in principio fu il Verbo…ed ora il Web?

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“Non sempre ciò che viene dopo è progresso.” ( Alessandro Manzoni )

Dopo una breve fase sperimentale l’ 8 Agosto è stato inaugurato GodTube, sito di filmati a sfondo religioso ideato da un ex dirigente della rete televisiva Cbs, Chris Wyatt.

E’ ampia l’ offerta proposta da questa sorta di You Tube della cristianità: sermoni, canti gregoriani, testimonianze di fede, lezioni di catechismo ma anche musica rock a sfondo religioso, umorismo ed anche un po’ di satira, censurata quando suscettibile di apparire blasfema ed offendere il pubblico.

Su GodTube anche il videoclip che ha ricevuto più spettatori al mondo: una bambina di quattro anni vestita di rosa che recita il Salmo 23, quello del buon pastore; quattro milioni sono gli utenti che in poche settimane hanno voluto vedere ed ascoltare questa bambina.

Stando alle dichiarazioni, Chris Wyatt ha pensato di usare la tecnologia per costruire un nuovo spazio dove i giovani – sempre più in fuga dalla chiesa – potessero recuperare il rapporto con la fede, provando ad offrire loro un messaggio spigliato, non di rado scherzoso.

Modernizzare il culto e le pratiche di fede: sarebbe questa dunque l’ intenzione di Wyatt, il quale sta lavorando per dar vita ad un movimento da lui definito “cristianesimo Jesus 2.0”.

“In una società la cui cultura è sempre più ancorata ad Internet e che si sta abituando a ricorrere al web per tutti i suoi bisogni, è sbagliato tener fuori la fede dalla rete”, sostiene Wyatt.

E i dati forniti dal Pew Internet Study, uno dei più autorevoli centri di ricerca sociale, sembrano confermare tali affermazioni: oggi 82 milioni di americani vanno su Internet per motivi legati ai loro interessi religiosi; sono più di quelli che usano la rete per interrogare la loro banca o per cercare di fare nuove conoscenze.

Del resto il fenomeno della “tecnoreligione” – così se ne parla in gergo – non si esaurisce certo qui: ha già fatto la sua comparsa Conservapedia.com, la risposta conservatrice a Wikipedia, ed esiste una versione cristiana di MySpace, ovvero MyPraize.com.

Capirete bene quanti e quali detrattori ci siano che – soprattutto dall’ Europa – scuotono la testa: c’ è il timore che l’ aumento dell’ offerta religiosa su Internet divenga un sostituto della presenza fisica alla funzione domenicale ed è stato detto che tali iniziative banalizzano il messaggio religioso e annullino il senso spirituale della riflessione intima.

“Internet favorisce il dialogo e democratizza la religione”, ribatte invece Stephen O’Leary, docente di comunicazione sociale.

A chi credere?

A voi la parola amici de ilcomunicatore!

SimoDG

9 Responses to “in principio fu il Verbo…ed ora il Web?”


  1. 1 Luca Taddei domenica, 28 ottobre , 2007 alle 12:05 pm

    Sul Web c’è di tutto e quindi per forza c’è anche la religione.
    E’ importante sottolineare come questi progetti di “tecnoreligione”, termine che peraltro non mi piace molto, nascano negli USA, vero laboratorio per le pratiche di fede con risultati a volte positivi, a volte negativi.
    Sono favorevole alla diffusione della religione sul Web, è segno di libertà.
    E poi si sa, le vie del Signore sono infinite.

    L.T.

  2. 2 simone domenica, 28 ottobre , 2007 alle 2:01 pm

    Certo, non avevo dubbi sulla presenza della religione in quel grande contenitore che é Internet: ciò che é sorprendente é il peso di questa presenza.
    Credo che i quattro milioni di utenti per il filmato della bambina che recita il rosario e gli 82 milioni di americani in cerca di fede sul web – dati quest’ ultimi forniti da un autorevole istitito di ricerca – obblighino ad una riflessione.
    E davvero interessante é il dibattito che ne é scaturito.
    Anch’ io guardo in modo positivo a queste iniziative e soprattutto al tentativo di raccontare la religione con canali e linguaggi diversi, originali, capaci di attirare quei giovani sempre più in fuga.
    Certo il rischio di banalizzare il messaggio é in agguato ma il tentativo andava fatto, soprattutto considerando che – ed in questo sono daccordo Wyatt – nella nostra società chi evita Internet rischia la marginalizzazione.

  3. 3 Dana lunedì, 29 ottobre , 2007 alle 4:48 pm

    …mmh, questo è un argomento molto delicato. Su due piedi direi che è una buona iniziativa, pensiamo anche a tutte quelle persone che non possono muoversi da casa per motivi di salute, lavoro o altro…d’altronde c’è anche la messa via radio e tv, quindi perchè non diffondere la religione via web? E poi naturalemnte la comunicazione mediata dal computer non potrà mai essere sostitutiva di una vera funzione per un convinto praticante, dunque mi sembrano insensati i timori in questo senso.. Dall’altra parte però il fatto che il web sia il mezzo con meno possibilità di controllo e censura, ho timore che qualcuno possa approfittarsi di questa tendenza e nascondere magari dietro un innocente sito religioso..che ne so, sette, ricatti, pressioni, plagio e quant’altro di ignobile e illegale è facilmente esercitabile su persone bisognose e magari deboli che si sono avvicinate alla rete per avere un conforto religioso e poi dietro si trovano la sorpresa…insomma..un po’ come le truffe delle banche on.line! Solo che mentre uno per i suoi soldi tiene 4 occhi aperti, magari a queste cose si affaccia senza difese, senza timori e maggiormente vulnerabile… non credete?

  4. 4 simone lunedì, 29 ottobre , 2007 alle 7:31 pm

    Ciao Dana, anch’ io come te apprezzo e condivido il tentativo di portare la religione in rete ma credo pure che sia molto alto il rischio di strumentalizzazione; rischio che fino ad ora non si é concretizzato, perlomeno é questa l’ impressione che ho ricavato visitando i siti che vi ho citato.
    Quello che mi chiedo é poi un’ altra cosa: dietro
    un progetto come GodTube, quanto contano le finalità religiose e quanto invece quelle economiche?
    Tra pochi giorni per esempio uscirà nei cinema americani la nuova versione dei “Dieci Comandamenti” e i produttori hanno deciso di lanciare questo film anche attraverso GodTube…
    Ma mi rendo conto che, anche se fossero le notevoli opportunità economiche ad aver spinto Wyatt ad avviare il progetto GodTube…questo é il mercato, bellezza!

  5. 5 MAtt martedì, 30 ottobre , 2007 alle 10:26 am

    Mah…mi sembra una naturale evoluzione, c’è da dire che se la religione funziona è soprattutto per il senso di comunità che si avverte nelle riunioni fisiche, la forza liberata in tali incontri è enorme e crea “dipendenza”. Non credo dunque la riunione fisica sia destinata a scomparire!

    MAtt

    http://mmbf2create.blogspot.com/

  6. 6 simone martedì, 30 ottobre , 2007 alle 4:07 pm

    @ matt: neanche io penso che la rete possa far da surrogato alla funzione domenicale così come sono scettico
    sull’ ipotesi che questi spazi possano spingere i giovani a tornare in Chiesa..non vedo insomma un legame tra questi due elementi.

  7. 7 salpetti martedì, 30 ottobre , 2007 alle 10:54 pm

    Credo che ogni religione debba stare al passo con i tempi per poter essere seguita, il tempo dei dogmatismi è finito. Oggi le informazioni si cercano sempre più in Rete, anche lo svago passa da Internet. La gente passa sempre più tempo davanti a un PC. Così la diffusione della “parola” non può più essere relegata nelle Chiese o nei libri sacri, ha bisogno di trovare nuovi spazi.
    Allora, secondo me, è giusto che anche la religione abbia un suo spazio nella Rete. Non ci vedo nulla di male.
    Se guardate il nuovo sito del Vaticano, ad esempio, vi accorgerere di quanto moderna e tecnologica sia la Chiesa (anche se non sembra). La Chiesa è stata da sempreal passo con i tempi per ciò che riguarda la comunicazione, non è stata forse la bibbia il primo libro stampato?😉

    salpetti.wordpress.com

  8. 8 simone mercoledì, 31 ottobre , 2007 alle 5:52 pm

    @ salpetti..come sempre, una brillante riflessione!
    Per un’ istituzione come la Chiesa é fondamentale mantenere il contatto con lo Zeitgeist, quello Sirito del Tempo che oggi ha nel web un pilastro fonadante..il rischio altrimenti, come ho già detto, é quello di scivolare nei margini della società.
    E tra l’ altro la presenza sostenuta della Chiesa sul web é uni dei tanti segni di quel revival religioso che investe le società contemporanee, sotto forme diverse.


  1. 1 God Tube: un “ghetto” cui guardare con attenzione « SPIRITUAL SEEDS Trackback su lunedì, 29 ottobre , 2007 alle 6:14 am

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