitolato: “Un’ arma contro il terrorismo”.
Ho cercato, per proporvela, una versione on-line del pezzo ma a quanto pare non c’ è, comunque provo a sintetizzare i concetti chiave.
Ottone sostiene che l’ arma di cui dispone il terrorismo sia di natura essenzialmente psicologica: i terroristi non sono infatti mai in grado di provocare danni o stragi di vaste dimensioni e fatte poche eccezioni, che negli ultimi anni hanno riguardato New-York – 11 Settembre 2001 appunto – e Madrid, compiono azioni esclusivamente dimostrative; statisticamente il sabato sera in autostrada è molto più pericoloso di un viaggio a Londra.
Per assurdo dunque “se nessuno facesse caso ai loro attentati – scrive l’ editorialista di “ Repubblica” – se i giornali pubblicassero la notizia in poche righe, o se non la pubblicassero affatto, il terrorismo sarebbe disarmato, non infliggerebbe alcun danno.”
Ottone con ciò non intende appoggiare un’ ipotesi di silenzio stampa, che trova paradossale, ma riflette comunque sul fatto che “se i terroristi constatassero che i loro attentati non spaventano l’Occidente, quel metodo di lotta cadrebbe in disuso”.
Le parole di Ottone mi hanno ricordato quell’ invito al black out informativo mosso dal celebre sociologo della comunicazione Marshall McLuhan ad un Italia, quella degli anni ’70, tramortita dalle Brigate Rosse.
Oggi come allora il giornalismo è chiamato a non perdere la bussola e a non oltrepassare, perché sarebbe fatale, quella linea che separa il diritto all’ informazione dalla propaganda al terrorismo.

SimoDG

19 Responses to “media e terrorismo”


  1. 1 Luca Taddei martedì, 10 luglio , 2007 alle 11:39 pm

    Il terrorismo internazionale di matrice fondamentalista islamica ha pienamente compreso ed appreso le tecniche, i meccanismi dei media occidentali e li sfrutta come vera e propria arma contro l’Occidente per creare un clima di paura che potrebbe nuocere alle nostre società democratiche.
    Il diritto di informazione è una forza della democrazia ma è, in questo caso, la fonte della sua debolezza.
    Dobbiamo in qualche modo conviverci e prenderne le misure, senza lasciarci però andare mai a una pericolosa messa in discussione delle libertà democratiche.
    Altrimenti questa sarebbe la vera fine per le nostra società ed il terrorismo avrebbe vinto!

    L.T.

  2. 2 aellebi mercoledì, 11 luglio , 2007 alle 8:31 am

    Luca,

    bell’articolo e tematica.
    D’accordo sostanzialmente con Ottone – e, mi par di capire, anche tu sei d’accordo.
    Soprassedendo sul fatto che il nostro sia ancora o sia mai stato vero giornalismo, sarebbe molto utile tira via di mano ai terrosisti, islamici o d’altro tipo, i mass media, non aiutarli a far fare loro da loro grancassa.
    Come?
    Niente immagini.
    Notizie, certo, altrimenti bisognerebbe cuccarsi solo le sceneggiatine dei vari Corona o delle aspiranti vallettone ecc.
    Ma ben sintetizzate, sobrie.
    Ma ormai quasi tutto è solo ‘De Progaganda Fide’.
    Il metablogging, con RSS feed reader, può essere davvero il metagiornalismo del presente e del futuro.
    ma il blogging deve fare un salto di qualità notevole.
    Diventare Blog(ging) 2.0, 3.0.
    Ed essere equiparato alle testate giornalistiche.
    L’Albo – ne aveva parlato Terzani, che mi aveva risosto dall’India, poi Beha, che avevo contattato… – deve scomparire, così com’è.
    Avrebbe senso una nuova Associazione certificante etica, competenze, esperienze…
    E il famoso ‘Manifesto di metablogging’ (per esempio sul modello dello Handbook for bloggers, di Reporters senza Frontiere, che ho studiato, anche se non è un ‘Manifesto’, vero e proprio, in *.pdf).
    Partiamo sul serio?
    Vuoi cominciare, partendo dai 3 capisaldi retorici aristotelici?
    E poi, a ‘scendere’, arrivare al metablogging?

  3. 3 sara mercoledì, 11 luglio , 2007 alle 10:27 am

    Bel post Simo.:-D
    sono d’accordo su tutto con aellebi;l’albo deve sparire. si tratta solo di un ostacolo burocratico e formale per chi davvero ama questa professione.
    credo che la provocazioen di Ottone sia un pò esagerata. Già i nostri quotidiani danno poco spazio agli Esteri, se poi si mettono anche in silenzio stampa finiamo per ritrovarci a leggere tonnellate di inutili softnews e di noiose punzecchiature tra i nostri politici.di cui ne abbiamo davvero le tasche piene!
    Non credo che questa mossa sia un’arma letale per combattere il terrorismo.
    Come si fa a dire “se nessuno facesse caso ai loro attentati..” ?!? Non si può!
    i media devono raccontare, dare notizie, informare e approfondire
    Per favore cerchiamo altre vie più serie per combattere questo nemico tentacolare perchè le idee proposte finora si sono rivelate fallimenti, se non vere tragedie.
    Chi non è in grado di offrire soluzioni intelligenti prenda la via dell’uscita e lasci spazio ad altri.

  4. 4 simone mercoledì, 11 luglio , 2007 alle 1:14 pm

    Ciao ragazzi sono contento vi sia piaciuto il post!

    @ luca: già, gli strateghi del terrorismo conoscono i meccanismi dei media così come altri aspetti della società occidentale perchè é in Occidente che il più delle volte essi vivono, studiano, si formano. Il carattere aperto e multiculturale é un altro punto di forza dell’ Occidente e al contempo un punto di fragilità.

    @ aellebi: giustissima la riflessione sull’ Ordine, un’ istituto che ha poco senso e che tra l’ altro è sempre più invischiato negli inciuci politici.

    @ sara: quella di Ottone é chiaramente una provocazione che però mi ha fatto riflettere perchè se ci pensiamo é vero che il terrorismo trae la sua forza anche da quel clima di allarme che é ormai una costante in questi anni di emegenza internazionale e che proprio i media, inevitabilmente, contribuiscono ad alimentare.
    Quello di cui stiamo dibattendo é’ un problema complicato che riguarda la coscienza, la professionalità e il senso di responsabilità dei professionisti dell’ informazione.

  5. 5 Luca Taddei mercoledì, 11 luglio , 2007 alle 3:52 pm

    Amici, sono contento che si sia sviluppata una bella discussione su questo tema!

    @aellebi: che l’Albo sia roba vecchia e serva soltanto a fare casta e a non far entrare giovani capaci nel mondo del giornalismo è ormai palese pe tutti!
    Il Manifesto io lo scriverei a Settembre, così abbiamo più tempo! Lunedì vado in vacanza e non toccherò blog per una quindicina di giorni e poi ad Agosto sono al mare e farò il minimo indispensabile con il computer! Cmq approvo l’idea di prendere come esempio Handbook for Bloggers e di iniziare dai tre capisaldi aristotelici!

    @sara: sono d’accordo con te, però dobbiamo farla finita almeno con la trasmissione dei filmati delle decapitazioni presentati dai giornalisti tv come se presentassero l’anteprima di un film di Tarantino. Così come potremo smetterla con le storie assurde come quella che ho sentito oggi ai telegiornali nazionali RAI: una nonna inglese ha deciso di sposare uno dei figli di Osama Bin Laden e se vuole portare in Inghilterra, ma ci sono problemi per il suo cognome! Insomma Bin Laden non è Uma Thurman di Kill Bill e il figlio di Bin Laden non è Kabir Bedi in Beautiful! I giornalisti dovrebbero incominciare a capire che hanno delle responsabilità nei confronti della società e che queste responsabilità sono forti!

    @simone:sì, ci è piaciuto il post, bravo!

    L.T.

  6. 6 aellebi mercoledì, 11 luglio , 2007 alle 4:22 pm

    Andata per settembre.
    Ti/vi prendo in parola.
    La vera università, i veri master, sono lo studio continuo, seguendo temi, interessi, veri, tosti, gli incontri che fai, le eperienze in prima persona, gli sbagli che fai e correggi, con dei valori veri sotto, la voglia di far la differenza, l’etica specchiata, il sapere essere individuo sociale, non solo egoistello asociale o gruppettaro anonimo.
    Io intanto, dato che in ferie operose ci sono dal 1993, tramo, scribacchio, articolo, insomma, mi porto avanti.

    Buone vacanze.

    ALB, 18.22.

  7. 7 simone mercoledì, 11 luglio , 2007 alle 5:04 pm

    Esatto Luca é un problema di responsabilità..come dimenticare l’ incidente alla metropolitana di Roma e quei momenti di panico che hanno invaso la città ma anche tutto il Paese, figli della superficialità di alcuni giornalisti che hanno gridato all’ attacco terroristico senza uno stralcio di prova e solo per fare audience?
    Io credo che Ottone quando invita il giornalismo a riflettere sul proprio ruolo lo fa soprattutto pensando a episodi come questo che devono essere in tutti i modi evitati.

    @ aellebi: ottimo il tuo intervento e giustissima la riflessione in merito a che cos’ é “la vera università”..!
    Condivido in pieno..

  8. 8 aellebi mercoledì, 11 luglio , 2007 alle 7:59 pm

    @Simone su ‘Vera università’:

    mi fa molto piacere che, giovane come sei, abbia capito che il mio piccolo ‘interSvento’ non era assolutamente dettato dalla svalutzaione della cultura e dell’istruzione (che non sono la stessa cosa), e che di università e di studi regolare e irregolari me ne sono pappati e me ne pappo in dose massiccia.
    Ma di maestri veri ce ne sono pochi, e comunque ti possono indicare la strada, non la devono né possono fare al tuo posto.
    E le università e i master, come il mondo delle imprese e della politica, le istituzioni, le corporazioni, sono troppo pieni di baroni e di coglioni fetenti, che rendono il paese un’enorme, bellissima ‘sabbia immobile’ dove troppo spesso solo il più protetto, addomesticato, spesso vile e idiota, quando non anche crassamente ignorante, beato di esserlo, fa più soldi, diventa famoso e potente.
    Cambiatelo questo schifo di bellissimo, antico eppur giovane paese di caste fetenti.
    Tutti i geni che abbiamo avuto e che abbiamo ve lo chiedono.
    Chi, come me, non ne ha mai fatto parte e l’ha sempre osteggiato, nel proprio piccolo questo sistema, troppo ‘bipartisan’, come ora usano dire, una mano ve la può dare ancora, in qualche modo.
    Fatelo, facciamolo, per Leonardo, Galileo, Dante, Michelangelo, Pico della Mirandola, Cesare Beccaria, Leopardi, Foscolo, Luciano Bianciardi, Giuseppe Garibaldi, se ancora o già in tempo.

  9. 9 salpetti mercoledì, 11 luglio , 2007 alle 8:07 pm

    Sono lusingato dal fatto che un mio post ti abbia ispirato per realizzare questo interessantissimo post che condivido in pieno.
    Il più grnade spot pubblicitario per Bin Laden è stato il crollo delle torri. Bisognerebbe ignorarli e far finta di nulla, solo così cesserebbero gli attentati. Gli stessi terroristo hanno capito l’importanza della comunicazione. Attraverso la Rete diffondono immagini, video e file audio che poi vengono diffusi. Anche alla tv araba al jazeera giungono video dai terroristi. La soluzione è semplice, ma il problema è complicato, soprattutto quando di mezzo c’è Internet. Come dicevo nel mio post è difficile controllare la Rete e se lo si fa si richia di comprometterne la natura democratica. Inoltre, quando di mezzo ci sono vittime non è possibile tacere l’accaduto almeno per mettere in guardia le altre persone, se non per dovere di cronaca.
    Se ignorati, i terroristi forse sarebbero messi in condizione di non agire, ma nella socirtà dell’informazione siamo talmente sommersi da fatti e notizie che è proprio impossibile non sentirne parlare…
    Il modo migliore per eliminare un problema, tuttavia, non è far finta che non esista, ma smettere di bombardare e iniziare un dibattito e un confronto, ma forser gli interessi in gioco sono talmente elevati che si preferisce usare le munizioni piuttosto che le armi del dialogo!!!
    Ciao!!! A presto!!! Grazie per la citazione…

  10. 10 simone giovedì, 12 luglio , 2007 alle 8:16 am

    @ aellebi…si ti ho capito perchè le mie letture quotidiane ed anche questa fantastica esperienza de ilcomunicatore mi stanno formando tanto quanto lo fa mia università: anzi integrano, rafforzano e arricchiscono di praticità quanto apprendo sui libri. Mi manca un anno per concludere il mio percorso universitario e ti posso dire che é vero, é un mondo pieno di “baroni e coglioni fetenti” ma per fortuna ci sono a fianco a loro persone oserei dire illuminate, persone che ho adorato acoltare, persone che tanto mi hanno dato, persone che mi hanno insegnato e che su molte cose mi hanno fatto aprire gli occhi.
    Lo sforzo adesso deve essere quello di cacciare questi “baroni e coglioni fetenti”…ma la vedo dura!!

    @ salpetti…già, siete stati tu ed Ottone ad ispirarmi questo post!
    Hai detto giusto, i media involontariamente e spesso inevitabilmente costruiscono spot pubblicitari straordinariamente efficaci nel rafforzare l’ immagine di Bin Laden e compagnia. Inevitabilmente perchè viviamo nella società dell’ informazione e sarebbe impensabile tacere su certi fatti. Il problema come abbiamo tutti evidenziato, esiste ed é di non facile risoluzione: sarebbe buona cosa iniziare come dici tu da un sano dibattito (non ho memoria ad esempio di grandi discussioni attorno a queste tematiche nei vari salotti televisivi)e da un più alto livello di responsabilità che i professionisti dell’ informazione devono acquisire circa il proprio ruolo sociale…ma anche qui la vedo abastanza dura!!

  11. 11 aellebi giovedì, 12 luglio , 2007 alle 9:13 am

    @Piccolo grande Simo,

    certo che esistono, ancora o già, gli illumina(n)ti e le illumina(n)ti, concretissimi, davvero colti, geniali e(ppur) sognanti, mai arroganti, forse consapevoli, ma simpaticamente, coinvolgentemente, veri maestri e maestre, ci mancherebbe altro.
    Il problema è che che sono un’infima minoranza e, di solito, da molti, con diversi cariche e mansioni, senza vero o massiccio potere (‘euforico’, nelle loro mani, apportatore di buone cose, perché non lo adorano, amano essere, dare, ricevere, sapere, fare, stimolare, essere stimolati).
    Tu, Luca, Alessia, sarai, serete come loro, da come rispondi, se non invecchierai nel senso peggiore del termine, anche se, vecchi o giovani, si “nasce”.
    Ci vorrebbe la ‘Metànya University’, o ‘Metaversity’ (anni fa avevo abbozzato un’idea, sognante eppur concreta, di università di studi e attività varie, specializzata in intercultura non di carattere ideologico e confessionale, da integrare man mano con altre specializzazioni, per il comune dove vivo).
    Con criteri quasi tutti diversi dagli attuali, sia teorici che pratici.
    Non pensare solo alla ‘Nettuno’ (fortemente cibernautica e mediterranea, magari valida in ciò che si propone, ma la ‘Metaversity’ sarebbe rEvoluzionaria davvero).
    Ero riuscito a coinvolgere perfino l’ing., scrittore, futurologfo, informatico, Roberto Vacca, romano, che poi ho conosciuto, a Roma.
    Aveva progettato un’università d’informatica, però aveva perso o gettato il progetto, perché non riusciva a realizzarlo.
    Lui…
    Me l’aveva affidato, il progetto, su mie idee esposte in un direttivo, la Sindaco di allora, per varie ragioni.
    Non se ne è poi fatto più niente.
    Qualche tempo fa ho scoperto che è arrivato un distaccamento della Statale-Bicocca di Milano, di tipo medico-chirurgico, annesso all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.
    Centro di eccellenza internazionale, come il San Raffaele, per carità.
    Ma di medici e chirurghi, non sono certo i peggiori al mondo, abbiamo la più alta percentuale in assoluto.

  12. 12 aellebi giovedì, 12 luglio , 2007 alle 9:19 am

    Correggo il mio commento precedente:

    -5a riga: ‘…, da molti,…’ è superfluo, eliminare mentalmente.
    -22a riga: ‘… ‘futurologo’…

  13. 13 cattiva1981 giovedì, 12 luglio , 2007 alle 1:39 pm

    Ottone non ha fatto altro che rielaborare in termini più moderni la teoria di Elisabeth Noelle Neumann circa la “spirale del silenzio”. Quando una causa, una posizione, un’opinione cade nel silenzio poichè in un tal momento i media sono attivi a dar risalto ad altre questioni imponendo la loro agenda setting, l’atto di terrorismo viene a dar nuova voce a quella causa che negli ultimi tempi i mezzi di comunicazione avevano fatto tacere.
    Ovvio che la teoria della sociologa tedesca non è esattamente così semplicistica, ma credo che calzi bene in questo caso…

  14. 14 Antonio Lieto venerdì, 13 luglio , 2007 alle 1:40 pm

    Sono capitato per caso su questo blog. Complimenti a tutti voi de Il comunicatore. E complimenti anche per il post.

  15. 15 sara domenica, 15 luglio , 2007 alle 12:56 pm

    commento off topic:finalmente vi ho registrato FeedB.ho mandato tutto via mail.fatemi sapere.😀

  16. 16 simone domenica, 15 luglio , 2007 alle 4:04 pm

    Allora vediamo..magliette, pantaloni, asciugamani, creme…sì, dovrei aver ultimato..e ora, tornato finalmente davanti al mio amato pc, sto cominciano a ralizzare: da domani altra vita..e durerà anche per un bel pò!
    Come avrete capito sono in partenza, domattina ho il treno che mi porterà verso nuovi lidi…sono entusuiasta ma allo stsso tempo un pò mi dispiace..
    Mi dispiace perchè quest’ anno é stato favoloso, sia dal punto di vista personale che professionale…ci sono state molte novità, per esempio é nata questa nuova creatura, ilcomunicatore, che tante soddisfazioni sta dando ai suoi “genitori”…
    Ringrazio a tal proposito Luca che mi ha voluto coinvolgere attivamente nel progetto e ringrazio tutti gli amici e frequentatori de ilcomunicatore, senza il quale questa creatura non sarebbe potuta crescere…
    Tornerò a Settembre a parlare con voi di comunicazione e nel frattempo…buone vacanze a tutti!!

  17. 17 sara domenica, 15 luglio , 2007 alle 5:32 pm

    tutti in partenza!alè! vedo che feedburner funziona!😀 ottimo!buone vacanze!

  18. 18 Luca Taddei domenica, 15 luglio , 2007 alle 5:55 pm

    @Antonio Lieto: grazie di aver lasciato un commento. Grazie! Sei sempre il benvenuto! A presto!

    @simone: grazie Simone, andiamo avanti e cerchiamo di fare sempre meglio!

    @sara: sei stata fantastica, grazie! Buone vacanze anche a te!!!

    L.T.

  19. 19 aellebi domenica, 22 luglio , 2007 alle 5:57 pm

    Il io attuale glob personale su raggiunge cliccando sulla casetta-nido accanto al mio avatar…
    Esiste un altro blog ‘Il comunicatore’, su Splinder.com, però, creato e gestito da Antonio Caffo, Roma.
    Linkato nel mio blog.

    Carme diem, bimbi…


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