le continue provocazioni di Oliviero Toscani

nolita-di-oliviero-toscani.jpg

“Il conformismo è il peggior nemico della creatività. Chiunque sia incapace di prendersi dei rischi non può essere creativo.” ( Oliviero Toscani )

Oliviero Toscani è un grande comunicatore e quindi era logico che prima o poi ilcomunicatore ne avrebbe parlato.

Parliamo dell’ultimo lavoro di Oliviero Toscani, la nuova campagna “NO ANORESSIA-NOLITA” realizzata per il fashion brand del gruppo Flash&Partners di Tombolo (PD).

Per comprendere meglio le motivazioni e le idee che sono dietro a questa campagna vi rimando al post “NO ANORESSIA” sul blog La Sterpaia.

La campagna sta facendo molto discutere. Naturalmente se ne dicute molto anche sui blogs tra chi è a favore e chi è totalmente contro la nuova campagna di Toscani.

E’ giusto dire la nostra: la campagna mi piace. E’ dura, shockante. E per questo ha un grande potere di convocare attenzione e discussione, un potere quasi catartico.

E soprattutto riporta agli occhi di tutti noi argomenti delicati, la malattia, il dolore, la sofferenza, e di conseguenza anche la morte, argomenti che fanno parte della vita dell’uomo, ma che tendono a essere espunti o edulcorati nella nostra società della comunicazione.

Riportare il dolore, la sofferenza, la morte nella loro realtà, nella loro crudezza di fronte agli occhi dell’uomo contemporaneo può essere l’inizio di una nuova presa di coscienza e di consapevolezza nei confronti della vita umana nella sua interezza ed eccezionalità.

La comunicazione non deve concentrarsi soltanto sugli aspetti positivi della vita, ma anche su quelli negativi.

Altrimenti sarebbe falsa e depotenziata, edulcorante ed edulcorata.

Voi che ne pensate?

Luca Taddei.

27 Responses to “le continue provocazioni di Oliviero Toscani”


  1. 1 Elisa domenica, 30 settembre , 2007 alle 10:08 pm

    Faccio sicuramente parte di coloro che sono favorevoli alla campagna.
    Le critiche non mi sorprendono, è solito nel nostro Paese chiudere gli occhi e far finta che alcune cose non esistano.
    E’ una campagna dura, ma ci mette difronte ad un problema che esiste e affligge tantissime persone.

  2. 2 Dadi lunedì, 1 ottobre , 2007 alle 12:02 pm

    Completamente a favore: per raggiungere l’obiettivo è fondamentale colpire. Soprattutto quando il fine, in qualche modo, giustifica i mezzi.

  3. 3 simone lunedì, 1 ottobre , 2007 alle 12:15 pm

    …stavolta mi tocca fare il bastian contrario!
    A me non piace: é troppo facile spiattellare un’ immagine così forte e creare discussione.
    Ci vedo poca creatività.
    Sono d’ accordo sull’ approccio duro e non accomodante, ma quando si adotta una strategia del genere bisogna sapere bene quando fermarsi: il rischio è quello di uno shock che determina in chi osserva un sentimento di rimozione e di allontanamento.
    Ad esempio a me questa immagine non fa riflettere: anzi non mi ha neanche interessato il dibattito che ne è scaturito sui vari giornali, proprio perché su questa ragazza non riesco a posare lo sguardo per più di un secondo.
    Ed inoltre non voglio che le nostre città vengano invase da cartelloni del genere, così cruenti ed oggettivamente brutti: ripeto, ci vedo poca creatività.

  4. 4 salpetti lunedì, 1 ottobre , 2007 alle 12:34 pm

    Probablmente ha ragione Simone quando dice che la campagna di Toscani pecca di scarsa creatività, ma è anche vero che se ne sta parlando molto sia in positivo che in negativo. Tutto questo blaterare sull’essere faorevoli o contrari, sul fatto se Toscani abbia fatto bene o male, sulla cultura italiana che guarda sempre alle cose positive e finge di non vedere ciò che c’è di brutto intorno a noi, ecc. ecc…
    Toscani, quindi, molto probabilmente ha raggiunto il suo intento far parlare di sè e portare in auge il problema dell’anoressia. Forse ha fatto di più lui con questa campagna poco creativa e scontata che altri suoi colleghi con strumenti pubblicitari e artistici molto più incisivi e originali.
    A volte il semplice e il banale e è più efficace dei prodotti ricercati. Almeno in questo caso lo è stato, almeno a vedere le animate discussioni che sono nate intorno al problema anoressia e intorno a questa campagna, sia nella blogosfera, sia in Tv e sia nei goiornali…

    Un saluto!!!
    salpetti.wordpress.com

  5. 5 Luca Taddei lunedì, 1 ottobre , 2007 alle 1:38 pm

    Beh, come prevedevo, ci sono favorevoli e contrari!
    @Simone&Salpetti: ma siamo proprio convinti che il semplice non sia creativo?

    L.T.

  6. 6 Dadi lunedì, 1 ottobre , 2007 alle 1:47 pm

    lasciamo perdere un attimo l’aspetto creativo: cosa viene da pensare vedendo la foto?
    siamo in un mondo che professa il credo ‘magrissimo’ è bello.
    basta soffermarsi su quanto ci hanno propinato durante l’ultimo Miss Italia.
    credo che anche se una sola ragazzina inorridisce davanti al mega poster già si è raggiunto un punto di vantaggio.

  7. 7 MaLuy lunedì, 1 ottobre , 2007 alle 3:56 pm

    Che dire, ennesima campagna “shock” di Oliviero Toscani… sicuramente é stato raggiunto l’obiettivo di farne discutere, aumentando la visibilità del marchio, ma secondo il mio modesto parere sarebbe stato necessario impostare una campagna di comunicazione “coerente” a 360 gradi. Parlo partendo da una considerazione prettamente strategica, non mi interessa adesso entrare nel merito di considerazioni morali. Sul sito, accedendo alla nuova collezione, viene visualizzata la solita modella con le gambe magre, che indossa dei jeans aderentissimi… molto più coerente, per quanto riguarda la corporate image, la strategia di un’azienda come la Dove che ha scelto di utilizzare come modelle donne “normali” e di promuovere iniziative come il fondo per l’autostima. Mi sfuggono iniziative concrete promosse da No-Lita in tal senso e non riesco ad ottenere altre informazioni sulla nuova collezione accedendo al sito… ad es., fino a che taglia serve? (se voi ne siete a conoscenza “illuminatemi”)
    Alle provocazioni Toscani ci é abituato e ci ha abituati, ma secondo me lo shock fine a se stesso suscitato da questa campagna é un’arma a doppio taglio, che ha l’unico vantaggio di portare alla ribalta una problematica di ordine sociale… per me però é un po’ poco, perdonatemi il gioco di parole.
    Un interessante parare contrario:
    http://www.spotanatomy.info/index.php/2007/09/28/p2366#more2366

  8. 8 Flavia lunedì, 1 ottobre , 2007 alle 4:05 pm

    Il punto è che questa è una gran paraculaggine, scusate il francesismo. Facciamo un’immagine shockante, tanto poi posso sempre dire che lo faccio per puntar l’attenzione sulla problematica. Chi se ne frega se, in realtà, la marca che sto promuovendo contemplerà molte più taglie 38 che non 46. Se ogni brand facesse così, giusto per far parlare di sè, immaginatevi come sarebbe il già desolante scenario pubblicitario italiano. Una serie di immagini una più sconvolgente dell’altra, nella corsa alla fotografia più provocatoria, più esplicita.
    Toscani, poi, è da una vita che fa lo stesso tipo di comunicazione, tutta basata sulla provocazione: all’inizio, quando lo faceva per la Benetton, era una cosa nuova e andava bene, poi ha cominciato a farlo anche con Rare, Regione Calabria e ora Nolita. E lo chiamano creativo?

  9. 9 simone lunedì, 1 ottobre , 2007 alle 5:22 pm

    @Luca: la semplicità sa essere straordinariamente creativa, ma a mio avviso qui non si tratta di semplicità ma di pessimo gusto. Mi piace pensare che la comunicazione non debba mai svincolarsi dal buon gusto, anche quando si affrontano temi sociali.

    @Flavia: mi trovo perfettamente d’ accordo con te. Dici bene é una gran paraculaggine: andatevi a fare un giro sul sito o guardatevi le immagini delle vecchie collezioni..le modelle Nolita non sono magre…di più.

    E Flavia ha colto in pieno la mia preoccupazione: una sorta di gara a scovare l’ immagine più raccapricciante giusto per catalizzare l’ attenzione dei media.

    Diamine siamo italiani, maestri di buon gusto, creatività e senso estetico…possiamo e dobbiamo fare molto di più!

  10. 10 Sara lunedì, 1 ottobre , 2007 alle 6:09 pm

    ma nessuno qui capiosce che quell’immagine non cambierà nulla ? non farà cambiare idea ad una ragazza che vuole dimegrire così tanto o che non riesce e non vuole mangiare.. una persona anoressica non è una persona molto magra..bensì una persona malata dentro…una persona che vedendo quel manifesto va a casa si guarda allo specchio e si vede grassa…lo capite o no che non farà altro che aumentare la frustrazione di ragazze , come ho già detto, ferite nell’anima da problemi ben piu profondi dell’aspetto esteriore?..scusate il mio tono particolarmente duro ma questo argomento mi ha coinvolta molto e non riuscirei a parlarne in termini distaccati e freddi.
    l’intento di questa campagna è FARE PUBLICITà..FAR PARLARE DI SE…NON SENSIBILIZZARE contro l’anoressia..
    questa malattia è già piu che conosciuta..no era necessario mattere in piazza il dolore in modo così diretto e così palesemente sfrontato… a me è sembrato ovvio che lo scopo fosse tutt’altro che morale e speravo che la maggior parte delle persone la pensasse come me..purtoppo non è così..
    ciao ..scusate ancora x il tono del mio intervento che vuol’essere provocatorio e non offensivo..

  11. 11 Ilmago lunedì, 1 ottobre , 2007 alle 11:27 pm

    Secondo me la pubblicita’ e’ una stronzata di pessimo gusto, e Toscani e’ un furbacchione.
    1)Qualcuno dice che la pubblicita’ ha ottenuto di far parlare molto dell’anoressia tv e giornali. E questo risolverebbe il problema? Non credo proprio, aumenterebbe solo l’hype attorno a un problema di hype.

    2)Qualcun altro sostiene che una ragazzina potrebbe vedere l’immagine e rimanere schifata, rinunciando magicamente all’essere anoressica. Peccato che chiunque abbia una conoscenza del problema che vada oltre la definizione del dizionario sa benissimo che una persona anoressica vedendo quell’immagine pensa: che figa!

    3)Infine qualcuno blatera di responsabilita’ dei media, di Miss Italia addirittura. Ma l’hai vista Miss italia? ti sembra uguale a quella della foto? comprati gli occhiali.

    I commenti di questo blog sono secondi in superficialita’ e qualunquismo solamente ai post dell’autore. Ci sono capitato oggi e non ci tornero’ piu’.
    Girate in rete, c’e’ di molto meglio.

    E Toscani intanto intasca i petroldollari…

  12. 12 Luca Taddei martedì, 2 ottobre , 2007 alle 11:18 am

    @Flavia: sollevi la grande questione della coerenza fra la comunicazione e il reale comportamento di un’impresa: sta tutto nell’onestà dell’impresa. Se non ci crediamo in questa onestà, c’è evidentemente qualche problema.
    Hai ragione, Toscani è una vita che fa questo tipo di comunicazione, ma la fa solo lui in Italia.

    @Simone: sono d’accordo sul fatto che noi Italiani siamo maestri di buon gusto, creatività e senso estetico.
    Ma a volte la realtà, per esempio quella dell’anoressia, non ha buon gusto, non ha senso estetico.
    Allora cosa dovremmo fare, non guardare in faccia la realtà, dimenticarla, tralasciarla?
    Non so se chiudere gli occhi davanti alla realtà sia la scelta giusta per affrontarla!
    La comunicazione, se vuole essere sociale, ha il dovere di affrontare temi scomodi anche in maniera scomoda.

    L.T.

  13. 13 simone martedì, 2 ottobre , 2007 alle 2:46 pm

    No affatto: mai chiudere gli occhi.
    Non discuto infatti la scelta del tema quanto l’ efficacia della campagna.
    E nè sono contro agli approcci “scomodi”, anzi non sopporto lo scontato o il politically correct..dico solo che esiste un limite alla provocazione, oltre il quale si sfocia nel pessimo gusto.
    Ma credo anche che questo limite sia molto sfumato, direi quasi soggettivo…ciò spiega le dicussioni a cui la campagna ha dato vita e – a livello generale – le difficoltà che esistono nel valutare l’ efficacia delle campagne di comunicazione sociale.

  14. 14 martina martedì, 2 ottobre , 2007 alle 5:26 pm

    Prima di tutto complimenti per il Blog..davvero molto interessante..

    Per quanto riguarda la campagna, sono daccordo con Luca.

    Il segno di Toscani si riconosce: fotografie forti, autentiche, veri e propri pugni sullo stomaco.
    E’ impossibile non guardare, impossibile non essere catturati da quel corpo di trenta chili scarsi, gli occhi infossati, il viso scarno e ridotto alla dimensione della scatola cranica. Io sono rimasta scioccata quando ho visto la foto per la crudezza e la verità che comunica.

    Giusto, non giusto? difficile dirlo.. A me la campagna piace, mi sembra un modo forte per far riflettere su un male, come quello dell’anoressia, che dilaga nelle adolescenti, e di cui purtroppo la nostra società fa fatica a parlare.

    E’ un modo, indiscutibilmente violento, perchè la gente sappia e veda davvero, a che cosa può portare questa malattia che per troppo tempo è stata sottovalutata e considerata un tema tabù.

    L’anoressia uccide, e se non uccide, riduce in schiavitù mente e corpo.
    Forse già il fatto che noi, come altre migliaia di persone, ne stiamo parlando è già un risultato positivo.

  15. 15 MaLuy martedì, 2 ottobre , 2007 alle 6:44 pm

    Uhm… ma come mai il mio commento é ancora in coda di moderazione ma gli altri successivi appaiono? :O

  16. 16 Ilmago martedì, 2 ottobre , 2007 alle 11:33 pm

    no cavoli, NO!
    parlarne non serve a un benemerito c…., se non a riempire le tasche di Toscani!

  17. 17 veronica mercoledì, 3 ottobre , 2007 alle 3:37 pm

    Vedo che anche qui la pubblicità di Oliviero Toscani ha acceso un bel dibattito!A me questa pubblicità piace, è di forte impatto e parla di un problema importante. Però avrei preferito che fosse una campagna sociale promossa dallo Stato, dal ministero della sanità e simili. Forse Nolita voleva davvero sostenere questa causa però nel frattempo grazie a questa ci fa anche un sacco di soldi e ne guadagna in attenzione da parte di tutti…
    Insomma l’idea mi da un pò fastidio ma forse è dovuta al fatto che in Italia siamo abituati a pubblicità più tradizionali.

  18. 18 veronica mercoledì, 3 ottobre , 2007 alle 3:42 pm

    Cmq la modella ha avuto coraggio a mostrare al mondo la sua malattia e il suo disagio. Ma qualcuno sa quanto è stata pagata e se è stata pagata?

  19. 19 dana06 mercoledì, 3 ottobre , 2007 alle 5:24 pm

    Ciao ragazzi…trascuro la blogosfera una decina di giorni a causa degli esami e guarda che bei dibattiti🙂 Questa pubblicità ha fatto veramente discutere! Io sinceramente non sono rimasta molto shockata, forse perchè conosco più di una persona che purtroppo soffre di questa malattia e in particolare una mia cugina sta rischiando veramente parecchio. Comunque non sono contraria a questo tipo di comunicazione, anzi credo che molte quindicenni che fanno diete assurde fai-da-te o iniziano a vomitare dopo mangiato quasi per moda, vedendo queste immagini si siano veramente spaventate ed abbiano cominciato a capire che non è bello scherzare col fuoco… Per quanto riguarda l’eticità della comunicazione pubblicitaria in sè o la sua buona fede, penso sia fuor di dubbio che è puramente illusoria e falsa e che Nolita continuerà a vestire taglie 38, ma è incontestabile anche che una visibilità e notorietà come questa, la marca non l’ha mai avuta perciò anche il vero scopo della campagna è stato colto! Dunque…due piccioni con una fava! Meglio di così..scusate il cinismo, ma reputo che la pubblicità non sia proprio il luogo dei buoni propositi e che lo stesso Toscani si faccia 4 risate quando sente parlare di marketing etico e responsabilità sociale.. Baci;-)

  20. 20 Luca Taddei mercoledì, 3 ottobre , 2007 alle 6:40 pm

    @MaLuy: commento e segnalazione interessante. Ho letto molto attentamente il post che mi hai segnalato e sicuramente fa riflettere: pone una questione, secondo me, rilevante sul ruolo e sulle competenze legate alla professione del comunicatore.
    Come può un comunicatore conoscere tutto su qualsiasi argomento che gli si pone di fronte, via via, durante il suo lavoro? Come può, molte volte, scegliere la strada giusta da intraprendere, anche quando i pareri della comunità scientifica su un argomento, come l’anoressia, altre malattie o l’utilizzo dell’energia atomica ( mi sono già posto questa domanda in un altro contesto ) sono divergenti, contrastanti? Che fare in questi casi?
    Per me la risposta è troppo complessa e almeno io non sono in grado di formulare una risposta esaustiva.
    @Sara: rispetto la tua visione delle cose. Non preoccuparti, il tono del tuo intervento non è risultato per niente offensivo.
    @Ilmago: caro mago, rispetto anche la tua opinione. Peccato che il blog non ti piaccia ( anche se hai mentito e sei tornato un’altra volta dopo che avevi detto che non ci saresti più ripassato! ).
    Comunque dire che questa pubblicità sia “una stronzata di pessimo gusto” e che Toscani “e’ un furbacchione”, a me sembra superficiale e qualunquista.
    Beh, forse abbiamo qualcosa in comune allora!
    Su una cosa sono sicuramente d’accordo con te: in giro per la rete c’è molto di meglio di questo blog. Ma forse anche questo è un commento superficiale e qualunquista!
    Ti consiglio di rispettare un po’ di più gli altri!
    Chi giudica gli altri è il più superficiale e il più qualunquista!
    @Martina: come non essere d’accordo con te! Bel commento! La penso come te!
    @Veronica: sono d’accordo sul fatto che le Istituzioni dovrebbero impegnarsi di più in comunicazione sociale di quanto non facciano già.
    Non so se la ragazza è stata pagata e quanto è stata pagata! Suppongo di sì, però! Indagherò!
    @dana06:sicuramente il marchio Nolita ha avuto una grande visibilità grazie a questa campagna di Toscani.
    Certo che pensare che il marketing etico e la responsabilità sociale delle aziende siano comunque solo strumenti per aumentare il profitto, ci dovrebbe far riflettere sugli esseri umani! Non so, sbaglierò, ma voglio credere nella buona fede di chi lavora, per la pubblicità e per le aziende.
    Certo, cresceranno mele marce sull’albero, ma non possiamo pensare che tutte le mele che produce siano marce!No?

    L.T.

  21. 21 Dana06 mercoledì, 3 ottobre , 2007 alle 7:29 pm

    @ Luca
    Beh’ si..forse hai ragione.. qualche raro caso ancora esisterà..:-) ma questa di mela a mio avviso è proprio marcia e pure col vermicello dentro😀 :-D!

  22. 22 aellebi mercoledì, 3 ottobre , 2007 alle 8:56 pm

    Caro Luca,

    sono d’accordo con te.
    Nella nostra cultura, alla ‘A mali estremi, estremi… rimandi’, bisogna schiaffare sotto il grugno, forti e chiare, le cose, senza tanto menare il can per l’aia, come si è troppo abituati a fare.
    Toscani è Toscani, magari discutibile per certe affermazioni e una non grande simpatia, per alcuni.
    Ma non ha mai fatto il furbo: altri lo fanno, e valendo molto, molto meno di lui.
    Mi piace altresì, e molto, lasciando stare il ribrezzo puro che ho per la McDonald’s, nei cui ‘luoghi di detenzione gastronomica’ ero spesso costretto a pappare quando vivevo a Londra, nell’altro secolo, quello che la multinazionale dello ‘junk food’ per eccellenza ha architettato, con i suoi comunicatori professionali di riferimento: ha un valore davvero e multiplamente sociale.

  23. 23 MaLuy mercoledì, 3 ottobre , 2007 alle 9:34 pm

    Sempre in tema di anoressia, segnalo che è uscita da pochissimo l’ultima campagna della Dove (sicuramente molto politically correct):

    (giuro che non lavoro per quell’azienda, sia chiaro!:P)
    @Luca la questione che hai sollevato é indubbiamente degna di nota… secondo me é proprio lì che si distingue il “bravo” comunicatore, quando é chiamato a “schierarsi” e ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte, soprattutto in merito a questioni di carattere così delicato… decisioni a volte opinabili, che dovrebbero però essere intraprese sempre nell’ambito di uno studio preliminare che sia il più approfondito possibile… in modo da ridurre al minimo la possibilità di essere colti in fallo… ad ogni modo i tuoi quesiti, molto interessanti, toccano (come infatti hai evidenziato) questioni molto profonde e complesse!

  24. 24 salpetti mercoledì, 3 ottobre , 2007 alle 10:14 pm

    Sempre a proposito di Toscani, avete visto la campagna che ha realizzato per conto del Ministero della salute? Una bella infermierina dalle guaciotte rosse in mezzo alla scritta “PANE, AMORE E SANITA'”. Il messaggio dovrebbe essere che la nostra sanità e bella!!!😉
    Secondo me, o Toscani sta prendendo per i fondelli tutti, oppure è nel pieno di una crisi creativa…😉

  25. 25 Luca Taddei giovedì, 4 ottobre , 2007 alle 4:26 pm

    @aellebi: il tuo commento mancava! Mi fa piacere che la pensi come me!
    @MaLuy: hai iniziato a dare una risposta, molto interessante! Credo che dovremo riparlarne!
    @salpetti: non l’ho vista questa nuova campagna, mi documenterò! Grazie per la segnalazione, salpetti!

    L.T.

  26. 26 Sara martedì, 9 ottobre , 2007 alle 3:01 pm

    @ilmago: sono d’accordissimo con te..
    finalmente qualcuno non si ferma all’apparenza delle cose e vede anche gli aspetti piu meschini e utitltaristici della faccenda…

  27. 27 beniamino pilli giovedì, 9 ottobre , 2008 alle 10:36 pm

    Ho già espresso il mio parere sul personaggio Oliviero Toscani a proposito della campagna sulla violenza sulle donne. E la mia opinione rimane la stessa (invito i volenterosi a rileggersi il commento perchè cito il motivo per cui Toscani è stato esonerato da Benetton nel 2000).
    Intanto faccio i complimenti a Luca Taddei per il blog, anche se non condivido la sua accondiscendenza nei confronti del creativo Toscani.

    Come volevasi dimostrare, dalla discussione su questo blog e di riflesso su tutti i media globali, le campagne di Oliviero fanno discutere poco sul reale problema sociale che di volta in volta egli sfrutta nelle sue comunicazioni. In realtà quì si parla di lui, del marchio Nolita, di oltraggio, di tutto fuorchè di una analisi seria del problema anoressia e delle cause e dei rimedi. Le persona realmente coinvolte, medici, assistenti sociali, stanno già lavorando e già lo facevano prima senza bisogno che nolita sfruttasse un problema serio per vendere il proprio marchio.
    Mi ricorda un certo Corona che voleva far indossare dei jeans ad un condannato per omicidio colposo…..ma era troppo esplicito, facilmente smascherabile.
    Toscani invece lo cammuffa sotto forma di campagna sociale, e crea disorientamento, confusione, non si sa se essere d’accordo o contrari. Ma la realtà è veramente semplicissima, proprio come la sua creatività. E cioè che non si può eticamente parlare di problemi sociali delicati, usare i bambini, o trattare argomenti che possono procurare oltraggio a qualcuno, solo per vendere maglioni e scarpe. Quando leghi un marchio di consumo ad un tema del genere, la tua comunicazione è palesemente paraculaggine.
    Vi siete chiesti perchè le campagne di Toscani disorientano, non si sa se essere d’accordo oppure no?
    Semplicissimo. Quello che disorienta è il marchio del consumismo di massa a firma della campagna. Da un lato ci piace l’idea che si catturi l’attenzione su un tema sociale, ma dall’altro ci disturba che ce lo venga a raccontare uno che si fa pagare un pacco di soldi perchè il marchio vende.
    Allora quale è la morale di tutto ciò?
    E’ che i veri trasgressivi non sono i venditori di creatività alla Toscani. Quelli sono i conformisti, i politically correct del mercato del consumismo standard, la famiglia Barilla che finchè c’e Barilla c’e casa perchè ti accarezzano il cuore parlando dei tuoi affetti, mentre Toscani ti accarezza la coscienza parlando dei problemi del mondo. Si, ma per venderti un marchio di consumo in bella vista sotto la pubblicità.
    Allora che la pubblicità faccia il suo dovere e diventi finalmente creativa mentre i temi sociali facciamoli trattare da chi ha la competenza, e vi assicuro che l’informazione e la presenza degli addetti ai lavori nel sociale e forte e numerosa, e non ha bisogno di popolarità da grande fratello, opera in silenzio e riservatezza senza urlare.


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