Il marketing che si fa musica

Live from T5

Un’interessante operazione di marketing di questi tempi ci viene dagli USA, precisamente da una compagnia aerea low cost, la JetBlue Airways, che ha deciso di organizzare dei concerti live per fare promozione del proprio marchio.

L’idea è quella di usare la musica come forma di promozione alternativa. La location è altrettanto alternativa e originale: il Terminal 5  del JFK International Airport di New York.

Il progetto prende il nome di Live from T5, prevede già dodici date e altre attività collaterali (ne parla anche rockol.it e se preferite l’inglese date un’occhiata qui).

L’iniziativa sembra ottima soprattutto per conquistare un pubblico di giovani viaggiatori. Che ve ne pare?

Luca Taddei

Uno straordinario Twitter resiste alla censura di Teheran

iran 2

Dopo il boom di Facebook ci si interroga sull’ evoluzione di Twitter.

Se il significato commerciale e il potenziale per le aziende sono oggetto di discussione, il servizio di micro-blogging si sta rivelando proprio in questi giorni uno straordinario alleato della democrazia e della liberta’ di informazione a Teheran.

Per frenare sia l’ organizzazione che la visibilita’ degli scontri post-elettorali, il Governo iraniano ricorre alla censura.

Ma se i reporter sono costretti a lavorare solo dagli uffici, gli sms sono stati bloccati e Facebook non e’ per tutti accessibile, Twitter e’ l’ unico strumento di comunicazione che resiste all’ imbavagliamento.

“Questa sara’ la prima rivoluzione twitterizzata”, dichiara il New York Times, sottolineando la velocita’ e il dinamismo dei new media in generale.

Accessibilita’ e tempestivita’ sono i punti di forza di un modo nuovo di comunicare da cui al momento dipende buona parte del racconto e della diffusione di notizie, foto e filmati sulla delicata situazione iraniana.

Simone Di Gregorio

Alitalia comunica la tradizione, ma avrà fatto la scelta giusta?

Alitalia ha lanciato da qualche giorno, correva il 23 di Maggio 2009 per essere precisi, una nuova campagna di comunicazione tv che va in onda sulle principali reti nazionali.

Sicuramente la scelta di fare comunicazione è necessaria e giusta perchè c’è sicuramente un brand da ricostruire dopo le travagliate vicende aziendali del recentissimo passato.

Ne è venuto fuori uno spot costruito tutto intorno alla tradizione dell’azienda, tradizione che ha attraversato i cieli del secondo Novecento e che ha trasportato sulle sue ali molti personaggi famosi del mondo dello spettacolo, dello sport sia italiani che stranieri.

La tradizione può essere sicuramente un elemento importante per ricostruire un brand, per riposizionarlo. E in Italia molti brand giocano, e fanno bene a farlo, sulle potenzialità della tradizione della loro attività imprenditoriale.

L’elemento della tradizione funziona, ma non è sicuramente tutto. Il post di Clandestinoweb, anch’esso di qualche giorno fa ( e oggi voglio essere preciso: correva il 27 Maggio 2009!), proprio su questo spot pone delle critiche sensate.

Alitalia punta il suo rebranding sulla tradizione e la scelta può essere giusta, ma dovrebbe trovare anche la creatività per innestare elementi nuovi nella sua marca, elementi che costruiscano una nuova relazione fra Alitalia e i suoi passeggeri.

Oltre a questo, se andate a guardarvi il sito web di Alitalia, la campagna non sembra essere promossa minimamente. Forse ci vorrebbe anche un po’ più di coordinamento tra la comunicazione in tv e quella su web per fare un rebranding organico.

E a voi che ve ne pare della campagna?

Luca Taddei

Gabriele Muccino firma la nuova comunicazione di Tim: meno comici piu’ talent show

tim1

“E’ proprio la possibilita’ di realizzare un sogno che rende la vita interessante.” Paulo Coelho

Ispirata dalla creativita’ di Gabriele Muccino, Telecom rinnova la comunicazione a cui ci avevano da lungo tempo abituato i leader della telefonia mobile.

Sull’ onda del forte successo riscosso da reality e talent show, la campagna accantona sketch, comici e gag, per raccontare storie che flirtano con l’ immaginario dei giovani, parlando il linguaggio del sogno, della passione, della musica, della realta’, del talento.

“Come suonano i sogni” si declina in una serie di spot centrati sulle vicende di tre giovani che perseguono un sogno: sfondare come band musicale; assisteremo alla ricerca del tastierista, la scelta del nome della band, l’incontro con un agente, i primi concerti, la registrazione del primo singolo.

Naturalmente la campagna possiede un suo spazio online: al sito www.comesuonanoisogni.it e’ possibile conoscere i membri della band, fruire di contenuti multimediali e partecipare al blog dove si raccontano passo dopo passo le vicende dei tre giovani.

Con “Come suonano i sogni” Telecom arricchisce di nuovi input un campo – quella della pubblicita’ degli operatori di telefonia mobile – particolarmente interessante per chi si occupa di comunicazione e ne segue le tendenze.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

In Francia la TV senza pubblicità è un vero flop!

in-francia-la-tv-senza-pubblicita-e-un-vero-flop

Un po’ tutti, almeno una volta nella vita, si sono lamentati per la troppa pubblicità in tv, per i fastidiosi break che interrompono continuamente la visione dei nostri programmi televisivi.

In Francia ci aveva pensato la politica un anno fa a far sparire la pubblicità dai canali della televisione pubblica France Télévisions, l’alter ego francese della nostrana Rai.

L’obiettivo del governo francese capitanato da Sarkozy doveva essere quello di spostare gli investimenti pubblicitari dal mezzo televisione pubblica alle reti private e agli altri mezzi di comunicazione quali la radio, la stampa, le affissioni, internet e i canali digitali terrestri.

In realtà l’obiettivo raggiunto è stata invece la soppressione degli investimenti pubblicitari precedenti e, sarà pure colpa della crisi,un calo del 20,3% di Tf1, la prima rete privata di Francia, dei suoi ricavi pubblicitari e una caduta del titolo in borsa del 50%, così come M6, altro canale privato, si è ritrovata con ben il 10% degli incassi da spot in meno. E in più la televisione pubblica ha anche perso nel corso dell’anno una bel po’ di telespettatori.

Di considerazioni se ne possono fare molte e alcune, serie e ben fatte, le riporta questo articolo del Corriere della Sera. Comunque sembra proprio che in fondo in fondo vedere la pubblicità in televisione non ci dispiaccia affatto e toglierla può creare dei gravi problemi ai vari canali televisivi con il rischio di danneggiare l’industria della comunicazione televisiva in molti modi, sia dal punto di vista economico e finanziario che dei contenuti.

Luca Taddei

Fiorello porta in tv il guerrilla marketing!

PHOTOCALL FIORELLO IN OCCASIONE DELLO SHOW TRASMESSO DA SKY

“Non dimenticate che io sono cintura nera di karaoke.” (Fiorello)

Il suo passaggio a Sky e’ stato un ciclone che ha rivitalizzato il panorama televisivo italiano, dirottando verso il digitale una parte di quell’ attenzione prima monopolio di reality, talent e veline.

Ma piu’ in generale, oltre all’ inedita proposta di contenuto – la famosa striscia quotidiana accesa sui suoi spettacoli dal vivo -, Fiorello ha forse inaugurato un nuovo linguaggio di comunicazione in tv.

“E’ il primo caso di guerrilla marketing in ambito televisivo. Un promo non convenzionale, di utilizzo creativo a spese della concorrenza.”

Cosi’ Aldo Grasso ha commentato le originali trovate di Fiorello precedenti la messa in onda del programma.

In primis, l’ apparizione su blob, con la finta polemica riguardo l’ “ostracismo di Rai e Mediaset” che non volevano fare promozione al suo programma (…fantastico!).

Poi lo striscione sugli stadi, che e’ inevitabilmente apparso nella miriade di programmi che si occupano di calcio.

Ancora le incursioni nel call-center di Sky e negli spazi formali ed esclusivi della sua piattaforma.

…senza dimenticare gli sketch con Valerio Staffelli di Striscia la Notizia.

Insomma, un modo nuovo di intendere e usare il mezzo televisivo.

Una creativita’ sopra le righe, dirompente e ironica.

Ironica perche’ capace di mettere in ridicolo quella insormontabile divisione in blocchi (Rai vs Mediaset vs Sky) a cui tengono solo gli addetti ai lavori.

Il tempo dira’ se la televisione e’ pronta per ripensare al suo linguaggio.

E se questo e’ realmente l’ inizio di una nuova tendenza; una nuova declinazione di quel guerrilla marketing che in ambito commerciale ha rivoluzionato la comunicazione, togliendo molti limiti alla creativita’ dei suoi professionisti.

Intanto…godiamoci Fiorello!

Simone Di Gregorio

“Non aver paura”, parte la campagna contro il razzismo

“I piu’ pericolosi dei pregiudizi regnano in noi contro noi stessi. Dissiparli e’ genialita’.” Hugo Von Hoffmannsthal

Dopo “Romania piacere di conoscerti”, una nuova campagna di comunicazione affronta con deciso impegno il tema dell’ integrazione, concentrandosi su problemi-chiave: razzismo, paura, pregiudizio.

“Non aver paura” e’ il motto a cui si ispira il piano di azioni integrate firmato da ben 26 organizzazioni, tra cui l’ Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, Amnesty International, Caritas, “Save the Children”, Sant’ Egidio, Acli, Arci, Cisl, Uil, Ugl.

E’ a partire da questo ampio ed eterogeneo comitato promotore, dove convivono membri della società civile e religiosa, che si diffonderanno i messaggi della campagna, una vera e propria maratona progettata per affermare nel Paese i valori dell’ apertura e del rispetto dell’ altro. Contro ogni forma di stereotipo.

La campagna, il cui segno grafico distintivo e’ un fantasmino giallo, si articola in manifesti e spot televisivi e radiofonici, che con un’ ironia combinata ad un profondo senso di responsabilita’ denunceranno il pericolo dell’ intolleranza.

E’ inoltre attivato un portale web (www.nonaverpaura.org) che si propone come punto di riferimento per attivare anche i principali social network.

Ma non e’ finita qui.

Insieme alla campagna, infatti, e’ partita una raccolta firme da consegnare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della Giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno prossimo: i firmatari sottoscriveranno un manifesto che ricorda, tra le altre cose, che “più di quattro milioni di persone di origine straniera vivono oggi in Italia”, ma spesso sono “vittime di pregiudizi e usate come capri espiatori, specialmente quando aumentano l’insicurezza economica e il disagio sociale”.


Ai rappresentanti delle istituzioni e della politica viene invece chiesto di sottoscrivere una “Dichiarazione di impegno” a “lavorare, nello svolgimento dell’attività istituzionale e/o politica, per spezzare il corto circuito creato da paura, razzismo e xenofobia”.

Quando la comunicazione si lega ai valori sociali e ai principi della partecipazione possono nascere cose straordinarie.

E queste campagna ne e’ un esempio, quantomeno nella sua progettazione e negli obiettivi ambiziosi che si e’ imposta.

Non trovate?

Simone Di Gregorio

L’Europarlamento e la sua strategia di comunicazione

148x105_eup_postcards_it2

“La Comunità europea è l’esempio di un’unione di stati nazionali che non è nè un impero nè una federazione, ma una realtà diversa e forse una novità assoluta.” ( Michael Walzer )

Qualche giorno fa è stata lanciata la campagna di comunicazione del Parlamento europeo per le elezioni 2009. Vale la pena darci un’occhiata sia per gli strumenti che mette in campo sia per la strategia che intende realizzare.

Per quanto riguarda i primi troviamo dei poster ( ce ne sono altri oltre a quello che vi presentiamo ) , con istallazioni tridimensionali complementari, su temi attuali come energia, carburanti/cambiamenti climatici, alimentazione/agricoltura, frontiere/migrazione, standardizzazione, sicurezza, protezione dei consumatori, bilancio e mercati; la Choice box, una sorta di confessionale del Grande Fratello in cui gli elettori potranno registrare i loro punti di vista, che saranno poi trasmessi anche su europarlTV e YouTube; radio, TV, il sito web e i social media come MySpace, Facebook, Flickr e EU Tube.

Per quanto riguarda la strategia, la scelta verte su una comunicazione istituzionale la cui parola chiave è “scelta”: riflettere e usare il proprio voto per fare una scelta. Ed è proprio questo aspetto della strategia che mi sembra ottimo, offrire una comunicazione semplice che porti alla riflessione, a un ragionamento costruttivo e libero, senza offrire una risposta facile ma offrendo spunti per un discorso intorno a temi importanti che ci riguardano come cittadini europei.

Al governo italiano la campagna non è piaciuta. Ma voi che ne pensate?

Luca Taddei

e se lo guidaste voi il mondo che fareste?…scrivetelo e fatelo!

“Tra il dire e il fare c’ è di mezzo il mare!”

E’ difficile quantificare. Ma e’ stato sicuramente importante il ruolo della Rete  nella corsa trionfale di Barack Obama verso la Casa Bianca.

Obama deve molto a Internet. Ma anche Internet deve molto a Obama, e al modo sapiente e strategico con cui il neo-Presidente ha utilizzato i linguaggi e gli strumenti innovativi del web, mettendone in evidenza le formidabili e affascinanti potenzialita’.

Proprio sulla scia di questa esperienza (e in particolare dei 650 milioni di dollari raccolti in buona parte attraverso microdonazioni via Internet), nasce “ifwerantheworld”, il gia’ ribattezzato “Google delle buone azioni, che promette di tirar fuori tutta la capacita’ della Rete di catalizzare i tanti piccoli sforzi individuali verso il raggiungimento di obiettivi apparentemente impossibili.

Il nuovo social network – “se guidassi il mondo vorrei…” – e’ ancora in costruzione ma ne e’ stato reso pubblico il funzionamento: il visitatore sara’ accolto da una pagina bianca, in stile Google, e sui puntini del “se guidassi il mondo vorrei…” dovra’ scrivere il suo auspicio per un mondo migliore. A questo punto, sempre in stile Google, il sito proporra’ una serie di attivita’ da svolgere per passare – come si suol dire – dalla teoria alla pratica.

Ma non e’ finita qua. Le buone azioni compiute, infatti, appariranno nel profilo pubblico degli utenti e ognuno potrà documentarle con foto e video. Le singole buone azioni si allineeranno poi graficamente su un asse per dare in ogni momento la percezione dei progressi verso il raggiungimento dell’obiettivo finale. La comunità sarà coinvolta anche nell’individuazione delle grandi cause per le quali attivarsi e dei piccoli step nei quali scomporle.

Oltre al caso Obama, ulteriore ispirazione dell’ ideatrice, ovvero l’ esperta di marketing  Cindy Gallop, sta in un limite degli attuali social network, i quali “troppo spesso permettono alla gente di chiamarsi a raccolta, ma non di agire”.

Insomma, un progetto innovativo e molto ambizioso.

Voi che ne pensate?

Simone DI Gregorio

Comunicare la comunicazione, that is the question!

litalia-che-comunica

“La comunicazione.Un  prodotto su cui investire.” ( Forum della Comunicazione 2009 )

All’interno dei media, specialmente nel panorama italiano, non faremo fatica ad individuare il vero e proprio paradosso di una comunicazione che è incapace di comunicare se stessa e di professionisti del comunicare che condannano e disprezzano le stesse professioni del comunicare che rappresentano. Non faccio nomi, per il semplice fatto che sono troppi.

Se da una parte i media confermano come acquisito il fatto che ormai la comunicazione sia centrale e pressocchè onnipresente nel mondo che ci circonda, raramente si spendono parole di stima, di rispetto, di riconoscimento nei confronti della comunicazione e delle sue professioni.

E’ per questo che l’iniziativa del Forum della Comunicazione, in programma a Roma il 26 e  27 Marzo 2009, risulta del tutto originale e in controtendenza con i discorsi che solitamente girano intorno alla comunicazione e alle sue professioni.

La strategia di Comunicazione Italiana, che ha organizzato il Forum, mi sembra chiara e convincente: da una parte mettere in piedi un programma con professionisti della comunicazione di tutto rispetto su temi centrali per lo sviluppo della comunicazione e del Paese; dall’altra progettare e realizzare una vera e propria campagna di comunicazione su stampa, radio, web per promuovere la comunicazione stessa.

Una buona iniziativa, non credete?

Luca Taddei

Pagina Successiva »


ilcomunicatore

PENSARE COMUNICAZIONE PER FARE COMUNICAZIONE

luca.taddei@gmail.com

ilcomunicatore è il blog di riflessione, discussione, condivisione sul mondo del marketing & comunicazione

Contatori

This blog is listed

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog Career & Job Blogs -  Blog Catalog Blog Directory blog search directory Blog-Show la vetrina italiana dei blog! MigliorBlog.it
Add to Technorati Favorites

Creative Commons

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.