il Papa alla Sapienza, un peccato averlo perso.

papa.jpg

“Non sono affatto d’ accordo con ciò che dite, ma mi batterò fino alla morte perchè nessuno vi impedisca di dirlo.” (Voltaire)

Dopo la manifestazione di stamani, alcune riflessioni sui fatti della Sapienza.

Una rappresentanza di studenti e di docenti della storica Università di Roma si é battuta, con lettere e dimostrazioni varie, fino ad ottenere che Papa Ratzinger – invitato da tempo dal Rettore – non fosse presente all’ inaugurazione del nuovo anno Accademico.

E’ stato un peccato.

In primis perchè – dinamica a cui ci stiamo abituando in Italia – una sparuta minoranza ha avuto più considerazione dei tanti e molto più numerosi studenti e docenti che l’ arrivo del Papa alla Sapienza non ritenevano affatto “un’ attentato all’ autonomia dell’ Università” (Prof. Marcello Cini) o una “scelta incongrua” (Giancarlo Ruocco, direttore del dipartimento di Fisica).

Eppure tale sparuta minoranza ha ricevuto un sostegno forse insperato dai media, che hanno dato – soprattutto certa stampa, penso a “Repubblica” – particolare risalto alla polemica, con articoli, editoriali ed approfondimenti, diffondendo la percezione che il risentimento per la scelta del Rettore di invitare il Papa pervadesse l’ intera Sapienza, anzichè riguardare solo qualche centinanio di studenti (su quasi 200 mila iscritti ), un’ ampia parte dei quali legata ai gruppi di sinistra dell’ Università, e 67 docenti (su 4 mila e 500).

Questo ci dovrebbe far riflettere sul ruolo decisamente attivo dei media nei processi di costruzione della notizia. Media che sono molto di più che dei semplici canali da cui passano le informazioni.

Ed é stato in peccato anche per l’ immagine e la credibilità sia della Sapienza che, più in generale, del nostro Paese.

La prima ha ormai perso il suo appeal, tanto da non figurare più tra le prime 150 Università del mondo: un dibattito intellettuale con uno dei pensatori più importanti del nostro tempo avrebbe contribuito a dare visibilità e rinnovare il prestigio dell’ istituto.

Per quanto riguarda poi l’ Italia – recentemente bacchettata dai più autorevoli quotidiani del mondo per la sua crisi economica, politica e sociale ed umiliata per i fatti di Napoli – si tratta di un’ altro episodio che racconta di un Paese in affanno, che a stento si adegua ai cambiamenti positivi e alle aperture della modernizzazione.

In un mondo in cui Ahmadinejad viene invitato dalla laica e liberale Columbia University ad incontrare gli studenti e rispondere alle loro domande, qui da noi il Papa – che tempo fa visitava la musulmana moschea di Instanbul – non lo si vuole e non lo si riesce a far parlare a Roma, culla del cattolicesimo.

E’ qualcosa su cui riflettere, credo.

SimoDG

17 Responses to “il Papa alla Sapienza, un peccato averlo perso.”


  1. 1 Francesco Biacca domenica, 20 gennaio , 2008 alle 10:36 pm

    Hai detto bene: Ahmadinejad viene invitato dalla laica Harvard per incontrare gli studenti e _rispondere_ alle loro domande.

    Il Papa era stato invitato dal rettore per inaugurare l’anno accademico e dubito fortemente che sarebbe stato pronto a rispondere a domande di vario tipo (abbiamo 2mila anni di storia a confermarcelo).

    Poi, si può essere daccordo o meno sull’invito e sul successivo rifiuto (dice forzato). Forse il problema sta altrove. Forse il problema sta nel fatto che la gente è stanca delle ingerenze della Chiesa. E protesta. Forse la gente è stanca di tante troppe situazioni paradossali e ad ogni minimo scintillìo si sente in dovere di creare sommosse.

    Non è propriamente un bel momento😉

  2. 2 Hamlet lunedì, 21 gennaio , 2008 alle 12:23 am

    questo fatto (anzi, forse non-fatto dal momento che la notizia è un qualcosa che non è avvenuto) si presat a mille considerazioni diverse e mi sembra il classico caso in cui ognuno cerca di girare la frittata dove gli fa comodo.

    Bisognerebbe fare chiarezza sulle parole. Alcune persone dicono “diritto di manifestare” ma intendono “diritto di disturbare” o addirittura “diritto di fare un assedio”.

    Se io non concordo con la presenza della persona X in un posto (persona regolarmente invitata), posso andare da un’altra parte. Il diritto di fare una guerriglia urbana contro la persona X non esiste.

    Non so se Harvard ha invitato Ahmadinejad, ma so che il 24 sett 2007 ha parlato alla Columbia University
    http://en.wikipedia.org/wiki/Mahmoud_Ahmadinejad#U.S._visit_and_speech_at_Columbia_University

  3. 3 simone lunedì, 21 gennaio , 2008 alle 8:42 am

    @ Hamlet..completamente d’ accordo con te. Grazie per la correzione…ho scritto il post ieri sera dopo una lunga giornata di lavoro e il sonno mi ha evidentemente distratto!

    @ Francesco Biacca…esatto, i contestatori della Sapienza avrebbero potuto battersi per un confronto col Papa anzichè lamentarsi della sua presenza.
    Ed in ogni caso, anche se quella della Sapienza fosse stata una lezione del Pontefice invece che un dibattito…diventa lecito impedirgli di parlare?
    Gli studenti e i famosi 67 docenti avrebbero potuto rispondere punto su punto l’ indomani, quando i media avrebbero fatto a gara ad intervistarli.
    Questa é la democrazia, questa é la comunicazione pubblica: uno spazio animato da una pluralità di voci diverse, ognuna delle quali ha il sacrosanto diritto di esprimersi.
    Anche la Chiesa.

    Ps: ribadisco che alla Sapienza i contestatori erano pochi, molto pochi.

  4. 4 ALESSIA G. lunedì, 21 gennaio , 2008 alle 10:03 am

    Per quanto mi riguarda non chiamerò più l’Università romana col suo nome,”La Sapienza”, bensì “l’Ignoranza”. E sia il rettore che i 67 (se non sbaglio) professori firmatari della richiesta per impedire la partecipazione del Papa, si meriterebbero un bel calo di iscrizioni!
    Quello che è successo è stato vergognoso, un vero e proprio attentato al concetto di libertà e alla libertà stessa.
    Concordo pienamente con Hamlet: le persone che non avessero avuto piacere di ascoltare il Papa sarebbero potute andare altrove quel giorno, e non limitare la possibilità ad altre – molte più di loro! – di partecipare ad un evento di tale portata.
    E capisco anche Francesco Biacca quando parla di “ingerenza della Chiesa”, poichè è vero che spesso si intromette in ambiti che non le competono.
    Ma in questo caso mi trovo totalmente dalla parte del Papa, soprattutto dopo aver letto alcuni suoi scritti, pieni di riferimenti alla Scienza, tanto che sembra di sentir parlare un intellettuale più che un uomo di Chiesa.
    L’ignoranza è davvero una brutta bestia, ma che arrivasse da “eminenti professori” di una delle più famose università al mondo non me l’aspettavo proprio.
    E mi vergogno per il mio paese.

  5. 5 Luca Taddei lunedì, 21 gennaio , 2008 alle 7:28 pm

    I media hanno bisogno di racconti ed i racconti più interessanti sono quelli che raccontano conflitti. Pensiamo al primo racconto della nostra civiltà arrivato fino a noi, l’Iliade, un racconto di un conflitto!
    In questo caso ci troviamo di fronte ad un altro classico conflitto: quello tra Chiesa e Impero, quello tra religione e laicità.
    Quando i media si trovano di fronte possibilità del genere non se le lasciano scappare e qualche centinaio di studenti diventano l’intera categoria degli studenti ed una minoranza di docenti diventano l’intero corpo docente, aggiungiamoci poi una delle Università più famose e prestigiose d’Italia ed il gioco è fatto, il caso è costruito e tutti noi ne parliamo per giorni e giorni.
    Questo non è un limite, anzi è un’opportunità per aprire, se siamo intelligenti, un confronto ed una discussione sul tema della laicità dello Stato, una questione interna allo Stato e che non ha niente a che vedere con la Chiesa Cattolica. E’ molto semplice da capire se la smettiamo di parlare per luoghi comuni.
    Detto questo il risultato, per ora, è solo un danno d’immagine per il Paese e prima di tutto un attentato alla libertà di chi è parte della Chiesa Cattolica.

    L.T.

  6. 6 simone lunedì, 21 gennaio , 2008 alle 9:34 pm

    Prima di aprire un dibattito occorrerebbe far chiarezza sui contenuti attorno a cui discettare.
    Nel nostro Paese infatti, il concetto di laicità ha contorni resi poco chiari da quanti abusano del termine per giustificare la speranza di una società in cui la componente religiosa venga fortemente ridimensionata.
    Eppure – come intravediamo con la campagna presidenziale americana e come annunciato da Sarkozy – la gestione del ritorno della religione in gran parte delle società contemporanee é una delle sfide che maggiormente definiranno la struttura della società internazionale targata ventunesimo secolo.
    Una posizione privilegiata nella comunicazione pubblica del tema della laicità é dunque inevitabile, oltre che interessante.
    Prima però bisogna allontanare dal concetto di laicità quelle distorsioni comunicative che ne rendono confusa la comprensione e che, a parer mio, sono il motore che ha alimentato i fatti della Sapienza.

  7. 7 sacha lunedì, 21 gennaio , 2008 alle 9:44 pm

    ragazzi…nessuno ha impedito al papa di parlare…lui ha preferito non andare perchè non è abituato a confrontarsi con gente che non la pensa come lui.
    è chiaro? è stata una sua scelta!!!
    il presidente dell’iran è stato contestato per mesi, prima di andare alla columbia university, ha scelto di andare e ha fatto fare una figura di m…. a chi lo contestava, perchè in un paese democratico basta avere il coraggio di confrontarsi per avere l’opinione pubblica dalla tua parte. finiamola di dire cazzate per favore.
    nessuno ha impedito al papa di andare alla sapienza…è che lui, da sovrano dello stato più totalitario che esiste al mondo, non è abituato al confronto.

  8. 8 giuliad06 lunedì, 21 gennaio , 2008 alle 9:55 pm

    Ahmadinejad è un politico e da che mondo è mondo la politica e i politici nascono e si formano all’università (ok Bossi escluso!:-))
    Che poi Ahmadinejad sia un accerrimo “nemico” del governo americano e ciononostante sia stato invitato, è simbolo di una lungimiranza culturale che in Italia non esiste. (altrimenti non saremmo agli ultimo posti come sviluppo economico, stipendi, percentuali di laureati,ecc)

    Benedetto XVI è una figura religiosa, capo di una Stato straniero che però ha una forte influenza sulle scelte politiche del nostro paese.
    Se Benedetto ai suoi vari angelus non dicesse la sua sulle questioni etiche e morali in dibattimento in Parlamento, l’Italia sarebbe un paese legislamente più evoluto, politicamente meno ammanicato con il clero, con più soldi alle università pubbliche e meno alle scuole paritarie, furono private.

  9. 9 simone martedì, 22 gennaio , 2008 alle 8:22 am

    @ giulia: tu fai una distinzione tra politica e religione che in Italia per fortuna esiste mentre in Iran no.
    Dire che Ahmadinejad “é un politico” non coglie a pieno la complessità della figura di cui stiamo parlando: ne potremmo discutere per ore ed ore, mi limito a osservare che stiamo parlando di un uomo che in nome dell’ Islam e dall’ alto della sua carica politica ha oppresso le libertà ed i diritti umani del suo Paese, destinando a lapidazioni e decapitazioni chiunque manifesti una voce di dissenso o sia di appena un soffio lontano dai suoi parametri di “normalità” (mi riferisco a gay, cattolici, etc..)
    E’ l’ uomo – anche se parlare di uomo in questo caso mi viene difficile – che finanzia i vari gruppi terroristici, gli stessi che progettano ormai da anni di abbattere i “cani occidentali”, in primis americani ed israeliani.
    Il suo discorso alla Columbia University é pertanto qualcosa di molto significativo…tremendamente molto di più di quanto non lo sia una visita a fini diplomatici negli States o nella stessa Università di un “politico” come D’ Alema o come Mastella, tanto per fare alcuni esempi.
    Per quanto riguarda la seconda parte del discorso, mi conferma ciò che penso circa il modo in cui molti interpretano il concetto di laicità: “zittire” il Papa.

  10. 10 simone martedì, 22 gennaio , 2008 alle 2:07 pm

    Ci intravedo un filino di ipocrisia in chi prima si lamenta dell’ invito al Papa (scelta incongrua, attentato all’ autonomia, etc. etc.) e poi si stupisce del mancato evento.

  11. 11 giuliad06 martedì, 22 gennaio , 2008 alle 2:08 pm

    @ simone: tu dici “tu fai una distinzione tra politica e religione che in Italia per fortuna esiste mentre in Iran no”. Io non ne sono così sicura. Se l’italia fosse un paese laico non solo in costituzione ma anche nel modo di legiferare, la question dei Di.Co. per esempio, non sarebbe stata affossata in un batter d’occhio, il matrimonio tra omossessuali potrebbe essere una realtà come in molti paesi europei, quando si parla di legge sull’aborto tutti i giornali non sarebbero pieni delle parole dei vari Bagnasco e company.
    Come si direbbe il linguaggio “nostro”, la chiesa è uno stakeholder dello Stato. E la Chiesta fa azioni di lobbying sull’agenda politica.

    A mio avviso, uno stato che riporta sempre le parole del papa non è uno stato laico. Perchè allora non si riportano mai le parole del rabbino capo di Roma, o del Patriarca di Venezia o degli Iman, salvo quei, sporadici, casi di incitamento al terrorismo, vero e presunto?
    Forse la laicità sta nel dare voce a diverse campane ma perseguire un obiettivo politico senza le ingerenze di nessun organo religioso.

  12. 12 MAtt martedì, 22 gennaio , 2008 alle 3:39 pm

    forse sarebbe ora di prendere atto della storia, dire: ok, la chiesa ha fatto tanto male ma ha fatto anche del bene, la religione cristiana ha diffuso un’etica giusta sui diritti umani in Europa, (pur contravvenendo ai suoi stessi principi innumerevoli volte), bene, ora però viste le esperienze passate, ti conosciamo, o Chiesa, e sappiamo che essendo tu un’organizzazione di antica data cercherai sempre di sopravvivere, e per farlo usi da sempre l’indottrinamento e la propaganda, e questo, per quanto mi riguarda, è male.

    Prendiamo ciò che di buono ci ha dato la chiesa, e poi la lascerei andare in fallimento, visto che per credere non servono le istituzioni ma le persone.

    poi ognuno è libero, e il papa può anche parlare al CERN di Ginevra, se nessuno se lo filasse, il problema non si porrebbe sin dall’inizio…

  13. 13 studentefreelance mercoledì, 23 gennaio , 2008 alle 10:03 am

    Per chi si fosseperso il discorso del Papa…non c’è problema ecco a voi il discorso integrale!!

  14. 14 Hamlet mercoledì, 23 gennaio , 2008 alle 2:13 pm

    È molto difficile fare una discussione quando alcune parole hanno significati molto diversi per persone diverse.

    Stato laico: cosa vuol dire? Siamo sicuri che lo Stato laico sia uno Stato in cui non si parli mai di religione? O forse tale Stato non è uno Stato ateo?

    il Papa fa politica: chi decide chi può fare politica e chi non può farla?

    influenza del Papa in Italia: secondo voi i parlamentari italiani sono esseri senza cervello oppure hanno un cervello e decidono se essere d’accordo o no con le influenze esterne?

    “Perchè allora non si riportano mai le parole del …” perchè, grazie a Dio, i media sono liberi e fanno come vogliono. I media devono tenere conto della loro audience: se faccio un tg italiano, mi conviene parlare di Napolitano e del Papa (è la “legge” dell’audience, non c’entra la laicità della Stato), se faccio un tg per il Regno Unito mi conviene parlare di Elisabetta II e dell’arcivescovo di Canterbury, ecc…

  15. 15 simone mercoledì, 23 gennaio , 2008 alle 10:23 pm

    Grazie studentefreelance per la segnalazione!
    Giusto Hamlet, quella cattolica é una voce che anima la comunicazione pubblica e zittirla significherebbe non attuare ma casomai contraddire il principio della laicità, che consiste innanzitutto nel rispetto di tutte le posizioni, anche di quelle religiose.
    Nel nostro sistema politico é vero, ci sono dei cattolici, ma essere cattolici non significa annullare la propria individualità per diventare voce e braccio della Chiesa, come da più parti si insinua.
    Insomma, ci sono tante questioni in ballo che richiederebbero ore e ore di discussione, quello che in questa sede é emerso – come tu sottolinei – é l’ esistenza di distorsioni comunicative che dei medesimi concetti hanno moltiplicato le interpretazioni, rendendone estremamente complicata la comprensione.
    Eppure discutere di certe cose é di fondamentale importanza per le nostre società contemporanee.

  16. 16 Giulio mercoledì, 6 febbraio , 2008 alle 8:55 am

    ciao simone !
    Grazie per la visita e concordo con il tuo giudizio. E’ vero la Bruni in questo momento val più di mille governi.
    Ciao
    Giulio
    ps
    ora ti linko su miei 2 blog
    ribaldo e parlar franco

  17. 17 simone mercoledì, 6 febbraio , 2008 alle 11:55 am

    Ciao Giulio ben tornato!
    Sì, mi ci é un pò voluto un pò ti ho ritrovato!
    Benissimo provvedo a linkarti pure io…

    A presto!


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