Archivio per aprile 2009

In Francia la TV senza pubblicità è un vero flop!

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Un po’ tutti, almeno una volta nella vita, si sono lamentati per la troppa pubblicità in tv, per i fastidiosi break che interrompono continuamente la visione dei nostri programmi televisivi.

In Francia ci aveva pensato la politica un anno fa a far sparire la pubblicità dai canali della televisione pubblica France Télévisions, l’alter ego francese della nostrana Rai.

L’obiettivo del governo francese capitanato da Sarkozy doveva essere quello di spostare gli investimenti pubblicitari dal mezzo televisione pubblica alle reti private e agli altri mezzi di comunicazione quali la radio, la stampa, le affissioni, internet e i canali digitali terrestri.

In realtà l’obiettivo raggiunto è stata invece la soppressione degli investimenti pubblicitari precedenti e, sarà pure colpa della crisi,un calo del 20,3% di Tf1, la prima rete privata di Francia, dei suoi ricavi pubblicitari e una caduta del titolo in borsa del 50%, così come M6, altro canale privato, si è ritrovata con ben il 10% degli incassi da spot in meno. E in più la televisione pubblica ha anche perso nel corso dell’anno una bel po’ di telespettatori.

Di considerazioni se ne possono fare molte e alcune, serie e ben fatte, le riporta questo articolo del Corriere della Sera. Comunque sembra proprio che in fondo in fondo vedere la pubblicità in televisione non ci dispiaccia affatto e toglierla può creare dei gravi problemi ai vari canali televisivi con il rischio di danneggiare l’industria della comunicazione televisiva in molti modi, sia dal punto di vista economico e finanziario che dei contenuti.

Luca Taddei

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Fiorello porta in tv il guerrilla marketing!

PHOTOCALL FIORELLO IN OCCASIONE DELLO SHOW TRASMESSO DA SKY

“Non dimenticate che io sono cintura nera di karaoke.” (Fiorello)

Il suo passaggio a Sky e’ stato un ciclone che ha rivitalizzato il panorama televisivo italiano, dirottando verso il digitale una parte di quell’ attenzione prima monopolio di reality, talent e veline.

Ma piu’ in generale, oltre all’ inedita proposta di contenuto – la famosa striscia quotidiana accesa sui suoi spettacoli dal vivo -, Fiorello ha forse inaugurato un nuovo linguaggio di comunicazione in tv.

“E’ il primo caso di guerrilla marketing in ambito televisivo. Un promo non convenzionale, di utilizzo creativo a spese della concorrenza.”

Cosi’ Aldo Grasso ha commentato le originali trovate di Fiorello precedenti la messa in onda del programma.

In primis, l’ apparizione su blob, con la finta polemica riguardo l’ “ostracismo di Rai e Mediaset” che non volevano fare promozione al suo programma (…fantastico!).

Poi lo striscione sugli stadi, che e’ inevitabilmente apparso nella miriade di programmi che si occupano di calcio.

Ancora le incursioni nel call-center di Sky e negli spazi formali ed esclusivi della sua piattaforma.

…senza dimenticare gli sketch con Valerio Staffelli di Striscia la Notizia.

Insomma, un modo nuovo di intendere e usare il mezzo televisivo.

Una creativita’ sopra le righe, dirompente e ironica.

Ironica perche’ capace di mettere in ridicolo quella insormontabile divisione in blocchi (Rai vs Mediaset vs Sky) a cui tengono solo gli addetti ai lavori.

Il tempo dira’ se la televisione e’ pronta per ripensare al suo linguaggio.

E se questo e’ realmente l’ inizio di una nuova tendenza; una nuova declinazione di quel guerrilla marketing che in ambito commerciale ha rivoluzionato la comunicazione, togliendo molti limiti alla creativita’ dei suoi professionisti.

Intanto…godiamoci Fiorello!

Simone Di Gregorio


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