Archive for the 'territorio' Category

Coca Cola chiama il design per rivitalizzare i contenitori della raccolta differenziata

Nuova tappa del Live Positively, progetto ideato da Coca Cola per sensibilizzare l’ opinione pubblica internazionale al tema dell’ ambiente.

In collaborazione con l’ associazione ReMade in Italy e con il supporto scientifico del Politecnico di Milano, Coca Cola ha dato il via ad un concorso che ha visto 200 designer immaginare e costruire nuovi contenitori per la raccolta differenziata.

Parole d’ ordine: innovazione, sostenibilità estetica, funzionalità, qualità, adeguatezza alla produzione industriale, utilizzo di materiale riciclato.

I primi 3 classificati hanno vinto un premio in denaro e la soddisfazione di vedere le proprie “creature” prendere forma e riempire le strade di Milano e i punti vendita di Autogrill.

Ai suggestivi significati di positività ed ottimismo della campagna “Stappa la felicità”, Coca Cola unisce l’ impegno verso l’ ambiente…

perchè forse è proprio nei valori del marchio il segreto del suo successo.

Non trovate?

Simone Di Gregorio

L’Italia è competitiva, adesso ci vuole comunicazione

“Ci sono paesi dove il progresso ha cambiato solo i costumi non la mentalità.” ( Vincenzo Consolo )

Secondo un indice elaborato dall’ONU e e dal WTO, quindi da ritenere abbastanza affidabile, e chiamato TPI, Trade Performance Index, l’Italia si colloca al secondo posto nella classifica mondiale dei Paesi più competitivi nel commercio con l’estero. E’ un buon punto di riferimento per definire l’alto livello di competitività internazionale del nostro Paese.

Ed è proprio il commercio estero a dimostrarsi l’eccellenza dell’economia italiana. E a trainare sono i settori delle <<quattro A>>: abbigliamento, arredo, alimentari, automazione meccanica.

Risultati migliori dell’Italia nel mondo li ottiene solo la Germania, mentre la Spagna, che viene additata di questi tempi come il nostro competitor diretto, non si posiziona neppure fra i primi dieci.

Insomma il declino annunciato da tanti profeti di sventure sembra non esistere. Certo la situazione non è facile, ma questo vale anche per tutti gli altri Paesi del mondo.Non possiamo negare che in Italia soffi, più che in altri contesti, un vento di mancanza di fiducia nei propri mezzi e di speranza nel proprio futuro.

Molte altre classifiche, di cui molto spesso non si è verificata la validità, hanno condannato l’Italia. Ma come ricorda Marco Fortis, docente di economia industriale alla Cattolica di Milano, «si è fatta confusione tra attrattività e competitività» e l’Italia risulta ormai poco attrattiva, specialmente per gli investitori esteri.

Certo è colpa della burocrazia, della criminalità e di altri fattori, ma fra questi non metterei tra gli ultimi la scarsa capacità di comunicare un’immagine forte e vincente del Paese.

C’è un’Italia che vince, ma spesso è quasi muta: una prova ulteriore di questo è il fatto che i risultati di questo indice elaborato dall’ONU e dal WTO siano passati quasi inosservati, mentre altri meno lunsinghieri siano fermamente impressi nella nostra mente. Mentre una buona medicina contro la sfiducia e l’autocommiserazione sarebbe una comunicazione coordinata ed efficace dei propri punti di forza e dei propri successi, quelli che hanno una base nella realtà naturalmente!

Luca Taddei

Apre a Pechino “Piazza Italia”, la boutique del made in Italy

“Non esiste azienda italiana, piccola, media o grande, per la quale la Cina non presenti l’ opportunità di ampliare il business o, in qualche modo, di risparmiare.” (da Il Sole 24 Ore)

Verde, bianco e rosso: Pechino si tinge dei colori italiani.

A Luglio, in Shin Kong Place, il quartiere più elegante della capitale cinese, aprirà i battenti un’ immensa rassegna dei prodotti made in Italy, distribuita su 4 piani di un’ elegantissima boutique.

“Piazza Italia” é il nome del progetto, una sorta di Little Italy che offrirà ai clienti cinesi circa duemila delle nostre eccellenze. Da evidenziare che insieme ai grandi marchi saranno esposti i prodotti delle tradizioni locali, meno noti ma ugualmente capaci di sedurre il mercato globale per l’ iperqualità di cui sono espressione e quell’ aurea di gusto, esclusività e fascino che il consumatore cinese – come già il consumatore occidentale – associa naturalmente ai prodotti italiani.

Per la Cina, l’ Italia é un sogno. E non é una frase fatta, ma il risultato di una ricerca di mercato che gli imprenditori italiani hanno fatto svolgere prima di gettarsi in questa avventura: “Si voleva capire – spiega Giuseppe Parolini, direttore commerciale della Crai, una delle aziende coinvolte – quale immagine i cinesi hanno del nostro Paese. Solo dopo aver compreso come ci vedono e cosa si aspettano da noi, potevamo cercare di esaudire i loro desideri.”

E dalla ricerca di mercato é emerso che tra quelli del made in Italy, i cinesi privilegiano l’ alimentare e i prodotti del lusso, che di fatto avranno riservato uno spazio particolare all’ interno della “Piazza”.

Manifestazioni culturali e mostre d’ arte completano il disegno di un progetto davvero ben pensato.

Lo abbiamo detto più volte, comunicazione e distribuzione sono le due leve su sui insistere per far sì che il nostro export passi dai soliti exploit a un lavoro strutturato e continuativo, cosa che é ben più difficile.

E insistendo su iniziative del genere, può diventare un’ opportunità anche la Cina, un mercato sterminato dove il numero dei consumatori benestanti cresce a ritmo vertiginoso.

Voi che ne pensate?

SimoDG

al museo per comunicare

Oggi i musei diventano sempre più luoghi di comunicazione in cui divertirsi, sorseggiare un cocktail o fare un aperitivo a tema, cenare o ascoltare musica. All’estero il fenomeno è ampiamente diffuso, dalla Francia con il Centre Pompidou di Parigi, il primo per così dire a “mutare” negli Anni Novanta, al famoso Metropolitan di New York che ospita le feste più trendy a partire da quelle di Giorgio Armani e di George Clooney. E anche in Italia  il fenomeno si sta diffondendo come ci mostrano gli esempi della Triennale della Bovisa a Milano con la sua Havana Hora e del progetto MAC ( Museo di Arte Contemporanea ) di Libeskind sempre a Milano.

Queste iniziative sono legate per lo più a musei di arte moderna e contemporanea, che sicuramente si prestano più facilmente a tali operazioni, ma la vera sfida potrebbe essere pensare qualcosa del genere per i musei che raccolgono collezioni classiche, medievali e rinascimentali. Da sottolineare è sicuramente anche l’intervento di grandi imprese, come Havana Club nel caso citato della Triennale della Bovisa, nel promuovere tali iniziative che possono essere d’aiuto sia al brand dell’azienda sia nella gestione economica dei musei.

Le critiche non mancano: la più forte è quella di Adriano La Regina, archeologo e soprindentente di Roma, che ha definito queste operazioni “forzature strumentali, una vera prostituzione delle istituzioni culturali” e ha poi rincarato la dose con “siamo circondati da cose di pessimo gusto, passeggiare in galleria e sentire la puzza di pesce dei banchetti aziendali è inaccettabile”.

Questa rivoluzione museale, se fatta con criterio, potrebbe veramente essere utile per avvicinare e coinvolgere molte persone e riscoprire la funzione originale del museo: far conoscere, rendere proprio il patrimonio culturale di un territorio ai suoi cittadini e ai suoi visitatori, insomma di comunicare l’arte e la cultura  e farle incontrare in un luogo coinvolgente e che susciti interesse.

E voi da che parte state?

Luca Taddei.

Il Genio Fiorentino e il genio comunicativo!

“Le idee non fanno paura a chi ne ha” ( payoff dell’edizione 2008 de Il Genio Fiorentino )

A Firenze in questi giorni, dal 15 al 25 Maggio 2008, si è svolto Il Genio Fiorentino, un evento di branding per la città del Giglio allo scopo di dare maggiore visibilità, locale e internazionale, al patrimonio culturale e storico presente nella Provincia di Firenze. Insomma, possiamo dire che a Firenze si sta facendo del city branding in piena regola.

E l’aspetto più importante è sicuramente l’attenzione per la comunicazione, una comunicazione che è piuttosto ironica e leggera, ma che riesce ad avvicinare i grandi geni della storia fiorentina e italiana a noi. I manifesti per il Genio Fiorentino risultano per questo ben azzeccati ed efficaci.

Anche il sito web della kermesse dimostra una grande e professionale attenzione per la comunicazione, che è anche la cifra del mandato alla Presidenza della Provincia di Firenze di Matteo Renzi, che si sta dimostrando un ottimo e preparato comunicatore. Infine, vi consiglio di dare un’occhiata a Firenzebusiness, il nuovo portale per il Marketing Territorriale dell’Area Metropolitana Fiorentina. Insomma nella capitale della Toscana sembra esserci una buona attenzione verso la promozione del proprio territorio attraverso la comunicazione. Questa è forse la sfida a cui è chiamata Firenze, la Toscana e molte altre realtà italiane: comunicare sempre di più e sempre meglio per diventare più competitive e attrarre di più gli investimenti interni ed esteri. Siete d’accordo?

Luca Taddei.

In Sicilia, spot contro il pizzo: “Ritroviamo l’ Onore”

“La mafia é una montagna di merda.” (Peppino Impastato)

Se la mafia é ormai un brand, allora anche chi la combatte può trovare proprio nella comunicazione un alleato importante.

Lo ha capito la Fondazione progetto legalità, in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia, che ha di recente realizzato 4 spot anti-mafia per un progetto a cui collaborano la questura di Palermo, l’assessorato regionale ai Beni culturali della Regione siciliana, Unioncamere e Confindustria Sicilia.

Protagonisti degli spot (sempre visibili sul sito http://www.progettolegalita.it/) sono dei noti attori siciliani, Marcello Mazzarella, Loredana Cannata, Corrado Fortuna e Nino Frassica, che interpretano storie di mafia subita dando voce a quattro caratteri: un imprenditore, una madre, un giovane e un mafioso. I personaggi sono ideali ma del tutto realistici se pensiamo al dramma che raccontano; quel racket, che é purtroppo un’ abitudine diffusa in certe aree del Paese.

Il messaggio é coraggioso e punta ad una ribellione civile: NON PAGARE IL PIZZO E’ UNA QUESTIONE D’ ONORE.

Oltre ed attraverso la comunicazione, l’ iniziativa prevede un incisiva azione formativa. Gli spot sono infatti pensati per la diffusione in sale cinematografiche, siti web ma soprattutto scuole, anche carcerarie. “La sceneggiatura – dice Massimo Russo, presidente della Fondazione Progetto legalità – si presta a una diffusione nelle scuole: lo spot costituisce un pretesto per un dibattito insieme alle forze di polizia, testimoni istituzionali e dell’imprenditoria, magistrati, per parlare di lotta al racket, spiegare il fenomeno, assicurarsi che i ragazzi ne comprendano il disvalore sociale”.

Un progetto del genere, così come il fenomeno “Gomorra” (proprio in questi giorni presentato, nella sua versione cinematografica, al Festival di Cannes), dimostra che la comunicazione può contribuire ad operare una rivoluzione culturale capace di mostrare la mafia nella sua brutalità e di contrastare quelle percezioni positive che esistono verso questo tipo di criminalità.

Voi che ne pensate?

SimoDG

spazio alla creatività: La Terra di Alessandro Caprioli

L’ottimo progetto BlogLab riparte e arriva alla sua seconda edizione e oltre a coinvolgere l’Università degli Studi di Firenze e La Sapienza di Roma si allarga anche alle Università di Torino, Genova ( Campus di Savona ) e Urbino.

Per noi de ilcomunicatore è un grande piacere poter seguire la nascita dei nuovi blog legati a questo progetto e di dare una mano quest’anno nel ruolo di fellows.

Per il nostro spazio alla creatività vi presentiamo il progetto di Alessandro Caprioli, studente della Laurea Specialistica in Marketing e Comunicazione d’Impresa de La Sapienza.

Il suo progetto, ancora in fase di lavori in corso, si chiama La Terra richiamando il titolo del film di Sergio Rubini girato interamente nel suo Paese natale, Mesagne, nella bellissima e solare terra del Salento. Il suo blog sarà appunto un local blog che parlerà della sua Terra cercando di metterne in risalto bellezze e contraddizioni. Non mancherà un occhio attento alla sua passione per la comunicazione, la televisione, l’advertising e il marketing online.

E anche da parte nostra non mancherà un occhio attento per questo progetto, di cui i padroni di casa di questo blog sono i fellows. Per esempio, mi interessa molto quale possa essere la relazione fra local blogs e valorizzazione dei territori locali e di costruzione di brand locali. Ne riparlemo sicuramente anche su Italian Branding.

Il progetto sembra davvero molto interessante!

Seguiamolo insieme! E naturalmente in bocca al lupo, Alessandro!

Luca Taddei.


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