McDonald’ s sbarca nelle pagelle scolastiche!

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Dire che la comunicazione é ovunque significa dire qualcosa forse di banale ma che coglie un aspetto fondamentale delle nostre società contemporanee.

Strade, edifici, strutture sportive, mezzi di trasporto, media sono diventati, da un punto di vista del marketing, supporti dove esibire marchi, slogan, testimonial, colori, idee.

E la nuova sfida per le aziende che investono in comunicazione sta nell’ ideare nuove modalità di dialogo col consumatore, che siano originali e dunque capaci di attirare la sempre più sfuggevole attenzione.

L’ ultima novità é targata McDonald’ s e riguarda l’ esibizione del marchio e dei prodotti nelle pagelle scolastiche di una scuola di Seminole County, in Florida. Ciò, in cambio dei 1600 dollari necessari alla suddetta scuola per i costi di stampa delle 27000 pagelle “sponsorizzate”.

La comunicazione, per la verità, non riguarda McDonald’ s in generale ma solo quei prodotti “Happy Meal” (tra l’ altro offerti gratuitamente agli studenti meritevoli) a basso contenuto calorico: l’ intenzione, a detta di McDonald’ s, é infatti quella di diffondere nei ragazzi la cultura del mangiare più sano.

Ora, l’ idea che McDonald’ s promuova il mangiare bello e sano é decisamente paradossale, ma se nel suo complesso questo tipo di investimento porta più soldi alle scuole….perchè no?

SimoDg

5 Responses to “McDonald’ s sbarca nelle pagelle scolastiche!”


  1. 1 giuliad06 mercoledì, 19 dicembre , 2007 alle 4:40 pm

    In questo caso più che di comunicazione, io parlerei di sponsorizzazione.
    Come un evento chiede sponsor per poter realizzarsi, così scuole, ma anche Università ben accettano che i privati contribuiscano in cambio di visibilità.

  2. 2 beppe mercoledì, 19 dicembre , 2007 alle 4:54 pm

    Perché no???
    Non so, vedi tu.
    Perché è una scuola magari.
    Forse la domanda da porsi è dove siamo arrivati se una scuola non ha i soldi per stampare le pagelle e li deve prendere da McDonald’s.

    Poi non capisco dove stia l’originalità o la nuova modalità di dialogo col consumatore. Francamente mi sembra la cosa più prevedibile, rozza e invasiva di tutte le iniziative di marketing possibili immaginabili. Non è un’invenzione, o una novità, è una semplice invasione. Sono logiche bassissime di aggressione. Era solo da vedere se avrebbero mai avuto il coraggio di farlo o se mai una scuola poteva cadere così in basso. E anche la risposta in fondo era ovvia, sì, era solo questione di tempo.

    Soprattutto trovo triste prenderle sul professionale queste cose, come nuove strade del marketing, brand-colpi di genio, robe di cui andar fieri anche magari. Caspita che pensata, che pionieri questi di McDonald’s!
    Domani la Philip Morris potrebbe distribuire sigarette di cioccolato alle elementari, per promuovere abitudini più sane. Che bello, eh? E la scuola così ha lo snack gratuito. E la lavagna della Coca Cola? Figata!

  3. 3 Luca Taddei mercoledì, 19 dicembre , 2007 alle 7:59 pm

    Negli USA è molto sviluppato il rapporto di sponsorizzazione fra le istituzioni scolastiche e le aziende, dal momento che è stata da sempre fatta una scelta in questo senso.
    L’iniziativa è interessante e non ci vedo niente di più normale: cosa c’è di moralmente scorretto per una scuola nel fare un contratto con un’azienda per reperire i fondi necessari a fornire un servizio agli studenti? Cosa c’è di moralmente scorretto nel finanziare una scuola in cambio di pubblicità?Niente.
    Certamente l’intenzione di McDonald’s è vendere, incrementare il profitto, non “diffondere nei ragazzi la cultura del mangiare più sano” , ma un’azienda ha come scopo proprio il profitto, è un fine intrinseco di ogni azienda e non c’è niente di immorale in questo.
    Sono d’accordo comunque nella non grande originalità e creatività dell’iniziativa.

    L.T.

  4. 4 simone giovedì, 20 dicembre , 2007 alle 10:05 am

    Beppe, come osserva Luca in questo momento stiamo parlando di scuola in quanto azienda pubblica che eroga un servizio. Il contenuto nobile del servizio non esime la scuola dall’ avere nella poco nobile “moneta” un riferimento costante, nella consapevolezza che più soldi ci sono più si innalza qualitativamente il servizio (professori ben pagati e motivati, aule decenti, attrezzature presenti, etc.): quante volte sentiamo dire che il problema della scuola italiana sono i pochi finanziamenti.
    Dunque perchè non cercare questi maggiori finanziamenti fuori da uno Stato – il nostro – con un macigno di debito pubblico, ovvero fuori dai portafogli – quelli degli italiani – sempre più leggeri?
    Dunque ben vengano queste che come nota Giuliado6 sono e possono diventare proficue sponsorizzazioni, a patto ovviamente che ci siano dei limiti ben precisi (per esempio, per quanto riguarda le pagelle, il marchio dovrebbe avere uno spazio non eccessivamente ampio, etc.).
    Cmq: più soldi alle scuole, migliore immagine per le aziende, più visibilità ad entrambi.

    Ps…colgo l’ occasione per salutarvi, domani parto per una decina di giorni…Buon Natale a tutti!!

  5. 5 studentefreelance giovedì, 20 dicembre , 2007 alle 11:46 am

    Certo che Beppe non ha proprio tutti i torti…

    Il concetto del marketing è: MUST BE! equesto rende bene il concetto per cui come diceva beppe …che se un giorno regaleranno sigarette al cioccolato davanti alle scuole elementari non possimao lamentarci…perchè infondo siamo noi a dare diritto alle multinazionali di invadere i “nostri spazi” con i loro “rumorosi” slogan….Bisognerebbe tornare di più alla competizione sul “campo” anzichè trattare la “materia” in senso subliminale e persuasivo, bisognerebbe farsi concorrenza attraverso la “qualità”(concetto ormai deteriorato) anzichè sulla quantità di visibilità….e ripeto se questo avviene è anche colpa nostra!Dovremmo rifiutare la pubblicità persuasiva ed invasiva!


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