i Campioni della Fiorentina per la comunicazione sociale

pazzini.jpg

“Una partita si può perdere. La vita no! Se vuoi guidare non bere”. ( slogan della nuova fase della campagna di comunicazione del Comune di Firenze per la sicurezza stradale )

Dopo Rui Costa e Toldo, oggi tocca a Pazzini.

E’ proprio l’attaccante viola a essere protagonista della nuova fase della campagna di comunicazione del Comune di Firenze per la sicurezza stradale.

Il volto del calciatore della Fiorentina sarà, a partire da Giovedì 1 Novembre, su manifesti, locandine, stendardi e cartoline che saranno affissi e distribuiti nella città del Giglio.

La campagna di comunicazione, “La vita è tua. Non perderla per strada” ha ormai una storia pluriennale ed ha avuto come testimonial negli anni precedenti, oltre ai calciatori della Fiorentina già citati, anche il conduttore televisivo Carlo Conti e il cantante Pierò Pelù.

Infatti la campagna ha sempre visto nel testimonial il suo punto di forza ed ha sempre individuato i giovani come target di riferimento.

La campagna di comunicazione del Comune di Firenze è un bell’esempio, secondo me, di una buona comunicazione sociale made in Italy portata avanti dalle Istituzioni e capace anche di coinvolgere soggetti privati, come la Fondiaria-Sai.

E’ da sottolineare soprattutto la continuità della campagna, che testimonia la comprensione da parte del Comune di Firenze di un uso strategico della comunicazione sociale, che può dare buoni risultati solo col tempo, e l’attenzione al riferimento territoriale ( i testimonial scelti sono legati alla città e amati dai Fiorentini ).

Non so se siete d’accordo con la mia breve analisi, oppure mi sono lasciato prendere dalla passione sportiva, essendo da buon fiorentino un tifoso viola!

Che ne dite?

Luca Taddei.

10 Responses to “i Campioni della Fiorentina per la comunicazione sociale”


  1. 1 simone mercoledì, 31 ottobre , 2007 alle 6:03 pm

    Condivido la tua riflessione..oltre ovviamente alla passione per i viola!
    Ma ho qualche dubbio sulla scelta del testimonial: chi lo ha preceduto, ovvero Toldo e Rui Costa, godeva di
    un’ immagine vincente, di sicura affidabilità..mentre Pazzini, a cui noi tifosi viola siamo comunque affezionati per l’ impegno che dimostra e quell’ aria da bravo ragazzo, é un giocatore in erba…tutto da fare e da scoprire.
    L’ inizio del campionato è stato per lui un pò altalenante e quindi ti chiedo: un eventuale campionato mediocre di Pazzini potrebbe influire sulla vis comunicativa della campagna? non sarebbe stato meglio optare per un campione già affermato come Mutu?

  2. 2 MAtt mercoledì, 31 ottobre , 2007 alle 7:39 pm

    Guarda, io non ho sentito i giocatori fiorentini, ma ho sentito Totti (recita un testo un pò diverso) e mi ha fatto morire dal ridere. Ho sentito Gattuso, che invece sa parlare più decentemente…

  3. 3 MAtt mercoledì, 31 ottobre , 2007 alle 7:42 pm

    Ah, aggiungo che sono d’accordo sulla bontà della scelta di un riferimento territoriale per i testimonial

  4. 4 Luca Taddei giovedì, 1 novembre , 2007 alle 3:21 pm

    @simone: certamente, potrebbe influire.
    Una campagna di comunicazione è sempre una scommessa, con un rischio più o meno alto di fallimento.
    Lo scopo dei comunicatori è cercare di ridurre al minimo questo rischio, anche se è possibile che si decida lo stesso di fare scelte rischiose.
    Credo che la questione centrale sia quella della consapevolezza nel prendersi uno o più rischi.
    Spero che chi ha progettato questa campagna abbia calcolato gli eventuali rischi e la scelta di Pazzini sia stata una scelta consapevole.
    Comunque anche la scelta di Mutu avrebbe comportato eventuali e non prevedibili rischi: insomma ogni scelta è associata ad un rischio!
    Trovo la scelta di Pazzini comunque più azzeccata rispetto a quella di Mutu, in linea di principio, per i secguenti motivi:
    – Pazzini è più giovane di Mutu e dunque più vicino al target di riferimento, i giovani appunto.
    – Pazzini è “uno di noi”, è più vicino e familiare proprio perchè non è ancora un campione affermato, ma un ragazzo promettente con un futuro davanti, così come noi giovani che guidiamo la macchina, ma che rischiamo bevendo di privarci di quel futuro promettente che possiamo realizzare.
    – Pazzini, da esperienza personale, sembra piacere di più ai giovani, specialmente alle ragazze, del suo compagno di squadra.

    @MAtt: non sapevo di Totti e Gattuso, se hai un link ai loro spot sociali, inviamelo.
    Sicuramente questi spot sociali saranno stati realizzati a Roma e a Milano.
    Sarebbe interessante fare una comparazione fra le varie campagne.
    Già il riferimento territoriale per i testimonial ( anche se si dovrebbe parlare di endorsement in questo caso ) potrebbe essere una chiave di un uso, non scontato e banale, di questa tecnica della comunicazione.
    A presto, MAtt

    L.T.

  5. 5 simone giovedì, 1 novembre , 2007 alle 4:28 pm

    @ Luca…daccordo sul rischio, magari ci fosse qualche formula per evitarlo!
    Ma dato che questa campagna non é una scommessa e nè é rischiosa perchè bene o male é la stessa di sempre, ho fatto il nome di Mutu perchè, così come lo erano Toldo e Rui Costa, trattasi di persolità vincente, affermata, di appeal e molto più facile da trasformare in modello, da seguire e ascoltare.
    A Firenze siamo in debito con Mutu, quindi non sarebbe stato male un cartellone con la sua faccia e una scritta tipo..”adesso fate voi qualcosa per me, guidate con prudenza”..che dite vi piace..?!!

  6. 6 Luca Taddei giovedì, 1 novembre , 2007 alle 7:37 pm

    O è Mutu in debito con Firenze?

    L.T.

  7. 7 MAtt lunedì, 5 novembre , 2007 alle 10:02 am

    http://www.ministerosalute.it/salaStampa/archivioAudio.jsp#

    qui trovi degli audio con vari testimonial del calcio. Totti, Gattuso, Buffon, Lippi…

    Ciao, MAtt

  8. 8 Luca Taddei lunedì, 5 novembre , 2007 alle 1:34 pm

    Grazie MAtt, vado subito a vedere!

    Ciao,

    L.T.

  9. 9 Giovanna martedì, 6 novembre , 2007 alle 12:02 pm

    Sicuramente una ottima campagna sociale, però molto spesso sono proprio i calciatori stessi, come è venuto più volte fuori dai giornali, che non rispettano le regole dela strada…
    Giovanna


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