ormai la Mafia è un brand

“Non eleggono mai gli uomini il male con opinion che sia male, ma s’ingannano per una certa similitudine di bene.” ( Baldassarre Castiglione, Il cortegiano )

L’uscita de “La gestione secondo la mafia”, manuale di gestione aziendale dell’Americano Anthony Schneider, in cui viene individuato come modello quasi perfetto di manager contemporaneo Tony Soprano, il boss mafioso della famosa serie televisiva The Sopranos dell’americana HBO, mi fa riflettere su un fenomeno che ormai ha raggiunto dimensioni notevoli.

ilcomunicatore non ama fare denuncie, ma ama riflettere sulle cose del mondo.

Non voglio dare giudizi sul fenomeno che si è realizzato in molti anni, in molti decenni.

Questo fenomeno è la costruzione del brand Mafia ed è un fenomeno portato avanti, spesso in maniera massiccia, dai media.

Il brand Mafia è il frutto del lavoro del cinema, della televisione, della letteratura, dei videogames, del merchandising e della pubblicità e in qualche modo, anche se di riflesso, di un po’ tutti i mezzi di comunicazione di massa.

Gli esempi sono innumerevoli ed analizzarli sarebbe interessantissimo. Ma se lo facessimo, questo post diventerebbe un saggio.

La questione è semplice e ci dovrebbe far riflettere: questo brand, pur con molte connotazioni negative, è alla fine dei conti un brand caratterizzato da positività.

E forse la prova ultima è proprio questo saggio di Schneider.

E’ d’altra parte innegabile che il brand Mafia, molte volte, integra e completa, in maniera quasi necessaria, il brand Italia.

Non so cosa ne pensate, ma qualcosa su cui riflettere, ed in profondità, forse c’è.

Luca Taddei.

14 Responses to “ormai la Mafia è un brand”


  1. 1 Dana06 domenica, 23 settembre , 2007 alle 8:07 pm

    E’ troppo simpatico Tony Soprano🙂 :-)!! A parte gli scherzi, non ho mai notato che la mafia fosse vista in maniera positiva, nè da noi nè all’estero..Si è vero, magari i media contribuiscono a creare una sorta di fascino o più che altro una simpatia per alcuni personaggi in particolare, ma credo che sotto sotto siano in pochi quelli che guardano la mafia nel suo complesso come qualcosa di buono… Sono daccordissimo invece sull’associazione con l’Italia… all’estero purtroppo è un luogo comune: Italia? pizza, spaghetti, mafia😦

  2. 2 studentefreelance domenica, 23 settembre , 2007 alle 8:17 pm

    Beh parlare di Mafia è come perlare del “niente”…perchè materialmente non esiste!
    Volendo metaforizzare è la migliore società fantasma che esista, ed è viva e vegeta…riesce ad entrare dappertutto e così come riesce ad entrare riesce anche ad uscire senza lasciare traccia come solo le più grandi multinazionali sanno fare!

    Ma in realtà la Mafia come prima detto non esiste, esiste paradossalmente un sistema mafioso, che si è evoluto nel tempo!
    Quello che fanno i mezzi di comunicazione è solo la parodia,la distorsione di una realtà molto più segreta e contorta!

    La rappresentazione della mafia è stato per molto tempo nel cinema AlPacino o Robert De Niro,O Marlon Brando…ma quello da loro rappresentato è solo un quadretto sbiadito e grottesco di una società ottocentesca, che ormai non esiste più!

    L’atteggiamento Mafioso ha successo e riscuote , ahimè, consensi, perchè è visto come alternativa ad uno Stato inesistente, un’ alternativa alla debolezza, un potere facile da raggiungere(almeno così si crede sbagliando)…ma questi luoghi comuni sono circolati appunto dai mezzi di comunicazione che non fanno altro che raccontare storie dall’esterno, come farebbe un antropologo dell’epoca classica, che appunta sul suo taccuino gli atteggiamenti degli indigeni non riuscendo però a capirne il significato vero…storpiando inconsapevolmente la realtà di quella società!

  3. 3 simone lunedì, 24 settembre , 2007 alle 7:46 am

    Lo stereotipo Italia = Mafia é difficile da sradicare in quanto non del tutto menzognero: i recenti fatti di Duisburg hanno rinnovato l’ attenzione dei media e
    dell’ opinione pubblica in merito alla presenza di associazioni mafiose nel nostro Sud e il controllo da esse esercitato in quei territori sia a livello politico sia a livello economico.
    Concordo con Dana: il fatto che all’ Estero si ironizzi e si scimmiottino le famiglie mafiose non significa che gli stranieri sottovalutano la drammaticità del fenomeno, ma che hanno ben chiaro che Italia e Mafia non sono due sinonimi. Altrimenti non ci scherzerebbero sù e soprattutto non “invaderebbero” il nostro Bel Paese 365 giorni l’ anno!

  4. 4 studentefreelance lunedì, 24 settembre , 2007 alle 12:09 pm

    Ciao Simone

    Ti porterò un esempio che non sarà del tutto emblematico ma racchiude un pò di quello che tu dici e un pòdi quello che io dico…

    In casa con la mia ragazza abitavano una Giapponese, un Inglese, Una Spagnola…tutti e tre avevano concezioni diverse circa la “mafia” vista da alcuni come un film, da altri come un qualcosa prettamente italiana, e da altri ancora come un qualcosa di non palpabile…

    La giapponese in più mi disse: tu che sei siciliano me lo faresti conoscere un mafioso, le mie amiche morirebbero di invidia se lo raccontassi…tutti(inteso come quelli che frequanta lei) a Londra vorrebbero conoscere un mafioso!

    Questa storiella te la racconto per dirti quanto possa essere burlesca e nello stesso tempo “rispettosa” l’opinione che si ha dei mafiosi!

    “I mafiosi ottengono tutto quello che vogliono” è questa la loro concezione…ma tralasciano qualche particolare di troppo…

    La Mafia italiana gode di brutta fama perchè la “comunicazione”nostra verso l’esterno è circolata male…hai mai sentito parlare in larga scala di mafia cinese, russa , albanese, marocchina,o chissa quale altra con la stessa intensità di quella “nostra”?A quanto pare dalle inchieste sembra addirittura che alcune di queste siano molto più cruenti e omertose della “nostra”…come mai allora i cinesi non sono considerati mafiosi , ad esempio…o i russi!?

    Hai mai sentito o visto un film sulla mafia albanese, nello stesso modo di quella italiana?

    Il “concetto mafioso” è stato esportato da noi, facendoci etichettare per tali…

    Senza l’eportazione di tale concetto, l'”atteggiamento mafioso” sarebbe rimasto lo stesso, ma non avrebbero etichettato tutti gli italiani per mafiosi!

  5. 5 simone martedì, 25 settembre , 2007 alle 7:53 am

    Ciao studente freelance

    tu hai perfettamente ragione ma allora credo che a questo punto il discorso vada esteso:
    la Mafia é il Male ed in quanto tale il fascino é una sua intrinseca caratteristica.
    Non trovate?

  6. 6 Luca Taddei martedì, 25 settembre , 2007 alle 1:46 pm

    Ciao ragazzi, è nata una bella discussione vedo! Ok, voglio aggiungere alcune considerazioni a seguito delle vostre riflessioni.
    Tutti avete parlato di fascino della Mafia e l’episodio che ha raccontato Studentefreelance è secondo me una testimonianza diretta di quello che ho affermato: la Mafia è un brand, un nome connotato da molti segni distintivi, molti dei quali legati a un codice d’onore ottocentesco e intersecati indissolubilmente con i segni distintivi dell’Italia, attraverso i quali si contraddistingue tale prodotto da altri dello stesso genere.
    E questo brand è stato costruito proponendo e riproponendo in continuazione attraverso innumerevoli prodotti mediali, molto spesso di ottima qualità, questi segni distintivi e questo nome.
    Questo brand è del tutto particolare, a mio avviso, dal momento che serve due padroni: esso è fonte di profitto per il sistema dei media e fonte di legittimazione per le organizzazioni criminali.

    L.T.

  7. 7 Eulalia martedì, 25 settembre , 2007 alle 10:33 pm

    Direi che “un certo tipo di mafia” e’ un brand. Ci sono mafie che invece prosperano nel silenzio, come si conviene a chi ha capito che alcune cose, per convenienza, si fanno, ma non si dicono.

  8. 8 Luca Taddei mercoledì, 26 settembre , 2007 alle 12:37 pm

    @Eulalia: Il tuo commento è molto interessante, si capisce bene quello che intendo, cioè che esiste una Mafia sconosciuta, fatta di criminalità ed una Mafia rappresentata, fatta di racconti mediatici. Una pertiene al reale ed una pertiene all’immaginario. Ma le due cose si compenetrano a formare la realtà.
    Ciao, ciao.

    P.S.: ho dato un’occhiata al tuo blog e mi piace molto!A presto!

    L.T.

  9. 9 aellebi venerdì, 28 settembre , 2007 alle 8:12 pm

    A me sembra che la ‘M….’ (che viene dall’arabo e vuol dire ‘bellezza’, c’è un’isola, nell’Oceano Indiano con quel nome) sia 1.la perfetta realizzazione del capitalismo assoluto, il ‘paradiso terrestre del padrone’ (sono da sempre di sinistra non marxista), 2.un enorme business cine-televivo, comunicato, pur…troppo bene, che gioca proprio sui luoghi comuni, specie a Hollywood.

    Non avevo ancora notato che l’url del mio blogghino è elencato nel tuo/vostro blogroll: thanks so much.

  10. 10 Luca Taddei domenica, 30 settembre , 2007 alle 1:48 pm

    @aellebi: la Mafia è, a mio vedere, non la perfetta realizzazione del capitalismo assoluto, ma il più pericoloso dei cancri che possano insediarsi in un sistema di produzione capitalista, distruggendo possibilità di sviluppo e regole virtuose.
    Per quanto riguarda la tua seconda considerazione, penso di sì: la Mafia, come rappresentazione, può essere considerata un enorme business cine-televisivo ben comunicato e che si basa su luoghi comuni.

    P.S. il link al tuo blogghino nel nostro blogroll è lì da un bel po’ di tempo. Cmq, prego.

    L.T.

  11. 11 lagiustizieradellanotte venerdì, 5 ottobre , 2007 alle 9:12 pm

    è molto triste il fatto che l’Italia all’estero venga associata alla mafia…ma alla fine come potrebbe essere altrimenti? Non tutti gli Italiani sono mafiosi, questo è certo, però per anni in Italia la mafia non è stata combattuta, e quando qualcuno ha cercato di fare qualcosa, gli sono state tagliate le ali. Quanti morti di mafia ci sono stati in Italia? e quanti politici con accertati rapporti con la mafia sono stati al governo? Non possiamo lamentarci se l’opinione pubblica straniera ci associa alla mafia se non facciamo veramente qualcosa perché la situazione cambi.
    cosedicasanostra.blogspot.com

  12. 12 Marcello mercoledì, 28 novembre , 2007 alle 4:19 am

    MI BASO SU UNA CONSIDERAZIONE STORICA. L’ARGOMENTO E’ INTERESSANTE ANCHE SE IN GENERE NON ME NE OCCUPO. UN GIORNO, FORSE, VI DIRO’ ANCHE PERCHE’. L’ACCOSTAMENTO TRA LA MAFIA E IL MALE E’ INOPPORTUNO A MIO AVVISO.
    LA MAFIA OGGI NON E’ UN BENE OVVIAMENTE. UN TEMPO LO ERA PERO’.
    L’EVOLUZIONE “IN PEIUS” DEL FENOMENO MAFIOSO, NON PUò FAR SI CHE ESSO SIA STORICAMENTE ETICHETTATO COME MALE. IN PRINCIPIO NON ERA COSì. IL MAFIOSO ERA IL PALADINO DEI DEBOLI NEI CONFRONTI DEI REGIMI E DEI SOPRUSI PERPETUATI DAI POTENTI, E SEGUIVA UN CODICE D’ONORE BEN PRECISO…POI ABBIAMO VISTO TUTTI COME E’ FINITA…E CHE COSA “VERGOGNOSA” SIA DIVENUTA OGGI LA MAFIA…

    P.s: PERCHE’ VI SENTITE TUTTI OSSESSIONATI DAL MALE E DA SATANA? QUESTO E’ UN’ALTRO BEL PUNTO PER APRIRE UNA DISCUSSIONE…ciao

    Marcello


  1. 1 comunicazione vs. mafia « ilcomunicatore Trackback su domenica, 18 maggio , 2008 alle 6:47 pm

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