Archive for the 'strategia' Category

Ferrari World, l’Italia conquista Abu Dhabi!

In questi giorni è stato presentato il Ferrari World, una vera e propria Disneyland dell’automobile italiana più famosa e simbolo del successo tecnologico italiano nel mondo.

Il progetto è sicuramente grandioso. Vediamo se grandioso sarà anche il successo in termini di ritorno economico per la Casa di Maranello e, in questo caso, turistico per gli Emirati Arabi Uniti.

Qualcuno ha storto il naso dal momento che un progetto del genere potrebbe essere stato realizzato in Italia, a Roma o a Maranello invece che ad Abu Dhabi.

Trovo che il progetto sia ben pensato e fortifichi ancora di più il brand Ferrari e, di conseguenza, anche il brand Italia nel mondo.

Il parco, è vero, non è in Italia, ma il ritorno d’immagine ed economico per l’Italia, soprattutto come brand, non dovrebbe mancare.

Che ne pensate? Guardate anche il sito ufficiale.

Luca Taddei

Prospettive di re-marketing

Google lo ha chiamato remarketing, altri lo chiamano retargeting, ma è questo il modo di fare advertising che sta diventando il protagonista del web marketing.

Qui trovate qualcosa in inglese e qui invece una buona analisi generale del fenomeno.

In cosa consiste? L’idea è sostanzialmente quella di ri-caricare il contatto con un potenziale cliente di un prodotto o di un servizio in online shopping, riproponendo su un altro sito, in un altro momento, in un altro contesto la comunicazione pubblicitaria del prodotto o servizio.

Il vantaggio può essere quello di ricontattattare il potenziale cliente nel momento culminante della decisione di acquisto.

In questo processo sicuramente si possono inserire anche i social media, primo fra tutti Facebook.

Le prospettive di sviluppo e di implementazione di questa forma di advertising sono molte e tutte da scoprire.

Luca Taddei

Nike pensa anche agli altri telefonini! Non c’è solo iPhone!

In questo periodo non si fa altro che parlare di applicazioni per l’iPhone.  Ne abbiamo parlato di recente anche su questo blog.

Ecco che Nike ha deciso di ricordarsi anche dell’esistenza degli altri telefonini  e ha sviluppato, grazie a Dlite, Nike Mobile.

Questa applicazione è compatibile con più di 180 telefoni e permette di avere tutto il mondo Nike Football su un semplice Nokia  e Samsung.

Insomma, non solo iPhone! Infatti, non solo perchè il brand Nike è ben presente con una buona varietà di applicazioni su App Store.

E’ una buona scelta non aver dimenticato le tante persone che ancora non sono entrate nell’universo di iPhone o che preferiscono altri cellulari, magari i modelli meno innovativi e più classici. Fra questi ci saranno di sicuro molti affezionati del mondo Nike e Nike ha pensato bene di non deluderli.

Luca Taddei

La comunicazione sconfiggerà il fumo, secondo l’Unione Europea…

E’ dal 2005 che la Commissione Europea ha decretato che l’arma migliore per combattere l’uso del tabacco è la comunicazione.

La sfida della Commissione Europea è coinvolgere tutti i Paesi dell’Unione Europea in una campagna di comunicazione integrata e rivolta ai milioni di giovani europei con il fine di denormalizzare il tabacco.

La campagna in questi quattro anni ha previsto una strategia completa e organica ( in televisione, sui siti web, sulla stampa e con eventi mediali di alto profilo) con il sito web www.help-eu.com come anello di congiunzione tra le varie attività di comunicazione. E i risultati si sono visti.

Se guardate il video, vedrete come la campagna Help in questi mesi si è arricchita di una serie animata in 12 episodi, la cui prima stagione viene diffusa su internet!

Sembra proprio che lo spazio di comunicazione più adatto per l’Unione Europea per dialogare con i suoi cittadini più giovani sia il web e, visti i protagonisti della serie, Chuck, Skinny, Loona e Tapas e i loro consigli e trucchi assurdi per combattere il fumo, che il registro di questo dialogo sia quello divertente ed ironico.

Che ne pensate? La nuova iniziativa vi piace?

Luca Taddei

La virtù della schiettezza, la comunicazione, la City e uno stagista teenager

Morgan Stanley

Una notizia alla ribalta che ci deve far riflettere ci viene da Londra, versante Morgan Stanley.

Gli analisti del settore media Europa della società hanno chiesto a uno stagista di 15 anni proveniente da una scuola economica di Londra di descrivere le abitudini mediatiche dei suoi coetanei. Il teenager si è dato da fare e ha prodotto un report che ha intrigato molti manager di fondi di investimento e diversi amministratori delegati che hanno tempestato la Morgan Stanley di email e telefonate.

Al di là del fatto che può apparire curioso, molti elementi ci devono far riflettere:

- Morgan Stanley pubblica report di stagisti teenager e molti professionisti li leggono e li prendono in considerazione. Il che è sicuramente innovativo e tende a valorizzare tutte le risorse umane che passano all’interno della società.

-il report di Matthew Robson, così si chiama l’adolescente stageur, è ottimo perchè è schietto, sobrio, chiaro. Dice l’essenziale e mostra un forte ascolto del consumatore. E’ scritto da un giovane consumatore.

Per il resto gli spunti di riflessione sono molti all’interno del testo (leggetelo qui in versione integrale). Fra quelli più interessanti sicuramente il valore attribuito al marketing virale come forma di pubblicità che ha successo presso il pubblico dei più giovani; la frequentazione dei media sempre più intensa ma l’intenzione a farlo in maniera gratuita; lo scarso appeal di Twitter in controtendenza con l’impressione che si ha oggi.

Certo uno dei limiti di questo Report può essere l’assenza di dati statistici a supporto delle affermazioni dell’analista adolescente, ma è anche vero che molto spesso i numeri non sono tutto!

E a volte, per parafrasare un famoso filosofo, la comunicazione ha le sue ragioni, che la ragione non conosce!

A voi che ve ne pare?

Luca Taddei

Il marketing che si fa musica

Live from T5

Un’interessante operazione di marketing di questi tempi ci viene dagli USA, precisamente da una compagnia aerea low cost, la JetBlue Airways, che ha deciso di organizzare dei concerti live per fare promozione del proprio marchio.

L’idea è quella di usare la musica come forma di promozione alternativa. La location è altrettanto alternativa e originale: il Terminal 5  del JFK International Airport di New York.

Il progetto prende il nome di Live from T5, prevede già dodici date e altre attività collaterali (ne parla anche rockol.it e se preferite l’inglese date un’occhiata qui).

L’iniziativa sembra ottima soprattutto per conquistare un pubblico di giovani viaggiatori. Che ve ne pare?

Luca Taddei

Alitalia comunica la tradizione, ma avrà fatto la scelta giusta?

Alitalia ha lanciato da qualche giorno, correva il 23 di Maggio 2009 per essere precisi, una nuova campagna di comunicazione tv che va in onda sulle principali reti nazionali.

Sicuramente la scelta di fare comunicazione è necessaria e giusta perchè c’è sicuramente un brand da ricostruire dopo le travagliate vicende aziendali del recentissimo passato.

Ne è venuto fuori uno spot costruito tutto intorno alla tradizione dell’azienda, tradizione che ha attraversato i cieli del secondo Novecento e che ha trasportato sulle sue ali molti personaggi famosi del mondo dello spettacolo, dello sport sia italiani che stranieri.

La tradizione può essere sicuramente un elemento importante per ricostruire un brand, per riposizionarlo. E in Italia molti brand giocano, e fanno bene a farlo, sulle potenzialità della tradizione della loro attività imprenditoriale.

L’elemento della tradizione funziona, ma non è sicuramente tutto. Il post di Clandestinoweb, anch’esso di qualche giorno fa ( e oggi voglio essere preciso: correva il 27 Maggio 2009!), proprio su questo spot pone delle critiche sensate.

Alitalia punta il suo rebranding sulla tradizione e la scelta può essere giusta, ma dovrebbe trovare anche la creatività per innestare elementi nuovi nella sua marca, elementi che costruiscano una nuova relazione fra Alitalia e i suoi passeggeri.

Oltre a questo, se andate a guardarvi il sito web di Alitalia, la campagna non sembra essere promossa minimamente. Forse ci vorrebbe anche un po’ più di coordinamento tra la comunicazione in tv e quella su web per fare un rebranding organico.

E a voi che ve ne pare della campagna?

Luca Taddei


ilcomunicatore

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ilcomunicatore è il blog di riflessione, discussione, condivisione sul mondo del marketing & comunicazione

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