formando si comunica

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“Quelli che s’innamoran di pratica sanza scienza, son come ‘l nocchiere, ch’entra in navilio sanza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada.” ( Leonardo da Vinci, Scritti letterari )

Prendo spunto dal post “Quale futuro per la comunicazione d’impresa?” di Maurizio Goetz sul Blog dell’ Art Directors Club Italiano, in cui si parla di formazione nelle scuole di comunicazione per preparare i professionisti del domani.

Ho trovato i consigli e le considerazioni di Maurizio Goetz molto illuminati. Per prima cosa perchè riconosce il valore della formazione nella costruzione del futuro della comunicazione, in generale ed in particolare per la comunicazione d’impresa, e per seconda perchè il suo discorso è uno dei pochi che circolano in Italia sui Corsi di Scienze della Comunicazione che non sia la solita sterile polemica sull’inefficienza e sui problemi del nostro sistema universitario e in generale formativo.

Ritengo che Maurizio Goetz abbia toccato alcuni punti centrali che potrebbero dimostrarsi la bussola o il timone per affrontare il miglioramento e la valorizzazione dell’offerta formativa nel campo della comunicazione in vista del mondo del lavoro:

1- raccordo fra università e mondo del lavoro: professori con una grande esperienza sul campo oltre che una solida preparazione teorica; collaborazione vera fra scuole di comunicazione, università, agenzie di comunicazione e imprese.

2- solida teoria, solida pratica: sviluppare la cultura del progetto, moltiplicando i laboratori; più collaborazioni con le aziende; un approccio d’insegnamento più operativo.

3- molta volontà: più incontri faccia a faccia fra professionisti e studenti sui temi più attuali del marketing e della comunicazione; voglia di fare e mettere in piedi attività non necessariamente difficili o costose da organizzare.

4- nuovi strumenti di lavoro: sperimentare nuovi linguaggi ed imparare a codificare i segnali deboli per le tendenze del futuro.

Credo che sia compito sia dei docenti sia degli studenti attivare le proprie professionalità e capacità e la propria creatività per costruire il futuro della comunicazione in Italia e credo anche che si dovrebbe puntare sempre di più a rendere il panorama della comunicazione italiana plurale e multiforme, diffuso su tutto il territorio nazionale, con molte eccellenze e non poche, per realizzare maggiori possibilità di lavoro e di sviluppo del settore.

La questione centrale è comunque che il campo della comunicazione ed il comunicare è estremamente difficile, per questo ci vuole un grande impegno ed una solida e costante preparazione. Già se incominciassimo tutti a condividere questo, sarebbe un buon punto di partenza.

L.T.

12 Responses to “formando si comunica”


  1. 1 Maurizio Goetz lunedì, 4 giugno , 2007 alle 9:58 pm

    Lieto che la conversazione continui anche qui

  2. 2 simone martedì, 5 giugno , 2007 alle 8:21 am

    Avevo letto anch’ io il post e come te mi ha colpito in quanto raramente mi sono imbattuto in riflessioni sui Corsi di Laurea in Scienza della Comunicazione che non fossero sterili, apocalittiche, deprimenti..
    Più spazio dunque alla Comunicazione d’ Impresa e raccordi col mondo del lavoro, anche perché é questa l’ area in cui ci sono più opportunità per noi studenti…ma al contempo sostengo la necessità di un approccio generalista che permetta di cogliere il senso della comunicazione e del fare comunicazione.
    Approccio generalista non significa fare tutto e niente ma acquisire una visione a tutto tondo della Comunicazione: delle sue potenzialità e dei suoi limiti, del valore che sa offrire e dei pericolo che può comportare.
    Con una tale preparazione sarà poi facile , in qualunque area professionale decidiamo di impegnarci, apprendere le tecniche che sono alla base del lavoro.

  3. 3 sara mercoledì, 6 giugno , 2007 alle 12:45 pm

    Parole sante!i punti che proponete sono tutti ottimi.dalla mia esperienza di studente posso dire che più che altro ci sia bisogno di dare un taglio a tutta questa teoria che ci viene propinata nei manuali e in classe..cominciamo a fare cose un pò più pratiche!ma non quando avremo già finito il corso di studi!ogni Cv che si rispetti richiede formazione ed esperienza.Come potremo mai averne se andiamo avanti con sole teorie e i soliti retorici blablabla?? Insomma, fatti e non …..!!😀

  4. 4 L.T. mercoledì, 6 giugno , 2007 alle 1:03 pm

    @simone: sono pienamente d’accordo con te, un approccio generalista è utile, ma deve essere cmq controbilanciato da particolari approfondimenti.

    @sara: grazie per il commento sara, sono contento che sia d’accordo con queste proposte, una maggiore dimensione operativa va introdotta sicuramente a breve, non possiamo più farne a meno. Sarei cmq interessato a sapere le opinioni, magari le proposte su questo argomento anche da parte di qualche altro studente e magari di qualche professore, potremmo costruire una discussione significativa e costruttiva, come quella che è nata sul blog degli art directors italiani.

  5. 5 Alessia mercoledì, 6 giugno , 2007 alle 6:56 pm

    “costruire una discussione significativa e costruttiva”, Luca, credo sia più che possibile. Lo abbiamo fatto spesso in classe e non manchiamo mai di farlo in convegni o dibattiti in cui si parla di comunicazione. Credo che da parte di noi studenti sia forte la volontà di trovare risposte a tante nostre domande, ma anche proporre idee nuove e concrete. Il problema è che si parla tanto (e mi riferisco a tutti i soggetti coinvolti, non solo noi) ma non si arriva mai ad una soluzione effettiva. Di chi sia la colpa non lo sappiamo. Resta il fatto che le nostre università non sono certo il luogo in cui poter coniugare la teoria a alla pratica (e non per colpa dei professori, ma dell’impostazione del sistema stesso) e nel mondo del lavoro non c’è la volontà di affiancarsi a quello dello studio per farci familiarizzare con un mondo nel quale necessariamente prima o poi dovremo entrare.
    Io l’ho fatto, da sola, e magari molti altri lo fanno, ma rimane sempre un passo individuale e non già iscritto in un percorso di studi.
    Le riflessioni di Goetz sono eccezionali e l’attuazione di un progetto del genere sarebbe meravigliosa, ma ho paura che l’Italia avrà bisogno di tempo per abituarsi all’idea e ancor di più per renderla operativa.

  6. 6 L.T. mercoledì, 6 giugno , 2007 alle 9:08 pm

    Ciao Alessia, è vero si parla tanto ma si fa poco, è una caratteristica di quest’Italia contemporanea. L’Università deve essere quel luogo, d’incontro fra teoria e pratica, ne va del futuro della comunicazione, così come ci sono persone del mondo del lavoro che credono nell’importanza della formazione, anche perchè sanno quanto sia importante anche in chiave dello sviluppo delle imprese.
    Sono convinto che il cambiamento nasca dalle persone. Il sistema non esiste, esistono le persone, persone con la voglia di fare e persone senza la voglia di fare, persone che fanno e persone che si lamentano. Non ci resta che cambiare. Credo che non sia un problema strutturale, non bisogna fare riforme per fare quello che Goetz propone. E’ questione di mentalità, tocca agli studenti, tocca ai professori iniziare in base alle proprie possibilità a mettere in pratica questi buoni consigli.

  7. 7 Maurizio Goetz mercoledì, 6 giugno , 2007 alle 9:54 pm

    E’ importante a mio parere avere le idee chiare sulla professione che si andrà a fare per meglio indirizzare il proprio piao di studi, ma ritengo l’approccio generalista estremamente importante.
    Vi consiglio di leggere questo articolo illuminante sul generalista creativo per evitare di diventare degli idioti specializzati.

    http://www.changethis.com/19.CreativeGeneralist

    Sono sicuro che l’articolo vi piacerà.

  8. 8 simone giovedì, 7 giugno , 2007 alle 10:38 am

    Potremo partire ad esempio valorizzando una risorsa che
    l’ università mette a disposizione ma i cui esiti non sono sempre felici: lo stage.
    Parlo anche per eperienza personale, un buon stage (uno però, non due, tre, quattro!!) é una opportunità straordinaria: respiri il clima professionale, impari a muoverti in un team, conosci e dunque ti appare meno “oscuro” ciò un giorno occuperà le tue giornate e soprattutto ti accorgi che parte di quelle che prima chiamavi “chiacchiere”…tanto “chiacchiere” poi non sono.
    Il problema é che molti stagisti finiscono a passare il prorpio tempo facendo fotocopie, rispondendo al telefono o facendo cose simili..pensate che un mio amico é entrato in un’ agenzia di comunicazione e lo hanno mandato a guidare un camion per la distribuzione di materiale publicitario!!

  9. 9 L.T. giovedì, 7 giugno , 2007 alle 12:01 pm

    @Maurizio Goetz: grazie per l’articolo, lo leggerò con attenzione. Per il resto sono d’accordo sulla necessità di avere le idee chiare sulla professione che si andrà a fare e sull’importanza di avere cmq un approccio generalista.

    @simone: bravo simone, lo stage è un esempio di uno strumento che già esiste all’interno dell’università e che non viene abbastanza valorizzato. Incominciamo da questo. Credo anche che il coinvolgimento dei professionisti del mondo del lavoro potrebbe essere fatto facilmente dai professori. Ed in parte viene fatto, come dimostrano (rimango in casa nostra) gli incontri organizzati dal nostro corso di laurea sulle nuove frontiere del buon giornalismo e della comunicazione d’impresa di quest’anno. Certo si potrebbe pensare a collaborazioni e progetti più strutturati per il futuro.

  10. 10 Elena Barni venerdì, 8 giugno , 2007 alle 2:17 pm

    ^_^ visto che per la mia linea editoriale non posso linkarvi sul mio blog di BlogLab…vi ho linkato sul mio personale…spero apprezziate😛 smak smak

    ps: è http://www.tenerorsa.blogspot.com

  11. 11 veronica sabato, 9 giugno , 2007 alle 3:10 pm

    Gentile e accorto comunicatore, lascio qui il mio primo saluto ufficiale al vostro blog !
    E ne farlo colgo l’occasione per proporvi un nuovo tema su cui dibattere: DOPODOMANI SUL CANALE 862 DI SKY ALLE DUE INIZIA LA TIVU’ DELLA LIBERTA’.
    Ancora non è nata e già si parla di TV POPULISTA ED ESOTERICA, così titola La Repubblica. L’intellighenzia italiana ha già snobbato il prodotto.
    Io dico, aspettiamo di vedere e poi potremmo esprimerci. Aspetto anche te, comunicatore.
    Ciao, a presto.

  12. 12 L.T. sabato, 9 giugno , 2007 alle 5:44 pm

    Ciao Veronica, sono molto felice per il tuo saluto a ilcomunicatore. E ti renderò felice in piccola parte anche a te, perchè un intervento de ilcomunicatore sulla TV DELLA LIBERTA’ era già in programma. Dopo alcuni giorni di trasmissione, avremo le idee chiare per esprimere il nostro parere. Siamo in sintonia. A presto.


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