In Sicilia, spot contro il pizzo: “Ritroviamo l’ Onore”

“La mafia é una montagna di merda.” (Peppino Impastato)

Se la mafia é ormai un brand, allora anche chi la combatte può trovare proprio nella comunicazione un alleato importante.

Lo ha capito la Fondazione progetto legalità, in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia, che ha di recente realizzato 4 spot anti-mafia per un progetto a cui collaborano la questura di Palermo, l’assessorato regionale ai Beni culturali della Regione siciliana, Unioncamere e Confindustria Sicilia.

Protagonisti degli spot (sempre visibili sul sito http://www.progettolegalita.it/) sono dei noti attori siciliani, Marcello Mazzarella, Loredana Cannata, Corrado Fortuna e Nino Frassica, che interpretano storie di mafia subita dando voce a quattro caratteri: un imprenditore, una madre, un giovane e un mafioso. I personaggi sono ideali ma del tutto realistici se pensiamo al dramma che raccontano; quel racket, che é purtroppo un’ abitudine diffusa in certe aree del Paese.

Il messaggio é coraggioso e punta ad una ribellione civile: NON PAGARE IL PIZZO E’ UNA QUESTIONE D’ ONORE.

Oltre ed attraverso la comunicazione, l’ iniziativa prevede un incisiva azione formativa. Gli spot sono infatti pensati per la diffusione in sale cinematografiche, siti web ma soprattutto scuole, anche carcerarie. “La sceneggiatura – dice Massimo Russo, presidente della Fondazione Progetto legalità – si presta a una diffusione nelle scuole: lo spot costituisce un pretesto per un dibattito insieme alle forze di polizia, testimoni istituzionali e dell’imprenditoria, magistrati, per parlare di lotta al racket, spiegare il fenomeno, assicurarsi che i ragazzi ne comprendano il disvalore sociale”.

Un progetto del genere, così come il fenomeno “Gomorra” (proprio in questi giorni presentato, nella sua versione cinematografica, al Festival di Cannes), dimostra che la comunicazione può contribuire ad operare una rivoluzione culturale capace di mostrare la mafia nella sua brutalità e di contrastare quelle percezioni positive che esistono verso questo tipo di criminalità.

Voi che ne pensate?

SimoDG

8 Responses to “In Sicilia, spot contro il pizzo: “Ritroviamo l’ Onore””


  1. 1 Luca Taddei martedì, 20 maggio , 2008 alle 11:17 am

    E’ un ottimo progetto soprattutto perchè è diretto agli ambienti di formazione che sono e saranno sempre più centrali anche e soprattutto in questo nuovo secolo!
    Rispetto a quello che avevo detto qualche tempo fa rispetto al fatto che la mafia sia ormai diventata un brand, credo che progetti di comunicazione come questi possano essere un buon inizio per arrivare, nel lungo periodo e con molte difficoltà, a scalfire l’immagine “positiva” della mafia!
    Non ho ancora visto Gomorra, ma andrò sicuramente a vederlo, e poi potrò valutare se possa essere considerato un passo avanti nella comunicazione contro la mafia!

    L.T.

  2. 2 simone martedì, 20 maggio , 2008 alle 11:37 am

    Già, rispetto ad un tema come la mafia la comunicazione deve essere valorizzata nella sua dimensione formativa.
    Il lavoro é lungo, le percezioni positive su cui conta la mafia sono ben radicate…eppure mi sembra un buon inizio.
    Sono curiosissimo anch’ io di vedere il film “Gomorra” e soprattutto che tipo di reazioni susciterà.

  3. 3 salpetti mercoledì, 21 maggio , 2008 alle 9:55 pm

    Le culture non sono statiche, ma mutano nel tempo…
    Queste trasformazioni (a volte piccole e quasi impercettibili) per potersi diffondere e affermare necessitano della comunicazione che diventa un elemento fondamentale.
    Ecco che questa iniziativa “di comunicazione” potrebbe davvero essere un punto di partenza per una sorta di mutamento culturale che si fondi sulla diffusione dei valori di legalità e di onestà.
    Speriamo bene…

    Un caro saluto!!!

  4. 4 simone giovedì, 22 maggio , 2008 alle 8:05 am

    Ciao Salpetti!
    “Mutamento culturale”: é proprio questo l’ obiettivo da perseguire, insistendo sulle nuove generazioni.
    E’ un lavoro sicuramente lungo, come sottolinei, che soprattutto richiede continuità: un’ iniziativa del genere, se isolata, può avere ben poche conseguenze!
    Un saluto….!

  5. 5 daniele vinci lunedì, 26 maggio , 2008 alle 1:15 pm

    Davvero fatti bene questi spot. Complimenti ai registi ed ai produttori!

  6. 6 simone lunedì, 26 maggio , 2008 alle 6:12 pm

    Già, semplici quanto efficaci…e toccanti.
    Un saluto Daniele!

  7. 7 dana martedì, 3 giugno , 2008 alle 9:18 pm

    Già…è un bel punto di partenza..chissà perchè ci hanno messo tanto e chissà quanto durerà la trasmissione di questi spot prima di ripiombare nuovamente nell’omertoso silenzio… in ogni caso credo che la reazione dei concittadini di Saviano all’uscita del film Gomorra sia una agghiacciante ma evidente dimostrazione di come la mafia, la camorra e tutte le forme di criminalità organizzata sono radicate ad un livello talmente profondo nella ‘cultura’ delle stesse persone che la subiscono che cercare di insinuarsi proprio in quella realtà simbolica forse è l’unica speranza che ci resta…

  8. 8 simone mercoledì, 4 giugno , 2008 alle 1:54 pm

    @ Dana
    Gli spot anti-pizzo e più in generale il caso Gomorra, mostrano che attraverso la comunicazione é possibile manterere accesi i rifletori sul problema mafia.
    In questi giorni si fa un gran parlare di Casal di Principe: stanno venendo fuori nomi, colpevoli, rapporti tra mafia e politica, tra mafia e imprese.
    Quanto durerà? Poco, purtroppo.
    A meno che non si dia continuità ad azioni che – come osservi tu – agiscono sul piano simbolico, per creare consapevolezza, cambiare percezioni, favorire l’ insediarsi di una nuova cultura.
    Vedremo se questo sarà fatto…


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