L’Italia è competitiva, adesso ci vuole comunicazione

“Ci sono paesi dove il progresso ha cambiato solo i costumi non la mentalità.” ( Vincenzo Consolo )

Secondo un indice elaborato dall’ONU e e dal WTO, quindi da ritenere abbastanza affidabile, e chiamato TPI, Trade Performance Index, l’Italia si colloca al secondo posto nella classifica mondiale dei Paesi più competitivi nel commercio con l’estero. E’ un buon punto di riferimento per definire l’alto livello di competitività internazionale del nostro Paese.

Ed è proprio il commercio estero a dimostrarsi l’eccellenza dell’economia italiana. E a trainare sono i settori delle <<quattro A>>: abbigliamento, arredo, alimentari, automazione meccanica.

Risultati migliori dell’Italia nel mondo li ottiene solo la Germania, mentre la Spagna, che viene additata di questi tempi come il nostro competitor diretto, non si posiziona neppure fra i primi dieci.

Insomma il declino annunciato da tanti profeti di sventure sembra non esistere. Certo la situazione non è facile, ma questo vale anche per tutti gli altri Paesi del mondo.Non possiamo negare che in Italia soffi, più che in altri contesti, un vento di mancanza di fiducia nei propri mezzi e di speranza nel proprio futuro.

Molte altre classifiche, di cui molto spesso non si è verificata la validità, hanno condannato l’Italia. Ma come ricorda Marco Fortis, docente di economia industriale alla Cattolica di Milano, «si è fatta confusione tra attrattività e competitività» e l’Italia risulta ormai poco attrattiva, specialmente per gli investitori esteri.

Certo è colpa della burocrazia, della criminalità e di altri fattori, ma fra questi non metterei tra gli ultimi la scarsa capacità di comunicare un’immagine forte e vincente del Paese.

C’è un’Italia che vince, ma spesso è quasi muta: una prova ulteriore di questo è il fatto che i risultati di questo indice elaborato dall’ONU e dal WTO siano passati quasi inosservati, mentre altri meno lunsinghieri siano fermamente impressi nella nostra mente. Mentre una buona medicina contro la sfiducia e l’autocommiserazione sarebbe una comunicazione coordinata ed efficace dei propri punti di forza e dei propri successi, quelli che hanno una base nella realtà naturalmente!

Luca Taddei

2 Responses to “L’Italia è competitiva, adesso ci vuole comunicazione”


  1. 1 tania sabato, 2 agosto , 2008 alle 7:47 pm

    ma bisogna veramente fare qualcosa!
    bisogna lanciare un segno che comunichi la tanta positività che alcune gemme del nostro paese possono ancora riuscire a trasmettere.
    io spero sempre nelle nostre forze e credo che usciremo da questa stagnazione opprimente.

  2. 2 Luca Taddei martedì, 5 agosto , 2008 alle 12:58 pm

    @Tania: siamo perfettamente sulla stessa linea di pensiero e anch’io, non solo credo, ma sono sicuro che usciremo da questa situazione difficile!

    L.T.


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