un computer per i professionisti del domani

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“I veri utenti non usano mai la funzione Help.” (Anonimo)

Nicholas Negroponte, guru del digitale e fondatore del noto Mit MediaLab di Boston, era a Firenze la scorsa settimana per lanciare la sua nuova creatura: il laptop “Xo”, un portatile costruito con software open source, pensato per l’ apprendimento dei bambini e capace di alimentarsi con una manovella, superando così le difficoltà di molte aree del mondo che non dipongono di adeguati canali di corrente; basta infatti alzare una sorta di “orecchio” laterale perchè ogni computer possa entrare in comunicazione con gli altri e dunque funzionare anche in quei villaggi privi di elettricità, telecomunicazioni ed infrastrutture.

Il nuovo computer é l’ anima di un progetto, definito “One laptop per child” (e complimenti a Firenze, la prima città ad aver aderito, non solo in Italia ma in tutta Europa), che prevede la diffusione di questi apparecchi nelle scuole occidentali e, in parallelo, nelle aree sud del mondo: il computer costa infatti 220 euro e acquistandone uno se ne potrà automaticamente donare un secondo ad un qualche bambino meno fortunato dei nostri, che abiti per esempio in Perù, Israele, Brasile, Romania, tanto per citare qualche Paese ad oggi coinvolto nel progetto.

Un operazione di solidarietà dunque, con l’ ulteriore vantaggio di dotare le nostre scuole di computer costruiti per favorire l’ apprendimento degli studenti, permettendo un primo approccio al digitale già in giovanissima età.

E speriamo che questo progetto possa rappresentare una svolta.

In Italia infatti, da un punto di vista quantitativo ormai ci siamo: sia le istituzioni che le imprese dispongono, nella loro quasi totalità, di siti internet e di attrezzature tecnologiche, il problema é che spesso non si sanno come usare.

Leggevo qualche giorno fa sul Corriere che uno dei problemi più gravi della nostra pubblica amministrazione é la mancanza di competenze informatiche: gli enti pullulano di ingegneri ma mancano quei professionisti in grado di cogliere e realizzare le opportunità di risparmio ed efficenza che il mondo digitale offre.

Per quanto rigarda poi il settore privato, vi invito a leggere questo articolo del Sole 24 Ore dove si riflette sul ruolo potenziale della tecnologia nella difesa del made in Italy, che é Il Problema delle nostre piccole e medie imprese.

Dunque, io credo che la strada che porta alla piena comprensione e valorizzazione dei vantaggi del bit passi inevitabilmente da una conoscenza il più completa possibile del computer e del web presso le nuove generazioni: e se ciò che i giovani apprendono spontaneamente fosse in qualche modo formalizzato in ore di confronto e di pratica con docenti preparati, allora potremmo presto ottenere quelle competenze di cui oggi si lamenta l’ assenza.

Inoltre, in questo modo potremmo anche far capire a molti giovani che Internet non é solo Messenger e You Tube (con tutto il rispetto per questi straordinari programmi!).

Voi che ne pensate?

SimoDG

10 Responses to “un computer per i professionisti del domani”


  1. 1 Luca Taddei mercoledì, 12 marzo , 2008 alle 6:29 pm

    E’ un peccato che non sapevo che Negroponte passasse da Firenze, altrimenti sarei sicuramente andato ad ascoltarlo!
    E’ un progetto molto interessante ed innovativo, come tutti quelli che Negroponte d’altra parte porta avanti.
    Sicuramente l’educazione dei più giovani ai media è sicuramente il tema cruciale del nostro tempo! Ci vorrà sempre più attenzione, consapevolezza e progettualità nei confronti della media education.

    L.T.

  2. 2 simone giovedì, 13 marzo , 2008 alle 9:57 am

    Già, purtroppo pure io l’ ho saputo solo dopo!
    Peccato…chissà quando ricapiterà!

  3. 3 MAtt venerdì, 14 marzo , 2008 alle 10:45 am

    Sapevo da molto di questa iniziativa, Negroponte sarà anche mosso da alti ideali, però realisticamente credo che i paesi poveri non sappiano che farsene di un pc a manovella, se la gente arranca per mangiare e bere… forse prima si devono soddisfare altri bisogni più basilari…

    Però è anche vero che la povertà è direttamente collegata all’ignoranza e quindi, ammesso che questi apparecchi vengano davvero adottati in progetti solidi, sicuramente possono aiutare nel migliorare lo stato di vita delle persone…ripeto, mi sembra che si saltino dei passaggi intermedi fondamentali, ma l’idea è ottima.

    Sullo stato informatico del nostro paese…beh, non credo di esagerare se dico che un buon 60% delle persone non ha mai toccato una tastiera, considerando tutti gli over 60 che abbiamo e le altre fascie sociali che ignorano totalmente cosa sia un pc, e a cosa serva!

    c’è molto da fare…

  4. 5 Giovanna venerdì, 14 marzo , 2008 alle 5:05 pm

    Diciamo che sicuramente è lodevole, però come al solito un po’ aria fritta, questo computer nel terzo mondo,mmmm a me sembra che non ci facciano un granchè se il loro primo pensiero è riuscire a sopravvivere. comunque eliminando la mia vena di pessimismo, posso dire che potrebbe servire per una educazione e un apprendimento alternativo, nei posti non del tutto poveri

    Giovanna

  5. 6 simone venerdì, 14 marzo , 2008 alle 8:20 pm

    Ciao Matt, ciao Giovanna!Avente senz’ altro ragione, ci sono dei problemi più gravi del digital divide, la cui risoluzione ha la priorità.
    Diciamo che Negroponte offre un contributo per quel che attiene alle sue (straordinarie!) possibilità: se altri come Negroponte si impegnassero nella medesima maniera, con la stessa passione e gli stessi risultati, beh qualcosa di grande potrebbe cambiare.

    simone
    ilcomunicatore

  6. 7 3mendo lunedì, 17 marzo , 2008 alle 8:02 am

    E se Negroponte, come al suo solito, avesse visto molto lontano in quel modo tutto suo?

    Arrivano i pc, aumenterà la richiesta di connettività, arriverà la connettività, guidata da ragioni economiche probabilmente, arriveranno le notizie dal mondo, arriverà una nuova coscienza, forse sociale, forse globale, si amplieranno gli orizzonti e tramite quel piccolo schermo forse i “children” africani avranno nuovi punti di riferimento rispetto agli orizzonti forzatamente chiusi in cui sono ora costretti e da questo nascerà forse una spinta ulteriore allo sviluppo del sud del mondo.

    Oggigiorno molto, forse troppo, passa per uno schermo e se può essere usato come veicolo di nuovi tipi di coscienza, ben venga!

  7. 8 simone martedì, 18 marzo , 2008 alle 10:39 am

    @ 3mendo: certo, oggi il computer e il web sono indispensabili strumenti di conoscenza e di libertà, sono una finestra sul mondo che consente di mantenere la sintonia con le trasformazioni epocali che interessano la società internazionale.
    In particolare il web é una prensenza così importante e anche dirompente che i regimi tentano in ogni modo di controllarne e censurarne i contenuti.
    Quindi la tua analisi é assolutamente valida e hai ragione, sicuramente Negroponte é ben consapevole degli effetti non solo “scolastici” ma anche e soprattutto sociali che la diffusione del suo progetto é in grado di produrre!

  8. 10 simone mercoledì, 19 marzo , 2008 alle 8:57 am

    @ 3mendo: già, non so se hai avuto modo di leggere il suo “Essere digitali”, é assolutamente sorprendente!E’ datato 1995 ma sfogliandolo si ha la sensazione sia stato scritto ieri l’ altro!!


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