La comunicazione del Partito Democratico

manifesto-del-pd.jpg

“Si può fare.” ( slogan della campagna elettorale del PD )

Continuiamo la nostra analisi della comunicazione politica in questa campagna elettorale 2008. Dopo esserci occupati della comunicazione del PDL, ci occupiamo di quella del Partito Democratico.

simbolo e slogan:

Il simbolo del PD fa riferimento al tricolore italiano. E già questa è una novità rispetto alla propria comunicazione del passato, ma non è certo una grossa novità nel panorama della comunicazione politica italiana. Per legarsi al proprio recente passato, il PD nel proprio simbolo presenta il ramoscello d’ulivo che già rappresentava L’Ulivo. Dell’Ulivo rimane anche il colore verde. La novità, per il centrosinistra ma non per la comunicazione politica italiana, è anche l’introduzione della scritta “Veltroni Presidente” in stile americano. Così come lo slogan “Si può fare.” che ricalca quello di Obama “Yes, we can”.
Per quanto riguarda il logo del PD vi rimando anche a un mio post di qualche tempo fa.

manifesto:

i manifesti del PD sono numerosi, li potete trovare tutti qui. Una costante è il volto sorridente di Walter Veltroni. Anche qui è presente l’indirizzo del sito web del partito www.partitodemocratico.it

comunicazione web:

il sito web del PD è molto composito e al suo interno si possono trovare tutte le informazioni che si cercano sul PD, a partire dal programma, la carta dei valori, l’agenda, le liste per la camera ed il senato. La comunicazione web del PD, dal punto di vista informativo, è chiara e ben fatta.

Dal punto di vista della partecipazione, un’ ottima iniziativa è sicuramente quella del social network del PD, poi c’è il Twitter del PD e naturalmente il canale YouTube del PD ( naturalmente il canale YouTube del PDL non manca, confrontateli! ). Un aspetto molto interessante è rappresentato dalla possibilità di raccogliere fondi in questa sezione o acquistando i gadget o tanto meglio i km del giro dell’Italia nuova. attraverso il web. Infine, la sezione materiali di comunicazione è ampia e ben costruita.

considerazioni finali:

E’ innegabile che la comunicazione del Partito Democratico è completamente diversa rispetto a quella precedente dell’Ulivo, dei DS e della Margherita. Sicuramente c’è stato un grande miglioramento, sembra che finalmente il primo partito dell’area di centrosinistra si dimostri consapevole della comunicazione politica e la costruisca in maniera efficace. Il Partito Democratico approda alla comunicazione che era stata introdotta da Forza Italia, ma dobbiamo ammettere che, se nei manifesti, nei gadgets, negli spot tutto sommato non ci sono grosse innovazioni, nel web il PD si dimostra più ricco nei contenuti e nelle iniziative del centrodestra.

Luca Taddei.

11 Responses to “La comunicazione del Partito Democratico”


  1. 1 markingegno mercoledì, 26 marzo , 2008 alle 11:51 am

    Non dico che non possa avere successo, ma lo scimmiottamento di alcuni elementi della campagna di Obama non mi entusiasma.

    Inoltre li’ la lotta pare essere sul filo di lana, se la Clinton alla fine dovesse prevalere, come si ripercuoterebbe cio’ sulla campagna del PD?

  2. 2 Giovanna mercoledì, 26 marzo , 2008 alle 1:31 pm

    Mbeh devo dire che le campagne elettorali di entrambe i partiti sono convincenti, se fossimo all’oscuro di tutti i retroscena. però ce ne sono alcune che si venderebbero pure le nonne le zie e le mogli, tra facciamo due stadi e Internet per tutti e questa di Veltroni, non si sa chi è peggio e non più chi è meglio. Comunque io vendo il mio voto…
    Giovanna

  3. 3 Hamlet mercoledì, 26 marzo , 2008 alle 3:34 pm

    Veltroni vuole fare il Barack Obama italiano ma c’è una differenza fondamentale: Obama è la novità della politica americana, non avendo avuto parte all’amministrazione della Casa Bianca tra il 1993 e il 2000; Veltroni ha iniziato a fare politica oltre 30 anni fa ed è stato vicepremier dal 1996 al 1998, sindaco dal 2001 a oggi. Non mi sembra paragonabile a Obama.

  4. 4 Luca Taddei mercoledì, 26 marzo , 2008 alle 5:34 pm

    @markingegno: ottima osservazione.Se la Clinton dovesse prevalere è probabile che anche Veltroni potrebbe risentirne.

    @Giovanna: hai ragione Giovanna, le campagne elettorali dei due maggiori partiti possono risultare anche convincenti, ma non sono originali e innovative. Parlo dal punto di vista comunicativo, naturalmente.

    @Hamlet: hai detto cose giustissime, la questione più grossa relativa a Veltroni è la sua credibilità come nuovo. Nei fatti, nessuno lo può negare, Veltroni non è per niente nuovo nella politica italiana e tantomeno lo è, in linea di massima, tutto il Partito Democratico.
    Sicuramente Veltroni non è paragonabile a Obama.

    L.T.

  5. 5 simone giovedì, 27 marzo , 2008 alle 7:11 pm

    Hai ragione, é con un bel rinnovamento che la comunicazione del centro sinistra si é presentata a questa campagna elettorale. Mi sembra particolarmente ben fatta la parte on-line: il sito é piacevole, ordinato nel presentare un pacchetto ampio di contenuti, con vari servizi, informazioni, immagini. E rispetto al sito del Pdl si insiste di più sulla dimensione partecipativa, che ingloba blog, forum e – come noti tu – spazi dove é possibile attivarsi con finanziamenti e adesioni varie.
    Paradossalmente é meno interessante la comunicazione tradizionale: ma che senso ha scopiazzare Obama traducendo in italiano il suo cavallo di battaglia??!!

  6. 6 Luca Taddei martedì, 1 aprile , 2008 alle 6:55 pm

    Ciao Simone, a volte riprendere idee da altri può essere anche creativo.
    Ma in questa campagna elettorale di creatività e di novità ce ne sono ben poche!

    L.T.

  7. 7 salpetti venerdì, 4 aprile , 2008 alle 2:23 pm

    Ottime analisi, sia questa che quella del PDL.
    Credo che le riprenderò nel mio blog…

    Un caro saluto!!!
    salpetti.wordpress.com

  8. 8 Luca Taddei sabato, 5 aprile , 2008 alle 11:49 am

    @salpetti: grazie salpetti! Mi fa molto piacere che concordi con le mie analisi! E mi farà anche molto più piacere se le riprenderai nel tuo blog!

    Un caro saluto anche a te,

    L.T.

  9. 9 Laura Tussi giovedì, 10 aprile , 2008 alle 4:30 pm

    INTERVISTA CON NANDO DALLA CHIESA.
    Dialogo sopra le diversità culturali.

    di LAURA TUSSI

    1. Come colloca la Sua storia di formazione, le esperienze culturali ed educative, rispetto al personale impegno sociale e politico?

    Tutta l’ esperienza di vita è formativa. Quello che si è fatto, realizzato e interiorizzato durante l’infanzia e l’adolescenza diventa elemento ed evento che influisce in seguito sul modo in cui ci si comporta e ci si atteggia nell’impegno sociale, formativo e civile rispetto alle modalità con cui si considera la cultura.
    Non riuscirei a togliere nulla della mia vita per capire e comprendere quali siano le scelte personali in un certo momento e pensare come impegnarmi su un tema o sull’altro, in un aspetto o nell’altro e perché compio una certa decisione.
    Davvero possiamo considerare i ricordi, dai gesti e dalle parole compiute dalle persone care, dal ricordo dei genitori, dei libri letti, dagli insegnanti, all’esperienza universitaria, al periodo del sessantotto, appena mi affacciavo all’età adulta, alla vicenda di mio padre. Penso che tutta la vita mi ha forgiato e fomentato anche aggressivamente e spinto ad assumere determinati impegni in campo civile, politico e culturale.

    2. Come può il centro sinistra far fronte alle nuove ed incombenti sfide dettate da una società e da un mondo sempre più globalizzanti, segnati da diversità multiculturali e dalla coesistenza di variegate culture e differenti modi di essere e di pensare?

    Lo spirito di apertura, di interscambio e di confronto vicendevoli portano a considerare gli interlocutori, le culture altre, le biografie collettive di minoranze come dati di vita e di diversità intraculturali che devono essere interpretate con sapere e approfondite rispetto al futuro e al passato con esperienza e consapevolezza appunto.
    Occorre essere responsabili e consapevoli che il futuro non è solo la somma di molteplici tradizioni e biografie, ma soprattutto una sintesi di valori che sembrano divisi e divergenti, ma si elaboreranno come uniti nelle rispettive diversità tramite la costruzione e la raccolta ed elaborazione di biografie e autobiografie intelligenti.
    E’necessaria molta serietà perché non è un lavoro facile, perché ogni cambiamento incide sulle condizioni dell’esistenza, della vita di ciascuno, rispetto alle aspettative, sulle paure di chi è più debole, fattori che vanno considerati in questo momento processuale di costruzione del nuovo.
    Questa è la fase più difficile per la sinistra perché si apre un innovativo percorso e si sviluppa un processo di evoluzione, di apertura, di confronto e condivisione, perché nessun cambiamento lascia le situazioni nuove uguali alle precedenti, con gli svantaggi delle condizioni che generano pregiudizio.
    Le ondate migratorie sono così improvvise e repentine e incidono e coincidono anche con l’invecchiamento della popolazione portando paura, diffidenza e indisponibilità all’incontro, nel confronto con le diversità, attuabile invece attraverso un lavoro e un impegno concreti nel rimuovere le cause dei pregiudizi, attraverso l’informazione culturale, chiamando ogni persona alle proprie responsabilità civili.

    3. Le ultime guerre in medio oriente fanno intravedere diverse tipologie di dittatura. Quali ne sono le caratteristiche e le negatività più salienti?

    Le dittature vanno dai grandi emirati, ai potentati fondati sul potere delle dinastie, dalla Siria, ai leader libanesi e con forme di ingerenza terroristica. Tutto il mondo è impegnato nella ricerca della democrazia che è un valore da consolidare e da esportare.
    Strategie internazionali sono necessarie e auspicabili, ma difficili da sviluppare, anche perché le questioni legate alle minoranze si scontrano con la real politic e le ragioni della diplomazia.
    Occorre che ci siano entità sovranazionali capaci di riconoscere certi diritti e tutelare e salvaguardare nelle forme consentite dalla diplomazia le minoranze oppresse. I partiti possono avere ruoli diversi con iniziative incisive, creando movimenti di opinione anche per mezzo della stampa. Sussiste comunque un problema soprattutto culturale. L’idea di boicottare il salone del libro di Torino solo perché dedicato ad Israele è sintomo di intolleranza. A volte si mettono in circolo atteggiamenti razzisti e discriminatori. Occorre molta responsabilità.

    4. La Shoah ha precipitato l’umanità verso un abietto declino. Cosa occorre attualmente per esorcizzare ogni spettro di genocidio, stillicidio, di conflitto armato e di negazione di ogni tipologia di diversità all’interno della società? Esistono strategie politiche certe e determinate da parte dei partiti progressisti per far fronte a queste terribili evenienze?

    Sono motivato e spinto dalla mia vicenda personale a leggere i libri che riguardano l’accettazione sociale della violenza, la nascita del nazifascismo e la tragedia dell’Olocausto. Questi eventi sono realmente avvenuti dopo le convenzioni internazionali sui diritti dell’uomo e sulla tutela dei prigionieri di guerra. Non credo comunque che l’uomo abbia imparato dalla Storia. Occorre molta responsabilità da parte degli Stati, dei partiti, dell’opinione pubblica con l’intervento degli intellettuali, con cittadini responsabili che devono conoscere il teatro degli eventi storici.

    Laura Tussi

  10. 10 Isa.Lavelli giovedì, 17 aprile , 2008 alle 9:40 am

    Il tuo blog è molto interessante. E anche le tue analisi mi convincono molto. Anche io ho un blog di comunicazione http://isalab.wordpress.com. Fai un salto se ti va.
    Scrivo questo post dopo aver già sentito i risultati elettorali.
    Devo dire che il PD ha fatto una comunicazione ineccepibile.
    Finalmente si comincia a comprendere che il web sta assumendo un’importanza sempre crescente nella comunicazione politica.
    Però secondo me il web ha fatto poca differenza per un partito “ricco” come il PD, avrebbe dovuto essere sfruttato meglio da partiti con meno possibilità economiche e di radicamento territoriale come la Sinistra Arcobaleno o la Destra.
    Della Sinistra Arcobaleno, grande sconfitta di queste elezioni, è stato apprezzabile comunque lo sforzo a confrontarsi anche con forme di comunicazione nuove. Nel loro sito c’era una sezione “cose di sinistra” che ora è stata purtroppo già smantellata in cui si potevano postare documenti, video, immagini… e tutti i visitatori avevano la possibilità di farlo, una sorta di social network multimediale.


  1. 1 Elezioni: guardiamo alla comunicazione « Isalab Trackback su giovedì, 17 aprile , 2008 alle 10:04 am

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