giornalisti a confronto

“Un buon giornale è una nazione che parla a se stessa.” ( Arthur Miller, Oberver 26 Novembre 1961 )

Nelle ultime settimane ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere nomi importanti del giornalismo italiano.

Lo scorso fine mese Piero Ostellino ha fatto visita a noi studenti del Corso di Laurea Magistrale in “Comunicazione strategica” (Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”, Firenze) in occasione dell’ ultimo incontro del ciclo Nuove Frontiere del Giornalismo.
Lo scorso weekend, alla Summer School della Scuola Fiorentina di Comunicazione che si tiene a Chianciano Terme in questi giorni, invece è stata la volta di Lanfranco Pace, l’ autore de “Il punto” ad Otto e mezzo, e di Maurizio Naldini, inviato speciale de “La Nazione”.

Quella del giornalismo è una delle anime della comunicazione che di recente – ed il merito va agli ottimi insegnanti incontrati – ho imparato a conoscere, frequentare e rispettare.
Rispettare per il ruolo prezioso che riveste nelle società moderne e per le difficoltà che incontra nell’ essere giornalista chi tale professione sposa con coscienza e responsabilità.

Per questo sono rimasto molto colpito da alcune rivelazioni e da alcune considerazioni – che ora voglio condividere con voi – emerse durante gli incontri e i dibattiti animati da tali importanti professionisti: rivelazioni e considerazioni che gettano alcune ombre sul giornalismo italiano.
Come noterete buona parte delle riflessioni riguarda il rapporto tra giornalismo e politica.

“I giornali italiani hanno un legame inscindibile con la politica. E sapete perché? Perché non sono economicamente autonomi. I giornali sono prima di tutto delle industrie: guadagnano nel momento in cui vendono e vendono se scrivono buoni articoli e con un linguaggio comprensibile.
[…] Una delle cose più divertenti che c’ è a Montecitorio sono le facce dei molti giornalisti che si inorgogliscono se il potentato di turno arriva e li prende sotto braccio. Ma queste cose accadono solo in Italia: al giornalista del Washington Post non gliene frega niente di andare a d inciuciare con il Senatore.”
Lanfranco Pace

“Sapete cosa spesso succede nelle redazioni? Accade un fatto: si pensa al titolo da dare al pezzo, si stabilisce l’ interpretazione con cui impostare il pezzo e solo dopo viene mandato il giornalista a vedere cosa è effettivamente accaduto.”
Piero Ostellino

“Ho passato la mia carriera come inviato, sempre in prima linea. Ogni giorno inviavo il mio pezzo in cui raccontavo ciò che avevo visto ma non avevo la certezza che quel pezzo sarebbe stato pubblicato così come da me scritto.”
Maurizio Naldini

“Volete fare i giornalisti? Andate all’ estero.”
Lanfranco Pace

SimoDG

18 Responses to “giornalisti a confronto”


  1. 1 L.T. domenica, 10 giugno , 2007 alle 11:54 am

    E’ stato molto piacevole conversare con un giornalista del calibro di Lanfranco Pace! E’ davvero una persona capace e preparata, un vero professionista! E’ ammirevole la disponibilità con cui ha scambiato opinioni ed idee con gli studenti! Non è da tutti!

  2. 2 sara domenica, 10 giugno , 2007 alle 5:40 pm

    beh, gli incontri sono stati senz’altro interessanti. Ostellino ha osannato un pò troppa sicurezza, ma forse si tratta solo di crudele realismo.personalmente ho apprezzato molto Naldini.Chiaro e schietto.Non vedo l’ora di incontrare il mitico Tony.Da lui mi aspetto molto.
    E’ possibile che le ambizioni e i sogni di gente preparata come noi, vengano ogni volta sgonfiati come palloncini di una vecchia festa di compleanno?😦 Mi sono stufata di dovermi arrendere.va bene, l’ho capito: se non trovo un gancio mi conviene andare a fare la gelataia in Parlamento!altro che ricambio generazionale e possibilità offerte!Vergogna!

  3. 4 sara lunedì, 11 giugno , 2007 alle 8:20 am

    Grazie Antonio.Purtroppo in questo bel paese i giovani non sono assolutamente considerati una risorsa.veniamo sfruttati in stage che dobbiamo fare solo per dare un tono al nostro CV e per avere quell’ esperienza che ci viene richiesta da neolaureati.
    Amare il giornalismo è una gran rogna.Lo posso anche urlare in via Solferino.Tanto ormai ce l’hanno detto tutti.
    Anzi, un Grazie particolare va alle note firme citate sopra, per averci così incoraggiato ad inseguire le nostre passioni! Ostellino ha pure dichiarato apertamente i suoi ganci e quelli di suo figlio.😦
    Senza pensarci nememno tanto dico che secondo me il meglio è stato Pagliara. Semplice, interessante e senza manie di protagonismo.
    Ora vado a mandare il Cv alla Sammontana. magari vince l’appalto per i gelati in Parlamento e così trovo pure lavoro!
    Grazie Italia.

  4. 5 simone lunedì, 11 giugno , 2007 alle 8:21 am

    Devo dire che pur essendo di natura un ottimista mi trovo sulla stessa linea di Sara…ho partecipato pressochè interamente al Ciclo delle Nuove Frontiere del Giornalismo ed ho potuto ascoltare tanti professionisti: ognuno di loro ha speso bellissime parole per il Giornalismo e la sua nobile funzione ma nessuno si é risparmiato in critiche o amare considerazioni per come il giornalismo si é venuto a declinare in Italia; una volta constatato il nostro entusiasmo e il nostro interesse per la professione ci guardavano quasi con compassione…come se avessero visto tanti ragazzi come noi arrendersi di fronte all’ impossibilità di abbattere il muro della “casta”. A questo punto sarebbe interessante se comparissero un “Rizzo” e uno “Stella” a raccontarci perchè per un giovane, pur talentuoso, é quasi impossibile accedere alla professione del giornalista senza conoscenze e senza inciuci (fatti salvi ovviamente i vari stage e i lavori gratis o retribuiti di qualche euro che quelli sono sempre ben voluti).

  5. 6 veronica martedì, 12 giugno , 2007 alle 3:49 pm

    Concordo con Simo.
    Il clima d’opinione sarebbe favorevole a un libro-inchiesta che svergognasse pubblicamente le fiere quanto sfacciate carriere del giornalismo italiano! Perchè un conto è parlare di queste cose a studenti riuniti in classe, altro conto sarebbe scriverci fior di editoriali. E questo ancora non si è visto. Vi immaginate i giornalisti a infamare la propria categoria in prima pagina!!Allora, meglio scoraggiare i giovani per sentirsi apposto con la coscienza?

    Fateci caso, quante volte, e oggi più che mai, in Italia è venuta fuori la parola CASTA. Un gruppo di persone che pretendono, solo per loro, il godimento esclusivo di diritti e privilegi. La casta dei politici, la casta militare, la casta dei giornalisti , la casta notarile…e così via. In Italia anche le più piccole e sperdute amministrazioni comunali sono caste. La provincia di Napoli docet. Dovremmo ripartire dalla cultura del nostro paese, è questa la sfida che da sempre l’Italia ha rimandato. Perchè è più facile esser complici silenziosi che riformatori coraggiosi.
    Questa è la mia provocazione e il mio sfogo. Nonostante ciò, sono una che cerca sempre di pensare in fieri, al cambiamento, al futuro, a noi giovani. Va bè..ora faccio un pò Prodi..i nostri ragazzi..haha. Cmq, da una che vuole ancora vedere il bicchiere mezzo pieno, tra poco inizierò uno stage al Tirreno e che dire…speriamo ne venga fuori qualcosa di positivo. Un saluto ai comunicatori

  6. 7 L.T. mercoledì, 13 giugno , 2007 alle 10:53 am

    In bocca al lupo Veronica! Ieri ti sei persa un grande Toni Capuozzo, sicuramente uno dei migliori! Penso che chi ha voglia di fare, crede in se stesso e non si arrende mai arrivi a fare tutto ciò che vuole e non ci sia casta che tenga! Diamoci da fare e i frutti del nostro impegno si vedranno.

  7. 8 simone mercoledì, 13 giugno , 2007 alle 11:16 am

    In bocca al lupo anche da parte mia Veronica!
    Io in generale la penso come Luca..ma davvero ne ho sentito e viste troppe sul giornalismo per credere che in questo ambiente se uno é bravo ce la fa…spero un giorno di essere smentito!

  8. 9 sara mercoledì, 13 giugno , 2007 alle 12:25 pm

    Lo spero anch’io.Con tutto il cuore, lo sapete bene.😉

  9. 10 veronica mercoledì, 13 giugno , 2007 alle 3:20 pm

    Crepi il lupo! Sara non mollare se molli te che sei così motivata allora io…
    UFFA!!!!Perchè non scriviamo noi un libro-inchiesta!!che ne dite?ognuno si occupa di un capitolo e analizza i sistemi di assunzione nelle maggiori testate italiane….poi lo mettiamo sul web..allora chi fa Rizzo e chi Stella? haha

  10. 11 michele mercoledì, 13 giugno , 2007 alle 7:34 pm

    Purtroppo la rovina del giornalismo italiano è l’Ordine…un circolo vizioso ed elitario che non prevede ricambio generazionale…meno male che c’è il web…

  11. 12 simone giovedì, 14 giugno , 2007 alle 11:07 am

    Vai io faccio Rizzo!
    Hai ragione Michele, meno male che c’ é il web..Ostellino a proposito ha definito i blog un grande strumento di libertà!

  12. 13 aellebi mercoledì, 11 luglio , 2007 alle 10:29 am

    Siete formidabili, ragazzi…
    Da Simone, a Sara, a Luca.
    E perché non create – voi ne avete la possibilità, io non ho quanto meno i ‘titoli ufficiali’ né più l’età anagrafica per farlo, promuoverlo in prma persona – l’MDG ‘Movimento per la Democratizzazione Reale del Giornalismo’?
    E, da questo, una rivista e un’agenzia realmente indipendente da padrini e padroni DEL CAZZO…?
    In forma di PC (Public Company) o mega SCaRL (Come la Banca Popolare di Milano, nella quale ho lavoroato)?
    Si è parlato di ‘casta’.
    Troppo vero.
    Ma gli intoccabili, i pariah (fuori casta), siamo noi, siete voi, non, come erroneamente dicono e scrivono, gli appartenenti alla casta.
    Gian Antonio Stella e il suo compare bene fece a scrivere della ‘Casta’ politicante.
    Se scrivessero anche della ‘Casta’ giornalistica, serebbe ancora meglio.
    Ma forse l’ha già scritto, almeno in parte, Oliviero Beha, con ‘Crescete e prostituitevi’, che lessi a suo tempo e commentai, rievendo anche una sua risposta.

    Carme diem.

  13. 15 simone mercoledì, 11 luglio , 2007 alle 12:41 pm

    Grazie aellebi sei tu formidabile!

  14. 16 aellebi mercoledì, 11 luglio , 2007 alle 1:26 pm

    @Simo,

    ‘formidabile’ a me…?
    Ma se sono un povero vecchio pezzente, rottame ultra62nne, pendaglio anarco-esistenzial-socio-buddistazentantrico-francescano-liberal-demo-musipoetico, con vista su III Repubblica, ma soprattutto su Metànya, l’ImMagiNazione GLocale che avrebbe da venì, con aggravante in avanzato stato d’incipienza metabloggeristica, creattivista & reciprocamente interculturale…
    Potrei avere un mancamento ;o))).

    P. S.: ho lavoricchiato in modo, come al mio solito, amorevolmente spietato, alla feconda dis-torsione della dura lex, sed lex, n° 62, del 7 marzo 2001, sui ‘prodotti editoriali’. Quando ho commentato con il link non avevo ancora finito la succitata ‘feconda dis-torsione’…

    Bravi bimbotti etruscomunicatori.

  15. 17 Luca Taddei mercoledì, 11 luglio , 2007 alle 3:57 pm

    @aellebi: grazie, anche tu (al di là della tua autoreprimenda) non sei male! Molto carino l’appellativo etruscomunicatori!!! Complimenti!!!

    L.T.

  16. 18 Redazione Moderatamente venerdì, 21 settembre , 2007 alle 11:33 am

    ECCO I CONTRIBUTI STATALI AI GIORNALI

    Moderatamente.com (http://www.moderatamente.com/articolo.asp?val=1) apre una finestra sulle caste, dopo quella politica, della quale hanno parlato, in maniera esauriente, i giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo nel caso editoriale dell’anno “La casta”.

    L’articolo parla dei contributi che lo Stato ha concesso ai giornali più importanti e non del nostro Paese per l’acquisto della carta, pubblicando l’elenco di quanti ne hanno beneficiato. Nel 2004 sono state 624 le domande per accede a questi contributi, ma 397 le imprese ammesse per un importo complessivo di euro 84.872.506,74. Ci sono poi altre forme di agevolazioni, sempre destinate a quotidiani e periodici, che riguardano le tariffe telefoniche, con l’abbattimento del 50% di quelle ordinarie, le tariffe elettriche e soprattutto tariffe agevolate per la spedizione in abbonamento postale. Per capirci, il francobollo per mandarci a casa il giornale. In questo ultimo caso la cifra è cospicua: il rimborso complessivo richiesto dalle Poste Italiane allo Stato, per le riduzioni del costo di quel francobollo è di 280.805.080,54 Euro per il 2004, a 303.159.739,11 per l’anno 2005 e a 307.788.562,71 Euro per l’anno 2006.


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




ilcomunicatore

PENSARE COMUNICAZIONE PER FARE COMUNICAZIONE

luca.taddei@gmail.com

ilcomunicatore è il blog di riflessione, discussione, condivisione sul mondo del marketing & comunicazione

Contatori

This blog is listed

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog Career & Job Blogs -  Blog Catalog Blog Directory blog search directory Blog-Show la vetrina italiana dei blog! MigliorBlog.it
Add to Technorati Favorites

Creative Commons

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: