il rimbalzo delle palline comunicative

palline-colorate.jpg

“Il compito attuale dell’arte è di introdurre caos nell’ordine.” ( Theodor Adorno, Minima moralia )
Le palline colorate di Cecchini rimbalzano sulle scalinate di Piazza di Spagna, rimbalzano sui media nazionali, rimbalzano anche su GiornaleWEB rimbalzano nella blogosfera su kennedy84hastalagiobbasiempre e di rimbalzo sul nuovo progetto di Giornale Blog, comunicativamente parlando rimbalzano poi su L’invisibile[H]agliocchi fino ad arrivare a ilcomunicatore.

E intanto dopo il “reato” Cecchini accusa la Casta dei politici ( ormai chi non lo fa? ) e poi si definisce “un futurpalla” e dichiara che “il futurismo è arte e pensiero, il futurismo cerca di applicare l’arte nella vita quotidiana”. Leggete qui su Repubblica.it.

E intanto, premetto che trovo l’iniziativa davvero artistica, sia questa sia quella della Fontana di Trevi con l’acqua rossa, migliore di molta arte contemporanea straosannata.

Al di là di questo tali azioni hanno un potenziale fortissimo di costruzione di visibilità e di identità di una campagna di comunicazione e di un brand ( e dietro questa azione di guerrilla marketing c’è zig.it ).

Iniziative come queste possono riqualificare l’immagine di Roma come capitale più contemporanea, più dinamica e vitale con un brand unico ed inimitabile.

Il Comune di Roma potrebbe farne buon uso e troverebbe sicuramente sponsor nel campo dell’impresa privata: insomma uno strumento vincente di city branding per le istituzioni e di guerrilla marketing per le imprese.

Che ne pensate?

A proposito di city branding, nation branding, place branding: su ITALIAN BRANDING c’è un nuovo post sul Brand Italia! Dateci un’occhiata!

Luca Taddei.

9 Responses to “il rimbalzo delle palline comunicative”


  1. 1 apolide venerdì, 18 gennaio , 2008 alle 11:30 am

    City branding? Guerrilla marketing? Secondo me, presto o tardi si scoprirà chi è il burattinaio dello sniper Cecchini (in nomine, veritas…), o chi perlomeno lo sovvenziona in palline sonanti e gli pianifica le “campagne”.

    Certo che i futuristi cui si vorrebbe riallacciare, le “palline” almeno ce l’avevano: basta pensare alla beffa di Buccari, alla repubblica di Fiume, all’assedio dell’Avanti. tutti eventi in cui chi ha partecipato ha puntato nel piatto la propria pelle… Anche se non condivido la loro ideologia, affrontavano rischi ben più grossi di una pattuglia di Carabinieri.

    Ma non voglio fare una critica sterile: ti confesso che a me il gesto piace, appare davvero studiato bene, ma i conti non mi tornano tutti. Che ci sia l’uomo col telecomando (leggi mediatett), anche dietro questa vicenda?

    Di questo evento ne abbiamo parlato due giorni fa (da un’altra angolazione, in merito alle implicazioni squisitamente artistiche, non ai collegamenti col branding),qui.

    Scusa l’intrusione linkatica e se lo ritieni spam, cancella pure il commento.

    ciao

    Apolide

  2. 2 Luca Taddei venerdì, 18 gennaio , 2008 alle 4:26 pm

    @apolide: ciao Apolide, la tua intrusione linkatica è ben accetta e le palline di Cecchini sono rimbalzate anche a casa tua, virtualmente si intende. Intanto complimenti per il tuo blog, mi piace!
    Lo sponsor di Cecchini è zig.it! Il link è nel post! Va bene che Sua Emittenza sa fare tutto e pensa a tutto, ma non esageriamo!
    Beh, sicuramente i Futuristi storici non avevano le palline, ma le palle! Perdonate la caduta di stile!
    A presto Apolide,

    L.T.

  3. 3 apolide sabato, 19 gennaio , 2008 alle 7:47 am

    Ti ringrazio dell’apprezzamento. Anche il tuo blog è interessante, sto pensando di linkarlo. Pubblicità e arte, da Duchamp in poi (ma forse già da Touluse Lautrec in poi) vanno a braccetto.

    Darò uno sguardo a zig.it (ma è un’agenzia?)

    ciao

    Apo

  4. 4 Luca Taddei sabato, 19 gennaio , 2008 alle 7:32 pm

    @apolide: prego. Hai perfettamente ragione Apolide, pubblicità e arte da Toulouse Lautrec in poi vanno a braccetto ed in un senso più lato e più profondo l’arte è la forma più alta e nobile di comunicazione!
    Zig.it è un sito di servizio di ricezione suonerie e foto via sms o mms! In poche parole è un’azienda che vende suonerie e immagini per i cellulari!
    Io ti linko, se ti va contraccambia!
    A presto,

    L.T.

  5. 5 simone domenica, 20 gennaio , 2008 alle 8:45 pm

    Non vorrei fare il moralista noioso ma a me queste uscite proprio non piacciono.
    Al di là delle palline e dei colori – che possono essere anche piacevoli a vedersi – non si può fare un’ uso del genere dei beni pubblici.
    Se trovi le palline un’ arte, perchè il loro girare a detta dell’ “artista” rappresenterebbe il “giramento di scatole” di noi postmoderni…falle rotolare a casa tua le palline!
    A parte questo, se li cominciamo ad elogiare tali episodi rischiano di diventare dei precedenti e dunque potenziali stimoli per gente un pò suonata e con tanta voglia di apparire!
    Sono convinto come te che l’ ambient marketing sia una favolosa risorsa comunicativa, anche da un puno di vista del city branding…ma credo la strada da intraprendere sia un’ altra!

  6. 6 Luca Taddei lunedì, 21 gennaio , 2008 alle 6:38 pm

    @simone: a volte è bene essere in disaccordo, Simone!
    Sarei contrario se i beni pubblici venissero danneggiati, ma in questo caso vengono, da molti punti di vista, valorizzati!
    Ci sono altre strade per fare ambient marketing, certo! Ma perchè condannare questa strada che non è dannosa ma è coinvolgente?

    L.T.

  7. 7 simone martedì, 22 gennaio , 2008 alle 8:30 am

    @ Luca: a me il gesto può anche divertire, ma non vorrei che divenisse una “strada”.
    Tanto per dire, non vorrei che ci sia un Cecchini di Firenze che tinge le gambe di viola al David di Michelangelo!
    Che sia arte, che sia marketing, che sia bramosia di apparire..ci sono cmq dei confini da rispettare – e la tutela dei beni pubblici é uno di questi -, confini che per quelli poco creativi sono dei limiti, per quelli creativi sono stimoli ad impegnarsi in qualcosa di originale ed al contempo rispettoso dei suddetti confini.

  8. 8 Luca Taddei venerdì, 25 gennaio , 2008 alle 9:27 am

    D’accordo che ci siano dei confini da rispettare, sono il primo a volerlo, ma in questo caso non sono stati sorpassati nè violati!
    Non fasciamoci la testa prima di essercela rotta, dicevano gli antichi!

    L.T.

  9. 9 simone venerdì, 25 gennaio , 2008 alle 11:34 am

    Si dice anche che prevenire é meglio che curare…!!


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