per l’ambiente o per l’immagine? poco importa…Sony lancia la pila al glucosio

“Molte persone non sono disposte ad accettare il fatto che un’ iniziativa presa da una società nel proprio interesse personale possa avere un qualche contenuto morale.” (Francis Fukuyama)

Sony investe nell’ energia pulita: l’ impegno é quello di costruire per il futuro dispositivi alimentati da batterie al glucosio.

Il colosso giapponese vuole dare continuità alla scoperta di alcuni scienziati che sono riusciti di recente a trasformare il glucosio in elettricità: glucosio che pertanto fornirà energia ai piccoli dispositivi (per ora si parla di mp3) così come già fa col corpo umano e tutti gli organismi viventi.

Vedremo cosa ne verrà fuori ma la notizia mi ha dato lo spunto per una riflessione: che cosa c’ é dietro l’ impegno e le risorse che oggi gran parte delle multinazionali destinano nella ricerca di soluzioni sempre più ecosostenibili?

Altruismo? Non credo.

Sensibilità ambientale? Solo in parte.

Penso che la molla si la volontà di mantenere – nel lungo tempo – un’ immagine di qualità, di avanguardia e di ecopragmatismo, inteso come modus operandi rispettoso della natura e dell’ ambiente: ciò in un’ era, quella postmoderna, in cui il consumatore rivela forte attenzione a tali tematiche.

Ma questo non solo non cambia di una virgola l’ importanza la svolta environmental-friendly dell’ economia ha per l’ ambiente ma insegna che la comunicazione e le strategie di fine-tuning (necessarie a mantenere le aziende in sintonia cn le attese del consumatore) lungi dall’ essere qualcosa di losco , sanno produrre preziosi effetti di cui se ne giova l’ intera collettività.

SimoDG

8 Responses to “per l’ambiente o per l’immagine? poco importa…Sony lancia la pila al glucosio”


  1. 1 Elisa mercoledì, 12 settembre , 2007 alle 9:06 am

    Putroppo anche io penso che gran parte delle aziende stiano dando sempre più importanza a questo tipo di soluzioni per una questione di ritorno di immagine.
    E il fatto che le nuove esigenze dei clienti in tema di ambiente, salute, ecc. vengano tenute in considerazione non può che essere un bene!

  2. 2 simone mercoledì, 12 settembre , 2007 alle 9:59 am

    E’ un bene enorme!
    Ma perchè dici “putroppo”?
    Io credo che sia assolutamente normale che un’ azienda abbia come riferimento ed interesse primo la propria immagine più che l’ altruismo, la filantropia o il rispetto per l’ ambiente, in ogni decisione presa: ma – come dice Fukuyama nella citazione che apre il post – anche le iniziative prese per difesa
    del proppio interesse personale sanno avere contenuti morali!
    Credo che dobbiamo concentrarci più sul risultato che
    sull’ intenzione: in questo modo molte delle accuse che oggi si muovono alle aziende e alle multinazionali cadrebbero in un’ istante!

  3. 3 Elisa mercoledì, 12 settembre , 2007 alle 10:36 am

    Hai perfettamente ragione.
    Dico “purtroppo” perchè quando si tratta di salvaguardia dell’ambiente e della salute ho una visione troppo romantica e sognatrice…
    Un’azienda per me dovrebbe fare propri questi valori e poi pensare al ritorno di immagine. L’esperienza insegna che non è quasi mai così.
    Ma alla fine,perfortuna per noi, in questo caso quello che conta veramente è il risultato!

  4. 4 simone mercoledì, 12 settembre , 2007 alle 2:52 pm

    Ed é giusto e bello che tu abbia questa idea romantica!
    Ciao Elisa grazie per essere passata,a presto!

  5. 5 aellebi mercoledì, 12 settembre , 2007 alle 9:34 pm

    Tutto sta nel fatto che non sia una furbata, ininfluente, in effetti alla risoluzione parziale o totale di anche un solo problema o aspetto del viver civile.
    Se furbata non c’è, davvero, chi va su questa strada, come impresa, dev’essere premiata, alla faccia di chi credeva e crede che più gente fai fessa e più guadagni e prosperi indisturbato.

  6. 6 simone giovedì, 13 settembre , 2007 alle 9:11 am

    Giusto, dobbiamo apprezzare e premiare chi si orienta verso questo tipo di soluzioni..ovviamente ci dev’ essere sostanza nel progetto, e non deve essere come dici tu una “furbata”!

  7. 7 sestosguardo venerdì, 14 settembre , 2007 alle 3:15 pm

    Ragazzi, so che non c’entra nulla con il vostro post…ma stasera a Sesto c’è il nostro amico Amos Cecchi!!!😀
    Bacioni! aLe

  8. 8 aellebi sabato, 15 settembre , 2007 alle 8:01 am

    Bravo, Simo…
    Niente trucchi.
    In questo caso si potrebbe addirittura considerare, l’azienda, le aziende in questione, dopo attento plurimo esame da parte di esperti inesorabili, la ‘premiazione di gruppo’, tangibile, costruendo un GACC – Gruppo d’Acquisto e Consuno Critico, come ‘Tocchiamoli’ – ideato e lanciato da Roberto Mazzuia, qui nel milanese – parte integrante, dal versante ‘Organized Consumers’ del settore (meta)economico di Metànya, l’ImMagiNazione GLocale.
    Non ne stiamo ‘blaterando’, con doppie o triple morali e prassi.
    Lo stiamo FACENDO, con un’unica visione (strategia) e molte adeguate prassi (tattiche).


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