tendente a zero

img_1.jpg

“Il segreto degli affari è sapere qualcosa che nessun altro sa.” ( Aristotelis Sokratis Onassis )

Cos’ hanno in comune Ryanair, Zara, la Free-Press e Mediaset ?

Semplice: l’ aver perseguito una strategia di medio- lungo termine che si è rivelata vincente quando non capace di assicurare a queste aziende la leadership nei rispettivi mercati di riferimento.

Si tratta, come avrete capito, della scelta di ridurre o addirittura di eliminare il prezzo dei propri prodotti/servizi per ottenere in cambio il bene oggi più prezioso: l’ attenzione del consumatore.E questo senza drastici tagli alla qualità.

Le aziende che ho nominato (ma ci sono diversi altri casi) hanno compreso un punto fondamentale: oggi la comunicazione ha superato per importanza l’aspetto produttivo.

Tutti producono bene e Cina e India in alcuni settori sono irraggiungibili: quello che pertanto rende vincente un prodotto o un servizio è la comunicazione, intesa come capacità di costruire un rapporto col consumatore ispirato ai principi della condivisione e della conoscenza reciproca.

Il consumatore postmoderno è sensibile al prezzo e cerca l’ affare ma senza rinunciare ed anzi pretendendo la qualità? Bene, soddisfiamolo. Tanto i soldi arrivano lo stesso, e come se arrivano!

La strategia del nice price alimenta infatti un circolo virtuoso che soddisfa tutte le parti coinvolte. L’ azienda elimina o riduce i prezzi, i consumatori colgono l’ affare e ne diventano clienti, il successo dell’ azienda attira partners ma soprattutto investitori pubblicitari…e il gioco continua!
In Italia la prima grande operazione del genere è stata quella di Silvio Berlusconi che ha saputo offrire agli italiani una televisione completamente gratuita: con nuovi linguaggi, nuovi programmi, nuova informazione.

Cosa c’ è all’ orizzonte? Cellulari gratis.
“Vogliamo aprire una nuova era nelle comunicazioni mobili, abbattendo i costi. Il nostro sistema consente di telefonare o inviare sms ad altri cellulari all’ interno di una rete che si autoconfigura, trasformando i telefonini in ripetitori wireless, senza fili, eliminando quindi la necessità delle stazioni base e degli stessi operatori mobili.”, afferma sulle pagine del Corriere Economia Anders Carlius, ingegnere elettronico svedese fondatore di TerraNet, start- up nata nell’ Ideon Science Park, il più grande parco tecnologico scandinavo.

Ericsson è già molto interessata.

SimoDG

9 Responses to “tendente a zero”


  1. 1 Luca Taddei mercoledì, 10 ottobre , 2007 alle 2:54 pm

    Ciao Simone, metti molta carne al fuoco, vedo.
    Speriamo che la rivoluzione delle chiamate gratis si avveri molto presto, non tanto per l’Italia, quanto per l’estero.
    Sai che chiamo spesso all’estero!
    La strategia del nice price è ottima, proprio come dici tu, perchè crea un circolo virtuoso e gioca molto bene insieme alla comunicazione.

    L.T.

  2. 2 Dana mercoledì, 10 ottobre , 2007 alle 4:20 pm

    Ciao Simone! Concordo pienamente su tutto ciò che hai detto (oltretutto l’ultimo viaggio che ho fatto è stata con la Ryanair e mi sono trovata meglio che con altre esose compagnie di linea nazionali..), però bisogna anche dire che la politica del nice price vale per tutti tranne che per i beni di lusso. Grandi aziende di moda, gioielli, orologi, automobili, che non sto ora a citare non potrebbero mai abbassare i prezzi proprio perchè altrimenti perderebbero la loro ragione di esistere. Sarebbe un po’ come vendersi l’anima al diavolo e infatti resistono nonostante il mercato del tarocco crei loro problemi non indifferenti… Certo grazie agli outlet, yoox, e-bay e vari mercati dell’usato firmato si assiste ad una democratizzazione del lusso che pervade anche fasce di consumatori il cui reddito non potrebbe assolutamente permettersi tali sperperi… ma vuoi mettere la magia di scegliere una borsa da Fendi a Via Borgognona o nel nuovo palazzone angolo via Condotti e comprarla usata o tarocca? E’ questa sensanzione di gratificazione secondo me che il vantaggio del nice price non riuscirà mai ad eguagliare e, in fondo in fondo…sempre di capacità di comunicazione si tratta..!
    Non credi?
    Bacio😉

  3. 3 salpetti mercoledì, 10 ottobre , 2007 alle 5:41 pm

    Complimenti per il post, proprio interessante…
    Le aziende che hai citato (forse adesso anche la Ericsson con la telefonia mobile) hanno compreso che i beni pregiati e di lusso restano un mercato di nicchia e anche che attenersi ai prezzi di mercato spesso alla lunga non paga. Anzichè vendere un pezzo a 100€, ne potrebbero vendere 100 a un euro e in più questa popolarità gli farebbe arrivare guadagni anche dalla pubblicità (di recente ho comprato addiruttura un volo Ryanair a solo un centesimo! Ovviamente gli introiti arrivano dalla pubblicità). Se Berlusconi aveva capito tutto queso già negli anni ottanta, adesso con il mercato cinese e indiano la questione è diventata di alta importanza. La gente spesso preferisce risparmiare acquistando prodotti che poi risultano essere di scarsa qualità o contraffatti, ma anche di buona qualità, ma prodotti dall’altra parte del Mondo. Se il consumatore trovasse allo stesso prezzo prodotti di qualità o realizzati nel proprio Paese, credo che preferirebbe scegliere i prodotti nice price o low cost.
    E’ difficile far entrare questo concetto nella mentalità degli imprenditori perchè investire quasi solo nella comunicazione pubblicizzando e dando visibilità ai propri prodotti (e relativamente poco per la produzione e la distribuzione di beni e servizi) non fa parte della loro cultura.
    L’esempio che hanno davanti di società vincenti come Ryanair dovrebbe però fargli aprire gli occhi…
    Gli imprenditori si lamentano della concorrenza orientale, ma non fano nulla per modificare il proprio modo di produrre e vendere, cioè non vogliono proiettare le loro aziende nel fututo, preferendo guadagni immediati. Credo che presto dovranno ricredersi…😉

  4. 4 simone giovedì, 11 ottobre , 2007 alle 7:29 am

    @ Luca: già, magari un nice price per le chiamate Firenze-Bratislava!
    A parte gli scherzi, ho letto che il progetto a cui i ricercatori lavorano é finalizzato a promuovere proprio le comunicazioni internazionali e a diffondere la pratica della telefonia mobile in quelle aree – vedi Africa – dove questa non si é ancora radicata.

    @ Dana: hai ragione, penso anch’ io che il fascino di marchi come Fendi o Prada stia nel prezzo dei loro prodotti e nella loro selettiva accessibilità. Ma credo anche che il mercato abbia ricevuto nuova linfa da firme come Sweet Years, Baci e Abbracci o Armani Jeans che consentono a tutti di vestirsi “alla moda” e con prezzi “democratici”..come dici tu su e-bay o negli outlet il consumatore può divertirsi a scovare l’ affare, cercando tra questi ed altri nomi simili. Pensi anche tu?

  5. 5 simone giovedì, 11 ottobre , 2007 alle 7:58 am

    @ salpetti..grazie per i complimenti!
    Condivido tutto quello che dici ed in particolare la tua riflessione sulla tendenza degli imprenditori italiani a sottovalutare il ruolo della comunicazione.
    Sto leggendo un interessantissimo libro di Riccardo Illy che si chiama “La Rana Cinese”: il direttore marketing della omonima azienda – la Illy Caffè – rivela che se c’ é un segreto dietro al successo della sua famiglia, oltre al duro lavoro e all’ approccio strategico con cui affrontano i problemi, questo segreto va ricercato nella comunicazione. La comunicazione – spiega – pervade sia le dinamiche interne alla sua azienda sia quelle esterne, relative al rapporto col consumatore.
    Rivela inoltre che i suoi colleghi ed amici imprenditori danno il giusto peso a questa risora ed intanto le loro sono e rimangono piccole, quando non piccolissime, imprese mentre la Illy…

  6. 6 Dana giovedì, 11 ottobre , 2007 alle 9:08 am

    @ Simone
    Certo:-)! Baci & Abbracci in particolare fa cose molto carine, certo i materiali non sono proprio il massimo, ma è stato intelligente da parte loro dare un’idea di lusso accessibile e…potremo dire “young”, aprendo negozi monomarca in posti molto in voga tra i giovani di tendenza…come Milano Marittima, Formentera, Capri…
    p.s. Adoro Formentera!!!
    Bacio;-)

  7. 7 simone giovedì, 11 ottobre , 2007 alle 12:28 pm

    @ Dana: bene allora se mi da la conferma una esperta di moda come te vuol dire che la mia riflessione é giusta!!
    Saluti a presto!

  8. 8 salpetti venerdì, 12 ottobre , 2007 alle 10:35 pm

    Caro Simone, credo addiritura che la Illy regali il bancone del bar ai baristi che rinnovano il locale o ne aprono uno nuovo, a patto che espongano in bella vista tutti i marchi e gli accessori che gli ariivano insieme al bancone… Questa trovata è geniale!!! Quale imprenditore farebbe un investimento simile con il solo rendiconto del ritorno pubblicitario?😉
    Una volta i prodotti si sceglievano a seconda del rapporto qualià/prezzo. Ormai questo non basta, occorre dare ai prodotti un valore aggiunto che stà nella comunicazione. Ecco perchè la Illy, Mediaset, Zara, RyanAir e le aziende che investono di più in comunicazione crescono. Altri imprenitori preferiscono guadagni subito, i più lungimiranti investono in comunicazione… i guadagni magari non arriveranno immediatamente, ma quando arrivano bastano e avanzano!!!😉

  9. 9 simone sabato, 13 ottobre , 2007 alle 12:32 pm

    Hai ragione Salpetti: non conosco un azienda leader che non investa in comunicazione.
    Ed investire in comunicazione, dati i ritorni che garantisce, é un ottimo affare.
    Ovvio che la comunicazione da sola non basta: diciamo che si tratta di una dimensione che deve permeare l’ azione dell’ azienda e che é finalizzata a valorizzare il lavoro di quanti in azienda impiegano tempo, energia, denaro, conoscenze e competenze per offrire al consumatore un prodotto o un servizo di qualità.


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




ilcomunicatore

PENSARE COMUNICAZIONE PER FARE COMUNICAZIONE

luca.taddei@gmail.com

ilcomunicatore è il blog di riflessione, discussione, condivisione sul mondo del marketing & comunicazione

Contatori

This blog is listed

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog Career & Job Blogs -  Blog Catalog Blog Directory blog search directory Blog-Show la vetrina italiana dei blog! MigliorBlog.it
Add to Technorati Favorites

Creative Commons

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: