Archivio per marzo 2010

Sanofi Aventis e la signora Shirley: quando i social media sono un “pericolo”

Estendo al ilcomunicatore l’ attenzione su una storia che si candida ad interessante case study per tutte quelle aziende il cui obiettivo è presenziare il web 2.0 e che devono gestire un’ inedito elemento: la parola del consumatore.

Shirley Ledlie è una donna americana sopravvisuta al cancro che ha subito una perdita permanente dei capelli a causa – lei sostiene –  “del farmaco Taxotere di Sanofi Aventis”.

Pur consapevole che danni gravi di tal genere sono frequenti in chi è affetto da tumore, Shirley accusa che “in alcun modo Sanofi Aventis aveva evidenziato la possibilità di tale evento avverso: nessuna menzione, nessuna casistica, nessun dato”.

Dopo aver chiesto spiegazioni inviando diverse lettere, la tenace Shirley si è orientata verso strumenti di comunicazione non convenzionale.

E’ entrata nella pagina Facebook di Sanofi Aventis e ha postato foto a testimonianza del danno e denuncie circa la scorretta informazione che secondo lei accompagna il farmaco.

“Volete trasparenza?” – spiega Shirley in riferimento alla presenza di Sanofi in spazi aperti di confronto come appunto Facebook – “Bene, la voglio anche io. Voglio che Sanofi sia trasparente nei dati e nelle informazioni fornite”.

E Shirley non intende affatto fermarsi, annunciando nuove iniziative sempre su web.

In attesa che si faccia chiarezza e in attesa anche di ascoltare la replica di Sanofi Aventis (per dovere di cronaca vi faccio presente che in Rete esistono diverse fonti informative che illustrano i possibili effetti avversi del Taxotere), la vicenda apre un precedente interessante e si configura come un monito per le aziende, farmaceutiche e non, le quali puntano a costruire una presenza sui social media.

“Essere trasparenti” non è solo un bello slogan ma un modo nuovo di relazionarsi col consumatore che impone anche il dovere di confrontarsi sugli aspetti più controversi.

Soprattutto quando l’ arena del confronto sono i social media.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

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Nike pensa anche agli altri telefonini! Non c’è solo iPhone!

In questo periodo non si fa altro che parlare di applicazioni per l’iPhone.  Ne abbiamo parlato di recente anche su questo blog.

Ecco che Nike ha deciso di ricordarsi anche dell’esistenza degli altri telefonini  e ha sviluppato, grazie a Dlite, Nike Mobile.

Questa applicazione è compatibile con più di 180 telefoni e permette di avere tutto il mondo Nike Football su un semplice Nokia  e Samsung.

Insomma, non solo iPhone! Infatti, non solo perchè il brand Nike è ben presente con una buona varietà di applicazioni su App Store.

E’ una buona scelta non aver dimenticato le tante persone che ancora non sono entrate nell’universo di iPhone o che preferiscono altri cellulari, magari i modelli meno innovativi e più classici. Fra questi ci saranno di sicuro molti affezionati del mondo Nike e Nike ha pensato bene di non deluderli.

Luca Taddei


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