
“I piu’ pericolosi dei pregiudizi regnano in noi contro noi stessi. Dissiparli e’ genialita’.” Hugo Von Hoffmannsthal
Dopo “Romania piacere di conoscerti”, una nuova campagna di comunicazione affronta con deciso impegno il tema dell’ integrazione, concentrandosi su problemi-chiave: razzismo, paura, pregiudizio.
“Non aver paura” e’ il motto a cui si ispira il piano di azioni integrate firmato da ben 26 organizzazioni, tra cui l’ Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, Amnesty International, Caritas, “Save the Children”, Sant’ Egidio, Acli, Arci, Cisl, Uil, Ugl.
E’ a partire da questo ampio ed eterogeneo comitato promotore, dove convivono membri della società civile e religiosa, che si diffonderanno i messaggi della campagna, una vera e propria maratona progettata per affermare nel Paese i valori dell’ apertura e del rispetto dell’ altro. Contro ogni forma di stereotipo.
La campagna, il cui segno grafico distintivo e’ un fantasmino giallo, si articola in manifesti e spot televisivi e radiofonici, che con un’ ironia combinata ad un profondo senso di responsabilita’ denunceranno il pericolo dell’ intolleranza.
E’ inoltre attivato un portale web (www.nonaverpaura.org) che si propone come punto di riferimento per attivare anche i principali social network.
Ma non e’ finita qui.
Insieme alla campagna, infatti, e’ partita una raccolta firme da consegnare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della Giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno prossimo: i firmatari sottoscriveranno un manifesto che ricorda, tra le altre cose, che “più di quattro milioni di persone di origine straniera vivono oggi in Italia”, ma spesso sono “vittime di pregiudizi e usate come capri espiatori, specialmente quando aumentano l’insicurezza economica e il disagio sociale”.
Ai rappresentanti delle istituzioni e della politica viene invece chiesto di sottoscrivere una “Dichiarazione di impegno” a “lavorare, nello svolgimento dell’attività istituzionale e/o politica, per spezzare il corto circuito creato da paura, razzismo e xenofobia”.
Quando la comunicazione si lega ai valori sociali e ai principi della partecipazione possono nascere cose straordinarie.
E queste campagna ne e’ un esempio, quantomeno nella sua progettazione e negli obiettivi ambiziosi che si e’ imposta.
Non trovate?
Simone Di Gregorio



Anche questa campagna tocca temi importanti, si propone obiettivi impegnativi ed è ben strutturata.
Mi sembra una buona idea quella di individuare nel bambino, quindi nei giovani, nei nuovi cittadini del domani, le persone in grado di uscire dalla gabbia dei pregiudizi!
Il logo invece non mi convince molto.
L.T.
Io condivido le vostre parole in merito agli obiettivi e alle modalità della campagna, ma trovo che il manifesto sia poco efficace.
Non ha un grosso impatto comunicativo e chi non è già a conoscenza dell’iniziativa fa fatica a capire subito di cosa si sta parlando…
Il post-it, il fantasmino giallo, il faccione sorridente del bimbo che non si capisce dove si trova e che fa (dovrebbe essere nella gabbia dei pregiudizi?), …
Che ne dite?
@ luca e salpetti
perfettamente d’ accordo sul logo!quel fantasmino giallo non e’ proprio il massimo, e non ho ben chiaro perche’ sia stato scelto e cosa rappresenti.
Eppure il manifesto lo trovo d’ impatto…quel sorriso stampato sulla faccia del bamnino e’ molto comunicativo!
Forse sono un po’ esagerate e inquietanti le due figure dietro!!
Speriamo serva davvero!!! Al mio posto di lavoro sento parlare di rumeni come fossero animali… quindi c’è ancora molto da fare per quanto riguarda l’integrazione e la tolleranza.. oltre che con la pubblicità, secondo me bisogna agire parecchio nelle scuole..
Ciao Luce.
….quindi Adolf e’ pure un razzista!!
Come vedi seguo molto il tuo blog…!
Tornando a noi, sicuramente la comunicazione, pur avendo un’ importantissimo ruolo sociale, da sola non e’ sufficiente.
Per combattere il razzismo e’ fondamentale intervenire sulla formazione delle persone, l’ approccio alla vita, la percezione dell’ Altro, la preparazione culturale e il bagaglio conoscitivo.
E la scuola e’ un bersaglio d’ azione chiave.