product placement a Venezia

“Un Martini, grazie…agitato non mescolato.” (James Bond in Casino Royale, 2006)

Alla Mostra del Cinema di Venezia si parla di product placement.

E’ interessante l’intervista de il Giornale a Francesco Brambilla, movie placement copywriter di Camelot, impresa di comunicazione che opera per il cinema italiano.

Il product placement può presentarsi in 3 tipologie:

visuale: il prodotto è inquadrato in primo piano, o sullo sfondo ma per un periodo di tempo più lungo.

verbale:i protagonisti parlano del prodotto. E’ meno memorizzabile e rischia di essere “esagerato”.

integrato:il prodotto entra a far parte dell’intreccio: così ha un legame e un ruolo nella storia.

Il costo varia dai 20mila euro a quasi 500mila e i rischi che si corrono sono nominare troppo spesso il prodotto, un’inquadratura troppo ravvicinata, l’inutilità ai fini della trama del film, che può infastidire lo spettatore.

Luca Taddei.

13 Responses to “product placement a Venezia”


  1. 1 Dana06 giovedì, 30 agosto , 2007 alle 8:01 pm

    Quello che preferisco è il visuale, nemmeno troppo in primo piano e ben integrato con la sceneggiatura, mi diverto quasi a scovarli! (..anche se in certi casi non so se sono veri product placement o pubblicità occulta…boh?! Pensa che mi sembrava di ricordare che in Italia fosse vietato…) Ciao😉

  2. 2 simone venerdì, 31 agosto , 2007 alle 9:35 am

    Leggendo il post mi é subito venuto in mente il film “Il diavolo veste Prada”..un bel film e un trionfo di immagine e comunicazione per la celebre Maison!
    Anch’ io pensavo che in Italia fosse vietato..sarebbe interessante approfondire ciò che la legislazione dice in merito…qualcuno ne sa qualcosa?

  3. 4 ALBatro de li 7 mari venerdì, 31 agosto , 2007 alle 2:36 pm

    Novità importanti sul mio blog: 11 settembre venturo ‘alla rovescia’, zona milanese, ma per il mondo, in prospettiva…
    Se puoi prenditi da mezzogiorno a sera libero. Non è ripetibile.

  4. 5 ALBatro de li 7 mari venerdì, 31 agosto , 2007 alle 2:42 pm

    Se non è più vietato, questo aprirebbe un enorme, sano mercato sia per gli ‘spettacolanti’ che o comunicatori professionali.
    Ma il film l’hanno fatto negli States.
    Non sono né ‘talebano americano’ (ho anche studiato gli States) né anti-americano.
    Però lì, Hellywood ;o) o non Hellywood, i film li fanno e ci sono anche gli indipendenti, tosti.
    Per una sceneggiatura, anche se il film non si farà, ma viene accettata, ti danno 15.000 dollari o giù di lì.
    Qui, dove abbiamo talenti da vendere, però si fanno troppo poche opere e la distribuzione è penosa o inesistente, anche per nomi giustamente noti.
    Siamo il paese dei paradossi, e, spesso, non positivi.
    Mi spiace proprio.
    Bisogna rimboccarsi le maniche e cambiare il cambiabile.

  5. 6 Stakastagista venerdì, 31 agosto , 2007 alle 4:43 pm

    Eh si, anch’io credevo fosse illegale, ma poi ho scoperto che qualche anno fa in Italia è stata approvata una nuova legge in merito. Pensate che, l’anno scorso, questo è stato l’argomento d’esame per i test d’ammissione ad un master in comunicazione (e alla maggior parte dei partecipanti si sono drizzati i capelli!).😉

    Un’altra conferma l’ho trovata qui: http://marketing.cinecitta.com/dettaglio.asp?tipo=3&id=2

  6. 8 Luca Taddei sabato, 1 settembre , 2007 alle 1:32 pm

    Ciao a tutti! Si è aperta una discussione legale! Molto interessante!
    @Dana: Ciao Dana06, anche a me piace il product placement visuale, quando non è troppo “ingombrante”, altrimenti risulta fastidioso ( spesso nei videogiochi il product placement è troppo invadente ). A dire la verità mi piace anche il product placement verbale, ma solo se fatto con una certa eleganza, come nel caso del Martini di James Bond!
    La traduzione italiana di product placement dovrebbe essere pubblicità indiretta, anche se preferisco la formula inglese. Spesso è stato chiamato anche pubblicità occulta, ma la trovo una definizione che tradisce un pregiudizio culturale e una incomprensione delle potenzialità di questa strategia di comunicazione!
    @ALBatro de li sette mari: In quei giorni sono a Roma, mi dispiace! Comunque quando passo da Milano ( ci capiterò sicuramente durante l’anno ) magari ci vediamo!
    La produzione, la distribuzione e la promozione cinematografiche americane sono sicuramente le più organizzate del mondo, dobbiamo imparare molto dagli USA. Il cinema italiano, comunque, sa darci anche delle soddisfazioni!
    @simone, gluca, stakastagista: ciao a tutti, il product placement è legale in Italia dal 2004 a seguito del Decreto Legislativo n.28, meglio noto come Decreto Urbani! Per chi volesse approfondire vi linko il testo di legge:
    http://www.rna.it/doc/dls/20040122_dls_28.pdf

    L.T.

  7. 9 ALBatro de li 7 mari sabato, 1 settembre , 2007 alle 11:41 pm

    @Luca:

    buona permanenza a Roma: se ne può dire quello che si vuole ma, quando ci vado, specie se sto poi in compagnia di un amico romano, mi trovo bene.
    Quando avrai la possibilità di venir su da noi, ci farà molto piacere se ci contatterai.
    Quanto al marketing di spettacolo USA è così.
    Spaccian anche molta spazzatura, come quella dei fast food, oltre a buone od ottime cose, perfino hollywoodiane, ma le spacciano realmenente bene.
    Noi, parlando di spettacolo, cinema e dintorni, abbiamo reinventato il cinema, dal ’45 al ’70, specialmente, con qualche scivolone intellettualoide e iperidelogico.
    Ma quanto a produzione, distribuzione e marketing facciamo pena: non abbiamo coraggio di investire e sappiamo organizzare poco.
    Tutto troppo casuale e per protezioni castuali.

  8. 10 Luca Taddei domenica, 2 settembre , 2007 alle 12:44 pm

    @ALBatro de li 7 mari: grazie! Sono perfettamente d’accordo: l’Italia ha scritto pagine importanti della storia del cinema, a livello internazionale, sebbene ci siano state alcuni scivoloni “intellettualoidi” e “iperideologici”, ma il limite più grande sta forse nel non aver costruito una consolidata industria cinematografica! Cosa che gli USA, con Hollywood, hanno fatto e con grande capacità! Ma il futuro ci è dato per migliorare!

    L.T.

  9. 11 ALBatro de li 7 mari domenica, 2 settembre , 2007 alle 11:13 pm

    Starà a voi farlo.
    Io sono un over 60, anche se non mi si danno nemmeno fisicamente.
    Questo nostro bellissimo paese, con la Storia, l’Arte, la Natura, il Cibo, la Moda, la Musica, ecc., ecc., fra le più belle del mondo e della storia è come una bellissima rosa buttata nel fango.
    Dovremo, dovrete raccoglierla, amarla, rispettarla, pulirla, e rimetterla sul piedistallo che merita.

  10. 12 Luca Taddei lunedì, 3 settembre , 2007 alle 1:46 pm

    Sono completamente d’accordo! INIZIAMO SUBITO!
    Complimenti, hai fatto una deliziosa metafora! A presto!

    L.T.

  11. 13 ALBatro de li 7 mari lunedì, 3 settembre , 2007 alle 7:30 pm

    @Luca,

    per quello che potremo, l’11 settembre cominceremo con una presentazione sintetica, nel milanese.
    La ‘metafora’ – e io scrivo questo da sinistra, come valori, ma democratica, davvero, liberale, davvero, e CReAttiva, davvero, non buonista, davvero, legalitaria (nel nostro malcostume mezzo gaudio, appena parli di legalità, sei subito giustizialista…) potrebbe essere un embrione di spot, un microfilm progettuale.


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