“Non è mai troppo tardi”, anche per gli immigrati

“Occorre che i principi che ispirano la nostra convivenza siano diffusi attraverso il maggior numero di canali possibili.” (Paolo Ferrero)

Torniamo a parlare di televisione.

Paolo Ferrero, Ministro della Solidarietà Sociale, ha annunciato il progetto di mandare in onda sul sistema radiotelevisivo pubblico una trasmissione che aiuti gli immigrati conoscere ed imparare la lingua italiana ma anche i principi fondamentali della nostra Costituzione.

L’ iniziativa si ispira ad una trasmissione , intitolata “Non é mai troppo tardi”, che negli anni ’60 insegnava a leggere e a scrivere agli operai e ai contadini tornati a sera dal lavoro.

Alberto Manzi, conduttore e pioniere di questo progetto di insegnamento a distanza, in otto anni riuscì a portare un milione e mezzo di italiani alla licenza elementare, contribuendo ad arginare la piaga dell’ analfabertismo.

Se davvero questo progetto prendesse corpo, saprebbe bissarne il successo e gli straordinari risultati?

Nell’ attesa di saperne di più, le dichiarazioni del Ministro hanno messo in luce il valore della comunicazione e in particolare dei media nei processi di integrazione sociale.

Come spesso succede vi chiedo: voi che ne pensate?

SimoDG

7 Responses to ““Non è mai troppo tardi”, anche per gli immigrati”


  1. 1 Dana06 venerdì, 21 settembre , 2007 alle 9:18 am

    ..MMhh…io sono sinceramente un po’ perplessa…credo che ormai la televisione abbia completamente perso il suo ruolo educativo da tempo e che non sarebbe nient’altro che uno spreco di risorse perchè chi veramente ha voluto imparare l’italiano c’è sempre riuscito in poco tempo anche senza “Non è mai troppo tardi”, mentre chi non ne ha mai avuto voglia o interesse (vedi paradossalmente Schumacher)pur avendone tutte le possibilità e stando nel “bel paese” da anni, non spiccica una parola manco a pagarlo fior di milioni..! Ciao;-)

  2. 2 simone venerdì, 21 settembre , 2007 alle 10:21 am

    La penso come te Dana…e poi come le imparano velocemente le parolacce!!

    Tornando noi, sono finiti i tempi della Mamma Rai che istruisce ed educa il telespettatore…buona l’ idea di promuovere la comunicazione quale veicolo di interazione sociale ma non so quanto sia utile riproporre un programma degli anni ’60 tra l’ altro identificato pressoché in toto nella figura di Alberto Manzi: credo che sarebbe arduo se non imposibile trovare un conduttore che gli rassomigli.

  3. 3 Luca Taddei venerdì, 21 settembre , 2007 alle 10:38 am

    Anch’io sono molto perplesso di questa idea del Ministro!
    Certamente se la RAI recuperasse in qualche modo la sua vocazione al servizio pubblico, sarebbe interessante.

    L.T.

  4. 4 veronica venerdì, 21 settembre , 2007 alle 5:53 pm

    Ciao al comunicatore e ai miei due strateghi preferiti!!
    Anche io sono molto perplessa. Negli anni ’60 la tv era la grande novità. Poi c’era una sola rete, Rai Uno. Non è che si potesse scegliere. Oggi nell’ambiente multicanale è impensabile riproporre la stessa formula.
    Inoltre non credo che quegli immigrati(la maggior parte purtroppo) che vivono nell’illegalità, che non hanno il permesso di soggiorno, che non hanno lavoro, che hanno mille problemi, si metterebbero di buona lena la sera ad ascoltare l’Alberto Manzi della situazione che fa l’analisi logica o spiega i principi della Costituzione italiana.
    E poi ammesso che l’idea non sia malvagia, prima di proporre una tv pedagogica agli immigrati, il governo non dovrebbe risolverlo il problema dell’immigrazione. Non credete? Per ora la proposta di Ferrero non mi convince.

  5. 5 aellebi venerdì, 21 settembre , 2007 alle 8:10 pm

    @Simo,

    ho fatto a tempo ad assistere per anni alle telelezioni di Manzi.
    Non posso pensarne che benissimo, non bene.
    Aggiungerei, dopo, anche storia italiana ed europea, geografia italiana ed europea, letteratura italiana ed europea, inglese, informatica e telematica.
    Ma già questo è ottimo.
    Dovrebbe essere certificato.
    Per stranieri, analfabeti adulti o anziani, ragazzi svantaggiati, disabili, semialfabetizzati.

  6. 6 simone sabato, 22 settembre , 2007 alle 1:54 pm

    Ciao Veronica!Bentornata!!..e con ottime osservazioni!
    Già, ammesso che possa andare in onda credo anche io che tale trasmissione avrebbe difficoltà notevoli nel raggiungere e comunicare con le sue audience di riferimento…
    Giudico pertanto lodevole l’ intenzione ma utopica la sua realizazione e il raggiungimento degli obiettivi prefissati: inoltre é un prodotto che si rivolge ad un pubblico troppo ristretto per poter avere uno spazio in una tv generalista come la Rai.
    Mi viene da pensare alla possibilità di un canale monotematico che si occupi di questo tipo di servizio rivolgendosi, come dice aellebi, non solo agli stranieri ma anche a “analfabeti adulti o anziani, ragazzi svantaggiati, disabili, semialfabetizzati”.
    Ma occorrerebbero finanziamenti statali cospicui per agevolare l’ acquisto di questo ipotetico canale da parte degli utenti interessati…insomma..staremo a vedere come il Ministro porterà avanti il suo progetto.

  7. 7 Luca Taddei sabato, 22 settembre , 2007 alle 3:53 pm

    @Veronica: è un grande piacere averti qui, fra le righe de ilcomunicatore. Spero che ci vedremo presto in città. Lo sai che anche tu sei tra le mie preferite!!!
    Ottime osservazioni, concordo. Non so sinceramente se dietro le dichiarazioni del Ministro della Repubblica ci sia un progetto o soltanto una vaga idea. Vedremo.
    Quello che è certo è che le Istituzioni italiane dovrebbero iniziare ad agire con iniziative di comunicazione in molti settori dell’amministrazione pubblica e della politica per costruire quella condivisione di valori, di sentimenti e soprattutto di comportamenti che sono alla base dell’idea e dell’ideale di cittadinanza.
    E’ necessario che si facciano molti passi in avanti in questa direzione.

    L.T.


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