Archive for the 'comunicazione televisiva' Category

UserFarm, quando il crowdsourcing finisce in tv!

UserFarm è una piattaforma di Content Crowdsourcing nata in casa di TheBlogTv ed è presente oggi in Italia, Francia e Spagna.

Che cosa fa? In poche parole consente ai brand, alle agenzie, agli editori e alle istituzioni di ingaggiare più di 25.000 videomaker, creativi, grafici professionisti e non per la realizzazione di spot e contenuti multimediali originali.

Il tutto è quindi user generated.

La novità? L’azienda Bonaventura Maschio per le sue Prime Uve ha deciso di portare dal web, il luogo naturale del crowdsourcing, alla tv uno spot realizzato proprio in crowdsourcing da UserFarm.

Lo spot vincitore (presentato anche qui su ilcomunicatore), su 159 caricati sulla piattaforma di crowdsourcing audiovisivo UserFarm, è stato quello del Team Zunamy, nato dall’idea creativa di Ciro De Caro e Rossella D’Andrea.

Per la diffusione web invece è stato selezionato il video ironico e leggero “Estasi Sensoriale” di condor10, visibile sul canale YouTube BonaventuraMaschio.

Questo passaggio dal web alla tv di un prodotto di crowdsourcing è sicuramente il segno di una straordinaria opportunità di fare una comunicazione più creativa e più partecipativa che partendo dal web può passare agli altri spazi più classici e tradizionali della pubblicità.

E il vantaggio è sia per le imprese che per i nuovi talenti.

Che ne pensate?

Luca Taddei

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Alitalia comunica la tradizione, ma avrà fatto la scelta giusta?

Alitalia ha lanciato da qualche giorno, correva il 23 di Maggio 2009 per essere precisi, una nuova campagna di comunicazione tv che va in onda sulle principali reti nazionali.

Sicuramente la scelta di fare comunicazione è necessaria e giusta perchè c’è sicuramente un brand da ricostruire dopo le travagliate vicende aziendali del recentissimo passato.

Ne è venuto fuori uno spot costruito tutto intorno alla tradizione dell’azienda, tradizione che ha attraversato i cieli del secondo Novecento e che ha trasportato sulle sue ali molti personaggi famosi del mondo dello spettacolo, dello sport sia italiani che stranieri.

La tradizione può essere sicuramente un elemento importante per ricostruire un brand, per riposizionarlo. E in Italia molti brand giocano, e fanno bene a farlo, sulle potenzialità della tradizione della loro attività imprenditoriale.

L’elemento della tradizione funziona, ma non è sicuramente tutto. Il post di Clandestinoweb, anch’esso di qualche giorno fa ( e oggi voglio essere preciso: correva il 27 Maggio 2009!), proprio su questo spot pone delle critiche sensate.

Alitalia punta il suo rebranding sulla tradizione e la scelta può essere giusta, ma dovrebbe trovare anche la creatività per innestare elementi nuovi nella sua marca, elementi che costruiscano una nuova relazione fra Alitalia e i suoi passeggeri.

Oltre a questo, se andate a guardarvi il sito web di Alitalia, la campagna non sembra essere promossa minimamente. Forse ci vorrebbe anche un po’ più di coordinamento tra la comunicazione in tv e quella su web per fare un rebranding organico.

E a voi che ve ne pare della campagna?

Luca Taddei

Gabriele Muccino firma la nuova comunicazione di Tim: meno comici piu’ talent show

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“E’ proprio la possibilita’ di realizzare un sogno che rende la vita interessante.” Paulo Coelho

Ispirata dalla creativita’ di Gabriele Muccino, Telecom rinnova la comunicazione a cui ci avevano da lungo tempo abituato i leader della telefonia mobile.

Sull’ onda del forte successo riscosso da reality e talent show, la campagna accantona sketch, comici e gag, per raccontare storie che flirtano con l’ immaginario dei giovani, parlando il linguaggio del sogno, della passione, della musica, della realta’, del talento.

“Come suonano i sogni” si declina in una serie di spot centrati sulle vicende di tre giovani che perseguono un sogno: sfondare come band musicale; assisteremo alla ricerca del tastierista, la scelta del nome della band, l’incontro con un agente, i primi concerti, la registrazione del primo singolo.

Naturalmente la campagna possiede un suo spazio online: al sito www.comesuonanoisogni.it e’ possibile conoscere i membri della band, fruire di contenuti multimediali e partecipare al blog dove si raccontano passo dopo passo le vicende dei tre giovani.

Con “Come suonano i sogni” Telecom arricchisce di nuovi input un campo – quella della pubblicita’ degli operatori di telefonia mobile – particolarmente interessante per chi si occupa di comunicazione e ne segue le tendenze.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

In Francia la TV senza pubblicità è un vero flop!

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Un po’ tutti, almeno una volta nella vita, si sono lamentati per la troppa pubblicità in tv, per i fastidiosi break che interrompono continuamente la visione dei nostri programmi televisivi.

In Francia ci aveva pensato la politica un anno fa a far sparire la pubblicità dai canali della televisione pubblica France Télévisions, l’alter ego francese della nostrana Rai.

L’obiettivo del governo francese capitanato da Sarkozy doveva essere quello di spostare gli investimenti pubblicitari dal mezzo televisione pubblica alle reti private e agli altri mezzi di comunicazione quali la radio, la stampa, le affissioni, internet e i canali digitali terrestri.

In realtà l’obiettivo raggiunto è stata invece la soppressione degli investimenti pubblicitari precedenti e, sarà pure colpa della crisi,un calo del 20,3% di Tf1, la prima rete privata di Francia, dei suoi ricavi pubblicitari e una caduta del titolo in borsa del 50%, così come M6, altro canale privato, si è ritrovata con ben il 10% degli incassi da spot in meno. E in più la televisione pubblica ha anche perso nel corso dell’anno una bel po’ di telespettatori.

Di considerazioni se ne possono fare molte e alcune, serie e ben fatte, le riporta questo articolo del Corriere della Sera. Comunque sembra proprio che in fondo in fondo vedere la pubblicità in televisione non ci dispiaccia affatto e toglierla può creare dei gravi problemi ai vari canali televisivi con il rischio di danneggiare l’industria della comunicazione televisiva in molti modi, sia dal punto di vista economico e finanziario che dei contenuti.

Luca Taddei

Fiorello porta in tv il guerrilla marketing!

PHOTOCALL FIORELLO IN OCCASIONE DELLO SHOW TRASMESSO DA SKY

“Non dimenticate che io sono cintura nera di karaoke.” (Fiorello)

Il suo passaggio a Sky e’ stato un ciclone che ha rivitalizzato il panorama televisivo italiano, dirottando verso il digitale una parte di quell’ attenzione prima monopolio di reality, talent e veline.

Ma piu’ in generale, oltre all’ inedita proposta di contenuto – la famosa striscia quotidiana accesa sui suoi spettacoli dal vivo -, Fiorello ha forse inaugurato un nuovo linguaggio di comunicazione in tv.

“E’ il primo caso di guerrilla marketing in ambito televisivo. Un promo non convenzionale, di utilizzo creativo a spese della concorrenza.”

Cosi’ Aldo Grasso ha commentato le originali trovate di Fiorello precedenti la messa in onda del programma.

In primis, l’ apparizione su blob, con la finta polemica riguardo l’ “ostracismo di Rai e Mediaset” che non volevano fare promozione al suo programma (…fantastico!).

Poi lo striscione sugli stadi, che e’ inevitabilmente apparso nella miriade di programmi che si occupano di calcio.

Ancora le incursioni nel call-center di Sky e negli spazi formali ed esclusivi della sua piattaforma.

…senza dimenticare gli sketch con Valerio Staffelli di Striscia la Notizia.

Insomma, un modo nuovo di intendere e usare il mezzo televisivo.

Una creativita’ sopra le righe, dirompente e ironica.

Ironica perche’ capace di mettere in ridicolo quella insormontabile divisione in blocchi (Rai vs Mediaset vs Sky) a cui tengono solo gli addetti ai lavori.

Il tempo dira’ se la televisione e’ pronta per ripensare al suo linguaggio.

E se questo e’ realmente l’ inizio di una nuova tendenza; una nuova declinazione di quel guerrilla marketing che in ambito commerciale ha rivoluzionato la comunicazione, togliendo molti limiti alla creativita’ dei suoi professionisti.

Intanto…godiamoci Fiorello!

Simone Di Gregorio

Born with experience per gli amanti di Volkswagen Golf

Grazie alla segnalazione di Federica Ferrero, ilcomunicatore è venuto a conoscenza del nuovo progetto di comunicazione del colosso automobilistico tedesco Volkswagen: Born with experience.

Born with experience è un un sito web dedicato a tutti gli amanti di Volkswagen Golf, uno dei modelli di più lunga tradizione e successo del brand tedesco, per condividere sul web la loro “Golf Experience”.

Dal 3 Novembre 2008, fra più o meno una settimana, tutti gli amanti della Golf, siano essi proprietari o estimatori, potranno accedere liberamente al sito e comunicare la loro “Golf Experience”, prenotare il test drive e partecipare a un concorso che mette in palio tre nuove Golf per un mese. Prima del 3 Novembre, solo chi è in possesso di un codice può avere l’accesso in anteprima al sito, comunicare la propria esperienza con Golf, prenotare il test drive e vincere, eventualmente, una bella Golf.

Da parte mia ho avuto il piacere di visitare il sito in anteprima in questi giorni e di farmi un’idea dell’iniziativa.

Non starò qui a descrivervi il sito, in quanto avrete modo se vi farà piacere conoscerlo di apprezzarlo personalmente, ma quello che mi sento di sottolineare sono le buone possibilità che un’iniziativa come questa può avere per rafforzare la fedeltà della clientela del brand Volkswagen e in particolare di Golf. E in un periodo di crisi come questo, la fedeltà della clientela è sicuramente decisiva.

L’iniziativa di Born with Experience è inoltre strategica per un altro motivo. Normalmente la comunicazione pubblicitaria per le automobili la fa da padrone in TV e un’iniziativa come questa, pensata per il mondo del web, è innovativa in quanto può essere in grado di aprire apre nuove strade nella comunicazione pubblicitaria per le automobili.

Se in TV di pubblicità per le automobili se ne fa così tanta che essere creativi e convincenti diventa ogni giorno più difficile, allora il web può essere un campo più idoneo e più aperto a innovazioni e creatività.

Non siete d’accordo?

Luca Taddei

La fiction made in Italy: un successo d’ esportazione

“La televisione é come una spugna: raccoglie tutto ciò che c’ é sul pavimento e quando vai a spremere esce fuori il succo della società.” (Pippo Baudo)

Termina l’ Estate, riparte la stagione televisiva.

Poche novità e una certezza: la fiction.

Industria da 740 milioni di euro, la fiction italiana occupa il 19,2% del totale della programmazione, confezionando buoni e spesso ottimi risultati equamente distribuiti tra Rai e Mediaset: se il romanzo popolare ha contribuito con una media del 24,06% di share al successo nel periodo di garanzia primaverile della tv di Stato, grazie alla fiction anche Mediaset gioisce, rivendicando la vittoria sul pubblico più interessante per una tv di tipo commerciale: 15-64 anni.

Amore, intrigo, passione, giallo, storia, medicina, polizia, mafia: sono questi gli ingredienti fondamentali di un racconto – la fiction made in Italyche fa storcere il naso a non pochi critici, osservatori e telespettatori nostrani, i quali prediligono di gran lunga il prodotto americano, ma che all’ estero riscuote un vasto successo.

La vicenda dello scienziato tetraplegico Fulvio Frisone, raccontata nel Figlio della Luna di Gianfranco Albano, ha trionfato al Festival della televisione di Shangai, mentre prodotti come L’ Apocalisse, Capri, Giovanni Falcone, la Meglio Gioventù, Medicina Generale, Butta la Luna, Guerra e Pace, Elisa di Rivombrosa, il Capo dei Capi, il Generale Dalla Chiesa, spopolano in lungo e in largo, dall’ Europa al Sud America, dalla Cina al Vietnam, dalla Russia al Medio Oriente.

Successi del genere hanno convinto Rai e Mediaset a rafforzare gli investimenti, che in questo 2008 hanno superato i 560 milioni di euro. Anche Sky si é affacciata su questo proficuo mercato, investendo nel 2007 oltre 60 milioni di euro.

In attesa di vedere se Il Sangue e la Rosa, Crimini Bianchi, Tieni a me e gli altri titoli in programmazione a partire da questo mese confermeranno i buoni risultati vi chiedo:

voi che pensate della fiction italiana?

SimoDG


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