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	<title>Commenti a: responsabilità sociale del dire o del fare?</title>
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	<description>in quocumque habitu est proficit</description>
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		<title>Di: Luca Taddei</title>
		<link>http://ilcomunicatore.wordpress.com/2008/02/01/responsabilita-sociale-del-dire-o-del-fare/#comment-912</link>
		<dc:creator>Luca Taddei</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 19:45:12 +0000</pubDate>
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		<description>Le imprese diventano socialmente attive sicuramente perchè c&#039;è una richiesta da parte del consumatore. 
Sono convinto che proprio per questa nuova consapevolezza e autonomia del consumatore, le aziende diverranno sempre più responsabili. 
Per questo bisogna che investano realmente in CSR, con i fatti e con una cultura d&#039;impresa, in modo tale da poter rispondere in modo adeguato alle esigenze, ai bisogni, ai desideri del consumatore contemporaneo.
Sì, trovo che diventerà sempre più difficile mantenere una maschera di responsabilità sociale, ma allo stato attuale molte cose devono cambiare!

L.T.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le imprese diventano socialmente attive sicuramente perchè c&#8217;è una richiesta da parte del consumatore.<br />
Sono convinto che proprio per questa nuova consapevolezza e autonomia del consumatore, le aziende diverranno sempre più responsabili.<br />
Per questo bisogna che investano realmente in CSR, con i fatti e con una cultura d&#8217;impresa, in modo tale da poter rispondere in modo adeguato alle esigenze, ai bisogni, ai desideri del consumatore contemporaneo.<br />
Sì, trovo che diventerà sempre più difficile mantenere una maschera di responsabilità sociale, ma allo stato attuale molte cose devono cambiare!</p>
<p>L.T.</p>
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		<title>Di: simone</title>
		<link>http://ilcomunicatore.wordpress.com/2008/02/01/responsabilita-sociale-del-dire-o-del-fare/#comment-911</link>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 18:06:31 +0000</pubDate>
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		<description>Luca, quello che tratti col nuovo post é uno dei temi più interessanti per chi oggi studia o fa comunicazione.
Nel mercato, si é ormai affermata una rete di consumatori le cui scelte sono sempre più legate alla variabile etico-ambientale: leggevo qualche giorno fa che circa l&#039; 70% dei consumatori ripone la sua fiducia nelle imprese che investono sul sociale e l&#039; 80% attribuisce la massima importanza al rispetto dei diritti dell&#039; uomo e 
dell&#039; ambiente.
Sono numeri la cui interpretazione é chiara, tant&#039; é vero che alcuni economisti cominciano a parlare di merci in cui il valore é coprodotto da aziende e consumatori: le imprese infatti non possono più pensare di agire in modo unilaterale ed é a aprtire dalle indicazioni e dalle esigenze dei consumatori che si aggiunge valore a prodotti e ai marchi.
Differenze tra il dire e il fare: fino a poco tempo fa e forse anche oggi può essere ancora possibile per 
un&#039; impresa mantenere un&#039; apparenza di politically correct e attenzione sociale per poi tradirla nella sostanza. Ma credo che se il consumatore continuerà questo percoso di consapevolezza e autonomia, tali comportamenti saranno poco possibili, in quanto facilmente smascherabili. Non trovi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Luca, quello che tratti col nuovo post é uno dei temi più interessanti per chi oggi studia o fa comunicazione.<br />
Nel mercato, si é ormai affermata una rete di consumatori le cui scelte sono sempre più legate alla variabile etico-ambientale: leggevo qualche giorno fa che circa l&#8217; 70% dei consumatori ripone la sua fiducia nelle imprese che investono sul sociale e l&#8217; 80% attribuisce la massima importanza al rispetto dei diritti dell&#8217; uomo e<br />
dell&#8217; ambiente.<br />
Sono numeri la cui interpretazione é chiara, tant&#8217; é vero che alcuni economisti cominciano a parlare di merci in cui il valore é coprodotto da aziende e consumatori: le imprese infatti non possono più pensare di agire in modo unilaterale ed é a aprtire dalle indicazioni e dalle esigenze dei consumatori che si aggiunge valore a prodotti e ai marchi.<br />
Differenze tra il dire e il fare: fino a poco tempo fa e forse anche oggi può essere ancora possibile per<br />
un&#8217; impresa mantenere un&#8217; apparenza di politically correct e attenzione sociale per poi tradirla nella sostanza. Ma credo che se il consumatore continuerà questo percoso di consapevolezza e autonomia, tali comportamenti saranno poco possibili, in quanto facilmente smascherabili. Non trovi?</p>
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		<title>Di: ho scritto qualcosa di nuovo! &#171; Luca Taddei</title>
		<link>http://ilcomunicatore.wordpress.com/2008/02/01/responsabilita-sociale-del-dire-o-del-fare/#comment-910</link>
		<dc:creator>ho scritto qualcosa di nuovo! &#171; Luca Taddei</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 18:01:06 +0000</pubDate>
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		<description>[...] pm &#183; Archiviato in GiornaleWEB, ilcomunicatore, news   Su ilcomunicatore c&#8217;è un mio nuovo post. Lo potete vedere tradotto sul mio [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] pm &#183; Archiviato in GiornaleWEB, ilcomunicatore, news   Su ilcomunicatore c&#8217;è un mio nuovo post. Lo potete vedere tradotto sul mio [...]</p>
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