Chiesa e comunicazione

Naturaliter christiana.” ( Tertulliano )

Il viaggio apostolico di Papa Benedetto XVI negli U.S.A. getta una luce interessante sulla comunicazione della Chiesa Cattolica.

L’attenzione della Chiesa Cattolica per la comunicazione è da sempre vitale e di qualità. Sicuramente un peso molto forte l’ha avuto la personalità di Giovanni Paolo II, ma bisogna dare atto al nuovo Pontefice di aver fatto un ottimo lavoro dal punto di vista della comunicazione in questi giorni americani: l’abbraccio con la folla davanti al seminario di Yonkers, il coraggio di parlare ripetutamente dello scandalo degli abusi sessuali, il sicuro richiamo alla tradizione cattolica mostrato dai paramenti sacri, come le mitrie d’oro e le scarpe rosse, senza mai cadere nel cattivo gusto dei telepredicatori e dei riti modellati su talk show televisivi tipici del mondo protestante americano.

La Chiesa Cattolica riesce, molto spesso, nello scopo di presentare una comunicazione di sè e delle sue attività in maniera seria e tradizionale ma allo stesso modo armonizzandosi, a volte anche a prefezione, con i media e la promozione: in questo viaggio statunitense si è potuta notare la grande professionalità nell’organizzare la visita del Papa come evento mediatico e un merchandising di ricordi della visita ben strutturato e dalla storia molto lunga, precedente forse a quella del merchandising commerciale. Pensiamo al profumo del Papa, un’ essenza realizzata a metà dell’Ottocento da un medico californiano per il pontefice del tempo, Pio IX, e venduto oggi a 26 dollari nei negozi diocesani.

Tacere del rapporto fra Chiesa Cattolica e comunicazione è piuttosto difficile, per la grande attenzione del mondo cattolico per la comunicazione, sia in ambito professionale che accademico, ma soprattutto per la capacità di costruire da parte della Chiesa Cattolica una comunicazione nel senso più vero di relazione, di messa in comune di valori e di azioni. Insomma la Chiesa Cattolica in fatto di comunicazione è tutt’altro che oscurantista e arretrata.

Allo stesso modo è forte e di ottima qualità anche la comunicazione contro la Chiesa, proveniente da più contesti e soggetti diversi. Così non è da sottovalutare il forte legame fra l’identità della Chiesa Cattolica e l’identità nazionale italiana.

Per approfondire anche uno solo di questi temi che ho introdotto non basterebbe un libro, ma riflettere sul ruolo della Chiesa Cattolica nel mondo della comunicazione non è affatto un esercizio ozioso quanto piuttosto strategico per comprendere meglio la realtà complessa della nostra società, soprattutto italiana.

Luca Taddei.

9 Responses to “Chiesa e comunicazione”


  1. 1 donmo lunedì, 21 aprile , 2008 alle 1:02 pm

    Post interessante (come del resto tutto il blog). Per quanto riguarda invece lo specifico, io penso che alla Chiesa manchi un vero e proprio spin doctor. Le iniziative che tu citi hanno infatti origine diversa: alcune sono opera della chiesa-istituzione, altre sono semplici iniziative commerciali. Quella che manca (forse) è un’iniziativa congiunta dei diversi attori in campo. Una volta suppliva la personalità di GP II, ma ora il discorso è diverso.

  2. 2 baldo lunedì, 21 aprile , 2008 alle 6:32 pm

    del resto fare comunicazione per un “prodotto” che ti garantisce la vita eterna è quasi facile🙂
    scherzi a parte, sono d’accordo; il punto debole è forse la poca reattività alla concorrenza (le altre religioni) che negli ultimi anni si è fatta più forte. se si risolverà anche questa la perfezione sarà raggiunta…

  3. 3 Luca Taddei mercoledì, 23 aprile , 2008 alle 11:58 am

    @Donmo: la questione di fornire un’iniziativa congiunta nel coordinare i molteplici aspetti della comunicazione è il problema centrale per tutte le organizzazioni, imprese e istituzioni che siano.
    E questo coordinamento diviene sempre più difficile quanto cresce la complessità dell’organizzazione. La Chiesa Cattolica tutto sommato, per il suo alto grado di complessità, si coordina in maniera efficace.
    Siamo d’accordo: ho citato iniziative di origine diversa, alcune della Chiesa come istituzione altre sostanzialmente commerciali. Ma queste iniziative spesso trovano una loro coerenza interna ed un certo minimo comun denominatore.

    @Baldo: ciao Baldo, sarebbe molto interessante affrontare la questione della maggiore o minore efficacia delle religioni nel comunicare in questo nuovo millennio. Anche in questo caso un libro non ci basterebbe.

    L.T.

  4. 4 simone mercoledì, 23 aprile , 2008 alle 2:54 pm

    Molto buona la presenza on line e ottima quella su stampa…la comunicazione della Chiesa é senz’ altro un’ interessante caso di studio, di cui tuttavia si parla poco, anche in ambito universitario dove invece troverebbe un ideale collocazione e potrebbe insegnare molto a chi progetta di praticare la comunicazione.

  5. 5 Luca Taddei giovedì, 24 aprile , 2008 alle 6:18 pm

    @simone: sono d’accordo, se ne dovrebbe parlare di più a livello accademico, sarebbe molto utile per i giovani comunicatori.

    L.T.

  6. 6 MAtt giovedì, 24 aprile , 2008 alle 8:53 pm

    ciao ragazzi!

    Indovinate dove sono ora…vi scrivo da milano dove faccio un master in pubblicità dentro una bella agenzia…

    Non so, pensare alla comunicazione della chiesa mi fa un pò impressione… è orribile pensarla come un prodotto da vendere… e poi scusate, hanno DIO dalla loro parte, cosa volete di più!

    già che era negli States Ratzi poteva andarci giù duro con le azioni guerrafondaie americane et similia, oltre che scusarsi ripetutamente per gli scandali sessuali interni alla chiesa… ha fatto un bel lavoro di riparazione, un bel gesto..per nulla disinteressato naturalmente… non sia mai, in fondo la religione è un prodotto come un altro, da vendere.

    un saluto

    MAtt

  7. 7 Luca Taddei venerdì, 25 aprile , 2008 alle 11:40 am

    Ciao MAtt, auguri per il tuo master.
    La comunicazione non è fatta solo per vendere, ma soprattutto per costruire relazione e condividere valori, ideali, modi di pensare e di guardare al mondo che ci circonda.
    La Chiesa non è un prodotto da vendere, ma una realtà da comunicare, nel senso della costruzione di relazione fra i Cristiani e di diffusione del Vangelo.
    Naturalmente la religione non è un prodotto come un altro, da vendere, è qualcosa di molto particolare che, specialmente nel messaggio cristiano, si nutre di comunicazione, per così dire la comunicazione del Vangelo a tutti gli uomini. E’ in questo nodo centrale che è rintracciabile il forte interesse per la comunicazione da parte del mondo cattolico.

    L.T.

  8. 8 donmo domenica, 27 aprile , 2008 alle 6:35 pm

    Domani parlerò di una interessante iniziativa nel campo Chiesa & Comunicazione, argomento senza dubbio sempre molto stimolante.

  9. 9 Luca Taddei domenica, 27 aprile , 2008 alle 9:00 pm

    @donmo: bene, molto interessante, ti seguiremo!

    L.T.


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