Archivio per giugno 2008

…assvertising per Obama e McCain!

“Chi smette di fare pubblicità per risparmiare i soldi é come se fermasse l’ orologio per risparmiare il tempo.” (Henry Ford)

Obama e McCain: é pressochè ufficiale, saranno loro a contendersi la la prossima presidenza degli Stati Uniti. E la campagna elettorale proseguirà imperterrita per tutta l’ Estate, con un inatteso complice.

Sulle assolate spiagge americane sono infatti comparsi da qualche settimana dei bikini in cui le fan di Obama, Clinton (oramai fuori gioco) e McCain pubblicizzano i propri politici di riferimento.

Si chiama assvertising e non é una novità: l’idea di usare il fondoschiena per far pubblicità é stata sperimentata per la prima volta nel 2005 dall’ agenzia americana NigtAgency, con un buonissimo successo. Come spiega difatti lo slogan dell’agenzia che l’ha ideata «Se vuoi essere visto, vai dove le persone stanno già guardando»!

L’ iniziativa é stata ripresa dal sito politikini.com, che ha lanciato la linea di bikini interamente dedicata alla campagna presidenziale. E la questione sembra anche seria, proficua per la stessa democrazia americana! La stilista che ha ideato la linea, Serrell Watts, ritiene che questo tipo di comunicazione, non convenzionale e non politichese, può attirare l’attenzione dei più giovani e incrementare notevolmente il numero dei ragazzi che vanno alle urne: «Vi è un dato di fatto. Vi sono più di 42 milioni di elettori tra i 18 e i 30 anni e sono costantemente alla ricerca di modi nuovi e alla moda per comunicare i loro punti di vista».

«Le persone vogliono mostrare le loro preferenze», dichiara ancora la stilista. «Purtroppo la merce oggi sul mercato offre alla maggior parte dei giovani prodotti considerati poco alla moda. Io invece presento qualcosa che è allo stesso tempo attraente e seducente. Per questo ho inventato i costumi Obama-kini, Clinton-kini e McCain-kini».

Beh, acchiappa-giovani o meno, credo che un colpo di … non possa che giovare ad entrambi i candidati!

Voi che dite?

SimoDG

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capellidavivere.it, ecco il social marketing di NIVEA

Nivea si lancia nel social marketing con il blog capellidavivere.it progettata dall’agenzia Intarget.net. Capellidavivere.it parlerà di salute e di bellezza dei capelli, ma anche di moda e di mondanità con il gossip e gli eventi fashion.

Il blog sarà gestito dall’hair stylist Gianni Albanese che metterà la sua esperienza al servizio delle lettrici. L’audience di riferimento di questo progetto è essenzialmente femminile. Ma non lascia di strizzare l’occhio anche a un pubblico maschile.

Insomma Nivea si tuffa nel web 2.0 e lo fa affidandosi a dei professionisti della comunicazione. I risultati potrebbero essere interessanti per dare ancora più vigore e forza a un brand vincente e consolidato come Nivea, rendendolo non solo forte nella comunicazione convenzionale ma anche nel nuovo ambiente comunicativo del web 2.0. E voi che ne pensate?

Luca Taddei

Apre a Pechino “Piazza Italia”, la boutique del made in Italy

“Non esiste azienda italiana, piccola, media o grande, per la quale la Cina non presenti l’ opportunità di ampliare il business o, in qualche modo, di risparmiare.” (da Il Sole 24 Ore)

Verde, bianco e rosso: Pechino si tinge dei colori italiani.

A Luglio, in Shin Kong Place, il quartiere più elegante della capitale cinese, aprirà i battenti un’ immensa rassegna dei prodotti made in Italy, distribuita su 4 piani di un’ elegantissima boutique.

“Piazza Italia” é il nome del progetto, una sorta di Little Italy che offrirà ai clienti cinesi circa duemila delle nostre eccellenze. Da evidenziare che insieme ai grandi marchi saranno esposti i prodotti delle tradizioni locali, meno noti ma ugualmente capaci di sedurre il mercato globale per l’ iperqualità di cui sono espressione e quell’ aurea di gusto, esclusività e fascino che il consumatore cinese – come già il consumatore occidentale – associa naturalmente ai prodotti italiani.

Per la Cina, l’ Italia é un sogno. E non é una frase fatta, ma il risultato di una ricerca di mercato che gli imprenditori italiani hanno fatto svolgere prima di gettarsi in questa avventura: “Si voleva capire – spiega Giuseppe Parolini, direttore commerciale della Crai, una delle aziende coinvolte – quale immagine i cinesi hanno del nostro Paese. Solo dopo aver compreso come ci vedono e cosa si aspettano da noi, potevamo cercare di esaudire i loro desideri.”

E dalla ricerca di mercato é emerso che tra quelli del made in Italy, i cinesi privilegiano l’ alimentare e i prodotti del lusso, che di fatto avranno riservato uno spazio particolare all’ interno della “Piazza”.

Manifestazioni culturali e mostre d’ arte completano il disegno di un progetto davvero ben pensato.

Lo abbiamo detto più volte, comunicazione e distribuzione sono le due leve su sui insistere per far sì che il nostro export passi dai soliti exploit a un lavoro strutturato e continuativo, cosa che é ben più difficile.

E insistendo su iniziative del genere, può diventare un’ opportunità anche la Cina, un mercato sterminato dove il numero dei consumatori benestanti cresce a ritmo vertiginoso.

Voi che ne pensate?

SimoDG

i 100 metodi non convenzionali per trovare lavoro!

” Il lavoro? E’ così bello che mi metto a sedere e lo guardo!” (Anonimo)

Sembra proprio che quello di Francesco non sia un caso isolato.

Vi ricordate? Francesco é il ragazzo che aveva costruito attorno al suo curriculum una vera e propria campagna di marketing virale, con l’ obiettivo di catturare la “preziosa” attenzione della Leagas Delaney, nota agenzia di comunicazione.

Francesco aveva pensato a poster, adesivi e blog.

Bene, leggo che una studentessa di Praga (lo vedete nell’ immagine che ho pubblicato) ha piazzato un suo curriculum enorme in piazza Jungmannovo, uno dei centri più frequentati della citta.

E ci sono molte altre tecniche del genere. Perlomeno 100.

Sì, sono infatti 100 i metodi non convenzionali ideati e raccolti in un kit da Massimo Rosa, Cacciatore di Teste che da oltre 20 anni opera nel settore della Ricerca di Personale Qualificato.

«Oggi – afferma Rosa – il livello culturale e la preparazione teorica non sono più ad appannaggio di pochi e quindi si verifica che per un posto di lavoro ci siano decine se non centinaia di persone che, almeno sulla carta, meritano di ricoprire quel incarico. Bruciare la concorrenza e dare al tempo stesso una buona impressione di intraprendenza può certamente avvantaggiare chi non si adagia sui classici metodi di auto candidatura, ma osa, mettendo in campo appunto, nuove strategie per la ricerca del lavoro».

Qualche esempio di strategia non convenzionale?

Mettersi all’ asta su eBay, profumare il curriculum, inviare cartoline-cv turistiche, spedire una sedia, offrire una garanzia “soddisfatti o rimborsati”, frequentare i locali nei pressi dell’ azienda, fare una serenata al datore di lavoro, accompagnare il curriculum con 5 euro, ecc.

Potete scaricare Qui il Kit completo: guardate e fatemi sapere che ne pensate!

Personalmente sono un pò scettico. Lo stesso Francesco ci ha raccontato che un’ impegno del genere non non gli é valso l’ ambita assunzione. Sarebbe interessante ascoltare altre testimonianze.

Cmq, aspetto le vostre opinioni!

SimoDG

Ceres, The True Heads e il viral marketing

“Be alive, don’t drink and drive” ( messaggio conclusivo della campagna coniato dalla copy Raffaella Banchero )

La nuova campagna di comunicazione di Ceres, la famosa birra danese, firmata dall’agenzia PBCOM, è prima partita in Tv a fine Aprile 2008 e continuata poi il 26 Maggio 2008 sul sito www.ceres.com. Inoltre sono previsti oltre 30.000 passaggi in 260 schermi cinematografici sparsi su tutto il territorio nazionale.

La campagna si presenta come una vera e propria operazione multimediale il cui obiettivo è l’uso della musica come contagio per trasformare la comunicazione in fenomeno virale e in cui si finge il lancio di una nuova band, The True Heads. La band è realistica e grottesca allo stesso tempo, così come vuole lo stile comunicativo del brand Ceres, con tanto di ambiente trash-suburbano, la notte e il divertimento. Così come la musica che vuole essere fuori dagli schemi e di impatto.

Ma quello che colpisce di più è la qualità dello spot, girato a Vilnius da Magnet Films e la cui post-produzione è di Rushes, leader nell’animazione, computer graphics, motion control e picture manipulation. La contaminazione tra umano, realtà e 3D è perfettamente riuscita: gli animatori hanno modellato una testa virtuale sopra il corpo reale di quattro musicisti e la difficoltà maggiore per mantenere il controllo dei movimenti e i volumi delle labbra è stata superata grazie a una particolare e nuova tecnica di rigging.

Lo stile è quello del brand Ceres, la realizzazione è impeccabile e innovativa, la creatività c’è, l’attesa per la campagna e la costruzione di un appuntamento intorno ad essa sono stati ben calibrati e il messaggio finale Be alive, don’t drink and drive va anche ad affrontare la questione del bere responsabilmente. Insomma la campagna di comunicazione, che mi è stata segnalata da Roberta Fabiani, mi sembra ottima. Che aggiungere, date un’occhiata alla campagna sul sito web di Ceres e poi ditemi che ne pensate?

Luca Taddei


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ilcomunicatore è il blog di riflessione, discussione, condivisione sul mondo del marketing & comunicazione

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