Presentato iPad, “oggetto magico e rivoluzionario”; intanto in Italia divampano le polemiche per la (scaricatissima) applicazione iMussolini

Oltre le aspettative.

In attesa di riflessioni “a freddo”, le reazioni lasciano trasparire un forte entusiasmo e la sensazione che l’ ultima creatura di Apple sia qualcosa di molto di piu’di quanto immaginato.

Coerentemente con lo stile aziendale, iPad travarica i confini della sua categoria per proporre una sorprendente convergenza di tecnologie.

“Prodotto magico e rivoluzionario” – spiega Jobs – “il miglior risultato della mia carriera.”

Piu’ di un semplice computer portatile, iPad e’ una piattaforma multifunzionale dove la tecnologia – declinata in web, radio, video, film, videogiochi, album fotografico, lettore digitale, ecc. – viene fruita in modo totalmente nuovo, per esperienze olistiche “che non avete mai avuto”.

Nella sua presentazione, Jobs si sofferma su contenuti inediti che potrebbero rivitalizzare mercati in affanno.

Se il modello iPhone-iTunes hanno trasformato (salvato?) l’ industria della musica, ora e’ la volta dell’ editoria: Apple e i vertici del “New York Time” hanno infatti lavorato ad una versione del quotidiano specifica per il tablet e finalizzata a garantire un’ approccio alla lettura innovativo e con inediti contenuti multimediali.

“Siamo entusiasti di essere pionieri della prossima generazione del giornalismo digitale”, ha commentato Jobs.

Non solo musica.

All’ orizzonte, partnerships con Disney, Electronic Arts e la nuova libreria digitale iBooks per la distribuzione di contenuti a pagamento: pagine web, giornali, libri.

Sorprende, in positivo, anche il prezzo del tablet: 499 dollari per la versione base.

Apple sempre piu’ al centro dell’ attenzione.

In Italia, il secondo programma piu’ scaricato dagli iPhone e’ un’ applicazione che per 79 centesimi consente di leggere, vedere e ascoltare tutti i discorsi di Mussolini.

L’ applicazione iMussolini e’ stata sviluppata da un’ imprenditore napoletano che alla possibile accusa di apologia del fascismo risponde di aver solo “raccolto materiale che si trova ampiamente su Internet, in libreria o in edicola”.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

Nuova censura della Cina…bloccata la proiezione del film Avatar

Anche nel 2009, in piena crisi globale, la Cina e’ riuscita a confermare l’ obiettivo dell’8% di crescita del Pil.

Ottimo, gia’, ma a che prezzo?

Tra i tanti aspetti controversi che caratterizzano la folgorante ascesa della Cina c’ e’ anche un controllo severo di ogni forma di informazione e di comunicazione, vera e propria antitesi dello spirito democratico.

L’ultimo esempio e’ la decisione di bloccare a partire dal 22 Gennaio la proiezione del film Avatar, il colossal di Cameron che anche in Cina sta  riscuotendo un enorme successo.

Con una sofisticata strategia, la China Film Group Company (ma dietro ci sarebbe direttamente il Dipartimento Centrale di Propaganda del Partito Comunista Cinese) ha spiegato che il film non scomparira’ ma rimarra’ visibile nelle sale 3D: considerato pero’ che in un Paese dai confini sterminati come la Cina le sale attrezzate al tridimensionale sono pochissime, si tratta di una censura in piena regola.

Da cosa e’ dipesa tale decisione?

Non e’ chiaro.

In alcuni commenti affidati ad Internet la decisione viene spiegata con la necessità di «fare spazio» al film «patriottico» su Confucio, prodotto ad Hong Kong e agli altri film cinesi, schiacciati dal successo di «Avatar».

Ma c’ e’ chi invece sostiene che le autorità avrebbero visto nel film pericolosi riferimenti alla situazione delle minoranze etniche della Cina, come i Tibetani e gli Uiguri.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

Mulino Bianco ascolta il web e lancia il blog e il catalogo delle sorpresine

Mulino Bianco ha deciso di ascoltare il web e questa è sicuramente una strategia giusta per rendere sempre più speciale il suo brand, già molto forte e consolidato nel panorama italiano.

Dalla community Nel Mulino Che Vorrei è venuta l’idea di far nascere un progetto particolare, un progetto che si è fatto realtà, nel web ovviamente,  con il Blog delle Sorpresine del Mulino Bianco.

Chi di noi non ha collezionato le sorpresine del Mulino Bianco quando eravamo bambini? Ecco oggi la creatrice delle sorpresine Mulino Bianco, Graziella Carbone, che ha ideato le famose scatoline che contenevano gadget e simpatici giochi, è la protagonista di questo blog del tutto particolare e originale in cui racconta la storia delle sorpresine attraverso aneddoti e curiosità.

L’idea è quella di dedicare uno spazio virtuale, il blog, dove ricordare con emozione le sensazioni provate un tempo nell’attesa di scoprire la sorpresina contenuta nella confezione di merendine Mulino Bianco.

Ma le iniziative legate alla storia delle sorpresine non finiscono qui. Infatti il Team digital di Mulino Bianco sta cercando di coinvolgere piccoli e grandi collezionisti per realizzare il catalogo completo delle sorpresine del Mulino Bianco. E per fare questo hanno pensato ai social media, su Facebook con la pagina dedicata alle scatoline, e naturalmente al blog delle Sorpresine.

Chi parteciperà alla realizzazione del catalogo completo delle sorpresine sarà premiato con la menzione del nome del collezionista nel catalogo, con un cadeau di prodotti della Mulino Bianco e con l’organizzazione di una visita nel bellissimo stabilimento di Castiglione delle Stiviere.

Sembra una ottima strategia che coniuga l’utilizzo del web, con strumenti come il blog e i social media, all’attenzione per la memoria e la storia del brand Mulino Bianco.

Che ne dite?

Luca Taddei

Cbs trasforma in sit-com le perle del nonno Sam, l’ Oscar Wilde di Twitter!

L’ Oscar Wilde della Rete e’ diventato ricco!

Dopo soli 73 messaggi pubblicati ma seguito di oltre 700.000 fan, la Cbs ha messo in ballo un ricco contratto per accaparrarsi i diritti di “shitmydadsays”, la pagina Twitter che ospita le “battute” di un ironico e cinico 73enne americano di nome Sam.

La pagina e’ curata dal figlio, vittima privilegiata di motti a volte un po’ volgari ma molto spesso strabordanti di vivace “sense of humor”.

“Perche’ dovrei desiderare di vivere 100 anni?” – chiede Sam al figlio in una delle scenette descritte – “Adesso sono 73 e sono maledettamente noiosi. A proposito. Quando tirero’ le cuoia non ti lascero’ neanche un soldo”.

Vi invito a visitare la pagina perche’ ci sono delle gustose perle!

I protagonisti di questa storia giudicano letteralmente inspiegabile il successo dell’ iniziativa, nata per la volonta’ del figlio di tenere aggiornati gli amici sulle chicche di Sam!

Cbs trasformera’ il tutto in una sit-com, sviluppando un interessante progetto di interazione fra nuovi e vecchi media.

Gongola il figlio mentre il vecchio Sam, dall’ alto della sua esperienza, e’ del tutto diffidente….

“A volte” – dice ammonendo il nipote – “la vita ti lancia sul como’ un biglietto da cento dollari. Solo troppo tardi ti accordi che lo ha fatto per fregarti”.

Simone Di Gregorio

La comunicazione sconfiggerà il fumo, secondo l’Unione Europea…

E’ dal 2005 che la Commissione Europea ha decretato che l’arma migliore per combattere l’uso del tabacco è la comunicazione.

La sfida della Commissione Europea è coinvolgere tutti i Paesi dell’Unione Europea in una campagna di comunicazione integrata e rivolta ai milioni di giovani europei con il fine di denormalizzare il tabacco.

La campagna in questi quattro anni ha previsto una strategia completa e organica ( in televisione, sui siti web, sulla stampa e con eventi mediali di alto profilo) con il sito web www.help-eu.com come anello di congiunzione tra le varie attività di comunicazione. E i risultati si sono visti.

Se guardate il video, vedrete come la campagna Help in questi mesi si è arricchita di una serie animata in 12 episodi, la cui prima stagione viene diffusa su internet!

Sembra proprio che lo spazio di comunicazione più adatto per l’Unione Europea per dialogare con i suoi cittadini più giovani sia il web e, visti i protagonisti della serie, Chuck, Skinny, Loona e Tapas e i loro consigli e trucchi assurdi per combattere il fumo, che il registro di questo dialogo sia quello divertente ed ironico.

Che ne pensate? La nuova iniziativa vi piace?

Luca Taddei

Dagli Stati Uniti, ricercatori monitorano Facebook per misurare il livello di Felicita’ del Paese

facebook-inside

Dopo il Pil e Bil…e’ la volta del Fil!

Un gruppo di analisti dell’ Universita’ dell’ Oregon ha messo a punto un ambizioso indicatore – lo United States Gross Happiness Index – che attraverso il monitoraggio di Facebook illustra giornalmente qual’ e’ il livello di Felicita’ della Nazione.

Il razionale del progetto verte sulla convinzione che i termini usati o cercati sul Web riflettano lo stato d’ animo degli utenti.

Conseguentemente, gli analisti hanno studiato per due anni e “nel rispetto della privacy” (assicurano…) i messaggi dei cento milioni di statunitensi iscritti al piu’ frequentato dei siti di social networking, ricavandone scoperte sicuramente interessanti anche se non…rivoluzionarie!

In accordo ai dati finali, i giorni piu’ felici sono risultati coincidenti con quelli di festa (4 Luglio, Halloween, Natale, Pasqua e 5 Novembre 2008, celebrazione della vittoria elettorale di Obama).

I giorni piu’ tristi sono stati invece il 22 Gennaio 2009, crollo del mercato asiatico, e 25 Giugno 2009, morte di Michael Jackson.

Il progetto pare essere un primo tentativo che anticipera’ altre ricerche simili, piu’ sofisticate in quanto a metodologia e comunque accomunate dalla volonta’ di individuare indicatori alternativi all’ ormai troppo limitante Pil.

Tra i tanti, trovo particolarmente assennato il commento di Domenico su Ninja Marketing

“Ma chi e’ che si prende la briga di definire semanticamente che cos’ e’ la Felicita’ e che cos’ e’ la Tristezza?”

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio


Obama: un nobel per la comunicazione della pace

obama, hope

Il Nobel per la pace assegnato al Presidente degli Stati Uniti d’America Obama fara’ sicuramente discutere: a qualcuno vengono dei dubbi, qualcuno non ha gradito, anche lui ne e’ rimasto sorpreso.

Quello che e’ indubbio e’ che questo premio Nobel per la pace e’ un Nobel assegnato alla comunicazione e piu’ in particolare alla comunicazione della pace. Obama, come comunicatore politico, e’ riuscito a costruire fiducia e speranza, insomma ha realizzato un discorso intorno alla pace. E’ questo, per ora, il suo piu’ grande merito.

Si pensa, anche giustamente, che un Nobel debba essere conferito a illustri personalita’ che si sono distinte per quello che hanno fatto piuttosto che per quello che hanno comunicato.

Ma la comunicazione, in politica come nelle altre sfere della vita umana, e’ azione.

Obama e’ riuscito sicuramente ad agire nell’immaginario di milioni di americani e non. E questo e’ sicuramente un fatto. Certamente Obama non e’ il primo politico nella storia ad essere riuscito a costruire un discorso di fiducia e di speranza intorno alla pace, ma in questi tempi e’ sicuramente il piu’ bravo.

Sara’ il Presidente americano in grado di affiancare alla comunicazione anche tutto quello che rimane da fare per costruire concretamente la pace?

Luca Taddei

Twitter, Facebook and Co. rivoluzionano il marketing farmaceutico…ecco come le Big del farmaco sperimentano il Web 2.0

farmaci

Il marketing dell’ industria farmaceutica sta subendo un’ evoluzione senza precedenti.

Pur confrontandosi con una totale assenza di normative e linee guida, le grandi aziende del farmaco sperimentano le nuove applicazioni del Web 2.0., ridefinendo il panorama della comunicazione e attivando canali (mai cosi’) diretti con i consumatori.

E da un punto di vista sociale, di bene comune…questo rappresenta un’ opportunita‘ o un pericolo?

Il dibattito e’ aperto.

Da una parte, infatti, l’ industria farmaceutica e’ regolata da una normativa stringente che limita la comunicazione diretta al consumatore: troppo alto e’ il rischio che la diffusione di informazioni si trasformi in “pericolosa” promozione, alimentando una domanda di prodotti che e’ invece strettamente legata all’ esistenza di un reale fabbisogno e di specifiche condizioni cliniche. Stiamo parlano di un mondo dove un’ informazione erronea o un farmaco preso incautamente possono risultare fatali.

Dall’ altra, il consumatore ha raggiunto un’ inedito ed alto livello di consapevolezza circa determinate patologie ed il corrispettivo trattamento; dispone e richiede un ruolo attivo perche’ e’ in gioco la propria salute e pretende che la decisione di quale farmaco assumere sia condivisa col medico, e non semplicemente “subita”; non di rado, come confermano esperti del settore, e’ il paziente che influenza il medico nella prescrizione dei farmaci, diventando vero e proprio “opinion leader” che le aziende aspirano ad intercettare e conoscere.

Vediamo allora quali sono alcune delle prime iniziative importanti prese dalle multinazionali farmaceutiche per catturare la voce e l’ attenzione del paziente attraverso i social media.

  • Procter&Gramble ha dedicato una community ai pazienti affetti da una particolare condizione clinica, la colite ulcerosa; nella community ci si conosce e confronta, condividendo storie ed esperienze di vita; alcuni medici di P&G, inoltre, forniscono informazione e consulenza clinica sull’ argomento.
  • Novo Nordisk ha aperto una pagina su Twitter, intotolata “Race with insuline”, dove il pilota Charlie Kimball, sofferente di diabete, racconta ai followers come proprio nonostante il diabete si possa condurre una vita normale e di successo, sul piano sia privato che professionale.
  • Merk ha aperto una pagina su Facebook dedicata al Gardasil, vaccino contro il tumore del collo all’ utero.
  • GlaxoSmithKline promuove abitualmente i suoi prodotti su YouTube.

Come vedete, vi sono approcci diversi all’ utilizzo del Web 2.0.

C’ e’ chi fa promozione di prodotto, chi invece costruisce piu’ sofisticate strategie di comunicazione che combinano le inevitabili  azioni di branding con l’ ideazione di spazi in cui chi soffre per determinate malattie ha la possibilita’ di incontrare altre persone che vivono lo stesso problema, ricevendo suggerimenti, consigli e, perche’ no, consolazione.

L’ azienda, dal canto suo, monitorando le “conversazioni” acquisisce informazioni preziose sul paziente: chi e’, cosa cerca, cosa chiede, cosa pensa.

Insomma, ci sono vari spunti di riflessione.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

Il marketing che lascia a bocca aperta e soprattutto asciutta!

campagna latet

Una campagna di notevole impatto comunicativo ( lascia a bocca aperta! ) è sicuramente quella di Latet. Ne parlano su Ninja Marketing e su I Believe in Advertising.

L’organizzazione umanitaria israeliana ha allestito nella Rabin Square di Tel Aviv un banchetto a base di…niente! Insomma la bocca rimane soprattutto asciutta!

La campagna serve a sensibilizzare i cittadini sulla necessità di 200.000 pasti da offrire ai bisognosi in occasione del capodanno ebraico.

Speriamo che, nei piatti, per quel giorno trovino qualcosa da sgranocchiare.

Luca Taddei

Boom dei cuddle parties, feste a base di coccole e abbracci

cuddle party

“Conosco solo un dovere. Quello di amare.” Albert Camus

Dopo mesi di cattive notizie, privazioni, paure, sembra aver preso piede un rinnovato bisogno di good news, coccole e messaggi di fiducia.

Il trend e’ stato ben compreso da molte importanti aziende che vi centrano le proprie strategie di marketing.

Illuminante e’ la campagna di Coca Cola costruita attorno al concetto di felicita’.

Altro fenomeno interessante sono i cuddle parties, ovvero feste a base di coccole ideate nel 2004 da due coach esperti in relazioni interpersonali che proprio in questi mesi da New York stanno prendendo piede un po’ in tutto il mondo, Europa compresa.

Ad un cuddle party (costo 30 euro) ci si va in pigiama e col proprio cuscino, ci si stende e si abbracciano perfetti sconosciuti: vietati alcol e droghe e bandito il sesso.

Sul sito cuddleparty.com e’ possibile leggere le testimonianze di chi vi ha partecipato.

“Dopo il party, sono uscito per strada con una sensazione di benessere, leggerezza, pace e contentezza.”

“Finalmente ho capito cosa mi sono persa finora.Sto recuperando anni di privazione e coccole.”

Come dicevamo, queste feste sono diventate cosi’ numerose che i due ideatori hanno avviato un programma di training per i “facilitatori”, ovvero esperti nell’ arte delle coccole pagati per portare i cuddle parties in tutto il mondo.

Fenomeno curioso.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

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