
“Conosco solo un dovere. Quello di amare.” Albert Camus
Dopo mesi di cattive notizie, privazioni, paure, sembra aver preso piede un rinnovato bisogno di good news, coccole e messaggi di fiducia.
Il trend e’ stato ben compreso da molte importanti aziende che vi centrano le proprie strategie di marketing.
Illuminante e’ la campagna di Coca Cola costruita attorno al concetto di felicita’.
Altro fenomeno interessante sono i cuddle parties, ovvero feste a base di coccole ideate nel 2004 da due coach esperti in relazioni interpersonali che proprio in questi mesi da New York stanno prendendo piede un po’ in tutto il mondo, Europa compresa.
Ad un cuddle party (costo 30 euro) ci si va in pigiama e col proprio cuscino, ci si stende e si abbracciano perfetti sconosciuti: vietati alcol e droghe e bandito il sesso.
Sul sito cuddleparty.com e’ possibile leggere le testimonianze di chi vi ha partecipato.
“Dopo il party, sono uscito per strada con una sensazione di benessere, leggerezza, pace e contentezza.”
“Finalmente ho capito cosa mi sono persa finora.Sto recuperando anni di privazione e coccole.”
Come dicevamo, queste feste sono diventate cosi’ numerose che i due ideatori hanno avviato un programma di training per i “facilitatori”, ovvero esperti nell’ arte delle coccole pagati per portare i cuddle parties in tutto il mondo.
Fenomeno curioso.
Voi che ne pensate?
Simone Di Gregorio



Puntare sull’emotività del cliente è sempre stata una delle più vincenti strategie di marketing…e questa attuata dalla Coca Cola si inserisce perfettamente in quest’ottica!
Luce blogger di vita da stRagista
I cuddle parties rispondono in qualche modo al bisogno di fiducia ed emotività che tutti noi abbiamo! Il loro successo risiede sicuramente in questo!
Personalmente non ci andrei!
L.T.
mi chiedo quanta di questa gente torna a casa e abbraccia la mamma, il figlio, i propri cari, secondo me ricorrere ad un insegnante è assurdo. Si al messaggio positivo ma tutti noi sappiamo ben esprimere il bene.
@ dani
….quanto hai ragione…per un’ assurdo motivo, spesso ci viene piu’ facile “coccolare” una persona che conosciamo appena piuttosto che un nostro caro.
Dai, speriamo allora che il nuovo fenomeno possa “educare alle coccole”, trasferendo tutto questo affetto anche dentro alle mura domestiche!
Ciao ciao, torna a trovarci!