La virtù della schiettezza, la comunicazione, la City e uno stagista teenager

Morgan Stanley

Una notizia alla ribalta che ci deve far riflettere ci viene da Londra, versante Morgan Stanley.

Gli analisti del settore media Europa della società hanno chiesto a uno stagista di 15 anni proveniente da una scuola economica di Londra di descrivere le abitudini mediatiche dei suoi coetanei. Il teenager si è dato da fare e ha prodotto un report che ha intrigato molti manager di fondi di investimento e diversi amministratori delegati che hanno tempestato la Morgan Stanley di email e telefonate.

Al di là del fatto che può apparire curioso, molti elementi ci devono far riflettere:

– Morgan Stanley pubblica report di stagisti teenager e molti professionisti li leggono e li prendono in considerazione. Il che è sicuramente innovativo e tende a valorizzare tutte le risorse umane che passano all’interno della società.

il report di Matthew Robson, così si chiama l’adolescente stageur, è ottimo perchè è schietto, sobrio, chiaro. Dice l’essenziale e mostra un forte ascolto del consumatore. E’ scritto da un giovane consumatore.

Per il resto gli spunti di riflessione sono molti all’interno del testo (leggetelo qui in versione integrale). Fra quelli più interessanti sicuramente il valore attribuito al marketing virale come forma di pubblicità che ha successo presso il pubblico dei più giovani; la frequentazione dei media sempre più intensa ma l’intenzione a farlo in maniera gratuita; lo scarso appeal di Twitter in controtendenza con l’impressione che si ha oggi.

Certo uno dei limiti di questo Report può essere l’assenza di dati statistici a supporto delle affermazioni dell’analista adolescente, ma è anche vero che molto spesso i numeri non sono tutto!

E a volte, per parafrasare un famoso filosofo, la comunicazione ha le sue ragioni, che la ragione non conosce!

A voi che ve ne pare?

Luca Taddei

2 Responses to “La virtù della schiettezza, la comunicazione, la City e uno stagista teenager”


  1. 1 simone mercoledì, 15 luglio , 2009 alle 3:11 pm

    E’ davvero una storia curiosa.
    Se ci pensiamo, tutto questo grande clamore lo ha suscitato un’ operazione che poi e’ anche banale…ovvero ascoltare la voce del consumatore.
    Molte aziende sono talmente autoreferenziali da non riuscire ad immaginare quanto prezioso sia instaurare una reale comunicazione (non dunque un monologo) col consumatore dei propri prodotti o servizi.

  2. 2 Luce lunedì, 27 luglio , 2009 alle 11:07 am

    Uno stagista di 15 anni???????????
    dite che dovrei fare qualcosa???😀
    ottimo post, complimenti!!!
    Luce blogger di Vita da StRagista


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