spazio alla creatività: La Terra di Alessandro Caprioli

L’ottimo progetto BlogLab riparte e arriva alla sua seconda edizione e oltre a coinvolgere l’Università degli Studi di Firenze e La Sapienza di Roma si allarga anche alle Università di Torino, Genova ( Campus di Savona ) e Urbino.

Per noi de ilcomunicatore è un grande piacere poter seguire la nascita dei nuovi blog legati a questo progetto e di dare una mano quest’anno nel ruolo di fellows.

Per il nostro spazio alla creatività vi presentiamo il progetto di Alessandro Caprioli, studente della Laurea Specialistica in Marketing e Comunicazione d’Impresa de La Sapienza.

Il suo progetto, ancora in fase di lavori in corso, si chiama La Terra richiamando il titolo del film di Sergio Rubini girato interamente nel suo Paese natale, Mesagne, nella bellissima e solare terra del Salento. Il suo blog sarà appunto un local blog che parlerà della sua Terra cercando di metterne in risalto bellezze e contraddizioni. Non mancherà un occhio attento alla sua passione per la comunicazione, la televisione, l’advertising e il marketing online.

E anche da parte nostra non mancherà un occhio attento per questo progetto, di cui i padroni di casa di questo blog sono i fellows. Per esempio, mi interessa molto quale possa essere la relazione fra local blogs e valorizzazione dei territori locali e di costruzione di brand locali. Ne riparlemo sicuramente anche su Italian Branding.

Il progetto sembra davvero molto interessante!

Seguiamolo insieme! E naturalmente in bocca al lupo, Alessandro!

Luca Taddei.

Fiat: scarpe, low-cost e Topolino per il dopo 500

Creare è dare una forma al proprio destino.” (Albert Camus)

Il successo della nuova 500, sia in termini di vendite che di immagine, consente alla Fiat di guardare al domani con molta fiducia e pone le condizioni per sperimentare soluzioni innovative.

I progetti in cantiere sono molto interessanti e sembrano voler rafforzare la sintonia tra il brand e il mercato globale.

Più piccola della nuova 500, leggermente più grande della Panda, rispettosa degli standard di emissione Euro-4 e pronta non prima del 2010: sono queste le indiscrezioni che Harald Wester, responsabile dello sviluppo della casa torinese, lascia trapelare in un’intervista per Auto, motor und sport (la più autorevole rivista automobilistica tedesca) a proposito della nuova creatura Fiat: una macchina low-cost, piccola nelle dimensioni ma grande in quanto a tecnologia e modernità, che sarà venduta solo sui mercati esterni all’ Ue (in particolare nei Paesi emergenti come Russia e India e nella vasta area del Sudamerica).

L’ altra novità é una diretta evoluzione della nuova 500.

Si tratta della Topolino, una macchina pensata per i mercati evoluti, anch’ essa dalle dimensioni contenute e….molto snob! In comune con la 500 avrà non solo le dimensioni ma soprattutto gli stessi concetti di design, raffinatezza ed Hi-Tech.

Inoltre da qualche giorno sono comparse nelle vetrine dei migliori negozi d’ Italia le nuove scarpe da uomo prodotte da Fiat in collaborazione col calzaturificio X-Bacco di Montegranaro. Inutile dire che si tratta di espressioni raffinate del made in Italy collocate sulla fascia alta del mercato.

Le strategie mi sembrano ottime, ora sono molto curioso di sapere che tipo di comunicazione verrà utilizzata, soprattutto per la Topolino…

chissà se verrà ideata una comunicazione-evento come quella, esemplare, della nuova 500!

SimoDG

Nastro Azzurro: azione di guerrilla a Milano

“C’è più gusto ad essere italiani” ( payoff del brand Nastro Azzurro )

Il Salone Internazionale del Mobile di Milano quest’anno è stato molto positivo anche nella qualità della comunicazione. E speriamo che il tutto si ripeta anche nei prossimi anni. Da parte mia tifo per la sostituzione di Mobile con Design: dal punto di vista comunicativo farebbe sicuramente tutto un altro effetto. E in comunicazione i nomi contano.

Comunque, detto questo, sono da segnalare ( e infatti ringrazio per la segnalazione Albyn00 ) sono anche le attività parallele, per così dire collaterali, di marketing che si sono succedute nei giorni di attività del Salone, e sicuramente fra queste spicca l’azione di guerrilla marketing di Nastro Azzurro, brand che si caratterizza sempre per una comunicazione di grande qualità e creatività.

A seguire vi propongo alcune foto per farvi un’idea di questa guerrilla action ( qui ne trovate molte di più e qui trovate un interessante video ):

Accanto a queste istallazioni, Nastro Azzurro ha promosso, ce ne informa Crazy Marketing, un concorso di design, attività di placement come birra ufficiale di eventi esclusivi, allestimenti di vetrine e corner presso showroom di design e top outlet milanesi, proiezioni itineranti e una campagna Atl a supporto.

Che dire di più? La guerrilla piace, soprattutto se fatta con professionalità e con creatività.

A me questa azione di guerrilla piace e a voi?

Luca Taddei.

l’eclettismo italiano fra marketing, design e FIAT500

“Il genio è in qualche modo collegato alla facoltà di capire il mondo.” ( Glenn Gould )

Il marketing per FIAT500, come potete anche capire molto facilmente solo dando un’occhiata al sito web del piccolo mito italiano, si sta dimostrando vincente in ogni iniziativa che porta avanti.

Abbiamo già parlato di FIAT500 qualche tempo fa preannunciandone il successo ed oggi lo sottolineiamo  nell’incontro del mito di casa FIAT con il design all’interno dell’ottimo Salone Internazionale del Mobile di Milano.

Di notevole interesse risulta Italian Pop, progetto di cobranding fra iGuzzini, azienda italiana leader nel design per l’illuminazione e molto attiva nel marketing, e FIAT: due realtà vincenti e positive dell’impresa italiana si fanno forza a vicenda e fanno quasi sistema.

A buona ragione questo articolo apparso sul Corriere della Sera qualche giorno fa argomenta come questo incontro fra auto e design non sia solo figlio del marketing, ma rappresenti una vera e propria contaminazione dei generi, un eclettismo tutto italiano in cui lo stile del design diviene  valore che informa la vita quotidiana in tutte le sue forme.

Che sia questa la strada giusta per la competitività dell’impresa italiana? Una strada in cui il marketing è componente strategico irrinunciabile?

Luca Taddei.

Chiesa e comunicazione

Naturaliter christiana.” ( Tertulliano )

Il viaggio apostolico di Papa Benedetto XVI negli U.S.A. getta una luce interessante sulla comunicazione della Chiesa Cattolica.

L’attenzione della Chiesa Cattolica per la comunicazione è da sempre vitale e di qualità. Sicuramente un peso molto forte l’ha avuto la personalità di Giovanni Paolo II, ma bisogna dare atto al nuovo Pontefice di aver fatto un ottimo lavoro dal punto di vista della comunicazione in questi giorni americani: l’abbraccio con la folla davanti al seminario di Yonkers, il coraggio di parlare ripetutamente dello scandalo degli abusi sessuali, il sicuro richiamo alla tradizione cattolica mostrato dai paramenti sacri, come le mitrie d’oro e le scarpe rosse, senza mai cadere nel cattivo gusto dei telepredicatori e dei riti modellati su talk show televisivi tipici del mondo protestante americano.

La Chiesa Cattolica riesce, molto spesso, nello scopo di presentare una comunicazione di sè e delle sue attività in maniera seria e tradizionale ma allo stesso modo armonizzandosi, a volte anche a prefezione, con i media e la promozione: in questo viaggio statunitense si è potuta notare la grande professionalità nell’organizzare la visita del Papa come evento mediatico e un merchandising di ricordi della visita ben strutturato e dalla storia molto lunga, precedente forse a quella del merchandising commerciale. Pensiamo al profumo del Papa, un’ essenza realizzata a metà dell’Ottocento da un medico californiano per il pontefice del tempo, Pio IX, e venduto oggi a 26 dollari nei negozi diocesani.

Tacere del rapporto fra Chiesa Cattolica e comunicazione è piuttosto difficile, per la grande attenzione del mondo cattolico per la comunicazione, sia in ambito professionale che accademico, ma soprattutto per la capacità di costruire da parte della Chiesa Cattolica una comunicazione nel senso più vero di relazione, di messa in comune di valori e di azioni. Insomma la Chiesa Cattolica in fatto di comunicazione è tutt’altro che oscurantista e arretrata.

Allo stesso modo è forte e di ottima qualità anche la comunicazione contro la Chiesa, proveniente da più contesti e soggetti diversi. Così non è da sottovalutare il forte legame fra l’identità della Chiesa Cattolica e l’identità nazionale italiana.

Per approfondire anche uno solo di questi temi che ho introdotto non basterebbe un libro, ma riflettere sul ruolo della Chiesa Cattolica nel mondo della comunicazione non è affatto un esercizio ozioso quanto piuttosto strategico per comprendere meglio la realtà complessa della nostra società, soprattutto italiana.

Luca Taddei.

Santo Versace, in Parlamento col Pdl per aiutare la Calabria e il brand Italia

“E’ arrivato il momento di lavorare per ripulire la politica locale.” (Santo Versace)

Tra le novità della prossima Legislatura spicca il nome di Santo Versace, stilista di punta del made in Italy neo eletto alla Camera tra le fila del Pdl.

Il suo obiettivo é duplice e decisamente ambizioso.

“Torno in Calabria dove sono cresciuto per aiutare chi é rimasto ma anche per spazzare via malapolitica, malaburocrazia e malaffare. Proponendo un’ immagine diversa della Regione e dell’ Italia all’ estero, perchè non passi solo l’ istantanea del degrado di Napoli.”

Versace afferma di aver maturato la scelta di candidarsi per un seggio a Piazza Montecitorio dopo l’ orribile strage di Duisburg: l’ impegno é di usare il proprio nome per comunicare un’ altra immagine delle terre del Sud offese dalla mafia e più in generale del sistema Paese.

E’ un impegno importante che Versace vuole condividere con altri imprenditori noti, convincendoli a prendere parte a questa battaglia.

Una questione che Versace intende affrontare é quella del made in Italy: il neo deputato progetta di sensibilizzare le istituzioni per dare continuità e più rilievo al lavoro già intrapreso con Altagamma, un associazione - di cui Versace é presidente - che rappresenta imprese italiane collocate nella fascia alta del mercato e attive nella valorizzazione del brand Italia.

Le idee mi sembrano più che ottime, d’ altronde sono fermamente convinto che la questione del brand nazionale e dei brand locali, l’ immagine del Paese all’ estero e il made in Italy, siano aspetti decisivi su cui deve consolidarsi l’ impegno politico, considerate soprattutto le forti implicazioni economiche.

Intanto c’ é chi, come Laura Biagiotti, propone addirittura un ministero per il made in Italy.

Voi che ne pensate?

SimoDG

il made in Italy e il virus cinese

“Capire la Cina non è soltanto impossibile, ma inutile.” (Ennio Flaiano)

Dopo gli ottimi risultati dell’ export relativi alla prima parte del 2008 (balzo in avanti nell’ area extra-Ue del 18%), il brand Italia appare minacciato nella sua credibilità da alcune situazione emergenziali.

Prima i casi di Napoli e di Alitalia - che hanno messo in luce per l’ ennesima volta le carenze del sistema Paese -, ed ora la messa in questione di alcuni tratti virtuosi che da sempre accompagnano l’ immagine dell’ Italia nel mondo.

In particolare due situazioni critiche sono emerse in questo inizio di Primavera;

la prima riguarda uno dei simboli per eccellenza del made in Italy: il vino. Infatti i media non hanno perso un attimo nel montare lo “scandalo dei vini”, a partire dalla presunta truffa del Brunello di Montalcino “impuro”. A tal proposito non intendo pronunciarmi: la situazione é confusa e sono necessarie indagini rapide ed efficaci, nel rispetto del lavoro di centinania di professionisti a cui dobbiamo molto per i risultati sempre eccelsi e del tutto fondamentali per la nostra economia. Aggiungo che ci vorrebbe una maggiore responsabilità da parte dei giornalisti che non di rado, per tentazioni sensazionalistiche, montano dei veri e propri casi a partire da fatti che sono solo presunti e tutti da accertare;

l’altra situazione é più complessa perchè coinvolge quello che é e sarà sempre di più uno dei nostri principali competitors: la Cina. Le autorità cinesi hanno infatti bloccato l’ importazione di mozzarella di bufala campana annunciando al mondo che saranno irrigiditi i controlli per tutti i formaggi italiani, sull’ onda lunga delle presunte tracce di diossina (smentite dall’Ue) trovate nei prodotti di alcuni caseifici campani.

Si tratta di una mossa tutt’altro che difensiva, ma strategica e d’attacco.

Il Ministro delle politiche agricole De Castro spiega infatti che “in Cina non esportiamo neanche un chilo di mozzarella”, dunque quello cinese non può essere considerato un paese importatore dell’ ottimo formaggio campano.

E allora, che pensare? L’ idea di molti osservatori, e che io condivido, é che si tratti di un danno d’ immagine volutamente inferto dalla Cina all’agroalimentare made in Italy e più in generale alla credibilità di un modello - quello italiano - che si propone come interprete della qualità, del gusto e dell’ esclusività.

Un modello del tutto antitetico al sistema Cina, in quanto esattamente all’opposto rispetto alle dinamiche di contraffazione e di quantità a basso prezzo su cui poggia la fortuna economica del Sol Levante.

Per questi motivi - e dato che tra i due modelli sarà sempre maggiore la competizione - l’ Italia deve riuscire a supportare meglio le sue imprese, accompagnandole nelle sfide del mercato globale e difendendole da certi attacchi.

Di fronte a noi abbiamo infatti uno Stato - quello cinese - fortemente presente nell’ economia nazionale e capace di tutto pur di conquistare quote dell’export mondiale.

Voi che ne pensate?

SimoDG

quando non si ha il coraggio di shockare

 

“Smoking isn’t just suicide. It’s murder” ( slogan della campagna sociale della Chilean Corporation Against Cancer )

Il sempre interessante blog Comunicazione Sociale mi offre uno spunto per fare una riflessione.

Pubblicità sociali come questa schockano, sono un pugno allo stomaco, ma in fin dei conti servono, raggiungono il loro obiettivo di colpire la sensibilità delle persone per cercare di smuoverle, di fare loro cambiare atteggiamento. . E, a mio parere, non risultano affatto di cattivo gusto.

In Italia campagne come queste sono difficili da presentare. E’ meglio restare sull’ ironia, molto spesso leggera ed in molti casi non si fa nemmeno uso dell’ironia, ma si tirano fuori campagne sociali del tutto prive di creatività e di efficacia.

L’ironia funziona, ma la poca creatività no. Sottolineo la necessità di campagne sociali contro il fumo creative e schockanti anche in Italia, dal momento che ce n’è bisogno: il fumo in Italia è ancora ben accetto, specialmente fra i giovani.

Ma per farvi capire la cifra della mia riflessione vi invito a visitare Io Lavoro Sicuro, sito web della campagna per la sicurezza sul lavoro patrocinata da Pubblicità Progresso.

Dobbiamo fare i complimenti a Pubblicità Progresso per aver toccato il tema della sicurezza sul lavoro, tema sociale che a mio avviso necessiterebbe di numerose campagne di comunicazione, dal momento che la questione delle morti sul lavoro non è legata a vuoti legislativi, ma soprattutto a una mancanza di una cultura diffusa della sicurezza sul lavoro nel nostro Paese. E la comunicazione può andare proprio a costruire questa cultura.

Ma il problema è qui lo stile della campagna. La campagna risulta davvero priva di un contenuto originale, creativo, che possa colpire la sensibilità delle persone. Insomma non c’è paragone con la campagna cilena, diretta, che va al dunque senza mezzi termini.

Insomma non so a voi, ma a me sembra che qualcosa nella comunicazione sociale del nostro Paese ci sia da cambiare. Si dovrebbe osare di più.

Luca Taddei.

Quegli strani manichini…

6.jpg

“Chi vive senza follia, non é così sano come crede.” (Francois De La Rochefoucauld)

Da qualche settimana lungo le strade di Varese sono comparsi dei manichini che ritraggono uomini e donne alla disperata ricerca di un singolare ingresso dentro oggetti particolari: vasi, box, colonne, tombini, ecc.

La loro presenza ha destato molta curiosità tra i cittadini del Comune che si sono lanciati nelle più svariate ipotesi: arte? resti di un qualche circo? c’ è anche chi si é spaventato pensando fossero persone reali uscite fuori di senno!

Ma qualche giorno fa é stato svelato l’ arcano: si tratta di una campagna di marketing non-convenzionale lanciata dal Centro Commerciale Belforte, molto noto in città.

Dunque, Belforte ha voluto sperimentare un percorso di comunicazione alternativo a quelli tradizionali, promuovendo il suo Centro commerciale con mezzi e strumenti più creativi e più liberi nell’ espressione.

Come sapete, nella società della comunicazione siamo subissati di messaggi e non tutti raggiungono il consumatore. Molti altri poi vengono notati solo sfuggevolmente e velocemente dimenticati.

Con questa campagna invece, Belforte ha saputo giocare con i cittadini (e la dimensione ludica é una componente importante della vita postmoderna!), creando aspettativa e coinvolgendoli in una sorta di “giallo”, senza tra l’ altro far capire si trattasse di pubblicità.

E solo dopo si é rivelata mostrando il prioprio marchio, che sono sicuro abbia in questo modo incrementato la sua dose di simpatia!

Da notare il pay-off, “C’ entro dentro”, che richiama (anche se sarebe stato difficile coglierlo!) il coinvolgimento del Centro Commerciale - a Varese un importante luogo di socialità, con eventi, spettacoli, manifestazioni varie - così come “la voglia di entrarci”!

Insomma, una bella campagna. Diversa da quelle a cui il mondo della distribuzione ci ha abituati.

Qui trovate ulteriori notizie e avete la possibilità di vedere le installazioni apparse in città.

Che ve ne pare?

SimoDG

La comunicazione del Partito Democratico

manifesto-del-pd.jpg

“Si può fare.” ( slogan della campagna elettorale del PD )

Continuiamo la nostra analisi della comunicazione politica in questa campagna elettorale 2008. Dopo esserci occupati della comunicazione del PDL, ci occupiamo di quella del Partito Democratico.

simbolo e slogan:

Il simbolo del PD fa riferimento al tricolore italiano. E già questa è una novità rispetto alla propria comunicazione del passato, ma non è certo una grossa novità nel panorama della comunicazione politica italiana. Per legarsi al proprio recente passato, il PD nel proprio simbolo presenta il ramoscello d’ulivo che già rappresentava L’Ulivo. Dell’Ulivo rimane anche il colore verde. La novità, per il centrosinistra ma non per la comunicazione politica italiana, è anche l’introduzione della scritta “Veltroni Presidente” in stile americano. Così come lo slogan “Si può fare.” che ricalca quello di Obama “Yes, we can”.
Per quanto riguarda il logo del PD vi rimando anche a un mio post di qualche tempo fa.

manifesto:

i manifesti del PD sono numerosi, li potete trovare tutti qui. Una costante è il volto sorridente di Walter Veltroni. Anche qui è presente l’indirizzo del sito web del partito www.partitodemocratico.it

comunicazione web:

il sito web del PD è molto composito e al suo interno si possono trovare tutte le informazioni che si cercano sul PD, a partire dal programma, la carta dei valori, l’agenda, le liste per la camera ed il senato. La comunicazione web del PD, dal punto di vista informativo, è chiara e ben fatta.

Dal punto di vista della partecipazione, un’ ottima iniziativa è sicuramente quella del social network del PD, poi c’è il Twitter del PD e naturalmente il canale YouTube del PD ( naturalmente il canale YouTube del PDL non manca, confrontateli! ). Un aspetto molto interessante è rappresentato dalla possibilità di raccogliere fondi in questa sezione o acquistando i gadget o tanto meglio i km del giro dell’Italia nuova. attraverso il web. Infine, la sezione materiali di comunicazione è ampia e ben costruita.

considerazioni finali:

E’ innegabile che la comunicazione del Partito Democratico è completamente diversa rispetto a quella precedente dell’Ulivo, dei DS e della Margherita. Sicuramente c’è stato un grande miglioramento, sembra che finalmente il primo partito dell’area di centrosinistra si dimostri consapevole della comunicazione politica e la costruisca in maniera efficace. Il Partito Democratico approda alla comunicazione che era stata introdotta da Forza Italia, ma dobbiamo ammettere che, se nei manifesti, nei gadgets, negli spot tutto sommato non ci sono grosse innovazioni, nel web il PD si dimostra più ricco nei contenuti e nelle iniziative del centrodestra.

Luca Taddei.


ilcomunicatore

PENSARE COMUNICAZIONE PER FARE COMUNICAZIONE

luca.taddei@gmail.com

ilcomunicatore è il blog di riflessione, discussione, condivisione sul mondo della comunicazione, in tutte le sue possibili sfaccettature, dal marketing alla pubblicità fino al giornalismo e all'organizzazione di eventi.

Contatori

This blog is listed

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog Career & Job Blogs -  Blog Catalog Blog Directory blog search directory Blog-Show la vetrina italiana dei blog! MigliorBlog.it
Add to Technorati Favorites

Creative Commons

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.