qualche parola sulla TV della Libertà

tv-della-liberta.jpg

“La politica è la dottrina del possibile”. (Otto Von Bismarck, “Colloquio con un redattore della Gazzetta di San Pietroburgo”, 11 Agosto 1867)

Qualche giorno fa, qualche post fa, qualche commento fa avevo detto che ilcomunicatore si sarebbe occupato della TV della Libertà. Avevo anche detto che avrei scritto qualche parola solo dopo aver visto questa nuova televisione, dopo aver lasciato trascorrere alcuni giorni di trasmissione, giusto il tempo di farmi un’idea.

La TV della Libertà è sicuramente un progetto di comunicazione politica innovativo nel panorama italiano.

La comunicazione politica incontra sempre la comunicazione televisiva, ma la realizzazione di un vero e proprio canale politico non è frequente e per come si sta configurando la TV della Libertà è sicuramente un unicum.

i Democratici di Sinistra lanciarono lo scorso anno la loro web TV, la prima web TV di partito in Italia, ma al momento questa iniziativa non sembra aver assunto una qualche importanza all’interno della comunicazione politica del centrosinistra.

Il progetto della TV della Libertà è più ampio dal momento che è visibile non solo sul Web, ma anche su Sky e su 17 emittenti tv regionali, quindi gode di maggiori possibilità di visibilità. Ma soprattutto è portato avanti da un grande professionista della comunicazione televisiva italiana, Giorgio Medail.

Seguendo l’inizio di questo nuovo progetto di comunicazione politica, è interessante sottolineare, al di là dei problemi e delle incertezze iniziali, alcune idee che possano essere comunicativamente vincenti.

L’idea portante è quella di una tv fatta dalla gente per la gente, che mira a coinvolgere e dare voce a un’Italia che c’è ma che sente di non avere spazio di rappresentazione e di valorizzazione. Quest’idea, mutatis mutandis, stava dietro anche alla televisione privata realizzata da Silvio Berlusconi, un’idea dimostratasi vincente.

Altra idea vincente potrebbe essere quella di aver fatto una scelta di identità ben definita che si richiama a Berlusconi e che fa riferimento alla comunicazione di Forza Italia: l’utilizzo dell’azzurro, del tricolore, la centralità della parola Libertà e nella fiaccola della Statua della Libertà anche un certo richiamo alla vicinanza con l’immaginario americano.

Ancora però non mi sento di valutare la portata e l’efficacia del progetto, è necessario continuare a seguirlo. Di una cosa però sono convinto: in comunicazione ed in politica non bisogna mai fare lo sbaglio di sottovalutare niente e nessuno.

L.T.

13 Responses to “qualche parola sulla TV della Libertà”


  1. 1 antonio cilardo martedì, 26 giugno , 2007 alle 9:04 am

    complimenti per l’ottimo blog😉 ti inserisco subito tra i link!

  2. 2 simone martedì, 26 giugno , 2007 alle 11:14 am

    Al di là di qualche (rimediabile) errore tecnico di troppo, mi sembra un buon prodotto. Come dice Luca, la Tv della Libertà é comparsa sulla scena mediatica con una identità ben definita: é la Tv dei cittadini, uno spazio dove gli italiani possono parlare (vedi le telefonate in diretta ma soprattutto i lunghi servizi costruiti proprio sulle testimonianze dirette della gente) e dove soprattutto si dibatte di argomenti che corrispondono a quelle che sono le prioritàavvertite nel Paese: criminalità, emergenza rifiuti, immigrazione, pensioni, scuola, ponte sullo stretto, etc. etc.

  3. 3 L.T. martedì, 26 giugno , 2007 alle 10:10 pm

    @Antonio Cilardo: grazie per i complimenti, sono sicuro che potremo ancora migliorarlo! Verrò subito a visitare il tuo Blog!

    @Simone: forse ancora è troppo presto per definire la TV della Libertà la Tv dei cittadini, certamente dietro a questo progetto ci sono buone idee. Gli argomenti trattati, effettivamente, rispondono a quelle che sono le priorità avvertite nel Paese, è vero! Non hai citato il tema della droga ( trattato nel primo giorno di trasmissioni ) e delle tasse! Il ponte sullo stretto sinceramente non so se sia avvertito come una priorità da parte dei cittadini, sinceramente credo di no!

  4. 4 simone mercoledì, 27 giugno , 2007 alle 10:13 am

    Certo a Firenze del Ponte ce ne importiamo poco ma il servizio mostrava come al Sud il progetto sia particolarmente sentito dai cittadini, soprattutto per i posti di lavoro che offrirebbe.
    No inubbiamente ancora é presto infatti quando parlo di “tv dei cittadini” non esprimo un mio giudizio ma faccio una riflessione comunicativa spiegando con quale progetto e puntando su quale identità la Tv della Libertà é comparsa sulla scena mediatica!

  5. 5 max - la piccola casa venerdì, 29 giugno , 2007 alle 12:05 pm

    sinceramente a me ricorda tanto il min.cul.pop. del ventennio….

    max
    http://lapiccolacasa.blogspot.com

  6. 6 L.T. venerdì, 29 giugno , 2007 alle 1:00 pm

    @simone: quel servizio non l’ho visto, cmq concordo con il resto della tua riflessione.

    @max- la piccola casa: a parte la battuta, ho visitato il tuo blog ed è molto utile. Resterò per una decina di giorni in casa da solo, prima di partire per le vacanze, e magari ne approfitterò per cucinare qualche tua ricetta!!! Chissà che ne viene fuori!!! Ciao Max!!!

  7. 7 Alberto L. Beretta domenica, 1 luglio , 2007 alle 8:41 pm

    il concetto di LIBERTA’ non è mai stato così equivoco come adesso.
    La LIBERTA’ di alcuni – e non guardo con un’occhio solo, mai fatto – assoluta, irresponsabile, la storia e l’attualità dovrebbero insegnare, ma lo fanno molto poco, stando ai risultati, è SCHIAVITU’ in pratica per troppi altri.
    C’è il LIBERISMO talebano, ultramercantilista, il LIBERTARISMO, altrettanto talebano, gratuitista, poi c’è la LIBERTA’, che non è pertinente solo a chi ha (un sacco di soldi, comunque fatti) o è (un potente, comunque diventato).
    Quanto alla TV della Libertà, Giorgio Medail non mi è mai dispiaciuto, ma dipende sempre da chi paga.
    Personalmente auspicherei un solo canale culturale realmente pubblico, non partitico, anzi, partitocratico, come finora è stato per tutti, o governativo, ma rispondente alle Autorità istituzionali (Capo dello Stato, Presidenti e Vice delle Camere, Presidente e Vice della Corte Costituzionale, Garante e Vice delle Comunicazioni, Presidente e Vice rappresentanti dei Giornalisti Televisivi…).
    E tante TV realmente libere, non dei soliti noti che l’ultima cosa che vogliono dare è l’informazione sui fatti.
    A padroni, caste varie, politicanti, interessa solo farsi propaganda alla faccia della realtà, del diritto all’informazione e alla comunicazione.
    Quindi, per ora, a tutto blog, di qualità.

  8. 8 L.T. domenica, 1 luglio , 2007 alle 10:03 pm

    Ciao Alberto! Apprezzo molto il tuo commento e la citazione orwelliana!!! Anch’io auspicherei tante cose, ma credo che la comunicazione vada considerata per quello che è nella realtà sociale e non per quello che ci piacerebbe che fosse! Sarai sicuramente d’accordo con me, no? Certamente i Blog sono un grande strumento di Libertà di espressione e di opinione da non sottovalutare: dunque sì, a tutto blog di qualità!

  9. 9 aellebi lunedì, 2 luglio , 2007 alle 3:54 pm

    Grazie, Luca.

    E ringrazio il piccolo grande Sal(petti), per avermi messo sulle tue tracce.
    Commento in ritardo per un blocco al sistema, oltre che alcuni problemini, che ha richiesto una pulitura dello hard disk e conseguente reinstallazione del software necessario o utile, senza sovraccarico.

    La comunicazione e l’informazione, che, come ben sai, non sono per niente la stessa cosa, va(nno) SPIETATAMENTE e ONESTAMENTE considerate, analizzate, studiate per quello che sono, altrimenti mancherebbe la gamba della CONCRETEZZA CRITICA.
    Ma, per quanto possibile, dove sono distorte, insufficienti, mancanti, vanno anche SURROGATE, al meglio, con SOGNI A OCCHI APERTI, che diventano PROGETTI, una NUOVA ETICA, un KNOW-HOW condiviso, per fare sempre più la differenza, cercando di realizzare, almeno in parte, l’art. 21 della nostra BELLA COSTITUZIONE.
    NOn ti conforta il fatto che l’authority competente, da ieri od oggi, non ricordo, come andavo sognando a occhi aperti da anni, decenni, e anche l’UE, abbiano messo fuori legge la PUBBLICITA’ CONCLAMATAMENTE INGANNEVOLE?
    Poi, come al solito, ci sarà il problema dei CONTROLLI, legittimi.
    E ci vogliono RISORSE, COSTANZA, INFLESSIBILITA’.
    Anche K. Popper scrive che ‘la libertà senza limiti, controlli, regole, irresponsabile’, democratiche, è un’altra forma di dittatura, il che l’ho sempre pensato e praticato.
    Questa è democrazia.

    Che ne dici, con il piccolo grande Sal(petti), stendiamo un ‘Manifesto del Metablogging’, per (ri)cominciare?

  10. 10 L.T. lunedì, 2 luglio , 2007 alle 10:28 pm

    Grazie a te Alberto! Ed anche al nostro Salpetti! E’ bello condividere e scambiare le nostre idee, è una grande opportunità che ci offre lo strumento Blog!
    Certamente, sono d’accordo con te! Oltre che considerare, analizzare, studiare spietatamente ed onestamente la realtà della comunicazione, bisogna avere anche la capacità di sognare e di trasformare i sogni in progetti, ed i progetti in fatti concreti! Con pazienza e costanza, tenacia e motivazione!
    Karl Popper aveva pienamente ragione!
    Non sarebbe male stendere un bel Manifesto per (ri)cominciare! Pensiamoci! Potrebbe venir fuori qualcosa di interessante e creativo!

  11. 11 aellebi martedì, 3 luglio , 2007 alle 9:24 am

    @L. T., 2-7-02, 10:28:

    grande commento al mio commento.
    T’ho appena inviato un’email privata, ma non voglio che pensi che sia iniziato un ‘email bombing’…
    E ho cominciato a subarticolare le ‘blogrollature’, cominciando proprio da quella de ‘Il Comunicatore’.
    Quanto al ‘Manifesto’, già ho letto in merito ai tuoi/vostri tre ottimi punti ‘fermi’, che, riguardando la comunicazione efficace e responsabile, riguardano quello che intendo per ‘metablogging’.
    Si può partire benissimo da questo, integrando e applicando, nello specifico, allo strumento-dimensione blogging, da far diventare ‘meta-‘, sul serio.
    Lo intendo come una specie di ‘marchio di qualità’, almeno come ultimo fine.

  12. 12 L.T. martedì, 3 luglio , 2007 alle 1:46 pm

    Grazie, andrò subito a leggerla. L’idea di scrivere un Manifesto è sicuramente allettante, vediamo di svilupparla, sempre con la dovuta ideazione, progettazione e poi realizzazione.


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