la tv che ci racconta

“Nell’ ultima metà del secolo nessun’ altra istituzione come la TV é stata altrettanto efficace nel ridisegnare i confini della noità italiana.” (Giovanni Bechelloni)

La stagione televisiva 2007/2008 é ripartita all’ insegna della fiction: in mezzo a tante più o meno gradite conferme, anche alcune novità, tra cui spicca la miniserie andata in onda qualche giorno fa sul Generale Dalla Chiesa.

Un eroe tra i protagonisti della nostra storia recente.

Parlavo prima di conferme: tra quelle gradite c’ é sicuramente Distretto di Polizia 7, Il Capitano 2 e anche Ris 4, che andrà in onda a partire da Gennaio.

Il filo rosso che accomuna queste serie é l’ appartenenza ad un mondo – le Forze dell’ Ordine – che da sempre esercita un alto fascino sui telespettatori italiani.

Sarà la Divisa e le storie sempre avvolte nel mistero?

Sì, senza dubbio, ma non credo che basti per spiegare il successo che questo tipo di prodotto ha ormai da anni.

Non posso non pensare ad esempio che il telespettatore, che é anche e prima di tutto un cittadino, sia fisiologicamente attratto da queste storie dove, in una continua dialettica di realtà e realtà immaginata, si racconta del Bene e del Male, di criminalità (e non distinguo tra micro e macro perchè a parer mio tale distinzione é infondata) e di sicurezza, di mafia, di immigrazione, di terrorismo e di giustizia.

E in un mondo che l’ 11 Settembre ha reso più vulnerabile ed insicuro, questi sono trai temi più sentiti e di cui più si discute: al bar, in famiglia, a scuola, sui giornali, in parlamento.

Temi controversi e rispetto ai quali oggi, putroppo, solo in tv – dove alla fine vince sempre il Bene – i cittadini trovano risposte e soluzioni pronte, sicure e confortanti.

Voi che ne pensate?

SimoDG

9 Responses to “la tv che ci racconta”


  1. 1 salpetti lunedì, 17 settembre , 2007 alle 1:55 pm

    Leggendo questo post, mi è venuta in mente la “Teoria della Coltivazione” di Gerbner. Negli anni ’70 fu condotta in America una ricerca che durò 10 anni sugli sugli effetti della televisione sulla popolazione. La Ricerca giunse alla conclusione che la televisione porta lo spettatore a vivere in un mondo che somiglia a quello mostrato dal teleschermo, cioè gli spettatori assodui di certi programmi hanno una visione un pò distorta della realtà che li cirsconda, simile a quella proposta in tv. Nel caso specifico della criinalità emerse che la gente che vedeve film in cui i criminali erano di colore credevano che la maggior parte dei crimini fosse commesa da gente di colore, quelli che vedevano solo film polizieschi, credevano che i crimini in america fossero molti di più di quelli reali e così via…

    Ora che ho anoiato tutti i lettori con Gerbner, mi ricollego al tuo post. Credo che il successo delle fiction sia proprio legato a quello che dici tu, cioè la gente oreferisce credere che tutti i crimini vengono risolti, che le indagini hanno sempre esito positivo, che i colpevoli vengono sempre arrestati e così via… Questo è molto rassicurante.

    Vista la situazione della giustizia italiana, però, sarebbe interessante se si rifacesse quella ricerca oggi qui da noi, magari emergerebbe che gli spettatori assidui di queste fiction credono che il numero di crimini rimasti senza colpevoli e il numero dei criminali impuniti sia molto inferiore alle cifre reali, chissà…😉

  2. 2 simone lunedì, 17 settembre , 2007 alle 2:36 pm

    @ salpetti…Esatto sono storie che piacciono ache perché rassicuranti: alla fine in un modo o nell’ altro é il Bene che trionfa.
    Per quanto riguarda la ricerca di Gerbner la trovo interessante quanto inattuale: inattuale perché il telespettatore ha oggi un rapporto più maturo col mezzo televisivo, é meno influenzabile e consapevole della linea che separa il racconto mediatico dalla realtà.
    Per esempio…é vero in queste serie le storie vengono tutte risolte ma non servono grandi sondaggi per sapere che l’ opinione pubblica non si lascia imbambolare e conosce le mancanze, gli errori ed i ritardi della giustizia italiana
    (vedi Garlasco…).

  3. 3 Flavia lunedì, 17 settembre , 2007 alle 5:07 pm

    Sì, anch’io credo sia molto rassicurante vedere che tutto trova una spiegazione, una risoluzione.

  4. 4 salpetti lunedì, 17 settembre , 2007 alle 5:48 pm

    E’ ovvio che la ricerca di Gerbner non è ripronibile perchè ormai è vecchia. Oggi i canali informativi si sono moltipicati e non solo la gente è meno “sugestionabile” dal mezzo telvisvo, ma c’è una circolazione delle informazioni molto più veloce e pluralistica.
    A me era venuta in mente Gerbner leggendo il post perchè in un certo senso chi guarda queste fiction, almeno per un attimo, si sente gratificato e pensa che nella realtà sociale che lo circonda le cose vadano bene…
    Certamente lo spettatore di oggi sarà consapevole che la realtà che lo circonda non è quella della tv, non “sarà coltivato” in tal senso, come diceva Gerbenr (negli anni ’70 forse aveva ragione), ma se le cose stanno come pensiamo – cioè che la gente si sente rassicurata – ironicamente possiamo ribattezzare la “teoria della coltivazione” come “teoria delle fition”😉 , non solo perchè si tratta di fiction televisive, ma anche perchè per un attimo lo spettatotre finge che tutto va bene sentendosi, anche se per poco, dentro un mondo dove vince sempre il bene…😉

  5. 5 simone lunedì, 17 settembre , 2007 alle 9:52 pm

    Esatto Salpetti hai centrato a pieno ciò che intendevo dire nel post!
    Ti scrivo giusto dopo l’ ultima puntata di Distretto (a proposito, ogni anno la serie é sempre più bella e coinvolgente e Dapporto é proprio bravo!)..e come dici tu é confortante che dopo due ore di suspence, azione ed anche violenza tutto si risolva nel meglio: nella ficion ogni storia ha il suo senso, chi sbaglia paga e la verità ha un volto…
    Programmi come Distretto offrono una sorta di “distrazione rassicurante”…
    Dai Salpetti buttiamo giù le basi per questa nuova teoria..finiremo sui libri!

  6. 6 simone lunedì, 17 settembre , 2007 alle 9:54 pm

    @ flavia…bene mi fa piacere che condividiate questa mia riflessione!

  7. 7 Flavia martedì, 18 settembre , 2007 alle 12:18 am

    …Ma che, mi dai del “voi” ora?!?😉

  8. 8 simone martedì, 18 settembre , 2007 alle 9:31 am

    …e certo é segno di rispetto!
    No scherzo parlavo di te e salpetti!
    Grazie per essere passata…a presto!!

  9. 9 salpetti martedì, 18 settembre , 2007 alle 1:09 pm

    OK. Scriviamo un manuale, il Simone-Salpetti!!!😉
    Ciao!! A presto!!!


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