Archive for the 'viral' Category

Dove canta l’ inno all’ uomo!

Su segnalazione di ninja marketing, un video davvero molto divertente che racconta in 2 minuti cosa significa essere uomo.

L’ occasione è il lancio di una nuova linea di prodotti Dove dedicati al sesso maschile.

Su youtube è gia’ un successone!

E voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

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Con Frisk non si può non aprire la bocca! Come in un fumetto!

Frisk, le mentine famose in tutto il mondo, sono protagoniste di una curiosa campagna di comunicazione ideata da BBH Londra in collaborazione con Selection Milano.

Durante il Salone del Mobile 2010 di Milano di questi giorni è andato in scena il gioco Fotofumetto, ideato e realizzato dall’agenzia di comunicazione non convenzionale Piano B.

Se con Frisk non si deve temere di aprir bocca, visto il ruolo giocato dalle mentine, fuori dai locali della movida milanese si è dato spazio ai pensieri, alle idee, agli stati d’animo, alle impressioni dei tanti ragazzi.

Come? Con un baloon da fumetto!

Oltre 4000 persone si sono fatte fotografare o filmare accanto al fumettone e dalla strada tutto è passato su Facebook e su YouTube, dove si sono creati degli spazi ad hoc.

Un’azione di comunicazione non convenzionale di tutto rispetto, che ne dite?

Luca Taddei

Gillette Future Champion, il viral per conquistare i giovani

Gillette Future Champion è la nuova campagna di viral marketing di Gillette pensata e strutturata per il web e per coinvolgere il pubblico dei giovani.

Per questo sono stati coinvolti quattro campioncini dello sport italiano come testimonial. Gillette ha scelto quattro nuovi volti dell’eccellenza sportiva italiana di quattro diverse discipline: il calciatore Sebastian Giovinco, il cestista Luigi Datome, il pallavolista Lorenzo Bonetti e il nuotatore Marco Belotti.

La campagna ha previsto la realizzazione di quattro video virali rintracciabili sul più famoso dei siti di video sharing, YouTube. Per darvi un’idea ilcomunicatore vi presenta il video di Giovinco (e qui sono visibili anche gli altri tre!).

Per ottenere una maggiore interazione con gli utenti sono stati anche realizzati 4 profili MySpace ( di Giovinco, Datome, Bonetti e di Belotti) e un gruppo su Facebook. Lo stesso tipo di campagna è stata attivata anche in altri Paesi, come per esempio la Spagna.

Gli utenti erano chiamati al voto per eleggere il Gillette Future Champion 2008. E il vincitore sarà reso noto il 14 Novembre 2008.

A questa campagna sta lavorando anche Daniele Montemale di Viralavatar, un giovane italiano che lavora da due anni nel viral marketing e il cui blog è diventato da poco un’agenzia. E’ stato lui a segnalarmi questo interessante progetto a cui sta lavorando. Sono curioso di conoscere gli altri progetti a cui parteciperà e gli faccio i complimenti per l’ottimo lavoro che sta facendo nella comunicazione.

Trovo l’iniziativa di Gillette ottima, ben articolata e calibrata sia per il mezzo che utilizza, il web, sia per il pubblico che vuole raggiungere, i giovani. Non siete d’accordo?

Luca Taddei

Fabrica Ethica, esperimenti di viralità

Questo video, rintracciabile nel Dedalo di YouTube e segnalatomi da Roberto Venturi, è stato realizzato dall’Agenzia di Comunicazione Ombre Elettriche di Firenze per la Regione Toscana e ha lo scopo di sensibilizzare alla responsabilità sociale delle imprese.

Il video è collegato a un progetto specifico della Regione Toscana, Fabrica Ethica, e rappresenta la punta di diamante di una campagna sperimentale virale. Insomma siamo di fronte a un esperimento di viralità messo in piedi da una istituzione pubblica che fa comunicazione utilizzando i nuovi media e in particolare la strategia della viralità. In più il tutto è al servizio di una campagna sociale.Insomma  ci sono molti ingredienti gustosi in questo progetto per chi si occupa di comunicazione.

Da parte mia non posso che giudicare positivamente questo nuovo spot pensato per le caratteristiche specifiche del viral marketing e, in generale, il progetto Fabrica Ethica, non solo per il tema centrale di cui si occupa, la responsabilità sociale d’impresa, ma anche per la sua comunicazione. Non a caso questo progetto della Regione Toscana è risultato vincitore del premio “Responsible Entrepreneurship” European Enterprise Award e lo spot, precedente a questo che vi presentiamo, dal titolo “Io sarò la fabbrica del mondo” ha vinto l’ADAward per la pubblicità sociale nel 2005.

Voi che ne pensate?

Luca Taddei

quando i mostri si mettono a fare marketing…

“La cosa commercialmente migliore, che è la peggiore artisticamente, è la più di successo”. ( Orson Welles )

Questo terribile mostro che vi presentiamo ha tormentato in queste calde settimane estive il mondo del web e si è fatto spazio con le sue orribilità anche sulla televisione americana ( qui il video di un servizio della famosa CNN ) e sui media nostrani ( qui l’articolo del Corriere della Sera ).

E se i mostri nell’immaginario umano in generale svolgono diverse funzioni, in questo caso particolare questo mostro davvero bruttino svolge una funzione pubblicitaria nel magico mondo del cinema, mondo particolarmente frequentato da creature mostruose!

L’autore di questa campagna di viral marketing, probabilmente memori dell’impresa di Orson Welles con la sua Guerra dei Mondi, sono il sito web di uno studio di produzione hollywoodiano, Splinterheadsmovie, che svela che il Montauk Monster non è altro che una trovata pubblicitaria e che il mistero di questa estate americana sarà svelato quando il film uscirà nelle sale, all’inizio del prossimo anno!

Insomma mostri, cinema, web si trovano insieme per scrivere una nuova pagina del viral marketing! A me l’idea piace e a voi?

Luca Taddei

Papershow e i suoi viral videos per costruire buzz sulla rete

La società Oxford ha lanciato un prodotto innovativo, chiamato Papershow, utile per i professionisti nelle riunioni e che sarà disponibile in Italia da Settembre 2008. Per saperne di più date un’occhiata al sito web del nuovo prodotto.

E’ proprio per il lancio web che sono stati realizzati cinque video virali per costruire buzz sulla rete e quindi coinvogliare interesse sul prodotto.

Il progetto della campagna di marketing sembra molto interessante, specialmente l’intenzione di usare il buzz marketing sulla rete, coinvolgendo anche i blog. Per ora ne hanno parlato un buon numero di blog: Il blog di Hapù, Kaizen-energia in movimento, Spacechili, Pizzulata, WoMarketing, Our & Your Marketing, Podmork, PcRevenge. E adesso entriamo nel buzz anche noi!

Il prodotto è innovativo e la promozione sul web 2.0 è il suo canale naturale, in più i video virali sono accattivanti e azzeccati.

E voi che ne pensate? Il buzz marketing di Papershow funzionerà?

Luca Taddei

Ceres, The True Heads e il viral marketing

“Be alive, don’t drink and drive” ( messaggio conclusivo della campagna coniato dalla copy Raffaella Banchero )

La nuova campagna di comunicazione di Ceres, la famosa birra danese, firmata dall’agenzia PBCOM, è prima partita in Tv a fine Aprile 2008 e continuata poi il 26 Maggio 2008 sul sito www.ceres.com. Inoltre sono previsti oltre 30.000 passaggi in 260 schermi cinematografici sparsi su tutto il territorio nazionale.

La campagna si presenta come una vera e propria operazione multimediale il cui obiettivo è l’uso della musica come contagio per trasformare la comunicazione in fenomeno virale e in cui si finge il lancio di una nuova band, The True Heads. La band è realistica e grottesca allo stesso tempo, così come vuole lo stile comunicativo del brand Ceres, con tanto di ambiente trash-suburbano, la notte e il divertimento. Così come la musica che vuole essere fuori dagli schemi e di impatto.

Ma quello che colpisce di più è la qualità dello spot, girato a Vilnius da Magnet Films e la cui post-produzione è di Rushes, leader nell’animazione, computer graphics, motion control e picture manipulation. La contaminazione tra umano, realtà e 3D è perfettamente riuscita: gli animatori hanno modellato una testa virtuale sopra il corpo reale di quattro musicisti e la difficoltà maggiore per mantenere il controllo dei movimenti e i volumi delle labbra è stata superata grazie a una particolare e nuova tecnica di rigging.

Lo stile è quello del brand Ceres, la realizzazione è impeccabile e innovativa, la creatività c’è, l’attesa per la campagna e la costruzione di un appuntamento intorno ad essa sono stati ben calibrati e il messaggio finale Be alive, don’t drink and drive va anche ad affrontare la questione del bere responsabilmente. Insomma la campagna di comunicazione, che mi è stata segnalata da Roberta Fabiani, mi sembra ottima. Che aggiungere, date un’occhiata alla campagna sul sito web di Ceres e poi ditemi che ne pensate?

Luca Taddei


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