con “Stappa la felicità”, Coca Cola intona l’ inno alla vita

coca-cola

“Ciò che é grande di questo Paese é che l’ America ha iniziato la tradizione per cui i ricchi comprano per la maggior parte le stesse cose di quelli più poveri. Tu puoi vedere alla tv la pubblicità della Coca Cola e sai che il Presidente beve Coca Cola, Liz Taylor beve Coca Cola e anche tu puoi bere Coca Cola. Una Coca Cola é una Coca Cola e non c’ é denaro che ti consenta di berne una più buona di quella che sta bevendo il barbone all’ angolo.” (Andy Warhol)

Da sempre sinonimo di ottimismo, Coca Cola é anche una delle prime tre marche associate ai momenti di felicità.

Per il brand un risultato eccezionale, ottenuto con brillanti strategie di comunicazione che anche nei momenti di crisi non conoscono tagli.

D’ altronde, é nei periodi più difficili che il consumatore pondera maggiormente i suoi comportamenti di acquisto.

E proprio in questi giorni Coca Cola lancia la nuova campagna di comunicazione “Stappa la felicità”, un suggestivo invito a ri-considerare e re-impossessarsi del lato bello e sereno della vita.

Nello spot da ieri in onda, un anziano signore ripercorre alcuni momenti felici della sua vita e consiglia alla bambina – pur in un momento difficile come quello odierno – di vivere la vita e di godere di tutti i momenti di felicità, perchè la felicità esiste e noi stessi ne siamo gli artefici.

“Stappa la felicità” si ricollega al recente lancio mondiale della campagna di marketing integrato “Prezzo positivo” che attraverso agevolazioni garantite agli esercenti e il contenimento dei prezzi al pubblico, invita milioni di consumatori a vivere dei piccoli e semplici piaceri di tutti i giorni, rinnovando così la “storica” missione di Coca Cola: offrire piccoli momenti di gioia.

Positività e vicinanza al consumatore sono le armi con cui Coca Cola combatte la crisi.

E’ una strategia intelligente e ben costruita.

Voi che ne pensate?

SimoDG

22 Responses to “con “Stappa la felicità”, Coca Cola intona l’ inno alla vita”


  1. 1 Luce martedì, 3 marzo , 2009 alle 3:42 pm

    nessun dubbio…nonostante circolino ormai da anni storie poco chiare sulla politica aziendale dell’azienda e sui suoi modi di agire spesso al limite della legalità, va detto che sotto il profilo pubblicitario/commerciale la Coca cola è davvero unica. I suoi spot sono stupendi e hanno la capacità di far associare alla mente dei valori come la felicità e l’allegria al consumo del loro prodotto.
    Complimenti anche al tuo blog…i post sono davvero ben fatti ed argomentati. Mi piacerebbe molto se riuscissimo a scambiarci i link. Se ti interessa lasciami un commento sul blog o scrivimi a vitadastragista@gmail.com
    A presto,
    ciaooo

  2. 2 Luce martedì, 3 marzo , 2009 alle 3:43 pm

    nessun dubbio…nonostante circolino ormai da anni storie poco chiare sulla politica aziendale dell’azienda e sui suoi modi di agire spesso al limite della legalità, va detto che sotto il profilo pubblicitario/commerciale la Coca cola è davvero unica. I suoi spot sono stupendi e hanno la capacità di far associare alla mente dei valori come la felicità e l’allegria al consumo del loro prodotto.
    Complimenti anche al tuo blog…i post sono davvero ben fatti ed argomentati. Mi piacerebbe molto se riuscissimo a scambiarci i link. Se ti interessa lasciami un commento sul blog (http://www.showfarm.com/web/vitadastragista/home) o scrivimi a vitadastragista@gmail.com
    A presto,
    ciaooo

  3. 3 Luce martedì, 3 marzo , 2009 alle 3:44 pm

    nessun dubbio…nonostante circolino ormai da anni storie poco chiare sulla politica aziendale dell’azienda e sui suoi modi di agire spesso al limite della legalità, va detto che sotto il profilo pubblicitario/commerciale la Coca cola è davvero unica. I suoi spot sono stupendi e hanno la capacità di far associare alla mente dei valori come la felicità e l’allegria al consumo del loro prodotto.
    Complimenti anche al tuo blog.,i post sono davvero ben fatti ed argomentati. Mi piacerebbe molto se riuscissimo a scambiarci i link. Se ti interessa lasciami un commento sul blog o scrivimi a vitadastragista@gmail.com
    A presto,
    ciaooo

  4. 4 simone martedì, 3 marzo , 2009 alle 5:48 pm

    Ciao Luce benvenuta!
    Grazie i complimenti fanno sempre piacere!
    Corro subito sul tuo blog…
    A presto.

  5. 5 honeyboy martedì, 3 marzo , 2009 alle 9:47 pm

    andy warhol ha sempre ragione🙂
    da cocacoladipendente non mi esprimo…

  6. 6 Hamlet martedì, 3 marzo , 2009 alle 10:14 pm

    ciao Simone, se dai un’occhiata qui
    http://technosoc.blogspot.com/2008/09/top-2008-brands.html
    vedi che (secondo Interbrand) Coca Cola è il brand numero 1 al mondo. E io penso “bene, ma Coca Cola in questi oltre 100 anni, quanti soldi ha speso per fare pubblicità?”🙂

  7. 7 simone mercoledì, 4 marzo , 2009 alle 11:09 am

    Ciao Hamlet, grazie per la segnalazione.
    Quanti soldi ha speso per la pubblicità? Tanti. E certamente il successo del brand deve molto proprio alla comunicazione, che si é costantemente rinnovata in funzione di un dialogo costante con il consumatore.
    Il percorso di Coca Cola rivela in tutta la sua decisività il valore della comunicazione e per quanto riguarda le imprese più piccole, la minore disponibilità economica può e deve essere compensata dalla creatività.
    Creatività di stile e linguaggio ma anche (e soprattutto) di mezzi e strumenti: io e te, per esempio, stiamo comunicando su di una piattaforma che non ci richiede il minimo esborso di denaro!
    Un caro saluto

  8. 8 simone mercoledì, 4 marzo , 2009 alle 11:16 am

    @ honeyboy
    Già…fantastica la citazione di Warhol!
    ..per quanto riguarda la cocacoladipendenza credo che siamo in molti ad esserne affetti!
    Ciao ciao

  9. 9 giagina mercoledì, 4 marzo , 2009 alle 6:20 pm

    beh dopo la pubblicita “The coca-cola side of life” con le agenzie impegnate a esprimersi intorno allo stesso concetto e dopo il cartoon cocacola Happiness factory, in momento di recessione non poteva mancare un riferimento alla tradizione. Del resto è molto simile a quello che ha fatto Barilla da noi.

  10. 10 simone giovedì, 5 marzo , 2009 alle 5:55 pm

    Ciao Giagina,
    già molto bello anche lo spot di Barilla.
    Si tratta di aziende “illuminate” dal punto di vista di marketing che hanno compreso perfettamente quanto oggi il consumatore sia alla “disperata” ricerca di fiducia e messaggi positivi, prima ancora che di merci.
    Un saluto.

  11. 11 leo venerdì, 6 marzo , 2009 alle 10:12 am

    Vanno bene i messaggi positivi… pero’ mi devono ancora spiegare come fa un uomo che ha 102 anni “in questi momenti di crisi” ad aver visto tre secoli.
    Infatti nella versione originale non li ha visti:
    http://fiore.iworks.it/blog/2009/03/06/non-ci-sono-piu-gli-spot-di-una-volta/

  12. 12 Luce domenica, 8 marzo , 2009 alle 9:49 pm

    ragazzi avete visto invece l’ultima pubblicità della coop? credo che la strategia usata sia più o meno la stessa di cui parla simone per quanto riguarda la coca cola…

  13. 13 Luce domenica, 8 marzo , 2009 alle 9:51 pm

    avete visto la pubblicità della coop? credo utilizzi la stessa strategia di cui parla simone riguardo alla coca cola…

  14. 14 simone lunedì, 9 marzo , 2009 alle 3:09 pm

    ciao leo..
    si’ ho gia avuto modo di commentare sul tuo blog questa svista abbastanza grave!

    ciao luce..
    mi piace molto lo spot della Coop, e’ semplice ma di grande impatto e parla il linguaggio dell’ attualita’.
    Certamente la strategia e’ la stessa, dialogare con il consumatore proponendo alternative emozionali all’ angosciosa crisi.
    Un saluto

  15. 15 Luca Taddei lunedì, 9 marzo , 2009 alle 4:08 pm

    Andy Warhol era un genio!!! La campagna di Coca Cola è ottima e i risultati positivi in termini di brand non deludono mai!!!
    Non vorrei esagerare, ma questa campagna richiama, in alcuni spunti, alcuni concetti chiave della cultura del pensiero occidentale!

    L.T.

  16. 17 Lorenzo mercoledì, 1 aprile , 2009 alle 11:01 am

    Ciao a tutti,

    il messagio di cocacola è a dir poco fastidioso. qui non parliamo di essere ottimisti e felici. Parliamo di un’azienda che (vero o non vero non ha importanza) è percepita (questa è la parola chiave) da molte persone nel mondo come non corretta nei confronti di temi come , udite udite, lo sfruttamento del lavoro minorile: non aver paura, sei qui per essere felice! Ora, non sono qui er fare la morale. lavoro da tempo in agenzia e come account avrei sconsigliato questa campagna che mostra il fianco in modo eccessivo parlando di un insight troppo grande (LA FELICITA’) in riferimento ad una bevanda gassata. Chi è CC per poter fare lezioni sul tema della felicità umana? un tema che ha stravolto centinaia di pensatori viene risolto in modo banale e retorico.
    io credo che i sostenitori delle cause contro-Cocacola ci andranno a nozze, con questo intendo esporre il fianco.
    Lorenzo F.

  17. 18 simone mercoledì, 1 aprile , 2009 alle 12:40 pm

    Ciao Lorenzo, benvenuto nel blog.
    Non lo so. Scusa se te lo dico, ma credo che il tuo discorso sia influenzato da considerazioni soggettive.
    La riflessioni che ci offri sarebbero inattacabili sul piano etico ammesso (ma non concesso) che effettivamente Coca Cola persegua i comportamenti che tu indichi.
    Ma da un punto di vista professionale, di marketing, ritengo che l’ operazione portata avanti dall’ azienda con la campagna “Stappa la felicita’” sia assolutamente intelligente, molto ben riuscita e da prendere come esempio.
    La campagna in questione, difatti, si ispira alla conoscenza di un consumatore che – come attesta la ricerca europea di cui parlo ad inizio post – nei momenti di crisi associa il marchio Coca Cola proprio ad una sensazione di felicita’: sta qui l’ intelligenza di un’ operazione fortemente consumer-oriented.
    Aspetto tue considerazioni a riguardo.
    Saluti.

  18. 19 Lorenzo mercoledì, 1 aprile , 2009 alle 1:02 pm

    Grazie del benvenuto… ho letto spunti e considerazini molto interessanti.
    CC tocca un tema molto importante e un insight decisivo: ogni persone desidera essere felice. questo bisogno non è solo vero, ma potente e sentito allo stesso tempo. Per cui non discuto l’intelligenza della camagna. Ho qualche dubbio su chi parla: da consulente non mi intressa se CC è implicata o meno in brutte storie. quello che so è che molta gente lo crede. allora l’azienda non può far finta di niente e non considerare questo aspetto. sono abituato a lavorare per una grande azienda che prende in considerazione ogni singolo piccolo aspetto di comunicazione e quindi dico che per ragioni “oggettive” CC non può permettersi il lusso di dire quello che dice. tra l’altro è un peccato. avere per le mani insight forti e potenti è una cosa rara e quindi capisco la tentazione di usarlo… ma non tutti possono. CC, Nestlè, Nike, petroliferi, ecc non penso debbano mostrare il fanco (lo so mi ripeto) a comunicaizoni istituzionali così attaccabili. dai appigli per fare contro-comunicazioni di grande eco (blog e internet in testa)… a meno che tu non faccia realmente attività per rendere più felici le persone (il tuo prodotto è un po’ poco), ma la promozione sul prezzo non credo basti. In sintesi bella, ma hanno avuto anche un bel coraggio.
    L.

  19. 20 simone giovedì, 2 aprile , 2009 alle 7:45 am

    …molto coraggio. E una grande lucidita’.
    E’ indubbio che un’ azienda, in quanto brand dotato di personalita’, non possa piacere a tutti.
    E’ inevitabile quindi che vi siano consumatori indifferenti e\o consumatori ostili: i primi, in una parte piu’ o meno grande e con uno sforzo di marketing piu’ o meno grande, possono essere convinti, conquistati; i secondi no, o meglio, l’ investimento di marketing sarebbe talmente elevato che forse il gioco non varrebbe la candela.
    IO credo che Coca Cola non abbia consumatori indifferenti ma molti consumatori ostili, che pero’ – a parte un grande rumore – non hanno influito piu’ di tanto, in termini ne’ di vendite ne’ di immmagine (come conferma la ricerca di cui ti parlavo)
    E’ per questo che – penso io – Coca Cola scelga in fase di progettazione delle campagne, di ignorare i “rumors” e concentrarsi invece su quell’ ampia fetta di mercato che vive la consumazione della bibita come un’ esperienza – se non di felicita’ – quantomeno di benessere, piacere, ludicita’.
    Grazie per i tuoi spunti molto interessanti.


  1. 1 Giulia rovina-turismo? « Soft Economy Trackback su giovedì, 28 maggio , 2009 alle 3:14 pm
  2. 2 ilcomunicatore Trackback su mercoledì, 2 settembre , 2009 alle 12:58 pm

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