
Federcaccia punta su una comunicazione decisamente scioccante per lanciare la campagna tesseramento 2009-2010.
Come vedete, il soggetto del manifesto su cui verte la strategia di comunicazione e’ un bambino, di circa 7-8 anni, con a fianco un fucile.
Inevitabili le polemiche.
Secondo Alberto Contri, Presidente di Pubblicita’ Progresso, si tratta di un incidente di percorso, un vero e proprio scivolone che e’ figlio di un approccio alla comunicazione superficiale e approssimativo, e della non comprensione di alcune regole fondamentali per chi esercita professionalmente la materia: l’ immagine deve legarsi ad un significato e lo choc fine a se stesso rischia di urtare la sensibilita’ delle persone.
Ma nient’ affatto pentito e’ il Presidente di Federcaccia, Gian Luca Dall’ Olio.
“L’ immagine sul manifesto” – dice – “rappresenta un ricordo profondo per quasi tutti i 700 mila cacciatori italiani: il manifesto e’ un messaggio interno alle nostre sezioni, non e’ destinato al pubblico, ed e’ un invito a tutti i cacciatori a mantenere viva la tradizione di di portare con se’ a caccia i propri figli e nipoti.”
Personalmente, al di la’ dei contenuti, credo che ai tempi di Internet e del Web 2.0 pensare di tenere una campagna di comunicazione fuori dalla “conversazione” e chiusa dentro ai confini autoreferenziali di una serie di circoli sia una leggerezza.
Forse, a dispetto delle dichiarazioni di Dall’ Olio, era proprio il “rumors” l’ obiettivo ultimo della campagna.
Voi che ne pensate?
Simone Di Gregorio



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