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Con Frisk non si può non aprire la bocca! Come in un fumetto!

Frisk, le mentine famose in tutto il mondo, sono protagoniste di una curiosa campagna di comunicazione ideata da BBH Londra in collaborazione con Selection Milano.

Durante il Salone del Mobile 2010 di Milano di questi giorni è andato in scena il gioco Fotofumetto, ideato e realizzato dall’agenzia di comunicazione non convenzionale Piano B.

Se con Frisk non si deve temere di aprir bocca, visto il ruolo giocato dalle mentine, fuori dai locali della movida milanese si è dato spazio ai pensieri, alle idee, agli stati d’animo, alle impressioni dei tanti ragazzi.

Come? Con un baloon da fumetto!

Oltre 4000 persone si sono fatte fotografare o filmare accanto al fumettone e dalla strada tutto è passato su Facebook e su YouTube, dove si sono creati degli spazi ad hoc.

Un’azione di comunicazione non convenzionale di tutto rispetto, che ne dite?

Luca Taddei

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Sanofi Aventis e la signora Shirley: quando i social media sono un “pericolo”

Estendo al ilcomunicatore l’ attenzione su una storia che si candida ad interessante case study per tutte quelle aziende il cui obiettivo è presenziare il web 2.0 e che devono gestire un’ inedito elemento: la parola del consumatore.

Shirley Ledlie è una donna americana sopravvisuta al cancro che ha subito una perdita permanente dei capelli a causa – lei sostiene –  “del farmaco Taxotere di Sanofi Aventis”.

Pur consapevole che danni gravi di tal genere sono frequenti in chi è affetto da tumore, Shirley accusa che “in alcun modo Sanofi Aventis aveva evidenziato la possibilità di tale evento avverso: nessuna menzione, nessuna casistica, nessun dato”.

Dopo aver chiesto spiegazioni inviando diverse lettere, la tenace Shirley si è orientata verso strumenti di comunicazione non convenzionale.

E’ entrata nella pagina Facebook di Sanofi Aventis e ha postato foto a testimonianza del danno e denuncie circa la scorretta informazione che secondo lei accompagna il farmaco.

“Volete trasparenza?” – spiega Shirley in riferimento alla presenza di Sanofi in spazi aperti di confronto come appunto Facebook – “Bene, la voglio anche io. Voglio che Sanofi sia trasparente nei dati e nelle informazioni fornite”.

E Shirley non intende affatto fermarsi, annunciando nuove iniziative sempre su web.

In attesa che si faccia chiarezza e in attesa anche di ascoltare la replica di Sanofi Aventis (per dovere di cronaca vi faccio presente che in Rete esistono diverse fonti informative che illustrano i possibili effetti avversi del Taxotere), la vicenda apre un precedente interessante e si configura come un monito per le aziende, farmaceutiche e non, le quali puntano a costruire una presenza sui social media.

“Essere trasparenti” non è solo un bello slogan ma un modo nuovo di relazionarsi col consumatore che impone anche il dovere di confrontarsi sugli aspetti più controversi.

Soprattutto quando l’ arena del confronto sono i social media.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

Nike pensa anche agli altri telefonini! Non c’è solo iPhone!

In questo periodo non si fa altro che parlare di applicazioni per l’iPhone.  Ne abbiamo parlato di recente anche su questo blog.

Ecco che Nike ha deciso di ricordarsi anche dell’esistenza degli altri telefonini  e ha sviluppato, grazie a Dlite, Nike Mobile.

Questa applicazione è compatibile con più di 180 telefoni e permette di avere tutto il mondo Nike Football su un semplice Nokia  e Samsung.

Insomma, non solo iPhone! Infatti, non solo perchè il brand Nike è ben presente con una buona varietà di applicazioni su App Store.

E’ una buona scelta non aver dimenticato le tante persone che ancora non sono entrate nell’universo di iPhone o che preferiscono altri cellulari, magari i modelli meno innovativi e più classici. Fra questi ci saranno di sicuro molti affezionati del mondo Nike e Nike ha pensato bene di non deluderli.

Luca Taddei

Presentato iPad, “oggetto magico e rivoluzionario”; intanto in Italia divampano le polemiche per la (scaricatissima) applicazione iMussolini

Oltre le aspettative.

In attesa di riflessioni “a freddo”, le reazioni lasciano trasparire un forte entusiasmo e la sensazione che l’ ultima creatura di Apple sia qualcosa di molto di piu’di quanto immaginato.

Coerentemente con lo stile aziendale, iPad travarica i confini della sua categoria per proporre una sorprendente convergenza di tecnologie.

“Prodotto magico e rivoluzionario” – spiega Jobs – “il miglior risultato della mia carriera.”

Piu’ di un semplice computer portatile, iPad e’ una piattaforma multifunzionale dove la tecnologia – declinata in web, radio, video, film, videogiochi, album fotografico, lettore digitale, ecc. – viene fruita in modo totalmente nuovo, per esperienze olistiche “che non avete mai avuto”.

Nella sua presentazione, Jobs si sofferma su contenuti inediti che potrebbero rivitalizzare mercati in affanno.

Se il modello iPhone-iTunes hanno trasformato (salvato?) l’ industria della musica, ora e’ la volta dell’ editoria: Apple e i vertici del “New York Time” hanno infatti lavorato ad una versione del quotidiano specifica per il tablet e finalizzata a garantire un’ approccio alla lettura innovativo e con inediti contenuti multimediali.

“Siamo entusiasti di essere pionieri della prossima generazione del giornalismo digitale”, ha commentato Jobs.

Non solo musica.

All’ orizzonte, partnerships con Disney, Electronic Arts e la nuova libreria digitale iBooks per la distribuzione di contenuti a pagamento: pagine web, giornali, libri.

Sorprende, in positivo, anche il prezzo del tablet: 499 dollari per la versione base.

Apple sempre piu’ al centro dell’ attenzione.

In Italia, il secondo programma piu’ scaricato dagli iPhone e’ un’ applicazione che per 79 centesimi consente di leggere, vedere e ascoltare tutti i discorsi di Mussolini.

L’ applicazione iMussolini e’ stata sviluppata da un’ imprenditore napoletano che alla possibile accusa di apologia del fascismo risponde di aver solo “raccolto materiale che si trova ampiamente su Internet, in libreria o in edicola”.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

Nuova censura della Cina…bloccata la proiezione del film Avatar

Anche nel 2009, in piena crisi globale, la Cina e’ riuscita a confermare l’ obiettivo dell’8% di crescita del Pil.

Ottimo, gia’, ma a che prezzo?

Tra i tanti aspetti controversi che caratterizzano la folgorante ascesa della Cina c’ e’ anche un controllo severo di ogni forma di informazione e di comunicazione, vera e propria antitesi dello spirito democratico.

L’ultimo esempio e’ la decisione di bloccare a partire dal 22 Gennaio la proiezione del film Avatar, il colossal di Cameron che anche in Cina sta  riscuotendo un enorme successo.

Con una sofisticata strategia, la China Film Group Company (ma dietro ci sarebbe direttamente il Dipartimento Centrale di Propaganda del Partito Comunista Cinese) ha spiegato che il film non scomparira’ ma rimarra’ visibile nelle sale 3D: considerato pero’ che in un Paese dai confini sterminati come la Cina le sale attrezzate al tridimensionale sono pochissime, si tratta di una censura in piena regola.

Da cosa e’ dipesa tale decisione?

Non e’ chiaro.

In alcuni commenti affidati ad Internet la decisione viene spiegata con la necessità di «fare spazio» al film «patriottico» su Confucio, prodotto ad Hong Kong e agli altri film cinesi, schiacciati dal successo di «Avatar».

Ma c’ e’ chi invece sostiene che le autorità avrebbero visto nel film pericolosi riferimenti alla situazione delle minoranze etniche della Cina, come i Tibetani e gli Uiguri.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

Mulino Bianco ascolta il web e lancia il blog e il catalogo delle sorpresine

Mulino Bianco ha deciso di ascoltare il web e questa è sicuramente una strategia giusta per rendere sempre più speciale il suo brand, già molto forte e consolidato nel panorama italiano.

Dalla community Nel Mulino Che Vorrei è venuta l’idea di far nascere un progetto particolare, un progetto che si è fatto realtà, nel web ovviamente,  con il Blog delle Sorpresine del Mulino Bianco.

Chi di noi non ha collezionato le sorpresine del Mulino Bianco quando eravamo bambini? Ecco oggi la creatrice delle sorpresine Mulino Bianco, Graziella Carbone, che ha ideato le famose scatoline che contenevano gadget e simpatici giochi, è la protagonista di questo blog del tutto particolare e originale in cui racconta la storia delle sorpresine attraverso aneddoti e curiosità.

L’idea è quella di dedicare uno spazio virtuale, il blog, dove ricordare con emozione le sensazioni provate un tempo nell’attesa di scoprire la sorpresina contenuta nella confezione di merendine Mulino Bianco.

Ma le iniziative legate alla storia delle sorpresine non finiscono qui. Infatti il Team digital di Mulino Bianco sta cercando di coinvolgere piccoli e grandi collezionisti per realizzare il catalogo completo delle sorpresine del Mulino Bianco. E per fare questo hanno pensato ai social media, su Facebook con la pagina dedicata alle scatoline, e naturalmente al blog delle Sorpresine.

Chi parteciperà alla realizzazione del catalogo completo delle sorpresine sarà premiato con la menzione del nome del collezionista nel catalogo, con un cadeau di prodotti della Mulino Bianco e con l’organizzazione di una visita nel bellissimo stabilimento di Castiglione delle Stiviere.

Sembra una ottima strategia che coniuga l’utilizzo del web, con strumenti come il blog e i social media, all’attenzione per la memoria e la storia del brand Mulino Bianco.

Che ne dite?

Luca Taddei

Cbs trasforma in sit-com le perle del nonno Sam, l’ Oscar Wilde di Twitter!

L’ Oscar Wilde della Rete e’ diventato ricco!

Dopo soli 73 messaggi pubblicati ma seguito di oltre 700.000 fan, la Cbs ha messo in ballo un ricco contratto per accaparrarsi i diritti di “shitmydadsays”, la pagina Twitter che ospita le “battute” di un ironico e cinico 73enne americano di nome Sam.

La pagina e’ curata dal figlio, vittima privilegiata di motti a volte un po’ volgari ma molto spesso strabordanti di vivace “sense of humor”.

“Perche’ dovrei desiderare di vivere 100 anni?” – chiede Sam al figlio in una delle scenette descritte – “Adesso sono 73 e sono maledettamente noiosi. A proposito. Quando tirero’ le cuoia non ti lascero’ neanche un soldo”.

Vi invito a visitare la pagina perche’ ci sono delle gustose perle!

I protagonisti di questa storia giudicano letteralmente inspiegabile il successo dell’ iniziativa, nata per la volonta’ del figlio di tenere aggiornati gli amici sulle chicche di Sam!

Cbs trasformera’ il tutto in una sit-com, sviluppando un interessante progetto di interazione fra nuovi e vecchi media.

Gongola il figlio mentre il vecchio Sam, dall’ alto della sua esperienza, e’ del tutto diffidente….

“A volte” – dice ammonendo il nipote – “la vita ti lancia sul como’ un biglietto da cento dollari. Solo troppo tardi ti accordi che lo ha fatto per fregarti”.

Simone Di Gregorio


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