
Dopo il boom di Facebook ci si interroga sull’ evoluzione di Twitter.
Se il significato commerciale e il potenziale per le aziende sono oggetto di discussione, il servizio di micro-blogging si sta rivelando proprio in questi giorni uno straordinario alleato della democrazia e della liberta’ di informazione a Teheran.
Per frenare sia l’ organizzazione che la visibilita’ degli scontri post-elettorali, il Governo iraniano ricorre alla censura.
Ma se i reporter sono costretti a lavorare solo dagli uffici, gli sms sono stati bloccati e Facebook non e’ per tutti accessibile, Twitter e’ l’ unico strumento di comunicazione che resiste all’ imbavagliamento.
“Questa sara’ la prima rivoluzione twitterizzata”, dichiara il New York Times, sottolineando la velocita’ e il dinamismo dei new media in generale.
Accessibilita’ e tempestivita’ sono i punti di forza di un modo nuovo di comunicare da cui al momento dipende buona parte del racconto e della diffusione di notizie, foto e filmati sulla delicata situazione iraniana.
Simone Di Gregorio



Si parla di twitter come strumento che per le sue caratteristiche, immediatezza e velocità su tutte, sarà in grado di sostituire i famosi feed rss…l’unico dubbio che ho però è un altro: perchè chiudere i blog, limitare facebook ma lasciare operativo Twitter? non viene considerato abbastanza pericolo o semplicemente è un problema tecnico?
Luce blogger di Vita da stRagista
Ciao Luce,
non so rispondere con esattezza; forse una miopia, che ne ha sottovalutato il potenziale e concentrato lo sforzo sui tradizionali strumenti di comunicazione o su new media piu’ “popolari” come blog e facebook.
ho letto stamattina che in realtà le autorità iraniane stanno controllando i mittenti su twitter. ma tutto il mondo sta cercando di dare una mano, inserendo teheran nel proprio account twitter, in modo che si rallentino le operazioni di controllo
Fatti come questi, che speriamo finiscano con la vittoria della libertà di informazione sulla censura più ottusa, dimostrano la portata dei new media quali elementi fondamentali di libertà e democrazia. Di questo se ne dovrebbe parlare di più anche qui da noi, invece delle solite critiche trite e ritrite al mondo della comunicazione che spesso riempiono le pagine di giornali e libri.
L.T.
Quello che sta dimostrando Twitter, secondo me, è che le reti sociali impongono una ridefinizione del giornalismo.
Nei momenti in cui i professionisti dell’informazione sono imbavagliati, censurati, asserviti, bloccati, sono i cittadini auto-organizzati che riescono a fare informazione attraverso il Web e la capacità che esso ha di mettere in comunicazione la gente.
Appena limitato il potere dei blog e chiuso Facebook, ecco che in Iran c’è stato il boom di Twitter. Ci sarà sempre un canale sul Web attraverso cui far passare l’informazione…
Saluti!
salpetti