Archive for the 'arte' Category

Coca Cola chiama il design per rivitalizzare i contenitori della raccolta differenziata

Nuova tappa del Live Positively, progetto ideato da Coca Cola per sensibilizzare l’ opinione pubblica internazionale al tema dell’ ambiente.

In collaborazione con l’ associazione ReMade in Italy e con il supporto scientifico del Politecnico di Milano, Coca Cola ha dato il via ad un concorso che ha visto 200 designer immaginare e costruire nuovi contenitori per la raccolta differenziata.

Parole d’ ordine: innovazione, sostenibilità estetica, funzionalità, qualità, adeguatezza alla produzione industriale, utilizzo di materiale riciclato.

I primi 3 classificati hanno vinto un premio in denaro e la soddisfazione di vedere le proprie “creature” prendere forma e riempire le strade di Milano e i punti vendita di Autogrill.

Ai suggestivi significati di positività ed ottimismo della campagna “Stappa la felicità”, Coca Cola unisce l’ impegno verso l’ ambiente…

perchè forse è proprio nei valori del marchio il segreto del suo successo.

Non trovate?

Simone Di Gregorio

Marketing, ricavi e manager per rilanciare i musei italiani: da McDonald’s arriva Mario Resca

venere

“Fare denaro é un’ arte; lavorare é un’ arte; un buon affare é il massimo di tutte le arti.” Andy Warhol

Ha fatto discutere in questi giorni la scelta di Sandro Bondi, Ministro per i Beni e le attività culturali, di nominare Mario Resca come Direttore Generale per la gestione e valorizzazione dei musei italiani.

Del lungo curriculum di Resca, i media e alcuni rappresentatanti del mondo politico hanno evidenziato con particolare enfasi il passato in McDonald’ s Italia, che Resca ha diretto da amministratore delegato, considerandolo un motivo di incompatibilità con la (ben) più “nobile” arte di gestione del sistema museale.

Nulla da eccepire sul fatto che siamo su due mondi diversi. Eppure, per chi scrive, proprio il nobile sistema museale italiano ha bisogno come il pane di un approccio professionale, di un modello strategico di business che potenzi al massimo i suoi punti di forza.

«Io avrò il compito” – ha affermato Resca – “di valorizzare nel mondo una ricchezza per la quale l’ Italia non è seconda a nessuno. Abbiamo una rete di quattromila musei. Una forza d’ urto eccezionale. Però gran parte di questa ricchezza è ancora inesplorata.”

«Io devo attirare in Italia un turismo culturale sempre più numeroso. Lavorare sull’ immagine, fare marketing. Far circolare le nostre opere nel mondo. Sono stato a Dubai e vedeste lì come sono orgogliosi di ospitare le collezioni del Louvre.”

In un mondo in cui il desiderio di estetica si fa sempre più imperante; in un mondo in cui anche una macchina o un cellulare sentono il bisogno di autodefinirsi come “opere d’ arte”, i nostri incantevoli musei perdono visitatori e l’ Italia, la patria dell’ arte e della bellezza, vede ridursi i flussi turistici.

Forse é arrivato il tempo di cambiare approccio,

non trovate?

SimoDG

al museo per comunicare

Oggi i musei diventano sempre più luoghi di comunicazione in cui divertirsi, sorseggiare un cocktail o fare un aperitivo a tema, cenare o ascoltare musica. All’estero il fenomeno è ampiamente diffuso, dalla Francia con il Centre Pompidou di Parigi, il primo per così dire a “mutare” negli Anni Novanta, al famoso Metropolitan di New York che ospita le feste più trendy a partire da quelle di Giorgio Armani e di George Clooney. E anche in Italia  il fenomeno si sta diffondendo come ci mostrano gli esempi della Triennale della Bovisa a Milano con la sua Havana Hora e del progetto MAC ( Museo di Arte Contemporanea ) di Libeskind sempre a Milano.

Queste iniziative sono legate per lo più a musei di arte moderna e contemporanea, che sicuramente si prestano più facilmente a tali operazioni, ma la vera sfida potrebbe essere pensare qualcosa del genere per i musei che raccolgono collezioni classiche, medievali e rinascimentali. Da sottolineare è sicuramente anche l’intervento di grandi imprese, come Havana Club nel caso citato della Triennale della Bovisa, nel promuovere tali iniziative che possono essere d’aiuto sia al brand dell’azienda sia nella gestione economica dei musei.

Le critiche non mancano: la più forte è quella di Adriano La Regina, archeologo e soprindentente di Roma, che ha definito queste operazioni “forzature strumentali, una vera prostituzione delle istituzioni culturali” e ha poi rincarato la dose con “siamo circondati da cose di pessimo gusto, passeggiare in galleria e sentire la puzza di pesce dei banchetti aziendali è inaccettabile”.

Questa rivoluzione museale, se fatta con criterio, potrebbe veramente essere utile per avvicinare e coinvolgere molte persone e riscoprire la funzione originale del museo: far conoscere, rendere proprio il patrimonio culturale di un territorio ai suoi cittadini e ai suoi visitatori, insomma di comunicare l’arte e la cultura  e farle incontrare in un luogo coinvolgente e che susciti interesse.

E voi da che parte state?

Luca Taddei.

Nastro Azzurro: azione di guerrilla a Milano

“C’è più gusto ad essere italiani” ( payoff del brand Nastro Azzurro )

Il Salone Internazionale del Mobile di Milano quest’anno è stato molto positivo anche nella qualità della comunicazione. E speriamo che il tutto si ripeta anche nei prossimi anni. Da parte mia tifo per la sostituzione di Mobile con Design: dal punto di vista comunicativo farebbe sicuramente tutto un altro effetto. E in comunicazione i nomi contano.

Comunque, detto questo, sono da segnalare ( e infatti ringrazio per la segnalazione Albyn00 ) sono anche le attività parallele, per così dire collaterali, di marketing che si sono succedute nei giorni di attività del Salone, e sicuramente fra queste spicca l’azione di guerrilla marketing di Nastro Azzurro, brand che si caratterizza sempre per una comunicazione di grande qualità e creatività.

A seguire vi propongo alcune foto per farvi un’idea di questa guerrilla action ( qui ne trovate molte di più e qui trovate un interessante video ):

Accanto a queste istallazioni, Nastro Azzurro ha promosso, ce ne informa Crazy Marketing, un concorso di design, attività di placement come birra ufficiale di eventi esclusivi, allestimenti di vetrine e corner presso showroom di design e top outlet milanesi, proiezioni itineranti e una campagna Atl a supporto.

Che dire di più? La guerrilla piace, soprattutto se fatta con professionalità e con creatività.

A me questa azione di guerrilla piace e a voi?

Luca Taddei.

Quegli strani manichini…

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“Chi vive senza follia, non é così sano come crede.” (Francois De La Rochefoucauld)

Da qualche settimana lungo le strade di Varese sono comparsi dei manichini che ritraggono uomini e donne alla disperata ricerca di un singolare ingresso dentro oggetti particolari: vasi, box, colonne, tombini, ecc.

La loro presenza ha destato molta curiosità tra i cittadini del Comune che si sono lanciati nelle più svariate ipotesi: arte? resti di un qualche circo? c’ è anche chi si é spaventato pensando fossero persone reali uscite fuori di senno!

Ma qualche giorno fa é stato svelato l’ arcano: si tratta di una campagna di marketing non-convenzionale lanciata dal Centro Commerciale Belforte, molto noto in città.

Dunque, Belforte ha voluto sperimentare un percorso di comunicazione alternativo a quelli tradizionali, promuovendo il suo Centro commerciale con mezzi e strumenti più creativi e più liberi nell’ espressione.

Come sapete, nella società della comunicazione siamo subissati di messaggi e non tutti raggiungono il consumatore. Molti altri poi vengono notati solo sfuggevolmente e velocemente dimenticati.

Con questa campagna invece, Belforte ha saputo giocare con i cittadini (e la dimensione ludica é una componente importante della vita postmoderna!), creando aspettativa e coinvolgendoli in una sorta di “giallo”, senza tra l’ altro far capire si trattasse di pubblicità.

E solo dopo si é rivelata mostrando il prioprio marchio, che sono sicuro abbia in questo modo incrementato la sua dose di simpatia!

Da notare il pay-off, “C’ entro dentro”, che richiama (anche se sarebe stato difficile coglierlo!) il coinvolgimento del Centro Commerciale – a Varese un importante luogo di socialità, con eventi, spettacoli, manifestazioni varie – così come “la voglia di entrarci”!

Insomma, una bella campagna. Diversa da quelle a cui il mondo della distribuzione ci ha abituati.

Qui trovate ulteriori notizie e avete la possibilità di vedere le installazioni apparse in città.

Che ve ne pare?

SimoDG

comunicare il trasporto pubblico: due strategie a confronto

atac.jpg

“La città é maestra dell’ uomo.” (Simonide di Ceo)

E’ on air dallo scorso 13 Marzo la nuova campagna di Atac, agenzia del trasporto autoferrotranviario del Comune di Roma, che in occasione del terzo anniversario del protocollo di Kyoto si impegna a favore della mobilità sostenibile, per garantire la vivibilità cittadina anche e soprattutto a beneficio delle generazioni future.

Come vedete, la campagna ruota attorna ad un’ immagine suggestiva: una panchina costituita da tipici sedili di autobus nel mezzo di una natura verde e rigogliosa.

Il claim é “Lasciamo un posto migliore a chi verrà” e fa da supporto a un messaggio chiaro: utilizzare l’autobus vuol dire ridurre le emissioni di co2 e quindi offrire un personale contributo al rispetto dell’ambiente attraverso una scelta semplice e quotidiana.

Un contributo che Atac da tempo garantisce e che ora é destinato ad incrementare in virtù delle promesse fatte ai cittadini che danno un senso all’ immagine comunicata di azienda sensibile alle tematiche ambientali: utilizzo di combustibili a basso tasso di inquinamento, potenziamento dei mezzi elettrici e del trasporto su ferro, ulteriore promozione dell’utilizzo del trasporto pubblico e di un uso più responsabile del trasporto privato.

La campagna é stata poi l’ occasione per lanciare un nuovo servizio destinato a chi usufruisce dei mezzi pubblici: si tratta di Atac Mobile, una newsletter che invia sul cellulare le previsioni di arrivo degli autobus su gran parte delle fermate, tutte le informazioni sul traffico, incidenti, manifestazioni, orari ZTL e telecamere nonchè altre informazioni elaborate dalla Centrale della Mobilità di Atac S.p.A.

Il tutto corredato da un blog disponibile per qualsiasi tipo di chiarimento o segnalazione.

Intanto qua a Firenze chi prende il bus é ancora “costretto” a posare lo sguardo su tutta una serie di manifesti distribuiti in ogni vettura e che sono a mio avviso inquietanti!

Spesso sullo sfondo di colori sgargianti e combinati un pò alla rinfusa, campeggiano slogan che pretenderebbero di emozionare o suscitare sorrisi, giocando con parole ispirate alla “grammatica del servizio pubblico”….vi faccio qualche esempio e poi giudicate voi:

Lasciatevi trasportare. Un pò ogni giorno.

Noi vogliamo un trattamento preferenziale. Per voi.

Noi siamo tutti riciclati. In meglio.

Non perdere l’ anno. Abbonatelo.

Per 10 minuti muovi Firenze come vuoi.

I manifesti fanno parte delle campagna istituzionali lanciate dall’azienda a partire dal 2006 per festeggiare i suoi 60 anni di vita.

Insomma, due azioni diverse, nella forma e nella sostanza….

a voi che che ve ne pare?

SimoDg

il rimbalzo delle palline comunicative

palline-colorate.jpg

“Il compito attuale dell’arte è di introdurre caos nell’ordine.” ( Theodor Adorno, Minima moralia )
Le palline colorate di Cecchini rimbalzano sulle scalinate di Piazza di Spagna, rimbalzano sui media nazionali, rimbalzano anche su GiornaleWEB rimbalzano nella blogosfera su kennedy84hastalagiobbasiempre e di rimbalzo sul nuovo progetto di Giornale Blog, comunicativamente parlando rimbalzano poi su L’invisibile[H]agliocchi fino ad arrivare a ilcomunicatore.

E intanto dopo il “reato” Cecchini accusa la Casta dei politici ( ormai chi non lo fa? ) e poi si definisce “un futurpalla” e dichiara che “il futurismo è arte e pensiero, il futurismo cerca di applicare l’arte nella vita quotidiana”. Leggete qui su Repubblica.it.

E intanto, premetto che trovo l’iniziativa davvero artistica, sia questa sia quella della Fontana di Trevi con l’acqua rossa, migliore di molta arte contemporanea straosannata.

Al di là di questo tali azioni hanno un potenziale fortissimo di costruzione di visibilità e di identità di una campagna di comunicazione e di un brand ( e dietro questa azione di guerrilla marketing c’è zig.it ).

Iniziative come queste possono riqualificare l’immagine di Roma come capitale più contemporanea, più dinamica e vitale con un brand unico ed inimitabile.

Il Comune di Roma potrebbe farne buon uso e troverebbe sicuramente sponsor nel campo dell’impresa privata: insomma uno strumento vincente di city branding per le istituzioni e di guerrilla marketing per le imprese.

Che ne pensate?

A proposito di city branding, nation branding, place branding: su ITALIAN BRANDING c’è un nuovo post sul Brand Italia! Dateci un’occhiata!

Luca Taddei.


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