
“Non esiste azienda italiana, piccola, media o grande, per la quale la Cina non presenti l’ opportunità di ampliare il business o, in qualche modo, di risparmiare.” (da Il Sole 24 Ore)
Verde, bianco e rosso: Pechino si tinge dei colori italiani.
A Luglio, in Shin Kong Place, il quartiere più elegante della capitale cinese, aprirà i battenti un’ immensa rassegna dei prodotti made in Italy, distribuita su 4 piani di un’ elegantissima boutique.
“Piazza Italia” é il nome del progetto, una sorta di Little Italy che offrirà ai clienti cinesi circa duemila delle nostre eccellenze. Da evidenziare che insieme ai grandi marchi saranno esposti i prodotti delle tradizioni locali, meno noti ma ugualmente capaci di sedurre il mercato globale per l’ iperqualità di cui sono espressione e quell’ aurea di gusto, esclusività e fascino che il consumatore cinese – come già il consumatore occidentale – associa naturalmente ai prodotti italiani.
Per la Cina, l’ Italia é un sogno. E non é una frase fatta, ma il risultato di una ricerca di mercato che gli imprenditori italiani hanno fatto svolgere prima di gettarsi in questa avventura: “Si voleva capire – spiega Giuseppe Parolini, direttore commerciale della Crai, una delle aziende coinvolte – quale immagine i cinesi hanno del nostro Paese. Solo dopo aver compreso come ci vedono e cosa si aspettano da noi, potevamo cercare di esaudire i loro desideri.”
E dalla ricerca di mercato é emerso che tra quelli del made in Italy, i cinesi privilegiano l’ alimentare e i prodotti del lusso, che di fatto avranno riservato uno spazio particolare all’ interno della “Piazza”.
Manifestazioni culturali e mostre d’ arte completano il disegno di un progetto davvero ben pensato.
Lo abbiamo detto più volte, comunicazione e distribuzione sono le due leve su sui insistere per far sì che il nostro export passi dai soliti exploit a un lavoro strutturato e continuativo, cosa che é ben più difficile.
E insistendo su iniziative del genere, può diventare un’ opportunità anche la Cina, un mercato sterminato dove il numero dei consumatori benestanti cresce a ritmo vertiginoso.
Voi che ne pensate?
SimoDG



E poi i media italiani continuano a parlare del pericolo cinese!!!
Se si affrontassero seriamente le problematiche economiche legate alla Cina, allora si capirebbe che i cinesi possono essere una risorsa e non una minaccia. Si comprenderebbe anche che è inutile prendersela con i prodotti contraffatti perché ormai il modello di business si fonda, come dici tu, su distribuzione e comunicazione… La fabbrica fordista è stata superata!!!
Un caro saluto!!!
Ciao Salpetti!
Sì, ridurre la Cina a minaccia é una semplificazione.
Intendiamoci, se la nostra economia ha rallentato negli ultimi anni la colpa é in buona parte del colosso asiatico e della sua concorrenza “sleale”.
Eppure la Cina non é solo aziende che copiano: é un Paese enorme, il cui Pil cresce spaventosamente. E insieme al Pil cresce anche il nuemero di cinesi benestanti, quelli che dal mercato iniziano a pretendere qualcosa di più: qualità, bellezza, esclusività, buon gusto. Che guarda caso sono tutte ricchezze intangibili che noi italiani produciamo in abbondanza, perchè appartengono al nostro Dna!
Credo che dica già tutto la rifessione del Sole24Ore con cui ho aperto il post…
Sono perfettamente d’accordo con le vostre considerazioni.
C’è sicuramente da dire che il made in Italy dal punto di vista della comunicazione funziona bene e la sfida è farlo continuare a funzionare bene nei prossimi anni. E’ sul versante della distribuzione che l’Italia a volte si dimostra poco preparata: pensiamo solo al fatto che un Paese come la Spagna è riuscito a costruire Zara, una eccellente catena di distribuzione di abbigliamento, settore tradizionalmente non forte per la Spagna, mentre l’Italia, la patria della moda e dell’abbigliamento, non annovera una catena di distribuzione internazionale così ben strutturata e progettata.
L.T.
@ Luca: l’ esempio che ci poni parla da solo. Dice la difficoltà del Paese a muoversi come sistema, combinare e usare nel modo giusto le energie e il talento di cui dispone.
Per questo “Piazza Italia” assume un significato particolare! E’ un’ ottimo progetto e può davvero rappresentare una svolta…vedremo!