Archivio per agosto 2007

product placement a Venezia

“Un Martini, grazie…agitato non mescolato.” (James Bond in Casino Royale, 2006)

Alla Mostra del Cinema di Venezia si parla di product placement.

E’ interessante l’intervista de il Giornale a Francesco Brambilla, movie placement copywriter di Camelot, impresa di comunicazione che opera per il cinema italiano.

Il product placement può presentarsi in 3 tipologie:

visuale: il prodotto è inquadrato in primo piano, o sullo sfondo ma per un periodo di tempo più lungo.

verbale:i protagonisti parlano del prodotto. E’ meno memorizzabile e rischia di essere “esagerato”.

integrato:il prodotto entra a far parte dell’intreccio: così ha un legame e un ruolo nella storia.

Il costo varia dai 20mila euro a quasi 500mila e i rischi che si corrono sono nominare troppo spesso il prodotto, un’inquadratura troppo ravvicinata, l’inutilità ai fini della trama del film, che può infastidire lo spettatore.

Luca Taddei.

l’anima nera della rete

“Oggi il mondo si muove al tempo di internet”. ( Andy Grove )

Ciao a tutti! E’ con piacere che riprendo il mio posto dopo un lungo, divertente e rilassante peregrinare tra incantevoli luoghi del nostro Bel Paese.

Ho letto molto durante questo mese e mezzo (bella cosa il tempo libero!) e mi è capitato con una certa frequenza di imbattermi in articoli ed approfondimenti – di natura pessimistica, quando non catastrofica – circa la rivoluzione tecnologica in atto nelle società economicamente avanzate.

Ad esempio, dopo gli entusiasmi iniziali e complice un calo di utenza, oggi gli opinion leaders puntano il dito contro Second Life, accusato in quanto “mondo di plastica” per apparire, nel quale le aziende spendono inutili denari e dove gli unici luoghi con una certa presenza di avatars sono quelli ad alto contenuto erotico.

Cito – ma sorvolo – le affermazioni di Elton John (“Con Internet non si esce più, non si socializza più e per colpa sua l’arte e la buona musica stanno scomparendo”) mentre mi piacerebbe commentare con voi le sorprendenti dichiarazioni del sociologo britannico Bauman che manifesta una certa insoddisfazione nei confronti del fenomeno Internet.

Secondo il noto scienziato sociale, Internet altro non fa che favorire il disimpegno offrendo “una potente via di fuga dalle difficoltà e dalle tribolazioni della vita reale ed opportunità per trovare compensazione dalle sconfitte e dalle umiliazioni causate dalla vita o che si teme che essa possa causare”.

Gli abitanti della Rete poi sarebbero dei “narcisi che aspirano a trovare un minimo spazio di visibilità e notorietà on line”.

Per quanto riguarda la comunicazione politica, “Internet è un luogo dove è possibile sfogare la propria passione per le cose politiche senza impegnarsi, in processi di partecipazione quasi mai efficaci”.

Infine i nostri amati blog: nient’ altro che strumenti la cui unica funzione è quella di “consentire agli utenti di vedere celebrati se stessi e i propri interessi al pari dei personaggi tv”.

Sono queste alcune delle considerazioni espresse da Bauman nei suoi ultimi interventi, niente di più lontano da quei toni trionfanti ed entusiastici che solitamente connotano i discorsi pubblici quando si parla di nuove tecnologia: voi che ne pensate?

SimoDG

ancora marketing per Agatha Christie

 

“Un archeologo è il miglior marito che una donna possa avere: più lei diventa vecchia, più lui s’interessa a lei.” ( Agatha Christie )

La notizia della nuova iniziativa editoriale della HarperCollins, ovvero l’adattamento a fumetti dei romanzi di Agatha Christie è comunicativamente molto interessante.

Sembra che il marketing legato all’opera della regina del giallo inglese abbia risorse inesauribili: per intenderci, quest’ultimo adattamento è stato curato da Francois Riviere, già curatore dello sfizioso “Creme e crimini”, libro sulle deliziose ricette di Agatha Christie.

Non possiamo non essere d’accordo con Julia Wisdom, responsabile dei gialli alla HarperFiction, la collana che pubblica Christie, quando dichiara che le storie di Agatha Christie <<si possono tradurre in ogni linguaggio della comunicazione e funzionano>>.

Agatha Christie ha un rapporto quasi magico con il marketing oppure la professionalità e la creatività nel fare marketing da parte della HarperCollins è davvero notevole?

Se la risposta esatta è la seconda, le case editrici italiane dovrebbero guardare con molta attenzione al marketing inglese.

E voi che ne pensate?

Luca Taddei.

L’anima nera del commercio

“La pubblicità è l’anima del commercio.” ( antico proverbio )

Ho parlato di cattiva pubblicità alla pubblicità.Oggi parlo della cattiva pubblicità.

La cattiva pubblicità è la pubblicità sciatta, dalle poche idee, fatta senza creatività, fatta perchè la si deve fare, fatta male: non farò nomi, basta girarsi un po’ intorno e non sarà difficile individuarla.

La cattiva pubblicità è la pubblicità ingannevole, che troppe imprese ancora fanno, specialmente nei settori delle telecomunicazioni, del turismo, dei prodotti dimagranti, e che poi costano 7,7 milioni di euro in sanzioni comminate dall’Antitrust ( ce ne parlano il Corriere e la Stampa di qualche giorno fa ).

Questa pubblicità, da anima del commercio, diventa anima nera del commercio.

Mi è piaciuto molto il post sul tema di Simply Addicted.

Sono profondamente d’accordo con le sue considerazioni.

La pubblicità è una grande risorsa per la comunicazione in generale, per la comunicazione d’impresa in particolare.

E la comunicazione deve essere sempre condivisione, relazione fra cittadini, fra imprese e consumatori, insomma fra esseri umani, deve essere sempre creatività e umanità.

Non deve essere mai inganno, manipolazione, fregatura, non deve essere mai sciatteria e banalità.

Luca Taddei.

la solita cattiva pubblicità alla pubblicità

“La pubblicità contiene le uniche verità affidabili di un giornale.” ( Thomas Jefferson )

Sono al mare, nella bella Calabria. Comunque cerco di portare avanti ilcomunicatore pubblicando qualche post di tanto in tanto.

Riesco anche a girovagare nel web di tanto in tanto. E mi sono imbattuto in un post di Beppe Grillo, dal titolo “Obesità pubblicitaria”.

Il post parla di pubblicità di prodotti alimentari rivolta in particolar modo ai bambini e ne parla in questi termini: “La pubblicità è pericolosa per gli adulti, ma per i bambini può essere letale. E’ pedofilia commerciale, abuso di menti in formazione.”

Credevo che i tempi della teoria del proiettile magico, della demonizzazione del consumo e della pubblicità fossero finiti.

Invece no, siamo sempre ai soliti luoghi comuni e alle solite invettive becere.

Peccato, perchè il Blog di Beppe Grillo è molto seguito ed ha una sua importanza nella comunicazione web italiana.

Peccato, perchè idee vecchie e pregiudizi non servono alla crescita della comunicazione.

Luca Taddei.

brand sacro

inpetto.jpg

“Non c’è niente di tanto sacro che il denaro non possa violare, niente di tanto forte che il denaro non possa espugnare.” ( Marco Tullio Cicerone )

ilcomunicatore è andato in vacanza per una quindicina di giorni, ma adesso è di nuovo nella blogosfera.

Torno da Amsterdam e da Praga, dove ho lasciato il mio cuore. E nel mio peregrinare ho usato lo sguardo del comunicatore, curioso ed attento.

Ad Amsterdam mi sono per caso imbattuto in una vetrina di un negozio che vendeva prodotti alimentari e in bella mostra campeggiavano i prodotti Inpetto, una azienda che produce pasta, olio, aceto, pomodori secchi ed altro, insomma prodotti che fanno riferimento alla cucina italiana, in poche parole al made in Italy.

Ma la cosa interessante non è questa, è l’immagine che viene usata come logo di questa linea di prodotti: la Vergine Maria ( come possiamo vedere chiaramente nella foto ).

Qualcuno aveva espresso alcuni dubbi sull’utilizzo di fatti e personaggi della storia italiana nello spot della nuova FIAT 500.

Con Inpetto mi sembra che ci dovrebbero venire dubbi ben più grandi sull’uso di determinati simboli o immagini al servizio della comunicazione d’impresa, della pubblicità e del marketing.

Forse sarebbe necessario riflettere maggiormente sull’etica della comunicazione.

Non credete?

Luca Taddei.


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