liberi di scrivere

 

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“La cultura ha guadagnato soprattutto da quei libri con cui gli editori hanno perso.” ( Thomas Fuller, Holy State )

La Fiera del Libro di Torino (10-14 Maggio) ha acceso i riflettori sul mercato dell’ editoria italiana.

Un mercato che oltre ai Moccia e alle Melisse P. – a proposito, che fine ha fatto la bella catanese dei “Cento Colpi”? – è animato da migliaia di scrittori che stentano ad emergere e per i quali il talento e l’ ars scribendi possono non bastare.

Quello dell’ editoria è infatti un mondo affollato, i magazzini sono stracolmi, si stampano troppi libri e l’ offerta supera abbondantemente la domanda, sia reale che potenziale.

Per le piccole case editrici – e nel nostro Paese sono tante – quello della distribuzione è il problema più grave: è inutile quanto dannoso stampare metri cubi di carta che poi non si riesce a piazzare in libreria.

Finalmente qualcuno inizia a rendersene conto ed a sperimentare percorsi alternativi; alternativi non solo nel contenuto ma anche nel linguaggio, la forma, i supporti.

Internet ad esempio si sta rivelando una risorsa preziosa per chi – oltre al profitto – cerca nella scrittura un’ occasione per esprimere sé stesso, dare sfogo al talento, la creatività.

“Noi ci impegniamo a leggere qualunque scritto, entro sei mesi, ed eventualmente a pubblicarlo, stampandolo però in una tiratura minima, di poche decine di copie. Il libro viene messo in vendita direttamente in Rete o alle presentazioni o esposto in occasione delle principali fiere”: sono le parole di Antonello Cassan, un ragazzo genovese che nel 1999 ha inaugurato la sua attività editoriale con il marchio Liberodiscrivere.

In Rete, Liberodiscrivere (www.liberodiscrivere.it) riceve testi di autori non molto noti al grande pubblico; in Rete i testi vengono selezionati; in Rete vengono venduti.

Sono ormai 7- 8 mila gli iscritti a Liberodiscrivere: quanti sono i testi pubblicati? 150, ovvero circa il 2%; è una cifra molto bassa è vero ma siamo nella media nazionale.

Il progetto Liberodiscrivere svela le “capacità editoriali” della Rete: Internet sa essere un editore “democratico”, attento ed aperto ad accogliere il talento.

Siamo ancora in una fase di sperimentazione, ma guardo con curiosità e fiducia all’ avvicinarsi di questi due mondi.

SimoDG

8 Responses to “liberi di scrivere”


  1. 1 L.T. domenica, 20 maggio , 2007 alle 4:49 pm

    Sembra proprio che il web abbia le potenzialità per costruire un mercato più libero in molti settori. Sicuramente uno sviluppo in questo senso dell’editoria risulterebbe sicuramente positivo sotto molti aspetti. Vedremo.

  2. 2 sestosguardo lunedì, 21 maggio , 2007 alle 6:50 am

    Ciao Simo, com questo post tocchi almeno due argomenti che mi interessano particolarmente: il campo dell’editoria e internet. Io spero davvero che quel 2% arrivi ad essere una cifra più consistente, perchè io non ci credo che la gente non legge e che gli scrittori bravi non ci sono. A volte mi chiedo: internet oggi ha raggiunto quasi la sua forma perfetta, il web semantico, ma dopo, quando le tecnologie saranno tali da permettere tutto, quando la macchina girerà perfettamente da sola, che ce ne facciamo? Ecco, io spero che quando (fra pochissimo) sarà il nostro turno internet avrà conquistato una sua legittimità anche nel campo dell’editoria. Insomma, internet è solo un supporto, che può essere fantastico per quelle menti brillanti che hanno avuto la “sfortuna” di nascere in un paese in cui la meritocrazia ancora latita.😉
    ps poi dico a te che fai i commenti troppo lunghi…senti chi parla…eheheh!😉

  3. 3 sestosguardo lunedì, 21 maggio , 2007 alle 6:53 am

    pps un onsiglio mio: qualche link in più non farebbe male (per esempio la fonte dei dati che scrivi, oppure il link a un articolo sulla Fiera del Libro…cose così).😉

  4. 4 simone lunedì, 21 maggio , 2007 alle 4:08 pm

    @ sestosguardo…condivido la tua riflessione, Internet ha ormai dimostrato quali sono le sue potenzialità ed ora sta a noi – e qui uso le tue parole – lavorare su questa “macchina”, ovvero indirizzarla verso settori, come quello editoriale, che da Intenet hanno tanto da beneficiare. E il caso “Liberodiscrivere” mi sembra
    un’ iniziativa da prendere come esempio.
    p.s.
    Grazie per i consigli!Siamo da poco entrati nel “magico mondo” della blogosfera: ci impegneremo a “linkare” di più!

  5. 5 michele lunedì, 21 maggio , 2007 alle 9:39 pm

    Hai visto anche il sito di Lulu.com? Quello è davvero un ottimo servizio per l’editoria multimediale.

  6. 6 L.T. lunedì, 21 maggio , 2007 alle 10:45 pm

    @ sestosguardo: mi unisco nel ringraziarti per i consigli! D’altra parte tu sei una veterana un po’ in tutto! Il tuo ragionamento è condivisibile tranne per una considerazione: NASCERE E VIVERE IN ITALIA E’ UNA FORTUNA, E’ UNA SFORTUNA PER CHI NON CI E’ NATO E PER CHI NON CI VIVE, PER CHI NON RESPIRA L’ITALIANITA’!!!

    @michele: grazie per l’indicazione, ci daremo subito un’occhiata!

  7. 7 simone martedì, 22 maggio , 2007 alle 7:46 am

    @ michele: ho appena visitato il sito, ottima segnalazione grazie!

    @L.T.: mi unisco a te nel rimarcare la straordinaria bellezza del nostro Paese e la fortuna dell’ essere italiani!Ma sono sicuro che il commento di sestosguardo sia relativo al tema trattato: nel nostro Paese ci sono settori (mi viene in mente – uno su tutti – quello pubblico) in cui il concetto di meritocrazia ha da essere sviluppato.
    Detto questo…W L’ ITALIA!

  8. 8 aellebi giovedì, 12 luglio , 2007 alle 1:05 pm

    Luca,, Simo, Alessia e referenti…,

    ho un questito, postomi da una frequentatrice di ‘Deliri metaniti’: il famoso ‘Disclaimer’ (Avvertenza Legale, più o meno), basata sulla legge della Repubblica,n° 62, del 7 marzo 2001, è obbligatoria sul blog, utile o del tutto inutile?

    Grazie anticipato.

    P. S.: io l’ho usata anche, non solo, per “strapazzarla” un po’.


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